CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876 |
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avvicendassero i partiti, e ad un sistema politico conservatore ed esageratamente moderato prevalessero uomini e criteri di governo più liberali e progressisti! Noi fiduciosi sempre nella libertà e nel progresso non temiamo dei portati di essi, e crediamo e crederemo anzi sempre che T una e V altro portano seco il rimedio ai mali che transitoriamente per av-, ventura potessero mai produrre. Fedeli sempre alla bandiera del ragionevole progresso, vogliamo che tutte le libertà che lo statuto ci accorda sien conservato, coordinate e sviluppate sotto il patrocinio del Principe Lale, nella cui fede Sa nazione riposa, ed auguriamo alla patria che mai più nel nostro parlamento risuoni come una volta la voce infausta e malaugurata, che osò regredendo dei necessari un governo di resistenza; nè che mai si tolga ad imitare dai nostri vicini d' oltre alpe le teorie ed i fatti dei governi di combatti-mento contro le libertà sancite, contro le legittime aspirazioni della nazione! Fedeli sempre alla bandiera che ci redense, e su cui è scritto lt Ha e Vittorio Emanuele, combattendo ì partiti non costituzionali, ma avendo più giusto concetto della forza del governo nazionale e piena fiducia in essa, e ricordando che solo i governi deboli sono paurosi ed oppressori, non alliberemo, nò, di paura davanti agli spettri rossi o neri che sicno; poiché sul campo della legale discussione non potrà non apparire aperta la loro vacuità, la loro impotenza- non potranno non apparire care e preziosissime sempre più agi1 Italiani la indipendenza, la unità, la libertà conquistate alla Nazione! Oh! sì, su questo campo, per mantenere inviolate le conquiste preziose cotanto e sacre, saremo sempre conservatori ad ogni costo; e fiduciosi che lo sviluppo delle libertà politiche e cittadine si avrà sempre meglio ed intiero col governo oggi costituito, non schiavi delle forme ma a- I manii sempre della sostanza dolla libertà sono agenzie di privati affari, sono irresponsabili cinonicati, dai quali ^si attingono tante prebende, sono il veicolo adatto a dare corpo e sostanza a certe basso ambizioni. Avviene però che il sindacato è I' aspirazione di tutti; avviene che chi è a capo dj un comune, vi mette radici, ed, a stare più saldo, si circonda di una mano di gente, più o meno retribuita; avviene infine, che un sindaco si lascerebbe mozzar la testa, piuttosto che lasciare T ufficio ambito ! L'amministrazione della cosa pubblica diventa amministrazione privata, o con questa si confonde: e più di un tesoriere comunale si è trovato e si trova nel caso di dover fare i conti non coi propri registri e con la propria cassa, ina con quelli privati del sindaco. Ed a silfatli scandali mettono capo anche i partiti infaltidi amministrazioni, che dividono e mettono sossopra i paesi, e si risolvono sempre in gare individuali, con grave danno della mordi è pubbica e del pubblico interesse. I ruoli delle tasse comunali si compilano con T intento di dare a Tizio o di togliere a Mevio il diritto elettorale; e la coscienza degli elettori viene turbata ed intimidita dalla minaccia di nuove ed ingenti tasse e specialmente quelia sulla ricchezza mobile, avvegnacchè gli smessi delegati governativi usino di tale mezzo per acquistar voti. Di fatti, che valgono a provare tali scandali, io potrei citarne parecchi non solo nel nostro Comune, ma anche in quelli di fiocca S. Giovanni, di S. Vito Chietino, di Treglio e di Frisa. Ma prima di scendere a qualche osservazione più particolare dirò di un altro difetto delle nostre amministrazioni comunali, del difetto di capacità nelle persone chiamale a dirigerle, e del difetto ch'esse hanno, delta maggioranza nei consigli comunali, cosi che non si reggono, se non per la prolezione dell'autorità prefettizia. Di questo secondo difetto porgo un esempio nel comune di S. Vito Chietino; e dall'altro, esempii nel cornine di Treglio, eh' è governalo assolutamente dal segretario comunale di 8. Vito Chietino, e nel comune di Frisa, dove il segretario ò tutta l1 amministrazione. Ad avere poi una idea dello slato di certi Comuni basterebbe leggere un opuscolo anonimo pubblicato non ha guari contra il sindaco di llocca S. Giovanni, lo so, che degli ano- il nostro sollo-prefetto. Io non so chi egjj7 uè per che modo venuto sia quaggiù: ^ che i deliberativi dei consigli e delle H li lascia spesso impolverare s.ullo scrittoio; ! chiude un occhio, e forse tutti due per J ! vedere certi consiglieri comunali ed assess^ j stipendiali dai comuni rispettivi; che sipfjj portieri ed uscieri quotidianamente quali com, m issa ri i presso i comuni, che non hanno odeu. pilo a cerli doveri, senz' avere nemmeno , cortesia, usata da lutti i sotlo-prefelli passati j di scrivere prima e ricordare certi obbligò e che sporca con la sua firma sesquipedale uni quantità enorme di carta. Quale sia la sua vii; quotidiana è un notorio»; ed io me ne passo! S gnor prefello, tempi nuovi, uomini nuovi.; j vecchi sono logorati tutti, e quasi lutti confi] , minati, e fareste bene a metterli da banda, aJ che quando da destri sieno divenuti sinistri] , L'elemento giovane.o buono non manca nd , Circondario: awnletevene e meriterete bene dal paese e dal partilo. Corriere degli Elettori (Chieti) Rocca S. Giovanni 7 agosto TI Neil' altra mia corrispondenza (v. n. 61 )si annunciava che una seconda riunione elettorale avrebbe scello i nomi dei candidali al consiglio comunale in rimpiazzo di Cr^ce Giustino e compagni. La riunione lenevasi nelle stesso locale il 3 agosto, e 63 elettori sopri 84, nativi tulli del paese, raffermando il deliberalo del 19 luglio, accellaro.no la seguente lista: Croce Giulio, Paolucci Francescopaulo, j Caravaggio Nicola. iNon valse P apparato delle molle carrozza, degl' imbrigliati cavalli che trasportarono gli elettori forestieri all' urna; non le tenerezze , personali ahi! troppo dissimili dal contegno j tenuto in altra elezione; non le pressioni e le promesse per ismuovere il convincimento degli onesti elettori, che ricorderanno sempre ! una mal diretta amministrazione di Hi anni' Ottanlanove voli unanimi e liberi contro procurati o chiesti per carità, sanzionarono > i precedenti verdetti popolari. Il sindaco quindicenne cadde nella polvere; il;pascià dì Koect S. Giovanni è ritornalo doude usciva. U1 salva di battimani accolse questo risultalo;! popolo Io festeggiò sotto, la loggia del palazzi-" municipale co.n evviva. Le feste iiive.ee |