CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    il.ihhiiiiiii"m i nassasbassi
    Un'inopportuna, aita sconvenienza che innessun fatto può trovare pure riscontro o giustificazione, ci addolorò nel discorso dei-fon. Lertani, quando egli insinuò che l'attuale ministero possa in certo qual modo secondare le aspirazioni del suo partito, il quale viceversa potrebbe fondare sudi esso certe speranze!.... Anche negli armeggi di partito dovrebbero con piena leuità trattarsi avversarli 1 dissidenti; nè attribuire ad essi opinioni non vere ed ingiustificate, indendimenti non retti !  11 Ministero Depretis, come quello della grande maggioranzade Ila nazione italiana sinceramente monarchica, gode piena la fiducia dell'augusto sovrano, che ad esso affidava le redini del governo! Il ministero Depretis, che nel suo seno conta illustrazioni distintissime della scienza, del foro, della cattedra e del più puro patriottismo, nò, non vorrà mai meno alla sua lealtà, al nobilissimo suo compito di ravvivare la fiducia nello libere istituzioni che ci governano, di rialzarne il prestigio offuscato e depresso dalla partigianeria della caduta consorteria, e con la leale attuazione, con il pieno e graduale sviluppo dei diritti e delle libertà consentile dallo statuto, stringerà invece sempre più i popoli d' Italia con i vincoli di affetto e eli ritemprata lede attorno alla bandiera del Re eletto. Che sia cosi lo provano e lo proveranno meglio e sempre più i fatti avvenire.
    Ed al repubblicano Re etani non tardò autorevolissima smentita nel notevole discorso che f on. ministro Zaoardelli ( in voce di essere il più spinto fra gli attuali ministri nelle idee progressiste) pronunciò non ha guari nella patriottica sua Brescia, che con ovazioni entusiastiche accolse questo illustre suo figlio di ritorno fra le patrie mura,
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    Ma questo sarebbe poco. Dicesi, che , onorevole con quella impassibilità sua propria ci minaccia di una nuova professione di fede politica .... sinistra: i suoi amici la pretendono per renderlo presentabile alle nuove elezioni generali, ed egli noa p ò non contentare i suoi amici. Che può costargli un altro allodi fede? Le opinioni politiche per certa gente sono maschere; si usa di questa o di quella secondo il bisogno, e via innanzi senza scrupoli e senza vergogua.
    llahemns pon.ifieom! Il prefetto Bresciamorra è giunto, e noi gli diamo il benvenuto, e ci auguriamo spieghi quella energia e quella imparzialità necessaria a ritogliere i nostri comuni da quella specie di anarchia, che li governa. Lo attenderemo all'opera, e gli rav-counndiimo di esaminare ciò che si l'a dal sottò-prefotlo dottor Costantino lirista e dai nostri sindaci.
    . * * #
    In da,, 25 luglio ricevemmo una lettera dì un elettore lanciaucse, che avremmo pubblicato sabato, se non fosse arrivata, quando il giornale era già sotto i torchi. La pubblichiamo oggi, poiché serve altresì quale protesta del parlilo liberale lancianese. Se non che, noi ci uniamo francamente a quanto scrive il nostro corrispondente ordinario, addolorati che siasi ricorso all' astensione, mentre bisognava cadere da forti.
    Siamo gii alle elezioni amministrative; fervei opus. La febbre delle personalità è nel macinio grado, e la vittoria sarà completa pel parlilo, che solo rimane signore del campi». Gettiamo di volo uno sguardo in queato tramestio.
    Una buona dozzina di uomini sono intenti a perder la Iena per finger se stessi, o, mentre il facoltoso caudatai io con lo strenuo picchiapetto, tutto concede al radicale burbanzoso e subdolo, questo non isdegna 1' amplesso di lui. del jr ateale conservatore e del camuffato liba a e, che alla loro volta danno il braccio al ci indicante borbonico Lieti di que-, sta fusione coloriscono un programma che si attaglia bene a , coloro, che in ogni benubè minimo atto della vita, consultano le loro scarselle, e gridano a sguarciagola: Economie l La ¦ gente di buona fede, abituata a credere che un bilancio comunale po^sa essere rimaneggiato come quello di una fa-j miglia, cho, avendo dato fondo al patrimonio, vuol far senno, e'si condanna a digerir patate, applaude; quella che ha : lacciuoli a gran dovizia, se la ride sotto i baffi, e, per dof -ren/.a agli amici, che sa di trovare di una certa buona pasta ] ai rendevole, applaude ancora. E poi costoro hanno trovato j 1 espediente '(commendabile pur troppo) di sirappare il plauso
    Corriere cLegfli Elettori
    Ecco il risultato dell' elezioni di domenica nella nostra città.
    Elettori iscritti 927 : votanti 407. Faross eletti i signori: Delfico conte Troiano consigliere uscente (voti 384): Trosini cav. Be-rardo (292): Soarselli cav. Crescenzio id. (251 : Costantini cav. Berardo id. (21fi): Cananea avv. Federico id. f212): Ferraioli Pasquale id. (211 .
    Fra i non eletti ebbero maggiori voti i nostri amici De Marco avv. Gustavo (181) e Pirocchi dott. Pasquale fi74). Vennero dopo i signori d' Inlino dott. Carlo (141) e Scimitarra Domenico (129).
    Noi siamo lieti di questo risultato, che risponde in massima parte ai nostri desideri; ne siamo lieti principalmente a dispello del solito cav. Sibilla , che visti gli amici coli1 acqua alla gola, si affrettò coi suoi gabellieri a scagliare la freccia del Parto ai vecchi avversari
    °0° Domenica (30) il Consiglio " comunale di Torricella Sicura, a maggioranza di voti 8 contro 4 (si annovera tra questi quello dei sindaco) revocava jj ingiusta sospensione inflitta al segretario di quel comune sig. Giuseppe Spicca, 'del quale giorni dietro pubblicammo una protesta. Crediamo che in forzi di questo deliberalo il sig. Spicca abbia riassunte le proprie l'unzioni; e non possiamo a-stenerci dall'animi rare il coraggio del sindaco, che rinominato testé consigliere col mino» numero di voti tra gli eletti, seguita a tenera in ufficio ad onta di questo voto abbaslanii eloquente?;
    a9° Dal nostro corrispondente e dal sindae» di Giulia riceviamo le seguenti lettere ia rt-sposta al conto di Conversano:
    Giulianova 26 luglio 1$7«*
    (B. D. L.) Poche paroline in risposta ali* due paroline del sig. conte di Conversano,^ ciò per la parte che in certa guisa mii "gwjjjjj personalmente, mentre per la parte cp e i^
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    meglio I sempre più i l'atti avvenire.
    Ed al repubblicano Bertani non tardò autorevolissima smentita nel notevole discorso che i" on. ministro Zaiardelli ( in voce di essere il più spinto fra gli attuali ministri nelle idee progressiste) pronunciò non ha guari nella patriottica sua Brescia, che con ovazioni entusiastiche accolse questo illustre suo Aglio di ritorno fra le patrie mura.
    Ma di questo importantissimo discorso ci occuperemo di proposito in altro numero.
    S.....
    LETTERE FRENTANE
    Lanciano 28 luglio 76.
    Dopo 1' ultima mia corrispondenza del 3 luglio non ho mai più scrino, perchè attendeva 1' esito delle elezioni comunali e provinciali da farsi qui 1' ultimo giorno del mese: ma la lotta è cessala innanzi tempo, epperò cessata è ancora la r.igioue del mio silenzio.
    II sig. Colale Roìellini ha battuto la ritirata insieme ai suoi, ed ha per tal modo assicurato pieno trionfo ai priori, ex priori e confratelli delle nostre congreghe ad maiorem D-ù gloriata. Sig. Roiellini, voi sì giovane e sì intelligente, non dovevate abbandonare il campo innanzi al nemico: una sconfitta potrà pungere un pochino , amor proprio, convengo, mi non potrà mai far decadere dalla pubblica stima chi la gode, e massime quando si è combattuto per un onesto principio l Certe astensioni recidono i nervi a qualsiasi partito, e rendono più burbanzosi gli avversari.
    La lotta, spenta per tal guisa qui, ferve accanita in Rocca S. Maria, dove si combatte la rielezione del sindaco Giustino Croce, e dove questi sarebbe senza dubbio disfatto, se non contasse sull' intervento di parecchi elettori lancianesi e di altri paesi circonvicini. Anche il nostro monsignor Petrarca manda a soccorso del pericolante sLadaoo il proprio cuoco ed un canonico' Povero monsignore! Dicono i tristi, che il cavaliere dell' ordine di S. Gregorio gli faccia pagare la pigione del calino con i voli del cuoco Felice o del canonico: è questo ad ogni npjo un facile mezzo di pagamento, e gonzo òhi se ne lagna !
    Abbiamo tra noi Fon. de Orecchio, c, tenjo a credere, ebe pjsi su lui la fatali!à di doversi mostrare sempre ingrato. Ingrato verso Tommasi, ingrato verso Berlini, ingraio versa Colalè-Kotellini. La sua venula ha rinfocolato le ire municipali e le antipatie contra il Roiellini, che tanto contribuì alla sua elezione a deputalo al Parlamento. Chi non ricorda la favola dell'usino c del Icone morente?
    , sta fusione coloriscono un programma che si attaglia bene a j , coloro, che in ogni benché minimo alto della vita, consultano le loro scarselle, e gridano a sguarciagola: Economie! Fa ì gente di buona fede, abituata a credere che un bilancio comunale possa essere rimaneggiato come quello di una famiglia, che, avendo dato fondo al patrimonio, vuol far senno, e'si condanna a digerir patate, applaude; quella che ha lacciuoli a gran dovizia, se la ride s-otto i baffi, e, per dof -rema agli amici, che sa di trovare di una cena buona pasta j arrendevole, applaude ancora. E poi costoro hanno trovalo F espediente '(commendabile pur troppo) di sirappare il plauso j ' anche dalla laringe di qualche infelice, vuoi con morali pressioni, vuoi con lo spauracchio dell' usciere. Tutti imbrancati in siffatta guisa al coio dei credenti, la maggioranza è stala I formata. Il programma, fin dal decorso anno, dovea essere attuato così. Le scuole elementari so'e, solissime, perché obbligatorie; le tecniche e le ginnasiali, lusso di bandirsi; ed ecco la prima economia. L' asilo d' infanzia soppresso; seconda economia. Riduzione dogi' impiegali; ma siccome son pochi davvero, si contentano anch' essi di fare economia col ventre, e, giù un altro colpo, passando alla teiva economia. ! Vi pare che tulio sia esaurito? No. Siccome i pacifici citta-, dini (o gente onesta.' s >gliono all' imbrunire, battere le porle ! delle loro case, non hanno bisogno di fanali; inutile è quindi la pubblica illumina/ione. I birbanti che vagano fra le tenebre passeranno il rischio di fratturarsi le gambe contro i sassi, ed ogni notte, con una disgrada dippiù, si'conterà un birbant?. di meno. Oli.' carini davvero / Tutta la linea è commossa; e U quarta economia è approvala. Ma nel decorso anno non mantennero il loro progranrma, sicché due consiglieri del partito (gregari di buona fede) maravigliando , che con tanta disinvoltura si potesse mentire (ne sapevano poco i poverini) ') si dimisero, ed intanto le scuole vi sono, I' asilo è ritornato in vita, e dei birbanti nessuno, per quanto mi sappia, ha riportato delle fratture in grazia ai fanali che bene 0 male splendono ogni sera. Eh I la luce, in barba agli oscurantisti, ci sarà sempre, ed i fanali aumenteranno di numero! Mi fate venir la voglia dì ridervi sul muso per la vostra ingenuilà/ E, e non è; l'avete capito?
    L' altro partito, che meglio si appellerebbe manipolo di gente che ha uno scopo da raggiungere il bene pel bene , si ag'la per allontanare il male che potrebbe risentire il paese ove la maggioran a del Consiglio fosse tult' altra che formata di uomini onesti od intelligenti. La sua azione però non polendo assere eflìcaco per gli ostacoli presentati da taluni, che dovevano rappresentare una parie interessante nella lotta, rinunzìerà al dritto del volo; e, mentre può affermare altamente che i mezzi adoperati non sono mai liscili dal terreno della legalità, ripugna a talune idee, a-speltando che il paese ravveduto, meno indifferente, mono 1 timido ed apatico, pronunzi il suo verdetto.
    V. t
    eloquente*
    ao° Dal nostro corrispondente e dal s-indac» di Giulia riceviamo le seguenti lettere in S sposta al conto di Conversano:
    Giulianova 26 luglio ,,,,
    (B. I). L.) Poche paroline in risposta f, due paroline del sig. conte di Conversano, j ciò per la parte che in certa guisa mi riguardi personalmente, mentre per la parte chetfffetfe I' appellativo giusto o non giusto di òaraontk dato all'Amministrazione comunale di Giulia, lascio a chi di dovere libero il campo di rispondere quando e come si crederà meglia sempre però dichiarando che confermo pienamente quanto, rispetto ai voluti parliti, dissi nella mia inserita nel n. 58 del Corriere. E per attenermi strettamente al falto personale, mi studierò di ribattere in ino do categorico le gratuite accuse, che mi si lanciano contro dall' egregio giovane conte.
    1. Egli vede un giro macchiavellico nella mia lettera del la. Ebbene tal sia pure, se così gli piace, poiché ciò dimostrerebbe d' aver io letto un pochino, come si dovrebbe da ogni buon italiano, gli scritti del gran Segretario della Repubblica fiorentina. Però m'incombe T obbligo d' assicurarlo che nel caso che n« occupa, non ho punto il merito da lui attribuitomi, d'aver cioè quello imitato o leolato d'imitare, poiché io non ho fatto altro chea-d empi re I' uflicio di semplice cronista declinando i fatti quali si svolsero nel tempo della elezioni e nulla più.
    2. 11 sig. Conte, mi permetta che glielo dica, mal si appone quando asserisce d'aver io un capo, ammenoché per capo non voglia intendere quella parte del corpo umano, cu" la quale si è solili di regolare le proprie a-zioni. E mal si appone pure allorché affermi' di aver io avuto bisogno di partito capitana!'1 da un giovine a 2o anni, poiché restituitomi in questa mia patria solo da un anno circi, non ho avuto il tempo, dato I' avessi volti!", sia di salire in alto sia di scendere in ft§f
    3. Se infine la mia lettera rat trovasi mancati te di Urina, il sig. Contedi Conversano la prenda cogli usi giornalistici,! quali voglia" che nello si imparsi le lettere dei corrìspo»; denti in generale e dei corrispondenti ordini in specie si faccia a m<>no della firma. Ciò ostatile io, derogando quasi a tali usi,