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tìgianeria, si protestcrarin^.conyolti ;gli ordini amministrativi dall' intrusione della politica, si invocheranno le prove della cospirazione, che pur continua, persistente, insidiosa] l'abile Prefetto fa al Ministero da cui dipende.
ECHI DELI;A PROVINCIA
Pereto 23 agosto 1876
Filialmente, come avete annunziato, andie Nereto ha il suo sindaco nella persona dell' egregio dott. Emidio de Beracdinis. Noi ci congratuliamo col governo per 1' ottima scelta essendo pur troppo noti i principii che inforca no la mente ed il cuore dell' eletto. - E' vero che una grave responsabilità andrà ad assumere colui che deve prendere te redini (di questa Àmm nitrazione comunale; e tale circostanza non peranco ha fatto decidere il sig. de Berardims ad accettare la carica. Ma noi speriamo, che la sua favorevole decisione sarà prossima; poiché l'egregio dottore, piucchè alle preghiere degli amici, dovrà cedere all' amor della patria, che da lui molto bene si aspetta:
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°0° Castellainare Adriatico 28 agoslo 1878
Ieri giunse da Giulianova direno a Chieti lo Spa-veata. Si trovarono a riceverlo in qiesta staziono il senatore Monaco, i sigg. de Innocentiis e Peripoli due neo-cavalieri creati da Berlini in articulo moriis, o 1' ex sindaco di Chieti Vincenzo Pera che nonostante la protezione di Berlini fa in dicembre scorso costretto a dimettersi per un voto del Consiglio.,., e per molle altre ragioni. Bella compagnia davvero - poso dissimile per altro da quella che b accolse in Chicli quando era ministro I 0 tempora, o mo reti
Assiste e correzionale
Cai/sa contro Z)' Angelantonio e il Direttore dsl Corriere Abruzzese (Contiti, e fine vedi n. 69j
differenza che esiste tra la correità e la com~ plicità nei reati, facendo una breve ma esatta distinzione storica e scientifica dei due istituti giuridici, e conchiude che attesa la loro .inw mensa differenza .non si possa indistintamente dire un' individuo correo o complice di un reato, essendo ciò lo stesso che attribuirgli due imputazioni distinte, e diverse tra loro, ciò che per legge è vietato. L*imputazióne dev'essere certa e determinata ; non essendosi ciò fatto sul conto del sig. TaHiorelli, la citazione che lo chiama in giudizio è nulla. Ri-sol 1 e c o s ì le diverse eccezioni pregiudiziali, il difensore passa a rispondere allapregiudiziale elevata dal P. M.
Lamenta di bel nuovo che il sig. Banalli abbia impedito agi' imputati di fare la prova dei fatti che si dicono diffamatorii, e resa così necessaria la soluzione della quistione pregiudiziale e evata dal P. M. Non ostante però questo vite rifiuto del sig. Ranalli, il difensore crede che il Tribunale debba dichiarare am-miss bile anche pel primo fatto la prova invocala dal sig. d' Angelantonio, non reggendo punto le ragioni d'inammissibilità accampale dal P. M.
Non regge la prima ragione, che cioè il sig. Ranalli non fosse sindaco all' epoca in cui si dice avrebbe dato lo schiaffo alla maestra, perchè risulta dai certificati delta Prefettura e dalle d chiarazioni del sig. Ranalli che egli cessava di esser sindaco per compiuto triennio, e dovea quindi per leggo rimanere in carica lino alla installazione del suo successore. Ora poiché fu la stesso sig. Ranalli rieletto a sindaco, che successe a Ranalli che ne usciva, cioè il sig. Ranalli che fu successore a sè stesso, così la qualità di sindaco in lui moralmente e legalmente non venne mai meno. Dunque il fallo lamentalo riferendosi a Ranalli sindaco, cioè ad una pubblica autorità, può per legge essere provalo (lagì' imputati, e non e-siste perciò il primo motivo ti' inammissibilità elevalo dal P, M.
Anche inesistente è il secondo motivo d' i-
naro wicciKi i si à
eccezione d^lla difesa, dichiarò nulla la qnerd; del sig. Ranalli.
Questa sentènza piacque a tolti eh* * sistettefo a quel pubblico dibattimento. L erodiamo P i slesso ¦ sig: Ranalli sia stato co che la Causa non ebbe ulteriore sviluppo: chè funimo,' assicurati che dall' esame
GLI AMORI DI DUE FARFALLE
Sono ne! giardino, sdraialo sopra un muricciuolo così b«* da fiutar voluttuosamente il lenloaroma della Urrà bagnali « un temporale: -non ho tappeto sotto il mio corpo, ne ca^ae sollò il mio capo: mi fa da lelto uno schislo rugoso e Ideante. Con una mino stesi al djsopra dai muro rado pagando i petali d'un limone fiorito, mentre eoli'altra sw-v0dto le formiche, che corrono affacendate nel viale «" * bioso.
Ad un tratto due piccole ombre, due folletti bruni mi?*" sano dinanzi agli occhi è mi si po&an davanti in niétM »! viale. Son due figlie de! cielo, tutte ali e tutte bclicita " òrgani della vita terrestre son ridotti ad un filo; del resta-altro filo per succhiar il nettare dei fiori e quattri» ali <" ? gante per conquistare gli spazi del cielo. Le loro ore *** Contate: devono amare e morire e all' intenso amore 51 tura le fece calde e velocissime: organi del senso m^-dul ventre, organi della bellezza maggiori dei visceri. farfalle; ma ne ignoro il nomo e me ne duole Cer^J !a un entomologo intorno a me, che me le battezzi e al' non sembra possedere una creatura, se non quando 1 ki . ^ zata coli' inchiostro dei suoi dizionari. Esse iuorrann»i f senza nome, morranno ereiicho e indarno picchieri3 porte del paradiso per entrare là dove si ricordali*»
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fa in dicembre scorso costretto a dimettersi per un voto dèi Consiglio.,., e per molte altre ragioni. Bella compagnia dav-tero , poco dissimile per altro da quella che lo accolse in Chicli quando era ministro I 0 tempora, o more, !
Assisie e correzionale
Causa contro D' Angelantonio e il Direttore del Corriere Abruzzése (Contin. e fine vedi n. 69,)
11 difensore passa alla seconda eccezione pregiudiziale e sostiene che debba il tribunale dichiarare non farsi luogo a procedimento contro il direttore del giornale, sig. Taffiorelli perchè contro di costui non esiste istanza di punizione per parte del sig. Raliatili Questi, dice, si è querelato contro 1:' autore dell'articolo incriminato e contro i possibili complici, serene siano, a mente degli art. 570 e 571 cod. pen.. Ora, a parte che in questa espressione vaga ed indeleim nata non si potrebbe certo leggere la querela contro chicchess a, dalla locuzione stessa usata dal sig. fìanalli deve ritenersi che egli non ebbe intenzione di querelarsi contro il sig. Taffiorelli, e ciò per due considerazioni : la prima che il sig. Ranalli si querela dei complici della diffamazione per gli art. 570 e 571 cod. pen'. e non già di quelli per I' art. 48 legge sulla stampa, tra i quali solo può entrare il direttore del giornale, quindi è il caso di dire « qui dtcìt de uno negai de altero »; la seconda che il sig. Ranalli si querela contro i possibili complici se ve ne siano, e ciò solo esclude il sig Taffiorelli il quale, avendo pubblicalo , articolo, era complice già conosciuto del reato e conchiude quindi il difensore che trattandosi di reato di azione" privata, e non essendovi querela della parte lesa contro uno degl' imputati, debba coslui essere assolto dal giudizio. Da ultimo come terza eccezione pregiudiziale sostiene la nullità delT atto di citazione per quanto riguarda lo stesso direttore del giornale, per non essersi determinato il reato cui questi era chiamato a rispondere. Legge il decreto di citazione nel quale è d»'tto che il sig. Taffiorelli debba rispondere o di correità o di complicità nel reato commesso dal sig. D1 Angelantonio. Ora dice il difensore, è forse i istessa cosa diro ad un individuo che sia correo di un reato, o vhc ne sia invece complice? - Spiega fa grande
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daco, che successe a Ranalli che no usciva, cioè il sig. Ranalli che fu successore a sè stesso, così la qualità di sindaco in lui moralmente e legalmente non venne mai meno. Dunque il fallo lamentalo riferendosi a Ranalli sindaco, cioè ad una pubblica autorità, può per legge essere provalo dagl'imputali, e non e-sisle perciò il primo motivo ÌT inammissibilità elevalo dal P. M.
Anche inesistente è il secondo motivo d'i-nammissibililà, che cioè il fatto dello schiaffo dato dal sig. Ranalli, quantanche sindaco, non sarebbe sialo commesso r.elT esercizio di tale qualità. Basta leggere If intero articolo per vedere come il fallo dello schiaffo è messo in campo, e ricordalo insieme a molti altri, appunto come una prova delle continue prepotenze e soverchierie ebe il sig. Ranalli commetteva abusando della sua qualità di sindaco. E1 dunque questa qualità, questa veste di pubblico funzionario, che si è tenuto di mira, quando si è denunzialo quel fatto alla opinione pubblica. Come dunque sostenere più oltre T inammissibilità della prova?
Sfa, dice I' on. difensore, ammettiamo ciò che sostiene il P. M.v ammettiamo cioè che le accuse mosse dal sig. d'Angelantonio contro il sig. Ranalli non si riferiscano a costui come sindaco, ma come privato. In questo caso noi facciamo un dilemma al P. M.: o ritenete che il fatto dello schiaffo si riferisca a Ranalli sindaco, ed in questo caso abbiamo gli estremi del reato di diffamazione, voluto dagli articoli 570 e 571, e voi potete procedere contro il sig. d' Angelantonio, ma dovete però voi stesso ammettergli la prova, perchè rilevata nel Ranalli la qualità di pubblico funzionario; o volete ritenere che quel fatto si riferisca a Ranalli come privato, ed allora quegli estremi del reato vengono meno, e voi, sig. P. M., dovreste insistere perchè non si proceda più oltre contro il sig. d'Angelantonio. Da qui nou si scappa: o prova, od assoluzione.
Il difensore riepiloga tutta la sua difesa, che ci è dispiaciuto non aver potuto riprodurrò per intero, e conchiude, esser sicuro che il Tribunale si fermerà sulle eccezioni pregiudiziali da lu proposte.
Dopo le repliche del P. M. e le controrepliche della difesa, il Tribunale si ritirò in Camera di Consiglio, ed emise la sentenza con I la quale, come dicemmo, accogliendo la prima
! gante per conquistare gli spazi del cielo. Le loro ore son, " .contate: devono amare e morire e all' intenso amore la ; tura le fece calde e velocissime: organi del senso maggi0rj ! dui ventre, organi della bellezza maggiori dei visceri. ^ ! farfalle; ma ne ignoro il nome e me ne duole Cerco invano , un entomologo intorno a me, che me le batte-zzi e all' uotQg ,' non sembra possedere una creatura, se non quando 1' ha spru?. ! za la coli'inchiostro dei suoi dizionari. Esse morranno per me , senza nome, morranno eretiche e indarno picchieranno alla , porlo del paradiso per cnlrare lì dove si ricordano le cosa I rare e amale. Potete voi figurare d' aver amato una donna di cui ignorale il nome ? Come in religione così in amore il [ battesimo è il primo e il più santo dei sacramenti!
Ma quelle farfalle si amano senza battesimo; saltellano fra I i sassolini del viale è si rincorrono. Non si sono avviste che il tigre maggiore del nostro pianeta le adocchia e ebe una grossa lucertola scende lenta Ionia dal muricciuoloe piega il capo a destra e a manca come un sornione e accarezza lo labbra colla bifida lingua, assaporando col desiderio le carni delicato di q'iellc cine gentili croature. Son troppo felici per pensare ai nemici che le circondano, eia vita e l' amore son Cori che si colgono fra gli uragani e le battaglie.
Esse hanno trovato un fuslicino di ciba stremenzita. che sotto le pedate di tanti passeggiatori e fra le arene del giardiniere ha pur riuscito a vi véra e a fiorire. Quel microscopici cespuglio è tutto un mondo per quei due amanti e ia fem-minetta se ne fa schermo al dolce assalitore e gira intorni) come un bambino, che «fugga dalle percosse, rotando intorno ad un tavolo. Ma l'amante, dopo pochi giri impazienti, fa un salto al di sopra di quell* alberello e coilc sue ali scuole quelli della compagna. Un pizzico di polvere d' oro corre per 1' aria o un dispcttuccio, un rabbuffo e un fremito di voluttà chiudono quella prima scena d' amore.
A quando a quando la femminella sembra voler cedere agli impazienti amplessi del compagno e quando egli colle trepide ansie di chi sta per afferrare la gioia è vicino vicini ad essa e già sta per toccare collo sue ani enne pubescenti t innamorale il corpo di velluto dell' amante, essa vola due metri lontano. Ed egli dietro; e di nuovo ai vezzi, alle moine, ai dispetti. 11 cildo cresce, e i desideri di vampi in vampa, son divenuti ardenti come il sole. La civettuola tu rivolto il dorso al suo inseguitore o va aprendo le ali lentamente, ondi mostrare in tutta la pompa lo splendore delle sue gemme, dei suoi srgenti, dei suoi velimi; e moslra.ili, chiude le a'1 e le inn alza, e in tfn baleno nasconde tutta la ve»le spi nudissima, di cui la natura 1' ha falla balla. Nè il ma-cbio « j meno seduttore, che con un picciol salto ches mbra un voto, si posa dinanzi alla compagna e alla sua volta a;jre aiupia-I mento le ali, ostentando i suoi mille colori e il ftsciuo d??1' occhi d' oro. Ma già è troppa l'impazienza di quelli ìnnamo-, iati, e già intrecciano i loro primi baci.
Chi ha veduto Qua vòlta arala le carneo di dus farfalle,
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