CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Mercoledì SO Agosto Ì87G IV. 70
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    V» numero separata c*nt. 19.
    POLITICO-LETTERARIO
    Esce il Mercoledì e il Sabato I1V TERAMO
    La Direzione ed Arami ni strazio** IP no piovvi sui iamentf presso la tipografia
    riti ginn alt Inserzione avviai co minerei a l'i in \ pag .Cent» 10 per linea o spazio di linea di colonna, iu 3" 13. Inserzione , di comunicati od altro, i prezzi sono da convcnir?i. - Per più inversioni si fa .duo scunio - Le lettere affralì* cale e vaglia postali delibono essere dirrHì all' ufficio del Carriere Abi uzzete in Teramo Aon ti re ti itvi trono i manoscritti.
    LÀ MODERAZIONE DEI MODERATI
    11 barone Manno, è rOpinione che spesso lo ricorda, scrisse un bel libro sulla fortuna delle parole, e se vivesse in questi tempi non potrebbe a meno di aggiungervi un capitolo su questa benedetta parola di moderati. Non mai essa è stata più stranamente abusata, non mai prù onorata ban-d era ha coperta più brutta merce. La moderazione, la prudenza, la longanimità, la pazienza, come d'altra parte l'ardimento e T audacia usati a tempo, sono l'essenza stessa dela politica, il patrimonio comune dì tutti i partiti, che aspirano al vanto di governare lo Stato. Il nodo quindi della quistione non è qui. Tutto sta a bene intendere il valore e la forza di questa parola, e quanto essa convenga a quella fazione, che pretende al monopolio del senno e della temperanza. Noi crediamo per verità che nulla di più audacemente sovversivo, sotto le apparenze della moderazione. registri la storia delle rivoluzioni.
    impedire ciò che pure era scritto nell'ordine infaticabile degli eventi ?
    Ma passiamoci pure di ciò che è stato innanzi al 18 marzo, e consideriamo le opere presenti dei no^ri moderati. Noi intendiamo benissimo che un partito vinto tenti rifarsi della patita sconfìtta, e corra alla riconquista del vello d' oro, adoperando tutti i mezzi che sono in poter suo. Ma non intendiamo per questo che usi con eguale disinvoltura i mezzi onesti e i disonesti; che ordisca fraudi e calunnie a carico dei propri avversari; che adoperi un linguaggio basso, volgare, inverecondo, indegno di uomini politici, degnissimo solo dei trivi e dei lupanari: anche là lotta ha i suoi confini, e tutti ammirano la dignir,à del gladiatore morente! Che mai non a-vrebbero detto i nostri moderati se i loro antichi avversari avessero dato del camolata o del ladro, del traditore o de\Vebbro ciarlone a chi, colla fiducia del Parlamento, avesse avuto I' onore di sedere nei consigli della Corona? Eppure ogni giorno ¦ "!o«(>nti ministri sono gratificati di
    ciò e preparare il ritorno dell' ideale al potere.
    1/ ideale è la Destra.
    Non si intromettono nelle e'ezioni, cavitano ogni occasione di parlare di politica, vanno poco e tardi in ufficio  lavorano a ca>a  sono cortesi con tutti; fanno dell' amministrazior e e nuli' altro che dell' amministrazione.
    Ma realmente il prefetto e poi in relazione coi capi di Destra, pone dei bastoni fra le ruote ai comuni progressisti  " sempre nei limiti della legge  e se un sindaco di cui si ò sicuri, ha una sfavata dal Consiglio, egli fa di tutto per farlo rimanere in ufficio; un comune liberale chiede l'urgenza di un lavoro, ed egli non ne concede l'autorizzazione per mancanza di una pratica  sempre nei limiti della legge.
    In un comune un maestro manca al proprio, dovere: richiamato, abbandona il proprio paese insalutato ospite.
    Il Consiglio comunale lo licenzia. Ma il maestro ha la protezione di un prete moderato e tanto si fa, si lavora, che Con-
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    quattone non è qui. Tutto sta a bene intendere il valore e la forza di questa parola, e quanlo essa convenga a quella fazione, che pretende al monopolio del senno e della temperanza. Noi crediamo per verità che nulla di più audacemente sovversivo, sotto le apparenze della moderazione, registri la storia delle rivoluzioni, «ielle opere dei nostri moderati; e diciamo espressan ente le ape. e, perchè non vogliamo l i usi mare le persone nè malignarne gì* intendi menti. Ex frvclil us tonivi cogno-sr+tis os. E valga il vero: fu opera moderata lo sconvolgere da cima a fondo, in un batter d' occhio, tutti i vecchi or-d namenti degli Stati italiani, per tornare, d >po varie vicende, a molti fra essi, ed applicarli dopo averne adulterato lo spirito e falsato il carattere? Fu opera moderata il perpetuo mutare e rimutare gl'istituti dello Stato, sì da render veramente sembianza di auell' inferma.
    Che non può trovar posa in sulle piume E con dar volta suo dolore scherma? Fu opera moderata l'allegra spensieratezza ritmilo spendere; che ha quintuplicato in in 16 anni il bilancio clel'o Stato, aumentando di circa 8 miliardi il debito pubblico, senza un'adeguato aumento del patrimonio nazionale? Fu opera moderata V estenuare il paese con una grandine di tasse, e il sottoporre comuni e provincie h terribili convulsioni, sconvolgendo ogni principio di giustizia e di ragione civile, per correr dietro con forsennata energia e ripudiando il divino concorso del tempo, al fuggitivo miraggio del pareggio? Fu opera moderata il creare un esercito d'in-piegati quasi per ogni ramo di servizio, impegolando gli affari in un mare infilo di formalità e d' insidie? Fu opera moderaci i! palleggiarsi il potere per 16 anni continui, preservandolo gelos-imente come r arca s »rita dalle mani impure de' propri avversari, e versando sul loro capo ogri-i maniera d'ingiurie e di vituperi per
    uei invi e nei lupanari: anche là lotta ha i suoi eonfini, e tutti ammirano la dignità del gladiatore morente! Che mai non a-vrebbero detto i nostri moderati se i loro antichi avversari avessero dato del carno-ivtu o del ladro, del traditore o dell'eòfero ciarlone a chi, colla fiducia del Parlamento, avesse avuto I' onore di sedere nei consigli della Corona? Eppure ogni giorno molti dei presenti ministri sono gratificati di questi nobili appellatavi, dai più scapestrati della parte, è vero, ma con visibile compiacenza deg'i altri, che ammiccano dietro le quinte! Forse che per non chiamarsi Sella o Minghetti, Cantelli o Vigliarli sono essi meno depositari della pubblica fede, e ministri del re? 0 è così che i vwderati intendono sostenere il decoro della monarchia, e il principio di autorità, a cui si mostravano tanto devoti? Dunque tanto li cuoce di aver perduto il potere da esserne quasi usciti di senno? 0 sperano veramente di ricuperarlo così ?... Insensati!.. Essi non si avveggono o fìngono di non avvedersi, che ogni giorno più si allontanano con queste arti dalla riva sospirata, che ogni giorno più smarriscono quella urbanità di forma e temperanza di principi, che tanto più ostentavano colle parole quanto meno sentivano nell'animo!
    I PREFETTI ABILI
    Molti amici ci domandano da Chieti spiegazione della frase « prefetti abili » che noi usammo nello scorso numero, parlando del prefetto Bresciamorra, così vivamente attaccato dai giornali di destra.
    La spiegaz one è data nel seguente articolo che troviamo riprodotto in molti giornali ministeriali:
    Non vi sono soltanto prefetti politici che voltano casacca c tradiscono il loro mandato, ve ne sono ancora altri  e sono gli abili i quali cospirano; hanno un problema da risolvere : conservare 1' uflì-
    in ufficio ; un comune liberale chiede l'urgenza di un lavoro, ed egli non ne concede 1' autorizzazione per mancanza di una pratica  sempre nei limiti della legge.
    In un comune un maestro manca al proprio, dovere: richiamato, abbandona il proprio paese insalutato ospite.
    Il Consiglio comunale lo licenzia, Ma il maestro ha la protezione di un prete moderato e tanto si fa, si lavora, che Consiglio scolastico, Deputazione provinciale vogliono a tutti i patti che si riprenda il maestro.
    Viene il momento di nominare le Commissioni provinciali e consorziali per le imposte.
    Il prefetto, abile, conferma. Avvertito, ad esempio, che in una commissione provinciale i membri eletti dal Governo erano tutti i capi della consorteria, e che quindi ora era prudente almeno cambiarne alcuno, il prefetto abile si stringe nelle spalle, e conferma.
    Quanto agi' impiegati, distinguiamo; se sono dei vecchi son liberi di non andare al loro ufficio che qu indo lor piace (non ne dà loro I' esempio il prefetto stesso?...) I e di andare invece a fare gli agenti elet-- forali in campagna ; possono andare per i caffè, per le trattorie, per le birrarie a tenere pubblica cattedra di maldicenza i contro il ministero; possono brilli, o mezzo .brilli, provocare i pacifici cittadini (il vino è un' ottima scusa...) posson prender parte vivissima a tutte le lotte cittadine, frammettersi, inasprirle.
    Ma se uno di quegli altri invece manca alla regola della più rigorosa prudenza, se. p. es., in un banchetto d' amici improvvisa una poesia con un' idea progressista, lo si manda a casa.... in tre giorni.
    E se un bel dì il ministro stanco di un funzionario che coglie tutte le occasioni per i scredi tarlo lo manda a casa, allora tutta la stampa si atteggerà a vittima dell' ingiustizia, e per lui si griderà alla par-