CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Anno II.
    Sabato 5 Agosto 187©
    Itf. 68
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    Anno . Semestre Trimestre. Li» mese .
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    POLITICOtLETTEBABIO
    Esce il Mercoledì e il Sabato IN TERAMO
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    Non si restituiscono i manoscritti.
    La politica della settimana
    I reali principi di Piemonte sono fatti segno alle più vive simpatie della nazione russa nel I-oro soggiorno a Pietroburgo. La città venne pavesata di bandiere italiana,, russa e serbo; la stampa russa ha parole molto lusinghiere per V Italia; feste, ricevimenti e visite militari onorarono la presenza dei nostri principi nella capitale del più grande e potente impero dell'Europa. Questo per ciò che riguarda Pesterò. Iu Italia poi i nostri ministri ebbero nelle loro escursioni le più popolari accoglienze che abbia mai avuto un ministro del regno d'Italia. Gli on. Zanardelli e Brin nel Vene'o, l'on. Ma-iorana-Calatahiano nel mezzogiorno, gli on. Depretis e Nicotera a Genova hanno toccato con mano che il popolo italiano era stanco di più sopportare il potere della Destra parlamentare. I Genovesi, nell'occasione della grande regala nazionale, accolsero pure Ira le più fe--« ¦ il Dura di Genova; il che si-
    ma procurerà di sciogliere, senza però illudersi delle difficoltà che presenta, la questione attuale in modo sodisfacente e senza provo-: care una conflagrazione europea. Nello stesso giorno i. agosto, lo stesso argomento tenne occupata la C-mera dei comuni,ove parecchioratori svolsero delle mozioni, a cui rispose il ministro Disraeli in quasi eguali termini di lord Derby. Uno degli oratori fu Gladstone, il quale ricordando gli effetti della guerra di Crimea, disse che uno dei risa Itati fu il dritto morale di sorvegliare gì' impegni assunti dalla Turchia d' introdurre delle riforme. Soggiunse che la Turchia violò qnest' impegni e eh' è necessario d' impedire che questa situazione si prolunghi; biasimò V attitudine del governo riguardo alla nota Andrassy, al memorandum di Berlino e all' invio della flotta nella baia di Besika, e chiese pure un'inchiesta sulle atrocità commesse in Bulgaria, l'autonomia delle province insorte e un pronto intervento dei-
    Sintomi che le condizioni generali d'Europa volgono favorevoli alla pace, sono che i diplomatici accreditati presso le diverse potenze lasciano lutti le rispettive capitali per godere della stagione dei bagni e delle villeggiaiure, e che la borsa è in rialzo.
    DA ROMA
    (Nostro carteggio)
    , Agosto I87l)
    Una delle questioni che lasciano campo 1 molte congetture, è quella delio scioglimento della Camera. Sarà sciolta o no la Camera? Giacché molti ne han parlato in diverso senso, permettete che anch' io dica la mia.
    Ed in prima lasciate che io smentisci una voce che con molta arte s'è fatta correre pei giornali di destra, ofifì il Re non ne sarebbe contento. Senza dire che il Re è un perfetto monarca costituzionale e non
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    ionioà-C ala 1 ab iano nel mezzogiorno, gli on. Deprelis e Nicotera a Genova hanno toccato con mano che il popolo italiano era stanco di più sopportare il potere della Destra parlamentare. I Genovesi, noli1 occasione della grande regat arazionale, accolsero pure tra le più festose ovazioni, il Duca di Genova; il che significa aver accresciuto la dinastia il suo pre-st gio, chiamando a reggere le sorti del paese un ministero liberale. Però questo non deve cullarsi pelle feste, nè addormentarsi su gli allori del trionfo, il popolo molto attende dal ministero attuale; le riforme tributarie sono per esso condizione essenziale. Guai al ministero se le dimenticasse! La popolarità di oggi si muterebbe nel più fiero disprezzo.
    La questione d1 Oriente si è ri all'acciata nel Parlamento inglese. Nella camera dei Lordi il Granville, dopo aver vivamente criticato alcuni alti del Gabinetto di S. Giacomo, approva il principio del non intervento, ma rimprovera il governo per la sua henevola neutralità verso la Turchia. L' ex ministro del Gabinetto Glad-slone soggiunge che desidera il mantenimento dell'integrità della Turchia, domanda una forma qualsiasi di governo autonomo e fin algente esprime la speranza che il governo persuaderà la Porla a fare una situazione migliore ai suoi sudditi cristiani. La risposta del ministro Derby non è stata vivace come le anteriori; il Gabinetto si, saia forse accorto che in fondo in fondo il paese non ha entusiasmo per la guerra. ! gli nega che I' Inghilterra mantenga una neu-traiilà troppo benevola per la Turchia; e condì inde dicendo che la futura politica del governo dipenderà dalle operazioni della guerra e in parte dalla cooperazione che daranno le a lire potenze; non cambierà la sua linea dì condotto, non s' impegnerà in vasti progetti,
    sariq i, impedire che questa situazione si prolunghi; biasimò l1 attitudine del governo riguardo alla nota Andrassy, al memorandum d;i Berlino, e all' invio della flotta nella baia di Besika, e chiese pure un'inchiesta sulle atrocità commesse in Bulgaria, F autonomia delle province Insorte è un pronto intervento del-T Europa prj^aa che sia data una battaglia decisiva. Teniamo conto di questajdichiarazio.ne di lord Gladstone, non solo perchè emana dall'ex primo ministro di S. M. la regina, ma altresì perchè sarebbe il programma della politica estera di un futuro gabinetto Gladstone.
    Mentre la questione d'oriente occupa le meati degli uomini di Stato inglesi, la Turchia sta per perdere, se non l'ha già pèrduto, il sultano Murad V. É voce confermata, che se non è morto, è però in statò tale, da non poter più governare; quindi si sta pensando al successore, che sarà Abdul-Hamid-elFendi, nato l il 23 settembre 1842. Tosto che i medici a-yranno costatata la condizione di Murad, seguirà il Fetta. Intanto la guerra continua nella penisola balcanica. Un importante successo l'ebbero i montenegrini nell'Erzegovina. 0-sman pascià fu circondalo dalle forze nemiche, e rimase prigioniero col suo corpo d'esercita. Lo stesso Muklar pascià (u ferito nella mischia. Un telegramma da Zàra alla Corrispondonza po-litca di Vienna, annuncia una battaglia cominciata presso Bilek il 31 e non ancora definita nel giorno successivo. Muktar che s' era ritirato a Trebigne per riunire le forze, riparli toslo per Bilek. No attenderemo i risultali. Per ora ci limitiamo a notare un dispaccio da Costantinopoli in data 1. poi quale si vorrebbe che i Serbi fossero slati sconfini dall' esercito di Nissa, il quale ora si avanza verso Knieze-vatz, dove poi si ritirarono i vinti.
    àcioglinfiento della Camera. Sarà sciolta o no la Camera? Giacché molti no han parlato in diverso senso, permettete che anch' io dica la mia.
    Ed in prima lasciato che io smentisca una voce che con molta arte s'è fatta correre pei giornali di destra, offe il Re non no sarebbe contento. Senza dire che il Ro è un perfetto monarca costituzionale e non fa che ciò che il ministero responsabile gli consiglia di fare, non è men vero clic Vittorio Emanuele non avversò mai tanto la consorteria, quanto negli ultimi tempi che precedettero il 18 marzo, ed ancia il seppellimento di essa più che non l'anelassimo noi. Questo voto di re Vittorio sarebbe certamente sodisfatto nelle nuove elezioni. Eppecò ritenete per fermo che il Re non sarà contrario allo scioglimento della Camera, anzi potete altresì credere alla voce corsa per alcuni giornali ministeriali di Napoli, cioè che un decreto senza data fu firmato dalla Corona, pria , che partisse per Torino.
    Ma non è ciò clic bisogna discutere; noi dobbiamo esaminare le ragioni prò. c contro, lo scioglimento della Camera. A. dirvi il vero, io non veggo ragioni di molto peso che abbiano ad allungare la vita dell'attuale Camera. Si dice che i voti del 27 giugno e del 26 luglio abbiano ritemprato le forze del ministero; ed è vero sino ad un certo punto, quantunque i giornali di Destra, che stanno per il mantenimento della Camera attuale, siano stati i primi a qualificare il voto del Senato una vittoria di Pirro. Ma, anche ammessa la vera e reale importanza di quelle vo-1 tazioni, lo condizioni del ministero non sono punto cambiate, giacché esso si trova sempre innanzi ad una Camera in cui gli umori sono molti e diversi, ed è sostenuto da una maggioranza di coedizione, che domani potrebbe rompersi e" ritornare ad esser minoranza. In questa i,)ótes'\ come può un ministero, che ha in animo