CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Anno li*
    Sabato 13 Agosto i870
    IV. 67
    PREZZI D' ABBONAMENTO
    Anno . . Semestre . Trimestre. bn mese .
    9 3 3
    1.25
    Per 1 Estero aumento delle spese poetali
    Un numero separato còsta ceut. 10,
    POLITICO-LETTERARIO
    Esce il Mercoledì e il Sabato IIST TER.AMO
    La Direzione ed Amminislraziope sono provvisoriamente presso la 'Mi putirà fi a
    del giornale Inserzione avvisi commerciali in 4 pag. Cent. 10 per linea o spazio di linea di eolonua, io 3a 15. Inserzione di comunicali od altro, i prezzi sono da convenirsi. - Per pi : r in-razioni si fa uno sconto - Le lettere affrancate e vaglia postali debbono essere di ir Mi all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo.
    JYon si restituiscono i niaioscritti.
    La politica della settimana
    Non v' ha più dubbio che la Serbia viene invàsa dai vincitori da ogni parte. All' invasione della frontiera orientale segue quella che procede dal mezzogiorno. Ali Sayb minaccia Kragujvealz, e Dervish pascià discende lungo la vallala dell1 Ibar. Tra pochi giorni sentiremo le truppe serbe, già demoralizzate dalla sconfitta, strette da un cerchio di ferro. Una voce echeggia per la Serbia  quella stessa voce che risuonò iu Francia dalla Vandea alla Provenza, dopo la resa di Sédan: la resistenza ad ogni costo 1 Ma, cho fare dopo le disfatte subite in un meso o mezzo di guerra? Che fare di fronte a soldati fanatici, resi più audaci dal fumo della vittoria? Si è per ciò che iu Belgrado si va formando un partito per la pace. Il principe Milano, se crediamo ad un telegramma viennese, si mise il 13 in relazione coi rappresentanti diplomatici delle grandi potenze. 11 gabinetto Ristic si ritirerebbe per dar
    nrovvisoriO che COll-
    non è morto/ anzi, secondo un larerè del Dr. Leidesdorf di Vienna, andato espressamente a Costantinopoli, tra brevi settimane il Sultano si ristabilirebbe, il sistema nervoso non essendo colpito in modo permanente.
    Da Madrid si annuucia la dimissione del gabinetto Cauovas de Cast ilio.
    Il nostro Convitto nazionale
    Abbiamo letto nel nuovo giornale cittadino, che il rettore del convitto nazionale ha fatto una serie di proposte pel riordinamento di esso, con ciò mostrando a chi vuole e a chi non vuole saperlo, che ve ne sia la necessità, o in altre parole che le cose del Convitto non vanno bene.
    Qando si ricorre alla stampa con questi artificiosi annunzi, e con queste frasi generiche ed elastiche, segno è che si sente il bisogno di mettere le mani innanzi; ond' è che il pubblico si deve mettere in guardia, poi noto aforisma « ex-jr-f§  £ggg «^Ticnfin manifesta. »
    Poniamo che tutto V anno si lavori per creare sane abitudini ed infondere buoni principi, e dirigere gli animi dei giovanetti al bene: che rimarrà di queste fatiche, se alla fine del nono mese non solo si cessa da quelle pratiche, ma si aprono le porte, e tutti n1 escono e si sparpagliano, e nuovi contatti e nuovi compagni s1 incontrano, e si perde ì abitudine al lavoro ordinato, alla disciplina? Questa e non altra è la causa vera del non mai pienamente ristabilito credito, della non mai tornata intera confidenza nel nostro convitto nazionale. Se vi aggiungete qualche altro fatto di rilassamento nella disciplina durante T anno," come ad es. lasciare uscire gli alunni per tre o quattro giorni di seguito, lasciandoli pure la notte fuori di collegio, ed altri fatti consimili, avrete trovato il bandolo, ed avrete spiegato ir fatto della decadenza, che tanto ci affligge di porre in vista.
    Avevamo scritto l'articolo precedendo quando ci pervenne la seguente lettera;
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    fare dì fronte a soldati fanatici, resi più audaci dal fumo della vittoria? Si è per cièche in Belgrado si va formando un partito per la pace. Il principe Milano, se crediamo ad un telegramma viennese, si mise il 13 in relazione coi rappresentanti diplomatici delle grandi potenze. Il gabinetto Ristic si ritirerebbe per dar luogo ad un gabinetto provvisorio che convocherebbe la Scupcina. Il mantenimento dell' integrità territoriale e della dinastia Obre-tu)vieti sarebbe il punto principale della azione pacifica, che s' inizierebbe al più presto. A questa naturalmente concorrerebbe l'Inghilterra, specialmente dopo le parole del messaggio della regina, dette il 15 nell1 occasione della chiusura del parlamento, le quali affermano che il governo sarebbe sempre pronto ad unirsi con gli alleati per una mediazione pacifica. Per debito di cronista e non perchè prestiamo fede a quanto vi si dice, accenniamo ad un telegramma ateniese del Times, annunciaste una imminente sollevazione cretese, per il rifiuto della Turchia ad introduce delle riforme già chieste in Candia. Troppo tardi I Perchè si sveglierebbero ora che il povero Milano è stalo soverchiato dall' esercita nemico? Sarebbe il principe entrato in campagna, se a-vesse saputo che i fratelli aggiogati al turco, Ira cui è il popolo di Candia, non si sarebbero mossi? Fede greca! esclamerà il capo sfortunato della Serbia.
    Un telegramma da Zara annuncia che i montenegrini presso Kuci resp nsero i turchi fino a Podgorilzà. Decisamente il Montenegro A stato il più fortunato in questa campagna; però è facile spiegare i suoi successi. Si vede che il nerbo delle forze turche s'è voluto mandare in Serbia, sia per posizione strategica, sia perchè vinta la Serbia, l'altro alleato, di poca importanza, seguirebbe le sorti di quella.
    E per chiudere la nostra rassegna delle tose d' oriente, notiamo che davvero il Sultano
    eoe ve ne sia la necessita, o in aure yci- i role che le cose del Convitto non vanno bene.
    Qando si ricorre alla stampa con questi artificiosi annunzi, e con queste frasi generiche ed elastiche, segno è- che si sente il bisogno di mettere le mani innanzi; ond1 è che il pubblico si deve mettere in guardia, pel noto aforisma « ex-cusatio non petita accusatio manifesta.»
    Quali sono queste proposte? Nessuno
    10 sa, meno forse la Provincia. »
    1 padri di famiglia ed il pubblico che le ignorano e non hanno la virtù d'indovinarle, guardano i fatti c non possono rimanerne contenti.
    Le compagne sono assottigliate tanto che il numero degli alunni qutsièsover-chiato da quello del personale eli direzione e di servizio!
    E i padri di famiglia e il pubblico si domandano: che è mai questo? Il nostro collegio una volta si fiorente contava un numero di convittori abbastanza cospicuo, ed ora è ridotto a sì misere condizioni! Comoda è la risposta: i passati rettori ne hanno la colpa.
    Ma finiamola una volta con questi luoghi comuni.
    Perchè .non vi è chi si dolga dell'insegnamento impartito nel ginnasio e nel Liceo? Il male sta solo nel convitto, perchè non è curato, e non si ha l'attitudine , necessaria a ben dirigerlo.
    Ricordiamo che 1' anno scorso, venuto
    11 Ministero in. conoscenza che il convitto di questi giorni era chiuso, no fu com-
    I mosso 0 fece aspri rimproveri a chi sì era I permesso licenziare gli alunni nel fine di far libero sè stesso. Quest'anno il fatto si è rinnovato: e vorremmo che il cav. Manlio de Angelis ci dicesse da chi gli fosse venuto il permesso di sciogliere il convitto. Forse dal bisogno Che aveva di partire! E vi pare egli che sik modo questo di condurre uno stabilimento di educazione?
    sciare uscire gli alunni per tre o quattro giorni di seguito, lasciandoli pure Iti notte fuori di collegio, ed altri fatti consimili, avrete trovato il bandolo, ed avrete spiegato il fatto della decadenza, che tanto ci affligge di porre in vista.
    Avevamo scritto T articolo precedente quaado ci pervenne la seguente lettera;
    Egregio sig. Direttore
    Crederei necessario che P autorevole Corriere ila lei diretto, si occupasse un pò del I nostro convitto. Lascio a lei la curaci1 inda , gare, perchè il nostro convitto decada tutti i I giorni e il numero degli alunni scemi sempre. A me importa di richiamare l1 attenzione sua sul fatto, che cioè uu padre di famiglia non I può ritenere in convitto il proprio figliolo, non ostante che abbia pagalo il trimestre agosto-seltembre-ottobre. Però mi spiego: non è che I vi obbligano co» i carabinieri, ma vi mettono nella necessità di trarre fuori del convitto il , proprio figlio, perchè altrimenti resterebbe solo ed inoperoso. S« è per questa ragione che ho dovuto riprendere mio figlio a casa ed abbuo-nare all' amministrazione non meno di due , mensili anticipali, A parte il sistema educativo, che, dalle prolungale vacanze viene a risentirne, c' è una questione d1 interesse privato, I che dovrebbe in ogni modo essere rispettato I specialmente da un' azienda governativa.
    Se crede, sig. direttore, far pubbliche que-! ste mie osservazioni, glie ne lascio la libertà: I e intanto gradisca i sentimenti della mia prò-, fouda osservanza.
    Un padre di famiglia
    Istituzione obbligatoria
    o
    Ecco qualcho particolare intorno alla 1 nuova legge scolastica inglese.
    Quanto all'obbligazione diretta poteva già dirsi sancita nella legge del 1870, che aveva istituiti i così detti school boards, specie di autorità scolastiche, impiantate , in vari luoghi dell' Inghilterra, ed ai quali f la citata legge lasciava in facoltà di sta-