CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    considerarla solto t aspetto della conve-r nienza e della opportunità, non possiamo ristarci dal manifestare come questa determinazione della Corte sia riuscita a noi, al foro, ed a tutto il pubblico penosissima.
    In nome della libera stampa protestiamo ancora noi, come fecero sempre i nostri colleghi, contro il principio, ammesso pure in qualche rarissimo caso dalla giu-reprudcnza, che cioè vi sia luogo a procedere contro il Direttore di un giornale, che ha il suo gerente responsabile; e siamo anzi ben lieti di poter, ricordare che il nostro Tribunale «e ia Corte," forse nell'unico caso che si presentò al loro esame, proclamarono concordemente non potersi tenere responsabile il Diretttore del Giornale, se non quando si avesse la pruova certa di essere stato egli 1' autore o il compilatore dell' articolo incriminato.
    Per quanto poi riguarda il Leosini, del quale pure scusando, non possiamo però approvare il modo e la forma in cui venne incarnando il diritto di censura, sembra veramente fuori proposito la sporta querela, dopo le spiegazioni da: lui date innanzi ai Consiglio dell'ordine degli avvocati, dalle quali risulta esplicitamente non avere egli avuta la menoma intenzione di offendere i magistrati, e molto meno la Corte. Queste dichiarazioni, av- I valoratc da una duplice deliberazione del Consiglio dell' ordine, costituivano per lori) stesse, ci pare, la più ampia soddisfazione a cui potesse la Córte aspirare, senza il bisogno di ricorrere al povero e straordinario rimedio di una querela per mantenere alto il. prestigio della sua dignità.
    La Magistratura ed il Foro si debbono reciprocamente il massimi rispetto, come due forze aspiranti alla» stessa meta; ed a Dio non piaccia, che tutte le volte in cui le suscettibilità, doli' una o rifili'' altro
    al pollo, e gli altri due gli legarono con funi le mani. Non potè per cotal modo opporre alcuna resistenza, e gli convenne seguire moggio, moggio quei tre amici che lo condussero alla viòina caserma de' Reali Carabinieri in Tor-nimparte, donde poi nel mattino seguente, fu tradotto nel nostro carcere centrale.
    Abbiamo visitato lo Sterpone. Egli non ha il volto abbrutito, nè gli occhi sanguinari che sono le caratteristiche dei miserabili suoi pari. Ha invece faccia schietta, occhio intelligente, parola spedita e franca. Racconta i casi suoi con un accento di verità e con lina precisione di date e di fattt da sembrare uomo non del tutto volgare.. Sa leggere e possiede una discreta calligrafia. Narra che poco mancò non gli riuscisse, durante il tragitto dalla montagna a Tornimparte, sfuggire ai suoi persecutori, giacché con una delle mani gli venne fatto di estrarre dal borsello del panciotto un temperino che vi teneva nascosto, col quale, favorito dalle tenebre, cominciò a tagliar la fune; che però venuti in sospetto quei tre, accesero dei fiammiferi, e mandarono a monte il suo progetto, legandolo di nuovo, e togliendogli quella piccola arma che era per lui di nuovo la libertà. Nega essere egli V autore di lutti i misfatti, specialmente di sangue, dei quali gli si volle far carico, e per cui. grazie alla sua minore età, ricevè condanna di soli 21 anni di lavori forzali; e nega pure di essere l'autore dell' omicidio in persona di Vincenzo Massi-metti, di cui parlammo in uno dei passati numeri, commesso durante la sua latitanza. Narra le sofferenze patite durante 17 lunghissimi giorni che impiegò per venire da Genova alle sue native montagne, traversando paesi e boscaglie a lui sconosciuti, e vedendo raramente volli di persone che sospettosamente lo riguardavano quando, sfinito dalla fatica del viaggio e del digiuno, chiedeva loro qualche cosa per Dio.
    Ora sarà sottoposto a giudizio per i fatti a lui addebitati durante i Ire mesi che scorazzò le montagne dèi Cicolano e Tornimparte, e tornerà por di nuovo a cingere la catena del galeotto.
    Un' altra scheda porterebbe il nome di V, ceni dott. Saraceni. Un' altra il nome Ai (>v , Giustino con l'aggettivo qualificativi a-iJ patriota. >>
    L' ufficio definitivo avrebbe riteosle ufo le schede del Caravaggio come quelle efe doveano-riferire all' unico di questo nome scritto nelle liste elettorali, tenendo prw^ una giurisprudenza già assodala al rigavi,,
    10 gravi circostanze della notorietà, eoa q questo nome veniva portato da una magr> ranza di elettori troppo spiccata ed aff#ra^ e concorde in una lista di tre identici §es avrebbe del pari ritenuta valida pel Sarse?» Benijgno la scheda senza nom*, essendo l\ ni co conosciuto sotto questo titolo dì dnitm^r medico molto adibito in paese, e la detta $à~
    da mai poteva riferirsi al figlio studente i medicina, tornato per poco in Lanciano i Napoli, e sconosciuto del tutto in paese. i vrebbe invalidata la scheda del Croce per i spiccato motto d' ordine, che non tolti libero creduto convenirgli!
    Ebbene, portata la protesta innanzi il C* siglio comunale, la vecchia maggioranza le discusse nel modo, che sapete, perchè potrete esser ragione d' inchiesta, ed ha tramai* 1' ordine del risultato della votazione a »t gioranza di sei contro quattro.
    E sapete chi ha votalo? Croce Giu# 1' ex interessato, perchè con questi prete»/ nullamenti sarebbe pgli il terzo eletto: H» ressato nella protesta innanzi I1 ufficio a** tivo Desiderio Fileno, e qualche altre, carità risparmiare aggettivo, meno il sig-Flòrindo nostro consigliere rispettabile Vito-Chietino, il quale è stato per U P volta chiamato al consiglio non ostante parte nesso da molti anui, ed ha dovute .
    scinaryisi per tenerezza di parentela, cugino al Croce. . ^
    Un altro fatterello. L' a flit latore patrimoniali del comune Carbone
    11 padre ed ài fratello suo avanzavi)»»1 manda per diminuzione di fitto eoa &. ^
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    vyunsiguu uen orarne, costituivano per loro stesse, ci paro, la più ampia soddisfazione a cui potesse la Corte aspirare, senza il bisogno di ricorrere al povero e straordinario rimedio di una querela per mantenere alto il. prestigio della sua dignità.
    La Magistratura.,ed il Foro si debbono reciprocamente il massimo rispetto, còme due forze aspiranti alla* stessa meta; ed a Dio non piaccia, che tutte le volte in cui le suscettibilità dell' Una o dell' altro per lievi cagioni possano sembrare urtate invece di. comporre le cose,-.'direni quasi all'amichevole, si debba arrivare sino a quelle estreme misure, che non sono certo fatte per ribadire,i vincoli dell'armonia, che deve sempre regnare fra loro.
    Noi non ci preoccupiamo dell'esito che possa avere questo giudizio per le persone che vi sono impegnate, benché ci sia lieto di poter cogliere questa occasione per attestare pubblicamente la fiducia che abbiamo nella giustizia della Corte, ed il rispetto quasi filiale che nutriamo pel distinto cittadino ed avvocato sig. Camillo Leosini, del quale ammirammo sempre la onestà, la dottrina, il patriottismo, e la più pura rettitudine delle intenzioni. Ci sia lecito però esprimere il desiderio che tanto la Magistratura, di cui la più bella virtù è la indipendenza, quanto il Fòro, che dee pur sempre dare esempii di moderazione, ne abbiano ad uscire con incremento di onore'
    Cronaca Abruzzese
    Aquila.  Il brigante Loreto Sterpone, e-vaso dal forte Castellacelo di Genova fin dai 9 maggio ultimo, è stato nella notte del 26 al 27 s. mese arrestato dai tre contadini Silvestro ed Angelosante Cohjuda, e Giamberardi-no Tiberj. Costoro avevano invitato lo Sterpone a recarsi nella loro c apanna, sulla montagna di Barano (Tornimparte) a bere del vino. Tenne l'invito e giuntovi gli fu consegnato un grosso fiasco; l'aveva appena appressato alla bocca che con un molo simultaneo uno de' detti contadini lo strinse con le sue robuste mani
    ni che impiegò per venire da Genova alle sue native montagne, traversando paesi e boscaglie a lui sconosciuti, e vedendo raramente volli di persone che sospettosamente lo riguardavano quando, sfinito dalla fatica del viaggio e del digiuno, chiedeva loro qualche cosa per Dio.
    Ora sarà sottoposto a giudizio per i fatti a lui addebitati durante i tre mesi che scorazzò le monlaghe dèi Cicolano e Tornimparte, e tornerà poi di nuovo a cingere la catena del galeotto.
     La Deputazione provinckle ha, in data 27 caduto, proclamato i nuovi consiglieri provinciali risultali dalle ultime elezioni. Essi sono:
    Per Aquila  Chiarizia cav. Antonio.
    Per Citladucalo  Dragonetti march. Giovanni.
    Per Civitella Roveto  Ferrante Manfredo.
    Per Avezzano  Mattei Orazio.
    Per Fiamignano  Mozzetti Massimo.
    Per Capestrano  Santucci Domenico.
    Per Solmona Vitto Pietro, Mazzara march. Panfilo.
    Pel Consigliere del mandamento di Sassa si è deliberato procèdersi a novella votazione nel comune di Lucoli, essendo stata annullata quella precedente. (Gazzetta)
    Chieti.  II giro elettorale dell' on. Spaventa non è certo dei più brillanti. Presso la stazione ferroviaria di Chieti, al casino del sen. Monaco la Valletta ebbe un déjeuner offertogli da quesì' ultimo. Furono ad ossequiarlo pochi dei più caldi consorti, allievi del Ber-tini, ma la'dimostrazione (?) si fermò qui.
    NOSTRE CORRISPONDENZE
    (Chieti) Rocca S. Giovanni 29 agosto 1876
    .Finite le elezioni, restano gli episodii più o me>jo importanti. Ve ne cito uno per mostrarvi come certa gente voglia ad ogni costo far parlare di sè, bene o male che sia, ciò imporla poco,
    Caravaggio Nicola unico iscritto nella lista elettorale del comune, vecchio consigliere co-nosciutissimo, avrebbe avuto 22 schede col proprio nome senza paternità. Esisterebbero nel paese diversi altri Caravaggio Nicola non elettori; la maggior parte fanciulli o giovinetti.
    rionnao nostro consigliere rispeuaone     Un altro fatterello. L1 aflìttatore dei w patrimoniali del comune Carbone Tommaso il padre ed al fratello suo avanzavano unado^ì manda per diminuzione di litio con la scusa della grandine-e non importa se contro lo si,s pulato del 27 giugno 1874, notar Croce, il % siglio comunale con voti. ..ti contro 4 bonificavi allo stesso Carbone la somma di L. 350jji sulT estagiio del corrente anno, deducendollj dalle L. 2920, 00, ammontare del canone dovalo.1
    Il pangrafo 4° del citato rogito è cosi! concepito:
    « L' aggiudicatario espressamente rinunziò al beneficio della mora, e si assoggetta a tulli i casi fortuiti ed impreveduli, ordinarli j straordinarii, e ciò per precludere ogni via a poter dimandare riduzione di estaglio, il qual» in ogni caso, deve essere sempre quello come sopra convenuto. »
    Eppure il beneficio venne accordalo. Sfido io! Doveva darsi il premio ai tre voti concessi/...
    Lo stesso corrispondente ci mandanm seconda lettera in data 30, da cui stralciai quanto segue:
    L' ex sindaco Croce, sfavato dagli elettori,! canta vittoria, perchè la Deputazione provinciale, che dovrà decidere sulla validità delle 22 schede del Caravaggio, le annnllerà (egli dice), e sarà perciò esso il cons:gliere eletto. Evidentemente il sig. Crocè si appiglia al rasoio, e fa meraviglia il suo volo in causa propria per ottenere col fratello collo zio e col famoso cadetto una maggioranza di soli 2 voli' Noi . abbiamo troppo rispetto della Deputazion® provinciale di Chieti, per poter menomamene dubitare del suo voto. Esso sarà molto sup«-riore alle millanterie del Croce, il cui colon politioo si è sempre accostato moltissimo ir V iride!....
    ECHI DELLA PROVINCIA
    Loreto Aprutino 31 Agosto (X) La sala di questa regia pretura ora"1 uno degli scorsi giorni accupalo da una foli*