CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    POLITI C0-LF/ITEU A !U0
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    (La 'Direzione ed. Amministrazione ¦sono p.ovoisoiiamente presso la ' tipografa
    del giornale Inserzione avvi-i -commerciali in \ pag. Cent. 10 per linea o spazio di linea di colonna, in 3'* 15. liiKcrÀione -di cuniumcati od altro, i sprezzi sono da con ettirai. - J'er .più in-er-zi«ni si a uno «conto - Le lettere affrancale e vaglia postali debbono essere diretti all' ufficio del Corriere Ajbì utzese in Teramo.
    JYo« si restituiscono i manoscritti.
    La politica della settimana
    I Serbi Tog!iono farci credere che riprendono la rivincila. Un dispaccio ufficiale da Belgrado ci annuncia che lunedì rioccuparono Knjaze-yach e si spinsero sino a Tresibaba. D1 allra parte un dispaccio turco vorrebbe che i turchi avessero già circondato Àlexinatz per incominciare il bombardamento. Non volendo cr saminare quale dei due dispapci dica il vero, affrettiamoci a notare che le potenze neutrali fecero già dei passi, perchè le potenze belligeranti posassero le armi. La Turchia, essendo vincitrice, accampò naturalmente njolte e forti pretese; ma ora sembra, che per inter-pasizipoe di una potenza amica, essa le abbia modificato, e pretenderebbe perciò una indennità e la garanzia, perchè la pace non fosse più turbata, In Serbia intanto si va formando un seno partito per la pace, a cui non sarebbe contrario lo slesso principe. La Corn-
    ili questi sa1 a si pro iu lèi iv i forse
    il m p nomo per t.prin$'nf tijtì u t prigioniera di Stato: ,, proini icia c rcond t'o di affatto e di simpatia. Permettete che io riconoscente a ehi d iva a me la libertà ed al paese la libertà, e Tu aita, m ìndi un sa'uto a! R i, ai Principi ed al genera'e G trib ildi, che gloriosiimmt' combtt'é e vinse le schiere borboniche in questi campi. »
    È passato quindi a svolgere e chiarire le idee e gli infondi menti precipui del Governo. E qui del suo discorso citeremo, i passi più importanti.
    « Comò -1 unità jrf Italia si è pitti con tutte le forze del partito sincerarci ente liberale ha detfcq 1, onorevole ministro  posi r open delle riforme, che sebbene meno grande ha pure la sui importanza, deve drompier>i col soccorso di tutti quo-*' gli-uomini che non attaccati alle vecohie tradizioni ed ai preg udizi del partito al qua'e hanno appartenuto finora, vogliono veramente il bene del paese. Ed è sul concorso di tutti i suoi amie cho il Mirti-
    d>'no4 si è inalzato un trono più saldo sul«\dYetto dei pop ili, che .forma il diritto al quale niuno può attentare senza commettere un sacrilegio. »
    Il ministro ha terminato il suo discorso, vivamente applaudito, con queste parole ;
    « Beviamo alla salute del re, dei principi e alla prosperità del paese. »
    Il prefetto Bresciamorra
    Hanno perduto la tosta! I giornali di destra non sanno più a qual santo votarsi. Ieri additavano il Zanardelli e il Nic )tera come traditori della monarchia, oggi li chiamano fedifraghi, perchè con la loro condotta ripudiano le antiche loro convinzioni repubblicane. E il Visconti-Venosta e il Mordini che cosa hanno fatto ? V ex-segretario di Mazzini, che avrebbe voluto vedere selciate le vie cT Europa di teschi di monarchi, e il ex capo dell' e-strerrm sinistra non si sono accomodati
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    forli pretese; ma ora sembra, che per inter-p bilione Ji una potenza amica, essa le abbia modificato, e pretenderebbe perciò una indennità e la garanzia, perchè la pace non fosse più turbala. In Serbia intanto si va formando un serio parlilo per la pace, a cui non sarebbe contrario Io stesso principe. La Coni-rispondenza politica di Vienna ha, riguardo a ciò, un telegramma belgradese del 22, in cui si annuncia che la Serbia spediva una nota alle grandi potenze per sviluppare il siio punto di vista intorno alle eventuali trattative per la pace, il quale, supponendo che le disposizioni delle potenze neutrali tpndono a mantenere Io statu quo nella Serbia, non differirà -essenzialmente da quello, delle potenze medesime. Lo slesso telegramma aggiunge clip quasi I tutti gli elementi serbi sono disposti alla pace. Non vi fu ancora alcuna trattativa per una sospensione d' arra'.
    La strage dei consoli a Salonicco ha un'appendice. Tre pubblici funzionari, condannati in occasione del massacro, dei due consoli, francese e tedesco, furono il 21 pubblicamente degradati.
    In Spagna fa capolino di nuovo il famoso Mar fori, I' amante della regina Isabella. Avendo pubblicato degli scritt; irriverenti verso il I ministero, fu tradotto innanzi ai tribunali orti nari. Ne aspetteremo il verdetto.
    II discorso dell'oli. Ni co ter a
    Invitalo il' ministro de gì' interni dal municipio di Caserta ad un banchetto imbandito, in una sala del palazzo reale, vi pronunciò un discorso, la cui importanza poi bica, è da iti Iti notala. Noi ne diamo il riassunto che ci virn offerto dal corrispondente del Pungolo napoletano:
    « Diciassette anni or so .o, egli ha detto,
    boralo  h i dotto V onorevole ministro - così l'operi delle riformo, che sebbene meno grande ha pure la sui importanza, deve compiersi cui soccorso di tutti quegli -uom?ni che non attaccati alle vecohie tradizioni ed ai preg udizi del partito al qua'e hanno appartenuto finorn, vogliono veramente il bone del paese. Ed è sul concorso di tutti i suoi amie elio il Ministero fa assegnamento per riuscire nella missione che si è imposta, » Ha quindi soggiunto: « lo credo che il paese aspetti con impazienza più che le riforme politiche, le riforme finanziarie eri amministrative. E quindi al riaprirsi della Camera il Governo del Re presenterà le opportune proposte per ordinare e riformare talune imposte e ta'une leg'-ri amm nistrative ; presenterà pu*e per farla ci.scuter dopo la le^e e'eftorn'e, laquile sa-à limitata unicamente a ta'une capacità ed alla di-minu/Jone del censo.
    « 11 suffrag o, universale, nelle condì -zioni politiche del nostro paese, invece di consolidare la libertà, non farebbe che comprometterla. >>
    Ad a'tro punto del suo discorso, il ministro ha concluso
    « lo rispetto le. opinioni politiche quindo sono ispirate da! la co-eienìi, mi non credo che in Ita'i i possa esservi, chi voglia veramente Tu ìiCi e non sii m ri irenico. La monarchia- è la     uuunu.1 uuv il uuiitti u»lll t> fi 1UV ;k«ICI
    come traditori della monarchia, oggi li chiamano fedifraghi, perchè con la loro condotta ripudiano le antiche loro convinzioni repubblicane. E il Visconti-Venosta e il Mordini che cosa hanno fatto? L' ex-segretario di Mazzini, che avrebbe voluto vedere selciate le vie d' Europa di teschi di monarchi, e 1' ex capo dell' e-strenrra sinistra non si sono accomodati ai nuovi tempi, non hanno accettato il motto eli Cri spi, la monarchia ci unisce, la repitbblica ci divide? Ora i giornali di destra cominciano ad attaccare i nuovi prefetti. In questi giorni 1' onore è toccato al barone Bresciamorra. Essi sanno che que-st' uomo dalla pronta intelligenza, dalla robusta energia, dall' animo fiero sfascia tutta l'opera consortesca sagacemente organata dal Bertini, infonde novella vita alla nobile provincia di Chieti, rompe le fi'a tenute in mano finora dal deputato di Atessa. Che più? Essi sanno ebe è uomo (come ci diceva 1' altro ieri un nostro aureo ed intimo dell' on. Bresciamorra) da tradurre alle Assisie non pochi sindaci corrotti e corruttori, su cui si è appoggiata la cricca dell'on. Spaventa. Ebbene? attacchiamolo, dicon essi, feriamolo con qualunque arme, calunniamolo come meglio ci aggrada. Detto, fatto. Si mettono all'opera, e diseppelliscono, dalla polvere degli archivj una sentenza di condanna della Gran Corte criminale di Napoli. Ma non basta la sentenza: bisogna dire altresì che il Breseiamorra fu impiegato del Borbone, e ne- fu scacciato in seguito ad un reato comune, reso tanto più aggravante in quinto che- lo colpiva, una condanna I per asportazione di rasoio*.Che monta-non sia vero ciò che riguarda I' impiego, perchè il Bresciamorra nel 1852 era appena ventenne ? Che monta che non fosse stato condannato per asportazione di rasoio f-La freccia deve partire: Che c'è di male ? Se non lo colpisce al cuore, lo colpisce al calcagno !....