CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Corriera dei bagni
    Giulii nova 23 agosto 1S76.
    (TV D L ) Crnsumarum est' Le feste son finite: ciòdimo-s"r ino chiaramente e i cessati ci amo ri e le deserte vie e... il g-a e e in eg io dell' infaticabile presidente della Deputazione, il q ale cui lento incesso vi conlenaplindo, armalo del suo eia tgris ic> monocolo, le ul ime reliquie che tuttora avanzano del su > ij ta i classile operato. Consumalam est 1 Tutto fu confimi iìo air in uori perù del salame, che il Piccolo Corriere consiglia va a quelli che volevano venire in Giulia, poiché in siffatta occasione sorsero rome per incanto, tali e tante trattorie piii o mano volanti e così ben fomite di ciuianglari da essere sufficienti ad un numero anche maggiore di dodici mila individui quinti, di:c>i furonogl* igfiefve.iini alle festa. E di« verti 'issi in fi e brillantissime sono riuscite le nostre feste vuoi per le gui i,. che, ben a ragione si può dire col poeta, con-veuiiei'o qui <]'ogni pa ss, vuol per l'ordine mirabilissimo serba.o. non oltan e i conto ettolitri di vino trincali, vuoi per le s-ra iate e gradite distrazioni, di cui ridondarono gli aimuaiinùi spu tacoli. i quali, mi affretto a dil lo, furono anello maggiori di quelli annunziali nel programma monstre. Di falli le barbare corse dei barberi invece di ire furono quattro, e il giuoco detto dolla cuccagna fu così differente da quello Suora usato iu paese, fu così nuovo ed originile da attirare 1' attenzione di gran folla di speitatori di ogai celo. E non saio la SLìccag-ia fu nuova ed originale, ma anche l'illumina ioue a, par jcìiii.a io ìgj il corso: essa si compose di corni c'^ie foggiate a guisa di ni,e uè ghirlande di veideggianti foglie, da cui pendevano bei Canestrini di fiori, raggiungendosi così anche lo scopo di farle servire d' ornamento durante il giorno. Dei tre fuochi ai ti filiali vanno ricordati o con gran lode qieilo del teramano Ridol6, per la perfetta e bolla esecuzione, e l'Uro di lire 5t>!) dei fratelli comi Fat iboni, i quali ancora una volta h inno veluto addimostrare cho la loro valentia pirotecnica non è da meno al loro disinteresse di veri gentiluomini. Tutta l'immensa popolazione s i ala nx piazza 'lieiostiere unanime rivolge loro applausi reiterati, ed io con piacere oggi me ne fo eco per mezzo della stampa. Vorrei a-vere una parola piena di lode pure pel Masciarelli di Ganosa, mi, t-e ciò facessi, tradirei il mio ufficio di esatto cronista; mi limito qui lidi a direct il >lasciarelii non ha risposto alla eu t t'ami eseguendo a quel modo un fuoco retribuito colia non lieve sommi di 1 ir3 q.uttrocento Dopo aver fatto giustizia ai fuochi, u meglio ai rispettivi direttori, farò giustizia anche alle musiche o bande musicali, che si fecero elogiare, ciascuna relaii/amenle, ad eccezione di quella di Atri, che si fece
     j uoj,, iftfn ,0 PQJ. j* accordo
    rolà il P. M. si'll Bonprletti per so^tM^r'ei conio quisttone pregiudiziale, In inani issi bili là del discarico presentalo dalla difesa..
    « Con la lista dei festimotii a discarico, e-gli dice, non si vuol provar altro che i fatti per i quali fanlo il P. M. nelle suo requisir lorie diirante , istruzione, quanto la Camera di consiglio nella sua deliberazione dichiararono irò ammissibile la prova chiesta Con insistenza dal sig. D' Angelantonio. Ora l1 ina:n-missibililà di tale prova risulterà evidenti», e sarà ritenuta anche dal tribunale alla semp'ice lettura degli art. 30 e 34 I della leggo sulla stampa. Per i citati articoli allora i fatti diffamatori possono provarsi con testimoni ( a prescindere dagli altri casi contemplali in detti articoli ! quando essi si dicano commessi da pubbliche autorità neW' esercizio delle loro funzioni - ma ciò non si verifica nel caso che ne occupa.
    « Invero due fatti si addebitano al s:g. Ranalli* d aver schiaffeggiato la maestra, d'aver fatta una ingiusta ritenuta di L. 8, 50 sullo stipendio ad altra maestra dovuto. Ora nessun dubbio pel P. Mi che la prova sia ammissibile per questo secondo fatto, perchè se fosse vero sarebbe stalo commesso dal s g. Ranalli nella qualità di sindaco! opperò il P. M. non si oppone che siano sentiti quei testimoni dati in nota s »pra la relativa posizione. Non può dirsi cosi pel primo fatto, e per due lagoni: la prima, perchè il sig. Ranalli nell' epoca in cui avrebbe commesso il fatto che gli si addebita non era sindaco, giusta si ha dai certificati della prefettura esistenti in processo, da' quali risulta esser egli uscito di carica col cadere del 1875, e quantunque rinominalo con decreto reale, non aver prestato giuramento che il 5 maggio corrente anno, cioè due giorni dopo la pubblicazione dell' articolo incriminalo; la seconda, perchè, anche ritenendo che il sig. Ranalli fosse stalo sindaco, egli non a-vrebbe commesso quel fallo nell' esercìzio di tale cartca.
    Per queste ragioni, il P. M. conchiude che il tribunale dichiari ammissibile la prova solo pel secondo fatto relativo alla ritenuta di lire 8, 50, e la rigetti per il primo.
    Ritorneremo su queste considerazioni, 83 no sarà il caso, quando entreremo nel merito della causa. Ora ci larda rispondere alla pre-giudiziale elevata dal P. M. Prima però di Iar'o,. anche noi dobbiamo elevare delle qaistioni pregiudiziali ali ii pregiudiziale del P. M. Facciamo ciò per dimostrare al sig. Ranalli, che so egli si tiene stretto alla legge nel., negare agi' imputati h prova imocala, questi si avvalgono anche della legge nel volere che i f:\tti sicno portali alla cor.usoenza dei Magistrati nei modi e forine dalia slessa J e gge prescritti. Così idi-inosireremo che a nessuno è lecito rendersi superiore alla legge, fosse anche un cavaliere 1
    Il difensore eleva Ire eccezioni pregiudiziali che dice svolgere brevemente.
    Sostiene per prima la nullità della querela del sig. Ranalli, perchè non fatta nei modi presavi.i dall' mi. 68 della leggo sulla stampa. Legge quesl' ari. e da esso Irae l'obbligo nella parie querelante di specificare i falli diffamatori sotto pena di nullità. Spiega la ragione di tale obbligo che trova nello interesse della I b uia della stampa, della serietà dei giudizi e della dignità della parie querelante. Dice quale sia il vero e legale significato dalla parola specificare, desumendolo da elemenli {biologici, storici e filosofici. Conforta il suo assunto con esempi tratti dalle leggi romane con la giurisprudenza nostra e forestiera, e con l'autorità degli scrittori, tra i quali cita niello, lo Ch a s:s a il ed il Ghirelli, e da quest'ultimo lesse le seguenti parole: « La voce spe-cifcare adoperata dall' art. 66 significa enunciare e dettagliare il fallo incriminalo e designare la infrazione che questo fallo costituisc. In altri termini circoscrivere e determinare V accusa, per modo che non sia vaga e indennità, sibbene rispondente unicamente al fallo incriminato. » Falle queste considerazioni, 1' oratore si domanda: la querela del sig. Ranalli adempie all'obbligo imposto'dalla legge a pena d» nullità? Sono in essa specificati i fatti divini aloni '? Risponde di no, tenendo presene la querela medesima, colla quale non si enuncia fatti di sorta, si dice solo querelarsi contro il sig.

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    ,i:*u(He uggì ine ne lo eco por mezzo della stampa. Vorrei a-vcro una ptroia pieni ili lode pure pel Masciarelli ili Canosa, niì. se Ciò facessi, tradirei il mio ufficio di esatto cronista; m; lauto qui,idi a dire Òio il Vlasciarelii non ha risposto alia tu : [.mi eseguii mio a quel modo un fuoco retribuito colla non lieve -o.il ni di lira quattrocento. Dopo aver l'alto giustizia ai fuochi, o meglio ai rispettivi direttori, farò giostizia anche alle uraliche o bande musicali, che si fecero elogiare, ciascuna reia;i" 'aulente, ad eccezione di quella di Airi, che si fece elogi ;re ed ani mirare nello stesso lem jq, sia per 1' accordo sit uai untale. &ia per 1' ammirabile armonia, che costanti ri-fleUd ansi negli scelti pezzi da essa stanali. Un bravo di cuora a u i quei giaanotli e al giovane maestro bolognese sig. Pa aie;giani, c e laa o abilmente li dirige!
    hd ura mi si permeila che io sodigli cosi in nome mio coni ? in noma di m ili.issimi, ad un seri ììo bisogno dell' anima; ai bia.ig io, cioè di rivolgere le pi 1 veraci congralul t .ioni al depJtatij pi elidente sig. Francesco Acqua - iva e per la buon i idaa a.uta nel far si che la >asta e in mo onu Piazza del b-i eue.it os.-e rallegrala dalla presenta di un monumentale iras/ja e ite, e eg tuo da pittori g. illesi, e perla febbrile operósi ,à sOiicga a jj iara e durante le feste. Decisamente, se io avrò qUAudochessia la fi coi à di conferir medaglie commemorative conTe: irò a lui, te iza peritanza, la medaglia al t a-lìjr jes'iivo. Vorrei chiudere questa relazione col parlare della fa aug tra ione drl icm ;ie to gen ili.;io ere to da. &ig. Gaetano de iiar olomei, ma non si può parlare sai riguarda sen/a d'i* sco r.s'e (ì dei prega olissi.ili tu momenti in mirino del prof, p «gii iccetli, c del dipin o ad olio del sig. Egidio de Maulo, ed inàiitì ilei tempie ilo in.ero, diregno del cav. Lupi. Egli è perciò clic proponendomi di tornare sull' argomento con apposita lei e, a porrà termine a q tesìo scritto, cadalo giù dalli penna com* Dio voile, col far rilevare che molle e gentili signore e p-ei.ecchi personaggi hanno onorato di loro presenza il mio f.jsi iute e; naie /riau va nomata la baronessa de Riseis, ti .o ,: > ,i .1 ilo di g.ì l'itd nula; fra i secondi vanno ricordati I' on. Sj i " ; i ì, il ci u De/ilice izi, il senatore Iralli e i de-jju .ì i iti iti .tis e Seiiisliani tfrrrf... Par debito di cronista sono osire lo a registi-are come 1'on. Spa enta a ricevere il q «a.e il dai o in parentesi, ol re i nominali dalla Proti ..c a andò aiiclie il dottore dal gilet alia (Jnità Cattolica) non abbia p,rodò.lo nè caldo ne freddo !
    Nostre iaiformazioni
    ®0° E arrivato il nuovo Intèndente di finanza cav. Noris.
    °0° A sindaco di Nereto è stalo nominato fi 'lo!t. Eni ilio de Rerardinis con generale so-di.«fazK»ne. Mandi a ino le nostre congratulazioni.
    Assisie e correzionale
    C'ausa contro D' Angelantomo e il Direttore del Corriere Abruzzese (Contin. vedi ». Bl) D&po g!' interrogatori dogi' imputati e la dichiarazione della parte civile prendo la pa-
    WffTO unir, nuli tivcn ,ii CMdlu Ri u 1 «Miir li m uni
    il 5 maggio corrente anno, cioè duci giorni dopo la pubblicazione iteli' articolo incriminato; la seconda, perchè, anche rilenendo che il sig. Ranalli fosse stalo sindaco, egli non a-vrebbe commesso quei fallo nel!' esercìzio di tale carica.
    Per queste ragioni, il P. M. conchiude elio il tribunale dichiari ammissibile la prova solo pel secondo fatto relativo alla ritentila di lire 8, 50, e la rigetti per il primo.
    Il presidente dà la parola ali1 avv. De Marco.
    « Sono dolente, eg'i dice, che motivi di salute abbiano impedito all' avv. sig. Tan/.i di prender parte in questa causa, e portare la sua efficace parola in favore degl'i npulati. Potrei chiedere un differimento; non lo fo, acciocché non si ritardi più a lungo un giu.l zio, atteso con impazienza dalla pubblica opinione. Combatterò solo, convinto come sono della bontà e santità della causa che difendo.
    Sig. precidente, voi avete fallo leggere nel n. 38 del Corriere Abruzzese la letlera scritta dal cav. Ranalli in risposta air art. pubblicata dal sig. I)' Angelanlonio. In quelli lettera il sig. Ranalli dichiarava falso il fatto narrato dal DrAngelantonio sul conto della maestra, che chiamava maligno aneddoto, e soggiungeva che tale falsità sarebbe concinta dall' autorità ammin:stratioa e d il patere ijvidiziazio.
    Ora, o signori, 'I sig. Ranalli è venuto meno alla parola data, alla promessa fatta, all' impegno assunto innanzi alla pubblica opinione. Egli non solo non ha mostrato la falsità de' fatti addebitategli, ma è fuggilo dinanzi al sig. D' Angelanlonio, che raccolto il guanto «li sfida da lui gettato, si mostra pronto a provare i falli imputatigli. A parte che questo non è contegno da gentiluomo e da elegante cavaliere, la pubblica opinione apprezzerà la condotta del sig D'Angelanlonio e quella del sig. Ranalli, del primo che assevera de? fatti ma è pronto a provarli; del secondo, che li smentisce, ma teme però che si faccia la luce da lui pel primo invocat i ! ! Noi, o signori, senza far altri apprezzamenti, diciamo che il rifililo del sig. Ranalli a far raccogliere le prove offerte dal sig. d' Angelanlonio, è la prova più grave ed eloquente dei fatti addebitatigli. Se i fatti non fossero veri, perchè il sig. Ranalli si sarebbe opposto alla prova?!!»
    cusa, per modo che non sia vaga e indefinita, sibbene rispondente unicamente al fallo incriminalo. » Filile questa considerazioni, V oratore si domanda: la querela del sig. Ranalli adempie all'obbligo imposto*dalla legge a pena dì nullità? Sono in essa specificali i falli diffamatori!? Risponde di no, tenendo présente la querela me tesi ma, colla quale non si enuncia fatti di sorla, si dice solo querelarsi contro il sig. d' Angelanlonio e possibili complici {er la lettera scntt i nei ni $6 del Corriere Abruzzese. « Ma d; quali fatti il sig. Ranalli intendeva querelarsi? Egli non lo dice ed era necessario l avesse detto per I obbligo impostogliene dalla ietterà e dalio spirito dell' art. 06. L' istesso P. M;., soggiunge il difensore, ha sentito djrft?-si' obbì go, quando non vi ha imputali* in modo generico di aver scritto quella lettera inserita nel Corriere, ma di avere addebitato al sig. Ranalli il tale e tal altro fatto. Nella querela dunque, manca la specificazione dei fatti incriminabili e incriminati, ed a questa mancanza non poteva supplire certo il P. M., essendosene dalla legge fatto obbligo alia parte lesa, quando a sua istanza si fa il procedimento. Essendo perciò il s g. Ranalli venuto meno a quesf obbligo, @ trattandosi eli procedimento che non si sarebbe fatto senza sua istanza, sendo il reato addebitato al sig. d1 Àngelaiitonio di a-zione privata, nessun dubbio che la querela d«d sig. Ranalli fu nulla, e nullo V intero procedimento. » Conchiude esser certo che il Tribunale accoglierà questa prima eccezione pregiudiziale della difesa. (Continua)
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    Cast' Marnare Adriatico 22 agosto 1876 Pregiatissimo signor Direttore
    Faccio appello alla su3 cortesia per far noto ai lettori del suo.accreditalo periodico come Antonio Quntangeli finche prima di pubblicare la insolente lettera inserita ,4 n. 67 del Corriere Abruzzese si fosse allontanato da Penne. Non vaglio g à supporre aver egli preso tal determinazione per spirito di prudenza.
    È mio desiderio por Une ad ulteriore indecorosa polemica, risanandomi domandare al Quintangeli al suo ritorno quelle spiegazioni che crederò opportune.
    Con ogni ftltaMt mi creda
    VKKTM:«*»KT>O Ci'TieiK^F
    F. Taffiorelli direttore responsabile