CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    suadere erser finito per sempre il regno dei Cantelli, regno di'arbitri e resistenze, e di libri neri, X,
    li bilàncio provinciale
    Il nostro amico De Pompeis ci manda la seguente, lettera, che di buon grado pubblichiamo facendola seguire da alcune considerazioni.
    Torre dei Passeri 7 settembre Gentilissimo sig. Direttore
    Leggo nel N. 72 del suo giornale taluni appunti, che si mandano all'indirizzo della Commissione provinciale del-bilancio 1877. Siccome io ho fallo parte di tale Commis^ sione, e, quél eh'è più, sono sialo della maggioranza, vai dire quella maggioranza, che a suo parere ha voluto lesinare poche migliaia* di lire senza alcun positivo vantaggio della finanza provinciale, sento il dovere di rispondere.
    Non posso celare, che una dolorosa impressione io provai nel vedere presentarsi un disavanzo di meglio che L. 25 mila nel bilancio 1877, ossia nel primo bilancio dopo il prestito di L. cinquecentomila; e tanto fu più dolorosa la mia impressone, inquanto che tale disavanzo si presentava con un carattere così normale e costante, da doversi indubbiamente ripetere nei futuri esercizi., Non intendo con ciò di fare appunto alla Commissione del bilancio 1876, nè alla Rappresentanza provinciale, che volle restringere ad anni 25 il periodo di estinzione del debito, da prima proposto per anni &0; ma, respingendo da me ogni responsahilità di tale del berazione, cui mio malgrado non potei prender parte, mi si consenta di dire', che la Commiss one del bilancio 1877 abbia conosciuto mollo bene^ in lesi generale, che i principi di economia domestica non sempre trovino il loro riscontro in quella delle pubbliche amministrazioni: che
    ria devo; dichiarare, che io, pur appoggiando ógni radicale rimedio, che varrà coUmi^or pf-so dei contribuenti a riordinare if buànefo, sarò, sempre per le economie, e quindi pel la-giro vivo di tutte le spese facoltative, !e specialmente di quelle che hanno il carattere di beneficenza, e che certamente trovano miglior posto nei bilanci degl'istituti di carità e nel cuore dei filantropi cittadini.
    La prego, sig. Direttore, di dare alla pn»-' sente un posticino nel prossimo numero del di lei giornale, e colgo quest' occasione per ringraziarla distintamente e rinnovarle i sensi del mio jiiù .yivo e sincero altaccamento.
    Devma amico Giuseppe de Pompeis Cons. prov.
    Come si scorge alla semplice lettura di questa lettera, il consigliere De Pompeis conviene sostanzialmente nelle idee da noi espresse circa il bilancio provinciale, Egli riconosce che il disavanzo del 1877 si presenta con carattere così normale e costante da doversi indubbiamente ripetere nei futuri esercizi. Basta ciò solo per dimostrare che le misure adottate per coprirlo non sono delle più serie e previdenti.
    Afferma che posta la Commissione fra l'uscio e il muro, o di proporre T aumento dei centesimi o un nuovo.debito, abbracciò il sistema della più stretta economia e fece man bassa su tutte le spese facoltative. Ma quali sono, di grazia, queste spese facoltative, che la Commissione ha soppresse ? Sarà per avventura una spesa facoltativa il restauro dei ponti e delle strade provinciali'? 0 potrà dirsi facoltativo il pagamento di un debilo già riconosciuto con tre successive iscrizioni in bilancio? Basta volgere uno sguardo sullo specchietto da noi pubblicato nel foglio del 6 volgente per persuadersi che delle lire 13, 774, 54 di pretese economie ,o spese ricjotle, propostedalla maggioranza > della Commissione, solo lire 3850 rivestono il carattere assoluto di spese facoltative, compresso Ipì 'lira Iftftfl «wirn sussidio alla nnnnlnrft
    VECHI DELLA PROVJNCU
    Cìasléllamare adriatico 11 settembre TI
    ffabemus^pontificem! È stato nominalo daco il' sig.' Michele De Jacobis, giovine molto Èfona volontà, liberale e pieno di se», no pratico. Non^è arrivata la comunicatone ifet decreto, ma la si attende presto. La letizia però sparsasi qui ha prodotto buona impressione, e vi dirò pure che non è stata accolta con cattivo animo neppure dal partito avversario, tranne, ben ioteso, gli estremi.
    Raccolgo una voce diffusasi jeri a Moute-s lvano e tra noi. Dicesi che il cav. Ranalli sia stato sospeso dalle funzioni sindacali, ed a ciò non sarebbe stato estraneo il processo contro il vostro giornale. Ed a proposito dd Ranalli devo rettificae quanto lo riguarda nell'ultima mia lettera. Non fu egli che .si presentò alla Commissione d'inchiesta, ma un son cugino, certo Francesco Ranalli, pur esso 41 Montesìlvano ed appartenente alla cricca che mette capo a Città S. Angelo e finisce a Mod-tesilvano.
    * * *
    Molitorio al Vomano 10 settembre 1876
    Dopo lo splendido e significante verdello dell'urna elettorale, di cui fu dato ragguaglio nel n. 60 del Corriere, stimo utile ed opportuno di dire qualche parola della nostra Amministrazione comunale.
    Premetto che qui vi so»o due principali gruppi, o partiti che nomar si voglia, i quali si contendono il campo nel reggimento della pubblica cosa. Uno, composto dell' elemento vecchio dalle mezze misure, dall' inerzia paurosa e volgare, dallo scetticismo pernicioso* dissolvente; 1' altro, costituito dall' éleme^ giovane, con sentimenti generosi, con satet propositi, con fede nell'avvenire; immoli* rancori e da gelosie di persone, senza di®" denz«; insomma solo» ambizioso di voleri \ proprio paese progredito e migliorato. le ragioni, questo il fine per cui il partito si agitò, lottò e vinse il ia luaho t^ 5.
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    provinciale, che volle respingere, ad anni 25 il periodo di estinzione del debito, da prima proposto per anni §0; ma, respingendo da, ine ogni responsabilità di tale del berazione, cui mio malgrado non potei prender parte, mi Si consenta di dire, che la Commiss one del bilancio 1877 abbia conosciuto mollo bene^ in tesi generale, che i, principi di economia domestica non sempre trovino il loro riscontro in quella delle pubbliche amministrazioni: che anzi "sarebbe stato desiderio di molti, Iche tale massima non si fosse dimenticata allorché l'estinzione del debito si limitava ad anni 25. Ognuno di noi conosce, che il debito di lire 500,000 fu deliberato non solo per sopperire alle necessità dei bilanci 1875 e 1876, ma per dare ancora un assetto ai bilanci consecutivi, senza bisogno di ricorrere ad altre sovrimposte. Tale scopo certamente non fu raggiunto coli' essersi ristretto "'ad anni 25 il periodo della esenzione del debito, perchè, ripeto, il bilancio 1877, che, stando ancora alle proposte della Deput. provinciale, non offriva nuove spese di rilievo,, ci presentò un disavanzo di meglio che L. 25 mila. In questo stalo di cose e volendo pur la Commissione far rimanere le cifre come si erano presentale, era mestieri o proporre altra sovrimposta o altro debito. La maggioranza delia Commissione credè di rifuggire per quest'anno dai delti due rimedi per essere troppo recente l'impressione del primo debito; ed invece abbracciò il sistema della più stretta economia facendo man bassa su tutte le spese facoltative. Convengo pienamente, che il «rimedio adottato sia un semplice palliativo, e che la generosità dei sig. Savini non varrà certo a riordinare il nostro bilancio provin-r ciale; ma lei pure dev' essere con me nel ritenere, che non sempre sia un felice e praticabile trovato quello di covrire le spese a furia di sovrimposte, specialmente in previ^ sione di nuovi e forti oneri, che secondo lèi stesso dice, mnaccjano la finanza 'provinciale.
    Ammesso dunque il carattere transitorio dei rimedi adottati pel 1877, io pure pensò che la rappresentanza della nostra provincia vorrà nel venturo anno e più opportunamente provvedere all' assetto definitivo del proprio bilancio, rimaneggiando o la sovrimposta o il prestito, Durante però tuie situazione finanzia- j
    1(U ,,rw»y . ycna (jet avventura una spesa facoltativa il restauro dei ponti e delle strade provinciali? O potrà dirsi facoltativo il pagamento di un debito già riconosciuto con tre successive iscrizioni in bilancio t Basta volgere uno sguardo sullo specchietto da noi pubblicato nel foglio del 6 volgente per persuadersi che delle lire 13, 774, 54 di pretese economie o spese ridotte, proposte . dalla maggioranza1 della Commissione, solo lire 3850 rivestono il carattere assoluto di spese facoltative* comprese le»lire 10Ó0, «nico sussidio alla popolare I istruzione. E che mai rappresenta questa ^ounna sopra tin bilancio di lire 485, 481,62?
    Del resto lo stesso De Pompeis confessa i che i mezzi adottati non sono che espedienti, e presènte fin d'ora pel bilancio 78 la necessità di un rimaneggiamento del prestito ò dei centesimi. Siamo veramente curiosi di ap^-prendere ir efficacia pratica (14 questi rimedi. A noi sembra che il prestito, stabilito con solenne contralto, sfugga interamente al diritto di essere rimaneggialo da una delle parti; nè sapremmo altrimenti rimaneggiare i centesimi, che accrescendoli o diminuendoli'secondo il bisogno. Comprenderemmo il pensiero del valente consigliere, se la provincia avesse, come ir comune, un sistema tributario suo proprio, e non vivesse in quella vece unicamente sui fondo comune dei tributi diretti.
    ¦Non seguiremo infine 1 egregio nostro a-mico nelle postume recriminazioni circa la durata del prestito. Deploriamo con lui che non gli fu consentito d'intervenire alla seduta del 9 agosto 1875, nella quale il prestito venne definitivamente stabilito; ma quanto a noi persistiamo a credere che il pagare lire 10,40 per anni 25 per ogni 100 lire di capitale mutuato'è assai più utile che il pagarne 8,50 per 50. Levarsi da dosso questa camicia di Nesso 25 anni prima o 25 anni dopo, non è indifferente per noi. L' avvenire si*de sii Ile ginocchia di Giove, dice un proverbio greco, e nessuno può oggi misurare il possibile svh luppo del credito pubblico in un quarto di secolo. Oltre a ciò, in cifra assoluta, la pro^ vincia pagherà in meno, col sistema/adottato, lire 825 mila. Or non sembra al consigliere De Pompeis, così tenace dei risparmi, che il risparmio di una somma tanto cospicua valga il transitorio disagio di qualche centesimo addizionale di più?
    pubblica cosa. Uno, composto dell1 elementi vecchio dalle mezze misure, dall' inerzia pa^ rosa e volgare, dallo scetticismo pernicioso» dissolvente; I'altro, costituito dall' elemento giovane, con sentimenti generosi, con saldi propositi, con fede nell' avvenire; immune da rancori e da gelosie di persone, senza di®, denze; insomma solo ambizioso di volére j, proprio paese progredito e migliorato. Questa le ragioni, questo il fine per cui il giovane parlilo si agitò, lottò e vinse il. 25 luglio 1875; queste le. ragioni, questo il fine per cui, aumentato, di numero, merck la, fiducia saputa inspirare colla sua condottarsi è di nuovo a-, gitalo, ha lottalo ed ha violo. il 20 luglio 1876, Ciò premesso, espongo in succinto quanto si è Operato , dagli attuali rettori del nostro Municipio noi breve tempo da ctiè ne hanno il potere. La Segreteria riordinala, e dato pronto corso agli affari aitetratl;-insrtilaiti'mòltr registri,'.i-n'ispecle per la contabililà; compilalo senza poesia il b lancio, ed assicurato d' importante servizio della riscossione dei dazi comunali, facendo redigere e registrare in piena regola i verbali d' appalta. Già oostruiti i nuovi scaffali per I1 archivio, e fra qualche mese ordinate ed inventariate tutte le carte. Deliberata ed ordinata la costruzione di nuove fontane in Leognano e Collevecchio. e di /pozzo pubblico in Colledonico. Provvedute lè scuole dei nèce'ssarii arredi mancanti, come pure, per la prima volta, del fuoco nell'inverno; somministrati gratuitamente i libri agli alunni poveri; sistemata meglio la disciplina, e stabilito di fare solenne e pubblica premiazione scolastica, che mai qui si è usata dal Municipio. Risoluta la questione dello scioglimento della banda musicale; e con preliminare deliberazione convertito il relativo fondo alla istituzione di una condotta medica per tutti .gli bitanti: il che, se non ancora è un fatto compiuto, devesi alla serietà con cui tale affare va ponderalo e discusso. Tra pochi giorni attivati i lavori per restaurare le pubbliche strade esterne delle ville e delle Campagne. Rivolto il pensiero per tradurre presto in aito Pistituzione delP asilo infantile, giustamente tanto reclamata dalla cittadinanza.
    Altri fatti di minore importanza si omettono, perchè è già abbastanza, se non troppo, per convincere chiunque della Rettitudine d'animo, della ferma volontà, dell' incessante ape-