CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    rosità di amministratori, i quali alla fin fine, essendo in carica da meno di un anno insieme col vecchio elemento, a cui hanno dovuto iofoudere una nuova vita, non poteano nè do-veano mettere a soqquadro il comune, e fare iu pochi mesi quello che non erasi voluto fare per anni e per lustri. Eppure dagli avversarii si è andato e si va insinuando che i nuovi amministratori non hanno m internilo le promesse di riordinamenti e di riforme, che tanto si sono sfegatali di dare ad intendere prima delle elezioni ecc. Mentre, se essi non fossero accecati dall' ira di parte, dovrebbero vedere e riconoscere che T indirizzo amministrativo del nostro comune è assolutamente ed in realtà cambiato; dovrebbero accorgersi che ai municipio si è dato quel vigoroso impulso, che iuvano si sarebbe aspettalo da chi invece, fra non molto, r avrebbe ridotto allo stato di mummia. Dovrebbero convenire che si è imposto termine « rimedio a mali seriissimi; che... ma bando alle recriminazioni, e taciamo del passato!..
    Lascio gli apprezzamenti al pubblico o-nesto ed imparziale, e vengo ad altre notizie.
    Il 18 corrente si aprirà* la sessione ordinaria di autunno del nostro Consiglio comunale, ed entreranno in carica i nuovi consiglieri. Essi sono uomini di retti sentimenti, ed afforzeranno sempre più la maggioranza affermatasi il 2 ottobre 1875. Tra loro si contano specialmente due bravi giovani, i sig. Nisii Vincenzo e Cancrini Leone, i quali, insieme coi loro amici, potranno giovare grandemente il proprio paese, se questo saprà non mostrarsi impaziente e terrà in debito conto lo stato in cui era la comunale amministrazione quando di essa raccolsero , eredità coloro che attualmente ne reggono il freno.
    Il partito della nostra opposizione municipale non è rimasto contento, che , onorevole Consigi,p provinciale abbia rinviato ad altra sessione il deliberare sull1 aggrcgazioae a que-comune ,, Villa Cusciano (Tossicia). Non volando nell1 anno decorso dar tempo ai neo-eletti consiglieri di sedersi sulle sedie del ci-vvn sneravano di ottenere svitilo il R.
    i , Ai
    più giorni impallidire-il neo-eletto, emisero sossopra tutto il campo dei consorti, erano veramente destituite di ogni fondamento, perchè commuoversene tanlo? perchè non querelarne gli autori? perchè non sollevare addirittura una solenne discussione pubblica per rivendi-I care la propria dignità e punire I'altrui baldanza?...
    Lasciamo al corrispondente le lodi del precide De Angelis, di questo am co di onorandi uomini di sinistra, che è qui pappa e dindi coi peggiori cagnotti di destra, e non rileviamo nemmeno fa maligna insinuazione fatta a carico del prefetto e il preteso suo dis-I senso dall1 on. Deputazione provinciale. Sono cose che possono venire accolte nelle facili colonne della Gazzetta d' Italia, ma che qui farebbero ridere i sassi, se non implicassero un triste giudizio sulla morale miseria di uomini, che si attaccherebbero ai rasoi pur di salvare la pericolante navicella dei loro personali interessi nell' imminente burrasca!.,.
    Li Piccolo Corriere
    1 romani celebravano i Baccanali: qui tra noi han luogo le gite alla Madonna della Cona e Cartecchio ! Queste festic-ciuole di campagna però hanno qualche cosa di originale e di attraente! La maggior parte delle famiglie artigiane visi recano portando del loro meglio pr* fare sacrifici alla Dea Buccolica. Ivi si danno convegno gli amanti, e seduti a geniale desco sul tappeto della natura,passano, chi legge in loro mente, istanti felici! Gli uomini invero devotissimi più a Bacco I che ai santi che si festeggiano, vedono tante o taute volle il fondo dei bicchieri che si sentono subito mangiare 1' erre come i francesi, E domenica a sera eranp tante le piche c.he il loro gracchiare echeggiava in ogni angolo della ciuà ! Miracolo ch'era un Dio Bacco pacifico quello che gli ave^v» invasi ! Nessuno inconveniente s' ebbe a deplorare ! Cerò se debbo dirvi come la pensi io, sono lì per compatirli costoro: e direi quasi ehe fanno bene a cioncarne una buona qnantilà adesso ' del buon vino ed a piocio} prezzo. Chi sa )' anno che viene? Non potranno tanto di frequente offrire olocausti al nume vincitore delle Indie, perchè questo si farà più rado per la crii-togoma, la grandine ed il soffio malefico del vento /
    Ma che diavolerio è questo? Chiudetevi gli orecchi. E la fu banda municipale cbe torna dalla Cona. Che dolce armo-'^minfi dall' nrlitn ! Mi sembra di ria-
    zioni che i lavori della strada da Camelli ad Isola progrediscono alacremente e quel oh* è mirabile, senza fondi effettivi. Noi non possiamo che congratularci con quél bravo giovane e solerle sindaco di Castelli. La passata amministrazione spèse bea 30, 000 lire per la linea verso Bisénti, e non fece altro che un solco di aratro,. di cui pra non resta segno alcuno. Da bravp, sig. Olivieri, e tempo che un paese che ripete la propria yita dall' industria abbia mezzi con^nici/ione pel trasporto dei suoi prodotti. ,
    111 ;#TV ^ E una generale lagnanza per fa d^fi^en^a' del péso nel
    pane. Non siamo ccr.o all'annata del 17/ La girala dunque
    a chi spetta ! , . _ A
    o
    * r 'cr il »" *'" f - - i Lunedi a sera giungeva la 2 " posta au d' un biroccino, fu
    un domandare contìnuo: tutti erano in molo. Cos'era accaduto? Nientemeno che i raggi d' una ruota dell' Omnibus eràn saltali via e giù la vettura a capitombolo. Fortuna'che son s'ebbe lo spettacolo d'una fricassea di catue" umana / Signor Medori, ispezioni bene le vulture prima della partenza,' eia
    non siamo bagagli alla fine! , sh - - -
    #
    * # " T0-'J i '.* Ij'.i't Ci troviamo cou nn altro processo.sopra le spalle. Questa
    volta è il Procuratore del re, sig. A. Benedetti, chece lo fa di ufficio per contravvenzione all'art 11 della.legge sulla stampa per la pubblicazione da noi /atta sul giornale del di-bài timcntò della causa d* Angelantonio - Ranalli.- È proprio vero cbe il sig. Benedetti è deciso darci ad ogni còsto il battesimo di stampa. Speriamo ohe non vi riesca, e che questo nuovo processo sia un'altra papera da lui presa Forse vi sarebbe a meravigliare? / Ne ha preso lami finora di paperoui .'!
    La causa si tratterà il 27 corrente giusta 1' allo di citazione intimatoci.
    Nostre informazioni
    S. M. con decreto de' 2>5 agosto «p. p. si è degnata nominare sindaco di questo comune pel triennio 70-78 il cav. Settimio Costantini.
    Comunicato
    Ad onore del vero dichiari. Il giorno di giovedì 7 correute mese, essendosi a me presentati i signori cav. Lodovico Basile e marchese Miclule de Torres in qualità di padrini del sig. Ferdinando dei march. Castiglione onde chiedermi riparazione colle armi pel contenuto di una lettera da me
    mi hhlifutn noi n fiiì flpl (Pomeri». Ahrur.wi*
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    V VMV Usuili
    mmle ne reggono il freno.
    Il parlilo della nostra opposizione municipale non è rimasto contento, che V onorevole Consigl o provinciale abbia rinviato ad altra cessione il deliberare su IT aggregazioae a que-comune di Villa Cusciano (Tossicia). Non vo-l-udo ne li1 anno decorso dar tempo ai neo-eletti consiglieri di sedersi sulle sedie del cìnico palazzo, speravano di ottenere subito il R. decreto di scioglimento del Consiglio, e di sperimentare così, con successo più fortunato, I ingrata urna. Il giovane partito del resto non si scuole per simili spavalderie, nè si scompiglia. Esso non teme di misurarsi cogli avvertii nel campo elettorale; tanto che nella seduta consigliare del 5 maggio p. p., e per mezzo degli amici che seggono.in Consiglio, manifestò Gon piacere voto favorevole sulla succitata aggregazione; e come ora ansioso ne attende il risultalo, così fermo ed intrepido tyr-nerà, quando che sia, alla lotta.
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    La Gazzetta d'Italia degli 11 contiene una corrispondenza da Teramo, non sapremmo dire, se più sgrammaticata nella forma o più bugiarda nella sostanza.
    Non rileviamo le accuse velate nè le frasi misteriose, che sono la delizia di certi corrispondenti da villaggi. Non è la prima volta che noi abbiamo a dolerci di questo codardo e insidioso modo di combattere avversari, che possono avere ogni altro torto meno quello di non combattere di fronte e a visiera levata.
    ÀI corrispondente della Gazzella, come all' altra gente seria di qui, interessa poco se il cav. Millo resti o vada via. E' naturale: ciò che gli premeva è che restasse il Maccaferri, uomo di quella rara intelligenza che tulli sanno, e che fece tanto bene gì' interessi di questa provincia!
    Ma il corrispondente non si arresta qui: -egli scorge nelle accuse sollevate dai liberali con tra i Matcaìerri; i Sibilla, i Peracchi nientemeno che atti di dispregio agli on. Depretis, Nieotera, Vacava ed altri, che sedendo nella Commissione parlamentare per la verifica dei poteri, rigettarono le invereconde proteste presentate contra l'elezione del Sebastiani. Ora m è cosi, se queste proteste che fecero per
    racolo eh' era nn Dio Bacco pacifico quello che gli ave\a invasi 1 Nessuno inconvenientes' ebbe a deplorare ! l'eróse debbo dirvi come fo pensi io, sono lì per compatirli costoro: e direi quasi ehe fanno bene a cioncarne una buona quantità adesso del buon vino ed a piociol prezzo. Chi sa 1' anno che viene? Non potranno tanto di frequente offrire olocausti al nume vincitore delle Indie, perchè questo si farà più rado per la crii-logoma, la grandine ed il sodio malefico del vento/
    Ma che diavolerio è questo? Chiudetevi gli orecchi. E la fu banda municipale che toma dalla Cona. Che dolce armonia carezza proprio il timpano dell' udito f Mi sembra di riascoltare la preghiera ad AUàh dei Beni Zoug-Zoug ! E questa quella banda che ci procurò onore in Sinigaglia? Povera Teramo / Ciò che ha di buono vive quanto la meteora chQ solca il cielo in una notte d'estate/
    Dov* è il maestro della banda musicale annunziato dalla Gazzetta diventala diario poetico, e d' una poesia inlesa nientedimeno a riabilitare Satana/
    Pel maestro fu data commissione alle fabbriche Castellane, e si sta mettendo adesso in seconda cottura 1
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    Domenica ventura Carteechio /... Ma da quella parte e propriamente da Fiumicino in sotto domenica scorsa festeggiò madonna Grandine. L' ira dei Numi s' è riversata sopra di noi quest' anno !
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    È giunlo il prestigiatore sig. Martiny: osserveremo questa sera con piacere quanto ci presenterà di buono; e gli encomii, a suo tempo!
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    Intanto le feste si succedono con mirabile frequenza: prima Giulianova, ora Cermignano, da cui mi scrivono esservi stato numeroso concorso di teramani specialmente, che bisogna confessarlo, sono molto amanti di divertimenli. Per quel paese è stata una festa eclatante veramente, poiché hanno avuto fuochi artificiali del prezzo di L. 400 ciascuno. Scusale s'è poco a questi chiari di luna !
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    Nè qui finisco; che, passeggiando per la città, do quasi il naso ovunque in un manifesto color di cielo della confraternita della Misericordia par la festa del 2S e 2ì cor-rrnle. Vi saranno duo corse, fuochi arti Sciali, luminarie dalla chiesa fino alle colonne di S. Giorgio; e poi e poi? Allerta, giuocatori: una tombola di 500 lire!
    Sognale buoni numeri... c bnona vincita a tutti/
    O
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    Ed ora bas'ja con le feste. Sappiamo per nostre, informa-
    pei menino ìo-ìo u mv. seminio Costantini.
    Comunicato
    Ad onore del vero dichiaro,
    Il giorno di giovedì 7 corrente mese, essendosi a me presentati i signori cav. Lodovico Basile e marchese Michtle de Torres in qualità di padrini del sig. Ferdinando dei march. Castiglione onde chiedermi riparazione colle armi pel contenuto di una lettera da me pubblicala nel n. 67 del Corriere Abruzzese, chiarito , equivoco che delle luogoa Ila suaccennata lettera, non trovo difficoltà a dichiarare formalmente:
    1. Essere io rimasto dispiacente dell1 accaduto in seguito a malintesi promossi dàlia malignità altrui.
    2. Nutrirò non pertanto pel sig. Castiglione tutta quella stima che ne uvea per lo passalo.
    In fede
    Penne 7 settembre 1870
    Antonio Quintangeli
    rr . Lui ai Diligenti
    Testimoni Antonio de Cesaris
    Per copia conforme al suo originale
    Ferdinando Castiglione
    G. De Marco direttore responsabile
    I Negozi di Gioielleria in Napoli sono stati sempre rinomali in Italia e nell'Estero Quello del sig. Aug. Muttu nel Gran Palazzo al largo del municipio non ha eguali.
    Siamo andati diversi amici a visitare detto Negozio per soddisfare la curiosila, ed uno fra noi fece acquisto di vari lavori per regalo di nozze-.
    La finezza, squisitezza e perfezione di lavoro, non che le ricchezze di cui son piene quelle vetrine ci han fallo, credere essere in una delle mille ed una notte alla scoperta di un tesoro*
    Ma tale Magazzino non solo fa onore a chi lo possiede, ma ne partecipa alla Città di Napoli in cui risiede quello che maggiormente raccomanda il signor Moltu sono i prezzi, che per la loro discretezza non temono concorrenza.