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Anno II#
Mercoledì 11 Settembre 1870
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POLITICO-LETTERARIO
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La politica' della settimana
Scioglimento della Camera Non si può più dubitare che in massima lo scioglimento della Camera sia stato deliberalo dal Consiglio dei ministri. Non abbiamo la parola officiosa dei giornali che più riflettono le idee di alcuni ministri; ma dalle notizie più volte date dai giornali d' opposizione con rammarico, dai giornali radicali con compiacenza, risulta che non è lontano il giorno in cui sarà pubblicato il relativi) decreto reale. Anche la Nazione, che fu contraria ali1 idea dello scioglimento, oggi mostra d'accettare quasi H fatto compiuto. In quanto al giorno delle elezioni le congetture sono varie. Chi le fìsga entro la seconda quindicina di ottobre,
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Questione d' oriente
La guerra continua con accanimento forse maggiore. I Turchi hanno ripresola rivincila di alcuni insuccessi precedenti; bombardano Alexinatz, e forse a quest' ora 1' avranno occupata. Un telegramma del 4 annunciava la congiunzione di due corpi d' armala, dopa passata la Morava, qnello di Eyoub-pascià e quello di Alì-Saib. Se è vero questo, è inutile illudersi più oltre. La Serbia è vinta, ne varrà TcernajefT a ridonarle nuovo vigore. Anche del Montenegro si pronostica piuttosto male. I Turchi presero 1' offensiva su tutta la linea; Muktar pascià trovasi impegnalo in una grande battaglia, di cui ignorasi il risultato^ presso Zoslap nel distretto di Grahovo. Naturalmente i discendenti di Olhoian non depongono la loro ferocia efferata in queste ultime ballagiie. Un corrispondente del XIX. Siècle nota che nella grande battaglia di venerdì presso Alexinatz v' erano pochi feriti, perchè i turchi
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Oggi invece offre alla sua città nativa 20 milioni per l1 incremento delle industrie e dei commerci, da cui le classi nulla-tenenti ritraggono forza e fede nell1 avvenire. 11 generoso donatore ha la coscienza di aver compiuto una buona azione; il povero che sa di dovergli T esistenza, sente bensì la più viva gratitudine per lui, ma non si umilia, non si avvilisce, non abbassa gli occhi, perchè sa che la sua mercede è frutto de' suoi sudori. Non ha chiesto T elemosina, ecco -tutto; ha trovato per vivere!
Il senatore Rossi da Schio impiega i suoi vistosi capitali in grandi fabbriche manifatturiere; in poco tempo fa della sua patria una Manchester; migliaia e migliaia di operai benedicono il suo nome, perchò da lui ripetono onestamente i mezzi di esistenza. Il Rossi avrebbe potuto bensì custodire ne' suoi scrigni l'oro avito, avrebbe potuto cullarsi nel pensiero egoista eliti pur troppo anima moltissimi ricchi; ma non V ha fatto,* perchè ha sentito I alito della vita nuova e i bisogni dell' età die si svolge tra tante lotte e tanti
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piacenza, risulla che non è lontano il giorno iu cui sarà pubblicalo il relativo decreto reale. Anche la Nazione, che fu contraria all' idea dello scioglimento, oggi mostra d'accettare quasi U fatto compiuto. In quanto al giorno delle elezioni le congetture sono varie. Chi le fissa entro la seconda quindicina di ottobre, chi per la prima settimana di novembre prossimo. E più probabile, secondo noi, la seconda data che la prima, avuto riguardo alla {trevi tà del tempo che ci separa dal 15 ottobre. Del resto, nulla di più facile, che il decreto, a cui spelta di togliere ogni incertezza nel paese, stia sotto i torchi della Gazzetta ufficiale. Un' altra ragione che muove il ministero a protrarre le elezioni generali al novembre si è lo stato precario della questione d' oriente. Oggidì potrebbe il governo essere sorpreso da inattese complicazioni, per le quali avesse a chiedere un voto dal Parlamento. In quale impaccio non si troverebbe il governo, so un decreto reale sciogliesse la Camera in tale situazione? La pubblicazione dunque del decreto reale è subordinata, a nostro credere, ad un telegramma rassicurante del nostro ministro plenipotenziario a Costantinopoli.
In quanto poi all' altitudine dei dissidenti toscani, non crediamo sia avversa al ministero, come si può rilevare da un articolo della Nazione di jeri. Inoltre il programma di Caserta è un pegno della comunanza di idee e di propositi del ministero con i dissidenti toscani. Se fon. Depretis ha concesso al Crispi lo scioglimento della Camera attuale, concede all' on. Peruzzi che le riforme tributarie vadano innanzi alle riforme politiche. Quindi I' allargamento del voto potrà esser protratto a miglior tempo, quando cioè la nuova Camera slia per compiere la sua legislatura.
Muktar pascià Irovasi impegnato in una grande battaglia, di cui ignorasi il risultato, presso Zoslap nel distretto di Grahovo. Naturalmente i discendenti di Olhman non depongono la loro ferocia efferata in queste ultime battaglie. Un corrispondente del XIX. Siècle nota che nella grande battaglia di venerdì presso Ale-xinatz v' erano pochi feriti, perchè i turchi massacrarono lutti senza pietà. Invano I1 Inghilterra protesta per mezzo dei Glandstone, dei Russet, dei Brighi; invano 1'Italia ha levalo la voce coi meelings di Roma e di Milano. Vacue proteste contro indoli ferocemente inumane.
Intanto la mediazione delle potenze continua, ma con passo di lumaca. Il nuovo sultano ò occupalo nei ricevimenti dei grandi funzionari dello Sjalo.
I doveri dei ricchi
Le diverse classi sociali in cui divi-desi uri popolo, hanno de" reciproci doveri. Se la classe proletaria deve attingere dal lavoro i mezzi della propria esistenza, la classe potentissima dei ricchi non può esimersi dall'obbligo di aiutare T operaio, di favorirlo ne' suoi onesti desideri, di offrirgli i mezzi di educazione, di agevolarlo ad aumentare i mezzi di produzione. Non basta di procurarsi la fama di uomo caritatevole; la carità mal intesa, la carità dell' elemosina è sprone all'apatia, alla scioperatezza, all'ozio e al mal fare. I tempi moderni segnarono progresso anclie in questo; ciò che un secolo fa sarebbe stato atto di generosità, oggi a buon dritto è tenuto come cagione di seri malanni.
Un giorno il duca di Gallieraavrebbe diviso i suoi milioni tra chiese e conventi' e li avrebbe sparsi per le classi povere, favorendone il beato far nulla.
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popolare. Questo è che forma il vanto di un uomo di buona volontà e che intende lo spirito e le parole del Vangelo, di questo Vangelo che i più tengono ipocritamente in bocca, nessuno nel cuore!
L" on. Sella trova nella sua vita agitata alcunc'ore di tempo per occuparsi del benessere delle classi proletarie, ,e fonda la Lega del risparmio. Egli con queir attività che nessuno, amico o avversario politico, gli può negare, opera con ogni abnegazione una campagna per la diffusione delle virtù' del risparmio. Il metodo (scrive egli stesso) consiste nel donare ogni industriale o proprietario un libretto delia cassa di risparmio a ciasun suo o-peraio ed operata, indipendentemente della loro età. La Lega è già ,'sotto favorevoli auspici. I primi cento aderenti diedero o
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