CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    s' impegnarono a dare il libretto della Cassa di risparmio, con f iniziamento di una lira a tredicimila seicento Inovantatrè. uomini o ragazzi, ed a sedicimila ottocento quarantatre dpnne o ragazze: in totale 30536 libretti. Dato che solamente la metà di questi operai profittino dell* insegnamento aumentando la somma risparmiata, T on. Sella può andare orgoglioso di avere già in quest'ora abituate quindicimila persone alla virtù della previdenza.
    E il deput.0 conte Arnaud mentre annunzia di dare 50 libretti di risparmio, aggiunge: « In un mandamento del Piemonte alcune persone unitesi in comitato hanno raccolto una somma di denaro che sarà divisa in più premi. Questi premi saranno sorteggiati fra tutti coloro che nel corso dell'anno, avendo rilevato un libretto dall' ufficio postale di tale mandamento,- ne saranno ancora possessori al 1. ^di gennaio 1877. »
    Ecco come i ricci li delle altre Provincie intendono la carità, ecco come educano le plebi e si legano a loro con vincoli indissolubili. Noi vorremmo che questi uomini generosi, questi apostoli del lavoro trovassero imitatori nella nostra provincia. Le nostre classi proletarie (non c'illuclia-mo) sono in perfetto abbandono; non hanno seuole professionali, non "hanno scuole di disegno, non hanno istituti d' arte e mestiere. Le stesse scuole elementari decadono miserabilmente, perchè riè provincia uè municipi ne indagano i bisogni e le sussidiano. Abbiamo nei nostri dintorni abbondante acqua, sorgente vera di vita e movimento industriale. V' ha forse tra noi qualcuno che metta i suoi capitali a eli sposinone delle industrio locali?
    No, non l' abbiamo per nostra suprema sventura. E non sanno coloro che ne hanno colpa, che la questione sociale sorge niù notante c.hft mai? Non sanno che la
    fronte al prefetto Berlini, quantunque si onorasse della di lui amicizia. Che per la terza volta gli elettori lo hanno rieletto consigliere provinciale « malgrado che nel tramestio attuale i così detti progressisti avessero messo innanzi contro di lui un nome rispettabile. » Che infine, riguardo alla croce di cavaliere si decise di accettarla, perchè la rinuncia (Jegli dice ) non venisse male interpretata dai suoi nemici, che sono i neri e i rossi,
    Conchiude col seguente trailo di spirito: « Però supponendo che tra costoro si trovi il di lei corrispondente, desidero che vegga come per la prima volta e di gran cuore uso del titolo onorifico, firmandomi Francesco cavaliere De Innocentiis. »
    Il no'stro corrispondente si può chiamar soddisfallo. Gli par poco d'aver ottenuto che « di gran cuore usi del titolo onorifico » il sig. De Innocentiis?
    ! Scrive il Giovane Operaio: Il mese di Settembre è per Lanciano il mese di una vita più.l^ta. Si apre con la piccola fiera di S. Egidio che ha per sua specialità i cesti,a d èunavera festa per i bambini, che vengono in questa occasione regalati di graziosi cestini ripieni di squisite frulla; continua con la fiera del 5, 6. 7, e 8, che in uno a quella di giugno sono appena un ricordo delle antiche renomatis-sime fiere dei tempi di mezzo, le quali lasciarono nel vocabolario della nostra lingua, il motto, allpra comunissimo in Toscana, e detto di chi tarda nel fare alcuna cosa: Tu non I saresti in tempo alla fiera di Lanciano che dura un anno e tre dì. Ma torniamo al presente, j Alla fiora seguono lo fes.te dei 14, 15 e 16 j che dal 1833 in poi si celebrano ogni anno con eg.ua! favore.
    Anche quest'anno avremo luminarie, fuochi d'artifizio, cuccagne, le corse dei barberi al prato della Fiera, che formano lo spettacolo più attraente, e sopratutto una buona, musica in Chiesa, per cui abbiamo già tra noi il M,° Cipollen<\ ed avremo un nuovo Oratorio del M.° Masciangrlo.
    11 teatro Fenaroli, di cui lodiamo i restauri, che, J-"
    era applicabile soltanto all'infuriato canoni-Pasquale dejjllio, che non avendo rigtiar     Non è improbabile che Io spirilo di part< e le arti di'un noto maldicente avessero tnes.q la coda in tutto questo intrigo.
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    Cast eli aitare Adriatico 6 settembre 76
    Si è parlato di conciliazione, di concordia tra i due partiti; eccovi coinè la cricca dei vinti intende di conciliarsi con noi, ad edificazione dei lettori I...
    Tre aderenti agli uomini della sconfina amministrazione presentarono non ha guarì al consiglio comunale un ricorso di annullamento delle elezioni del 31 luglio u. s. Nulla vi dirò delle villanie, delle falsità, delle eoa-iradizioni contenute in qnel ricorso. Per mostrarvi la slealtà dei nostri avversari, mi limiterò a dirvi che uno degli articoli del ricorso rileva che furono ammessi a votare am dei loro, mentre ne furono scartati ventuna che sarebbero stati dei nostri, non ostante che questi fossero nelle medesime condizioni dei primi. Ora, è bene che sappiate che il seggio definitivo era composto di nostri avversari. Insomma oggidì sono i Pandolfi, i Fusilli che ricorrono contro i Pandolfi e i Fusilli!-Il consiglio comunale, cioè 1" antica maggioranza tuttora in seggio, nomina una commissione d' inchiesta per approvare i fatti e-sposli nel ricorso. Forse per farla lucei Oibò per rm c'ari re la dose delle villanie, e direi quasi per legalizzarle. Infatti la commissione non tardò di sedere a scranna; chiamò «or* suoi adepti, fra i quali (il credereste?) il famoso Ranalli di Montesilvano, quegli cioè che appunto per 21 voti sottratti ai nostri dal seggio definitivo potè risultare consigliere provinciale, e a cui lo stesso consiglio provinciale, nella sua saggia onestà, diè un3 meritata lezione, scacciandolo dalla deputarono provinciale.
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    dono miserabilmente, perchè riè provincia nè municipi ne indagano i bisogni e le sussidiano. Abbiamo nei nostri dintorni abbondante acqua, sorgente vera di vita ò movimento industriale. V' ili forse tra noi qualcuno che metta i suoi capitali a disposizione delle industriò locali?
    No, non 1'abbiamo per nostra suprema sventura. E non sanno coloro che ne hanno colpa, che la questionò socialesorge più potente che mai ? Non sanno che la questione sociale è simile a torrente ingrossato, che straripa e schianta alberi e trascina sassi e porta rovina ovunque trova ostacoli?..,
    Cronaca Abruzzese
    Àquila.  Il seggio presidenziale nel Consiglio provinciale è riuscito, come fra noi, favorevole ai progressisti. L' on. Cannella deputato fu eletto presidente, il sig. Angelo Camerini vice-presidente.
    Furono chiamati a far parte della Deputazione provinciale i sig. De Caris Donato, Camerini Angelo, Chiarizia Antonio e Dragonetli mare. Giulio.
    11 processo di stampa, di cui parlammo in altro numero, non fu svolto il 2,fma rimandato al 12 corrente.
    Chieti,  "Dal sig. Francesco cav. de In-lìocentiis. riceviamo una lunga lettera in data 3 corrente, in rettifica di una nostra corrispondenza sul giro elettorale dell'on. Spaventa. Non sappiamo se veramente il nostro corrispondente abbia alluso allo scrittore della lettera, tuttavia ia rassumiamo, dolenti che ileotenuto di essa non ci permetta di pubblicarla intera per non sottrarre ai nostri lettori argomenti di maggior importanza. Il sig. De Innocentiis dice dunque, che il 27 scorso mese non si trovò col sig. Peripoli a ricevere il comm. Silvio Spaventa nella stazione di Pescara, ed è « dolente di non averlo potuto per motivo di salute. » Che si gloria di essere stato prescelto nel 1871, in si Bine ai sig. Quarantotto e de Benedi'ctis, a presentare gli omaggi in nome, del consiglio d'ordine flpgli avvocali al ministro Spaventa. Cbo non ha mal piegato la
    VH H P t,v <**" uni turuiciuio I1 presente. ,
    Alla fiera seguono le fes.te dei 14, 15 elfi ì che dal 1833 in poi si celebrano ogni anno con eguale favole.
    Anche quest'anno avremo luminarie, fuochi d'artifizio, cuccagne, le corse dei barberi al prato della Fiera, che formano,!© spettacolo più attraente, e sopratutto una buona, musica in Chiesa, per cui abbiamo già tra noi il M,° Cipolle nn, od avremo un nuovo Oratorio del M.° Masciangelo.
    11 teatro Fenaroli, di cui lodiamo i restauri, che, tenuto conto della ristrettezza dei mezzi, hanno superato la nostra aspettativa, è riaperto dal 5 corrente al pubblico con una buona Compagnia di canto, tra cui il tenori Settimio Malvezzi, con un coro di 26 voci, con una scelta e ccnpleta orchestra e con l'opera RUY-13LAS del Tri.0 Marchetti.
    ECHI DELLA PROVINCIA
    Ci scrivono da Loreto Aprutino in data 3 settembre:
    « Confermando pienamente i fatti scandalosi qui avvenuti nel giorno 4 p. p. mese, e narrati con tanta imparzialità dal corrispon-deute del Corriere Abruzzese, bramerei fossero di pubblica ragione le misure di rigore emanate dalla molto poca reverenda Curia vescovile di Penne contro questi due idrofobi preti, che fan parte di quella setta di cattivi « A Dio spiacenti ed ai nemici suoi » Dopo parecchi giorni dall' accaduto, il vicario del vescovo di Penne venuto a conoscenza dei fatti, ordinò la sospensione a divi-nis ai due preti, chiamandoli contemporaneamente in Penne. Giuuto pria il de ilio per^ cugsore del Guanciale ebbe forse una carezzevole paternale, e dopo un giorno dal fulminato castigo, fu reintegrato nei suoi diviui oflìcii.
    L'istessa sorte non toccò però al povero j Guanciale, il quale rimane tuttavia sospeso quale autore di maggiori scandali (sic), sol perchè gli si attribuisce la colpa di aver ricorso al Tribunale laicale e non all'ecclesiastico; mentre risulta come il Guanciale informasse contemporaneamente e P una e I' altra Autorità.
    La punizione inflitta dalla Curia vescovile è più scandalosa dei fatti istessi che vi die-? dcro luogo, poiché se dovea, esservi punizione, ,
    per rincarire ia uose oeuo vmanie, e atrei ; V? quasi per legalizzarle. Infatti la commissione ! non tardò di sedere a scranna; chiamò nove f suoi adepti, fra i quali (il credereste?) il fa, f inoso Hanalli di Monlesilvano, quegli cioè che I appunto per 21 voti sottratti ai nostri j, , j( seggio definitivo- potè risultare consigliere } fm provinciale; è a cui lo stesso consiglio prò- t «h vinciale, nella sua saggia .onestà, diè un5 me- 'jjs ritata lezione, scacciandolo dalla deputazione l provmfciaìe. , P <
    Le deputazioni dei nove raddoppiarono, I tu com' era naturale, le più schifose calunnie m ne contro gli avversari, bersagliandosi in special i; il modo la persona di queir intemerato cittadino l I* che 6 il li aro ne de iti se ss. E la maggioranza , ì 1 del Consiglio, sabato ultimo, impavida as- B eli siisi elle al referto della commissione, e, fatto R- se più audace per la litanie d' ingiurie recitate mL. toB e scritte dai nove apostoli del véro, eruttò un R A-b feroce sì per ,, annullamento delle elezioni. W tu Crederanno i nostri sleali avversarli d'aver B ne vinto oggi? Crederanno forse d' aver intac- J- P°B cato la reputazione dei gentiluomini del nostro 1 de partilo? Ahi la sbagliate voi, o signori, che , avete rovinalo il paese, avete dissanguato la E pubblica amministrazione, avete formato una Et camorra quanto vigliacca altrettanto disonesta.
    Il ricorso d' annullamenlo sarà esaminalo P 1 da chuconosce abbastanza i vòstri intrighi e i vostri abusi. Il giudizio della deputazione provinciale noi jP altendiamo con fronte serena: gli Scarselli, i Costantini, i Palumbi j conoscono assai bene chi siete voi e chi siamo noi!.... Pn
    * * - te ' rei # ; pr<
    Bellante 6 settembre 1876 J fas Un manifesto di questo sig. Sindaco, stante s'b il trasferimento delle vacanze autunnali nei b. vei mesi di luglio ed agosto, annuncia per Lunedì* I rai Il del mese, la riapertura delle scuole eie- F Pai mentari. Dice che il Municipio, compreso della , v.a2 importanza delle primarie conoscenze e per- f suaso che ad allargare il patrimonio del progresso intellettuale ogni sacrifizio è leggero, provvedere anche in quest'anno la scolaresca di libri, carta e panne e veglierà di proposito ad un regolare andamento scolastico. Fa ap- A
    pello ai genitori rispettivi affinchè pensino seriamente alla istruzione della prole, curando- L
    ne l'assiduità, senza di che è impossibile un vantaggioso profitto. Soggiogo che spelta ad