CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    POLITICOtLETTERARIO
    Esce il Mercoledì e LI Sabato IJV TERAMO
    La Direzione ed Amministratione-tono provvisori ante;file presso la tipografia'
    del giornale Inserzione avvisi commerciali in ì pag. Cén<. 10 per linea o spazio di linea di colonna, in 3a l5. .Inserzione di comunicali od altro, i prezzi S0i)0 da convenirsi. - Per più inserzioni si fa uno sconto - Le lettere arrancate e vaglia postali .debbono essere diresti all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo Non ti restituiscono i manoscritti.
    
    Gonfiano il pallone!
    Siamo stati dei primi a biasimare la grazia impetrata dal Mancini all? uccisore di Ferdinando Mele nqq tirato in sè stossa, quanto per le circostinze di tempo e di luogo che T ^ccomp.v^n ino. In questo atto fiel ministro della giustizia, sebbene correttissimo nella forma e noi* destituito di qualche apparenza di ragione, noi abbiamo ravvisato qn grande orrore politico; ne pi fu mestieri di molto acume per comprender che gli avversari del Ministero ne avrebbero cavato del loro meglio per scuoterne la fiducia, e generare dissidi, potendo, fra i suoi stessi membri. Ma non avremmo; sospettato per questo che la gazzarra sarebbe giunta al segno d^ vincere la petulanza dei più in tolleranti, e noi rirlieolo. Che si direbbe di più
    marmora movendo pel campo riempiva le carceri di cittadini incolpevoli; quando il Cantelli assaltava in una villa e trascinava di carcere in carcere onestissimi e innocenti patrioti ; quandq in fine il Minghetti corrompeva la pubblica coscienza e metr teva audacemente la scure a pie dell' albero istesso delle nostre Istituzioni !....
    Oh ! finiamola dunque! finiamola una volta con queste invereconde accqse, e inrjpariamq a rispettarci si vicenda. Biasimiamo gli atti inconsulti d^ qualunque parte provengano, .biasimiamoli pure aspramente se ci aggrada, ma non penetriamo nel santuario della cosciènza, non maligniamo le intenzioni, nor^ avvezziamo col nostro esempio il mondo* civile a vilipen-: derci e disprezzarci di \jantaggio!
    V Etiropa c' invidia un JVte^noirki, questo insuperato oratori, questo insigne
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    biliAnn f /\ n a (¦»! .
    confusi altresì, almeno per una grandissima parte del pubblico.
    E infinite sono le seccature, a cui vanno soggetti i poveri contribuenti in causa dello continue domande di prove e controprovo. È quasi da ritenere che gli ufficiali del Registro vogliano stancare la pazienza dei cittadini per obbligarli a cedere alle troppo spesso discutibili loro pretese!
    Liberando coli' invocata riforma i detti contribuenti da infinite noje e vessazioni, si riescirà in pari tempo a provvedere all' interesse dell'erario, assegnando stipendii fissi anche ai ricevitori del Registro ed ai conservatori delle ipoteche.
    Come ultimo argomento per togliere r aggio si preseqta la necessità di togliere le forti e gravi sproporzioni che vi sono fra impiegati. Taluni vengono pagati troppo, n^entre altri pei pepiscono pooo o quasi nulla. Forse sembrerà incredibile ma è un fatto positivissimo che col sistema ad ag-gio molti intendenti di finanza sono pagati
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    ne avrebbero cavato del loro meglio per se io teme la fiducia, e generare dissidi, pq~ tnio, fra i suoi stessi membri. Ma non avremmq sospettato per questo che la gazzarra sarebbe giunta al segno dat vincere la petulanza dei più intolleranti, e, cvWe nel ridicolo. Che si direbbe di più se il Ministero avesse spaccate le porte delle galere e riversati nel seno della società tutti i banditi che racchiudono? Nulla è staio risparmiato ; che il Ministero patteggia colla camorra e net subisce i decreti ; che i tristi rialzano il capo e. minacciano a viso aperto. la vita e le. sostanze dei cittadini; che la grazia accordata al De Mata è il segnale di un nuovo sistema di blandizie pei malfattori e di oltraggio alla veneranda maestà delle leggi; che tutta Italia freme di rabbia e d' indignazione;. che infine T ordine sociale è scosso per mano di quelli stessi, che più
    avrebbero P obbligo di tutelarlo!..... Che
    più? Un giornale di Napoli, che abusa spesso dell' ingegno di chi lo scrive e della pazienza di chi lo legge, pubblicata una lettera della vedova Mele, che supplica il re per la. vita dei suoi figli, non si perita di dipingerci quella vasta città quasi muta e tremante per la liberazione (di là da venire) di questo terribile assassino, che an^ dandp in galera ( appena ventenne !) giurò vendicarsi dei suoi nemici se mai ne venisse fuori U
    E pure questo, parato, chp oggi per una grazia mal fatta agita così fieramente, la pubblica opinione e ci predice il finimondo, non si commosse quando il Go-vone in Sicilia per pochi renitenti di leva assetava degP interi comuni; quando il La-
    mente se ci aggrada, ma non penetriamo nel santuario della cosciènza, non mali-: gniamo le intenzioni, non avvezziamo col nostro esempio il mondo! civile a vilipen-: derci e disprezzarci di Vantaggio!
    L'Europa c'invidia im Mancini, questo insuperato oratori, questo insigne giureconsulto, questo intemerato patriota: ambisce forse il Piccolo 11 triste vanto di lacerarne la fama col dipìngerlo strumento della setta più abbominata e nefanda?... Se. non fosse impossibili, sarebbe P opera meno, patrioticae più Ingenerosa che mai si potesse concepire!
    L' AGGIO AGLI j IMPIEGATI
    È indispensabile che il Ministero delle finanze provveda ad usa radicale riforma degli ufficii da lui dipnjndenti, perche gli afìf tri abbiado a camminare nìffliq' e cor* giustizia.
    Ed una delle principali riforme, che il paese ree1 ama e che. ,l Yinisfero di sinistra non tardei'à di prbporre, è quella di-togliere P aggio sui proventi con cui ven-. gono retribuiti molti impiegata
    La parola aggio è jsinonimo d' iìigiu-stizia e di vessazione,! e la sola idea di impiegato cointeressfitò desta un pessimo senso nell': animp dei cittadini, mentre non è infondaci! sospetto che queir impiegato non abbia altra mira che dj versare i contribuenti storcendo e sformando la legge-
    Nello stesso modo ehe il mugnaio cerca di tirare 1'acqua al suo mulino, l' impiegato, pagato ad aggio, cerca lucrare il più. che gli è passibile, in mezzo alle elasticissime norme eli leggi oscure e confuse e di regolamenti più inviluppati e
    gistro ed ai conservatori delle ipoteche.
    Come ultimo argomento per togliere P aggio si presenta la necessità di togliere le forti e gravi sproporzioni che vi sono fra impiegati. Taluni vengono pagati troppo, mentre altri pei periscono poco o quasi niella. Forse sembrerà incredibile ma è un fatto positivissimo che col sistema ad aggio molti intendenti di finanza sono pagati assai meno dei loro dipendenti ricevitori: e ciò non è certo giusto nè conveniente.
    Cronaca Abruzzese
    da
    Aquila., Poche sere sono Rieti io Ciltaducale i signori Odoarrlo. CZI" ispettore demaniale, Giovanni cav. F..., ispettore superiore demaniale eFrancesco C... agente delle tasse. Discesi appena dalla carrozza in quella pubblica piazza, due individui aggredirono, d'improvviso, ispettore sig. C...,t lo» gettarono a terra e lo percossero- in modo brutale, nel mentre che altri due tenevano fermo P agente delle imposte^ affinchè non fòsse accorso, in aiuto, deh suo superiore ed amico, ed altri erano pronti per far forse altrettanto col cav. F...., il quahe però, primo a smontare dalla carrozza,, erasi in, tutta fretta allontanato per urgentissimo, bisogno, nulla sospettando di ciò, che stava per toccare ai suoi compagni.
    Le lesioni riportate dal suddetto ispettore non sonno, fortunatamente, molto gravi. Gli aggressori ed i complici* dopo- compiuto il brutale atto, si dispersero- col favore della notte per quel dedalo di viuzze che mettono capo alla cénnata pi:izza> L'autorità indaga, con l'usata solerzia, per conoscere chi essi si fossero.
    É opinione generale che questo dispiace-voIb avvenimento sia effetto di vendetta contro il nominato ispettore, il quale allorché