CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    temperie gliene distrugga in un anno lire 2499 : egli non aVrà dritto alla moderazione d* imposta, mentre per contrario questo beneficio competerebbe a chi possedendo molto meno in quel comune, possedesse per avventura il quintuplo nei comuni contermini.
    Così un' accidente fortuito scaturisce
    0 sopprime la nozione del dritto, e il corso dei rivo discrimina la giustizia!
    Ma vi ha di più.
    11 sopracitato articolo 63 concernente
    1 fabbricati urbani, non solleva questa eccezione, che resterebbe unicamente a carico delle proprietà rustiche. Due pesi e due misure nella medesima legge e nel-T esplicazione del medesimo principio!
    Ma fu veramente questa la mente del legislatore? o venne resa più dura da un erronea interpretazione? . Non pare potersene dubitare.
    La legge/consacra il principio nella sua ampiezza, ne può ammettersi in un alligato una restrizione, che ne alteri la sostanza. Perchè il legislatore non avrebbe .espressa una simigliante restrizione nel, testo istesso della legge?
    Kè si dica che 1! art. 56 parla di tutta la rendita di un' anno del contribuente danneggiato, come sta portala in catasto.
    Questa locuzione non può significare che tutta la rendita catastale del fondo col- " pilo. Perchè in contrario limitare la valutazione delle rendite del reclamente all' ambito del comune? E' forse proibito il possedere >in diversi comuni?
    Delle due 1' una: nell' accordare la moderazione d'imposta * o si volle aver considerazione al prodotto perduto, e bisogna .circoscriverò le investigazioni al fondo volpilo; o si volle, aver riguardo al grado di agiatézza del contribuente dan-
    Lo spirito della legge è luce, Ta lettera è tenebre!
    Un gentelmen, accusato di trigamia, fu condotto dinanzi a un giudice inglese: appreso il fatto, il giudice stette un pò pensoso sopra di sè, poi disse: proscioglietelo: la legge non parla che di bigamia!
    Ecco a che mena I1 esagerare il valore della lettera nell'interpetrazione delle leggi : ecco come non raramente la forma uccide la sostanza !
    Per tutte queste ragioni io respingo T interpetrazione restrittiva data dall' a-gente delle imposte (di cui lodo per altro la rigorosa esattezza) all' articolo 56 del decreto 10 giugno 1817, ed opino essere dovuta la moderazione d' imposta in lutti i casi che il danno superi la metà della rendita catastale del fondo colpito, qualunque sia la rendita del contribuente nel comune.
    Teramo 3 settembre 1876
    S. Costanti*! Consigliere comunale
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    ni a ! r» tulli
    Corriere agricolo
    Brescia 2 settembre 1876
    Giove non fu propizio al ministero italiano del 18 marzo sulla valle del Po, la parte più ricca e produttiva del Bel Paese. Poiché nel maggio e nel giugno vi rovesciò tante pioggie, che ne fu mezza sommersa. E ne intristì tutta la vegetazione per modo, che il prodotto dei bozzoli vi si ridusse ad un quarto del consueto, so ne allettarono e caddero tutte le frutta, ne fu sciupalo il frumento, e le poche uve scampate, vennero perseguitate accanitamente dall'oidio. L'agricoltura vi si conforta solo per copiosi foraggi e produzione consueta di maiz e di castagne, e di vimini. Tali flagelli s'aggravano per una emigrazione febbrile di famiglie coloniche del piano verso il iira-sile. Emigrazione che va disertando terre eccel-
    - fatui sriftUÀ hi     e mela alpine, e confetti e mandola!^ t p9t dolci. Bisogna che le varie parti *d' Italia < vicinino, si rendano famigliari, perchè ar^ (lizzandosi si completano con vantaggio reti proco.
    G. Rosi
    Notizie Artistiche
    È da parecchi giorni nella nostra città il sig. Antonio Trapani, maestro direttore ddfo Filarmonica di Benevento. Egli è capostipite, diciam così, di una famiglia di cantanti e suonatori; il figlio è violinista, la nuora (un bel tocco di grazia di Dio!) è soprano, la figliai
    contralto, il* genero è tenore...... Ha in animo
    di avere dal noslro Comune la concessione del nostro teatro, e mostra un repertorio di lì opere.... scusate s'è poco. Sino all' altro jeri andava in Cerca di qualche rappresentante municipale di Téramo. Vallelapesca dov'è. Del suo divi samen lo ebbe occasione di parlare con a leoni deputali teatrali, ed uno di costoro (ultimo Dominato) gli fece questa ingenua confessione: « io non me ne intendo di musica. »
    Se è così, staranno bene i cani nel nostro teatro.
    La Francia ha perduto Feliciano David, nato Ì'8 marzo 1810, autore celebre del Diserti e di parecchie grandi sinfonie. Aveva sentimento ed originalità veramente grande. In 0-riente fu che attinse le sue più belle ispirazioni musicali. La musica di Meyerbeer (si * detto) ha qualche cosa della maestà e del rumóre dell' Oceano, quelia di Feliciano Davi! ha l'armonia del vago mormorio della solita dine orientale.
    Corriere dei bagi1* (Ul tini.,..issimi sgoccioli)
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    lutazione delle rendite del reclamente all' ambito del comune ? E' forse proibito il possedere in diversi comuni ?
    Delle due 1' una: nel!'accordare la moderazione d'impostalo si volle aver considerazione al prodotto /perduto, e bisogna circoscrivere le investigazioni al fondo colpito; o Si volle, aver riguardo al ^rado di agiatézza del contribuente danneggiato, e bisogna considerarla in tutta la sua ampiezza, senza arrestarsi ai termini, spesso assai ristretti, del comune ove il danno ebbe luogo [ nell' uno e nelP altro caso la restrizione portata dal modello N. 4 è assurda!
    Favores mcnt ampliando odia restrin-yenda.
    Questa massima, antica quanto giusta soccorre mirabilmente al caso presente.
    Nè le finanze hanno ragione di dolersene. Esse iton hanno che vedere nella quistione in esame, essendo stabilito che il disgravio degli uni si sovraimponga a-gli altri.
    E' quistione di solidarietà sociale, che ribadendo i vincoli di mutua protezione fra i cittadini, noli tocca per nulla le ragioni dello Stato. Come i fortunati, scampati al disastro, profittano senza volere dell' altrui sciagura, vendendo più care le proprie derrate, così è equo, è giusto, è generoso che sopportino il maggior peso disgravato a quelli.
    La quistione è ardua, e non va trattata con leggerezza.
    La grandine del 17 giugno produsse danni gravissimi e lungamente Jmemora-bili. I territori di S. Atto e di S. Vittorino furono orribilmente devastati: un solo proprietario ebbe delle perdite per oltre lire 30,000!
    La pubblica opinici se ne commosse, e generose offerte piovvero da tutti i comuni in favore dei poveri coloni: noi soli saremo indifferenti «il danno dei proprietaria j
    ¦ ia vr^c-iciziuiiu per mono, cne u prouotto nei bozzoli vi si ridusse ad un quarto del con-j sucto, so ne allettarono e caddero tutte le frutta, ne fu sciupalo il frumento, e le poche uve scampate, vennero perseguitate accanitamente dall' Oidio. L' agricoltura vi si conforta solo per copiosi foraggi e produzione consueta di maiz e di castagne, e di vimini. Tali flagelli s'.aggravano per una emigrazione febbrile di famiglie coloniche del piano verso il Brasile. Emigrazione che va diserrando terre eccellenti delie braccia più valide, iaoode per ine-lutlabile necessità la produzione agraria del piano lombardo nel prossimo anno verrà scemata, anche se la stagione correrà benigna. A flotte quella povera gente abbandona la terra ingrata nativa accompagnata dalla musica, senza sospetto delle dure prove cui la esporrà il clima del Brasile. L' abuso che qui si fece della pazienza degli operai agricoli, addusse queste calamità. Non dubitiamo che il patronato per l'emigrazione fondatosi in Roma, illuminerà gli illusi intorno le vere condizioni del Brasile. Intanto restringonsi le fonti alle finanze italiane.
    L' ultima vendemia nostra fu copiosissima, ma si bevette con tanta allegria, ebe già quasi tutte le cantine nostre non vuole. Onde i prezzi dei vini rimasti aumentarono di un buon terzo, ed accennano a salire assai di più, perchè la nuova vendemmia si ridurrà ad un quarto di quella del 1875, Se non che a porre equilibrio vengono la diminuzione dello scialacquo del vino del popolo, e la importazione di vini dell'Italia meridionale.
    11 vino è grande conforto e mezzo d' igiene pel popolo, laonde si consola la valle del Po, sentendo come le celle dell' Italia meridionale rigurgitino di vino, e che ivi la vendemmia imminente debba riuscire copiosa. Gì' italiani settentrionali preferiscono libazioni copiose, quindi vogliono vini poco alcoolici, dosati d' a-cido carbonico e sparsi di sali. Però qui riesci ranno meglio i vostri vini dei monti anziché quelli alla marina. Ed anche quelli fatti con uve non mature soverchiamente. Se P 1-lalia meridionale saprà stabilire buone case da spaccio de' suoi vini, delle sue frutta, de' suoi ortaggi, di olii, de' suoi presciutli nella valle del Po, avvierà viva e feconda corrente di scambi. Perchè l'Italia settentrionale le manderà caci e burri, e buoi impinguati, e pera
    more uen uceuwu, ijurnn ui " o.i^.nnu uavj-1 ha r armonia del vago mormorio della solita dine orientale.
    Corriere dei fc>a.cjni
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    Giulianova 3 settembre
    fB. D. L.) La stagioue balneari» premette di uscire j tutti gli onori in quésta contrada sacra a Teli ; le feste suc-I cedono alle feste con alterna infaticabile vicenda; ì direni. , nienti pubblici danno luogo ai privati; le feste popolari alle I feste da ballo e viceversa, come direbbe l'insegna d'uni J certa vettura-omnibus. £ di una delle ultime oggi parler) alle gentili lettrici del 'Carriere dei bagni: voglio dire della festa da ballo data dal Duca d' Airi nelle sale del suo palazzo, le quali la sera dal 30 àgoslo si riaprivano per festeggiare l'onomastico della Contessa di Conversano dosa dei principi Plgnaielli-Labonia. Là soirée, che ebbe principio alla
    10 e finì alle 6 del mattino fu musicale, propriamente della, sino all' una ant. e danzante fin tanto che il sole venne a ricordarci che ciascuno possedeva per lo meno un tetto ed ao letto. E fu fatti molta e buona musica, poiché quando suona Braga e suona sul suo violoncello, non si può non fare buoni musica. E non solo Braga ci fece gustare soavi melodie col suonare i suui Adieux ò Yarennt e i suoi Tears and imi lei, ma anche il Tosti nel cantaro le sue meste romanze: Jfm m' ama pi* ed E morta. Ma qui il mio compito li renda alquanto difficile, poiché dovendo parlare di signore, delle quali 1' ona nel canto e l' altra nel suono gareggiarono coi due ricordati artisti, si potrebbe accusarmi di voler fare dell' adulazione eppure, ve lo giuro, o cortesi lettrici, io non fo dell'adulazione se vi asserisco che cosi la Contessa di Conversano, quando canto col Tosti il simpatico bissato duello Fuggiamo e la romanza L' Esule, recenti composizioni di Braga,
    11 quale l'accompagnava sul suo magico istrumento; come li signorina Guarducci quando suonò le Gouttes de rosei diGo-defruid sulla sua dorala arpa, mi piacquero quasi assai più che non il biondo maestro della principessa Margherita « I' argenteo autore della Reginetta ! .. E queslione di gusto, che del resto ho la soddisfazione di dividero con molti, poiclh' molli furono quelli, che dissero la fuga essere siala troppo rapida c le goceie di rugiada troppo piccino. Figuratavi:v, fu qualcuno, che si spinse ad esclamare: « Oh / ne vorrei* torrenti di questa rugiada ! » (Storico).
    Seguendo sempre il mio sistema, riconosciuto astato'1 dal mio medico curante, non parlerò nemmeno questa delle toelette delle signore; solamente dirò (e non credo d' frangere nessuna prescrizione del mio EsculapioJ che ia generale le toelette cosi delle signore, come delle signorine furoi* assai proprio; dirò pure che lo perle furono in profugo»-'