CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    essi discutere la inerzia finora serbata; di considerare la frequenza della scuola come un dovere sociale che non si può in nessun modo preterire; di vigilare perché i loro figli, an-ricche vederli bighelloni sulle pubbliche vie, si abituino sin dalla prima età allo studio ed al lavoro; di colmare in una parola nella crescente generazione l'abisso che vi è tra la coltura e l'ignoranza. Belle e sagge parole ! Ma se così si praticasse, non dico da tutti, ma dalla maggior parte dei padri di famiglia, il programma di Strafalla non avria bisogno d' e-splicarsi in quanto concerne l'istruzione obbligatoria, e , onorevole Ceppino potrebbe dispensarsi dall' elaborare un1 analogo disegno di legge che gli costerà senza dubbio studi lunghi e pazienti. Son questi però sogni dorati, e, fuor di lirismo, l, istruzione laica, gratuita ed obbligatoria s'impone oggi come una questione matura che non può essere ulteriormente differita senza condannare la grande maggioranza del popolo italiano ad un feticismo politico e religioso ed alla più crassa ed abbietta ignoranza. Giudicando da qui con la veduta corfa d'una spanna, senza scorta di statistiche ufficiali, potrò forse ingannarmi in un giudizio comparativo; ma se questo comune non forma disgraziatamente una vergognosa eccezione, posso affermare che nella scuola maschile, sopra una popolazione di 2488 abitanti, si ebbe ad allislare nel cessato anno scolastico la debole cifra di 32 alunni. « I menzionati alunni iscritti (stralcio dalla relazione del sig. maestro) hanno dato un numero complessivo di 4284 assenze, che divise per 27, media intervenuta, si ha un quoziente di 158 mancanze per ciascuno. Ma numero , alunni non coniano mancanze; altri , ne presentano appena 954: quindi sui rimanenti 14 si hanno a declorare ben 239 assenze caduno in i09 lezioni impartite. » Altrettanto dicasi della femminile che lamenta 4032 assenze su alitine ai-listate.
    Con una intermittenza così abituale, nel-l1 età dell'incostanza e della leggerezza, è naturale che 1 fanciuM'i, mentre si tuffano nelle j * 'i 1n"-i9na ai noveri insegnanti
    rachitica (e ciò non sia dello per il personale che fa anche trol'P9)i ifl non riesce a sodisfare nel modp che si vuole da lutti, i comodi e i bisogni del pubblico risparmiatore
    Se si avrà una cassa di risparmio postale, il Corriere promette di mettere subilo in at!o la bella idea dell' on. Sella sul modo dì popolarizza^ il risparmio.
    Cento libretti di risparmio, con 1' iniziamento di una lira, potranno essere distribuiti entro una settimana ai migliori o-ptrai della nostra città
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    Seconda preghiera. E da qualche tempo che sono pregato a chiedere una buca succursale per l'impostazione. Un luogo che più ne ha bisogno è il corso di Porta Madonna. La spesa è piccola. Contenti dunque quel quartiere, sig. Direttore.
    Terza preghiera e poi basta. Vi sono dei paesi'dejla provincia, a cui non va una lettera impostata qui alle la del ma nino. Esempio, Castellamare adriatico, che In riceve dopo il mezzodì del giorno susseguente. Una lettera per ASilàno giunge in un tempo assai minore/....
    Non dico altro, perchè lei capisce ehe ci deve .essere qualche cosa di anormale.
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    Una cartolina da Colonnella avverte 1' ing. Merari direttore ¦dei nostro ufficio di macinato, cbe in quel comune v' ha un mulino, la cui macina alta 'alfa che è un piacere. Anche qui
    sarà qualche cosa da riparare.
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    Devo ringraziare il prof, d' Orlen/io di avermi mandato una',copia delle s^e bellissime poesie a Giuo Capponi. Rimettendo ad altro tempo un esame critico di essa, non posso a-«lenermi dal notare una lode fattagli dal Nicate dell'altro jeri, a proposilo del suo Carn;,e.
    Il Nicate dice che « il d' Ortenzio è stalo pel córso di tanti anni, e sarà fino al termine della sua vitati una gloria ahruz&ese. »
    Ohe 1 Sta a vedere mò cbe un uomo, dopo morie, non è più illustre 1...
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    A proposilo del Nicate.
    Il direttore di esso ai tempi Bertiniani, cbe era pure impiegalo di prefettura, tentò di suicidarsi, perchè (dicesi) i! prefetto Bresciamorra gli aveva chiesto conto di denari a lui depositati per ragioni d' ufficio. Abbiamo sentito che la ferita non fu mortalo, e noi ce ne rallegriamo. Chi attenta ai propri giorni , sempre un disgraziato degno di compassione.
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    Da Mortara ricevo cinque lire per i danneggiati dalla grandine. É ,il sig. Bonino Alvaro che me le manda in segno I "-  Le rvomnria chft serba ner i nostri concittadini.
    Invece di 13 mila cavalli se n' avevano appena 12 mila: invece di 300 mila fucili, 19 > mila, e cento cartucce per ognuno di essi : materiale d' artiglieria deficiente, prò Visioni da bocca e di vestiario poco o niente: ed i più credevano che non solo tutto fosse pronto per armare l'esercito di prima linea^, ma che,ben poco mancasse per le riserve e quasi quasi per la milizia territoriale.
    Del resto, persone competenti mi assicurano che a voler seriamente provvedere fall1 esercito, secondo lf' ordinamento Bicolli, bisogna aggiungere al bilancio un' altra quindicina di milioni, se no, converrà ricorrere ad uh altro sistema o diminuire il contingente di leva e quindi l'esercito di prima linea. Al riaprirsi della Camera, il governo domanderà i mezzi nécessarii per rifornire i magazzini e per completare al più presto possibile .Ja provvista delle armi..
    SOTTOSCRIZIONE a favore dei coioni danneggiati dalla grandine nel nostro Comune Dalle liste precedenti . . t. 1542, 07 (Contìnua la lista di Castellalo Dalle scuole elem. masc-Giuseppe Macesca . , » 0, IO Nicola Ippoliti . , , . » 0, 05 Francesco Fagioli . . » 0, 03
    Dalle scuole eleni. Veni. Marietfcapjarcattilii Maestra» 0,-50 Barbara Pescosolido . . » 0, 05 Carmela Tucci. V . . » 0, IO Vincenza Marasca . . « 0, 15 Giuditta Tucci : . , » o, 05 Maria Fagioli .... » 0, 05 Francesca Fagioli . . » 0, 05 Dalla scuola el. mista nella fraz. dV Castelbasso Emma Rambelii maestra '» - 2, 00 Elisa Cancrini I . . - » o, 50 Costanza Cancrini . . » 0,' 50 Clotilde Cancrini , . . » 0,50 Cleomcna Cancrini . , » 0, 50 Giuseppe Cancrini . . » 0.50 Venan/a Cancrini . . » p. 50
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    -----w ne pi esumano appena
    ¦31: quindi sui rimanenti 14 si hanno a depurare ben 239 assenze caduno in 409 lezioni impartite. » Altrettanto dicasi della femminile che lamenta 4G32 assenze su idun-ae al-iislaie.
    Con una intermittenza così abituale, nel-1' eia dell' incostanza e della leggerezza, è naturai* che i fanciulli, mentre si tuffano nelle acque del Lete, lasciano ai poveri insegnanti il duro uffici© di rifare la tela di Penelope e !" immane fatica di Sisifo. X meno che dunque i trattatisti di pedagogia, ai molteplici trovali didattici, non aggiungano -quello fi infondere scienza, se non coli® alito divino, almeno al lecco di una bacchetta magica o di una spada incantala, rinnovando così nell' ordine intellettuale i prodigi di Merlino e di Orlando, io non so comprendere in che altro modo si possa uscire fuor del pelago alla riva e spandere efficacemente il beneficio del sapere, massime sulle popolazioni agricole, se non cen la pronta attuazione dell' istruzione obbligatoria.
    Che se la legge in discorso dovesse subire le istesse fasi di quelle del Correnti e dello Scialoja, l'antitodo più sicuro, io credo, è quello di sceverare il foglio dal buon seme ¦coir espellere gP inassidni dopo un determinato numero di mancanze non giustificate. Poco cale se le fila rimarranno diradate nei primi anni, perchè quando i genitori impareranno che la scuola è un santuario; che la prole non si manda colà per ritogliersi un fastidio quando non hanno come utilizzarla, sibbene assiduamente, mattina e sera, d'inverno e d' estate, allora probabilmente muteranno indirizzo, ed il numero camminerà di pari passo coli' assiduità e col profitto. La privazione quasi sempre genera il desiderio, massime in cose d' incontestabile utilità qual' è lr istruzione.
    In città e fuori
    Ai M0®sf0 direttore delle poste devo fare una preghiera, àa/i dae. . hq/a ire.
    U 'iitadmanza gli sarebbe gralissima, se egli si adoperi »> i>*ì -tabi li re qui una cassa di risparmio posiate. La no-#t;a " " "-ità-r-'à di risparmio c'è e non c'è; ha una vita cosi
    A proposito del IVìcalc.
    11 direttore di «sso ai tempi Berliniani, che era pure impiegato di prefettura, tenti» di suicidarsi, perchè (dicesi) il prefetto Bresciamorra gli aveva chiesto conto di denari a lui depositati per ragioni ,, ufficio. Abbiamo sentito che la ferita non fu mortalo, e noi ce ne rallegriamo. Chi attenta ai propri giorni è sempre un disgraziato degno di compassione.
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    Da Morlara ricevo cinque lire per i danneggiali dalla grandine. È ,11 sig. Bonino Alvaro che me le manda in segno
    della grata memoria che serba per i noslri concittadini.
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    - . *. *
    Anche l'Italia ha i cri-cn.
    11 terribile e piccolo strumento s1 è introdotto dappertutto; nei caffè, nei teatri, per le vie e nelle chiese... fino nelle chiese !
    Non e' è monello, non ,c' è bellimbusto che non abbia nelle mani o nelle lasche del suo panciotto il famoso cri-cri pronto a farlo scattar quanto gli capili l' occasione nelle orecchie del vicino o della.... vicina.
    Di dove è venuto il cri-cri?
    Nessuno lo sa positivamente; chi lo dice nato in Anfferica, chi in Francia; il fatto è che si trova dappertutto; a New-York a Londra, a Parigi, a Pietroburgo.
    La prima volta che i cri-cri comparvero nella moderna Babilonia (era , unico luogo fatto per loro) ne furono vendili in on giorno 200, 000!!!
    h\ Firenze ci raccontano che in poche ore se ne siano spacciati 15,000.
    Li hanno battezzati cri-cri in Francia: in America li chiamano piquéts; dovunque poi quiàtione serba.
    E da qui avanti potremo dire con più ragione che abbiamo in tasca... la quistione serba ,
    *
    * * ¦. .
    Mi scrivono da Lanciano che è stalo .traslocato: il sottopre-fetto Kriska dott. Costantino, già noto ai nostri lettori per le varie accuse mossegli dal nostro corrispondente lancianese.
    * * i * .
    E giacché sono a parlare di traslocamonti, registro la voce, che cioè il cav. Millo sia tramutalo a Reggio di Calabria.
    Ultime notizie
    Scrivono da Roma alla Patria di Bologna: Tenete per fermo quello che già vi scrissi altra volta, che cioè la guerra sorda e palese che si fa al Mezzacapo Ministro della guerra, viene da ciò eh' egli ha in animo di dire la verità al paese sullo stalo deplorevole in cui la cessata amministrazione i,, lascialo l'esercito, e ce ne saremmo accorti se la guerra fosse scoppiata un mese addietro.
    Maria Fagioli .... » 0, 05
    Francesca Fagioli . . » o, or>
    la scuola el. mista nella fraz. di dmlelbasso
    Emma Rambclii maestra i » % 00
    Elisa Cancrini . . . , » 0, 50
    Costanza Cancrini 1 . » 0, 50
    Clotilde Cancrini , . . » 0, 50
    Clcomcna Cancrini . , >> 0, 50
    Giuseppa Cancrini . . » 0. 50
    Yenanza Cancrini . . » 0, 50
    Maria de Nicola . . » 0, 50
    Antonio Bellini . . . » 0, 50
    Marianna Marcucci . . » 0, 25
    Francesca Marcucci . , » 0, 50
    Elisabetta di Frano.ariton » 0, 25
    Sinforos i Tondi . , . » 0, 15
    Naria di Canzio . . . » 0, 25
    Emilia c[i Canzio . . . » 0, 25
    Rosina Varanig. , . . » 0, 25
    Domenico Violini . . » 0, 20
    Malvini Tondi . . , . » O, 25
    Liberata di Francesco . » 0, 25
    Bartolomeo Firmani » 0, 25
    Pacifico Ristori . . . » 0, 40
    Carolina Sperandio . . » 0, 25
    Concetta D'Angelo . . » 0, 15
    Candel. di Fran.antonio » 0, 50
    Emilia Marcucci . . . » 0, 25
    Pasquale Manucci . . » 0,fi50
    Da riportarsi L. 1554, 12 F. Taffiorelli dir attore responsabile
    Non più sordità
    Ì OLIOJjACUSTICO STIMOLANTE del dott. Jean Guèrin, di Lyon, guarisce infallibilmente tutte le sordità accidentali, i sussurri, slordi-menti e tulle le malattie delle orecchie; cioè resipola; figlialiI cisti, otite, piaghe, scirri; polipi, otorrea, jUwmasia, otalgia, ec. ecc.
    NEOTA  Esigere il libricino col quale ognuno può guarirsi da sè solo. Prezzo del libro e caraffma L. 10. Unico deposito per tutta Italia, in Napoli all' Agenzia di Pubblicità Vico liaglivo Uries N. 60 p. p. la quale si spedisce nelle provincie, franco, dietro vaglia postalo di L. li.