CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Anno II.
    Mercoledì 20 Settembre 1876
    II. 78
    PREZZI d'[ABBONAMENTO
    Anno . . L. 9
    Semestre . » 5
    Trimestre. » 3
    In mese . » 1, 25
    I Per 1' Estero > aumento delta spese t postali
    On numero separato costa cent. IO.
    POLITICO-LETTERARIO
    Esce il Mercoledì e LI Sabato IIST TERAMO
    La politica della settimana
    Un dispaccio ufficiare da Belgrado ci annuncia che il giorno- 11 i turchi tentarono di forzare ii passaggio* sulla riva destra della Morava fra Deligrad' ed» Alexinatz, ma che dopo un lungo combattimento ftironò respinti su tutta linea. La festa dell' imperatore Alessandro fu intanto celebrata in quella capitale più' solennemente delfla» fèsta del principe* Milano. Ciò naturalmente esalta la popolazione, ed allontana le probabilità della pace..
    In Inghilterra continuano i meetihgs per protestare contro, le atrocità dei turchi..
    Lord Granvtll'e approva questo movimento ma difende S'ir Eli io t, e spera che il Governo colla sua politica futura darà soddisfazione alle giuste aspirazioni del paese..
    La capitale del Belgio 'è in festa pel congresso geografico. Il giorno 11 ebbe luogo a corte un pranzo, al quale assistettero i presi zmWiki; Sedeva al posto d' onore
    La Direzione ed Amministrazione sono piovvisoi tornente presso la Tipografia
    del giornale Fnserzìpqe avvisi commerciali in 1 pag. Ce ai. IO1 per linea o spazio di linea di colonna, in 3* 15. Inserzione di comunicati od altro, i prezzi sono da convenirsi. - Per più in.-er-lioni si 'a uno sconto - Le lettere affrancate e vaglia postali debbono essere diretti all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo.
    Aon si restituiscono i manoscritti.
    grazie più speciale ai solerti deputati della festa, che seppero raccogliere i mezzi corrispondenti e spenderli con tanta saviezza.
    * Ma se il titolo della festa,, che tanta ebbrezza a» suscitata presso» la folta popolazione, che briosa ed allegra si aggira in questa contrada, nasco dalla venerazione e divozione al Patrono S. Nicola, potrà perciò, ritenersi solo festa religiosa? Volendone pure serbare una parte, non< può non; attribuirsi altra ad espressione* di esultanza per le civili sociali vicende,, che- sciolsero quei fieri vincoli, che opprimevano ed1 impedivano ogni espansione individuale o pubblica di animo e di cuore., .NoflLpiu* il sospettoso custode armato dal dispotismo^ ma 1' arma benemerita delia-libertà a custodia delle, persone e d'elle proprietà con dignitoso contegno: non più le barriere, che isolavano le popolazioni delle diverse parti anche della provincia!
    Quindi ben mi appongo giudicandole* la- gioia che brilla dagli occhi >di quanti l'ostanti oggi sono con noi riuniti, è espressione dl; compiacenza e di immutabile a-
    rlpcirmA allo isfihizinni r»ho nm pi /rnvpr
    sero le* rimostranze, le pressioni financo della opposizione parlamentare. Invero si cullarono quei governanti ad altre viste che furono* riputate di soverchio accentramento1. Dove il ministero dimettersi. Piacque al re chiamarvi al (.ri uomini, che anch' essi sempre intenti al bene d1 Italia propugnarono naodi* diversi da quelli a-dottati per lo innanzi. Nessun per,turbamento, nessuna'scossa alla fede pubblica. Nessuna scossa.che potesse fare oscillare il gran fatto compiuto. La nazione tutta ansiosa di più espansivo, economico e giusto governo ne acclamava F assunzione al potere..
    Se- non molto, qualche cosa di bene fu di.già? operaio. Se> il nuovo ministero crederà opportuno promuovere dal Re lo scioglimento dell1 attuale Camera elettiva, ogni elettore diviene inesorabile ed inappellabile giudice del passalo ed arbitro ¦ dell' avvenire. Non pregiudizi di parte, ma r veri interessi nazionali debbono essere la guida alla scelta dei deputati al Parlamento. Che gli attuali neiP essere giudi
    fati so. nhhinnrv mimre» nn Kr-mn
Testo OCR meta' inferiore della pagina

    v*»«iiytuo appi uva quesio movimento ma difende Sìr Eli io t, e spera che il Governo colla sua politica futura darà soddisfazione a'Ie giuste aspirazioni del paese..
    La capi fa te d'el Belgio 'è in festa pel congrosso geografico. Il giorno 11 ebbe luogo a cori e un pranzo, al quale assistettero i presi denti dei comi fa tf. Sedeva al posto d'onore* il s g. Hichlhofm,.presidente della società geografica di Berlino.
    II governo spaguolo indirizzò ai suoi rappresentanti presso le grandi potenze una circolare- relativa* aRii tolleranza religiosa.
    La circolare dice che l'articolo 11 della costituzione stabilisce espressamente elio la tolleranza religiosa debba limitarsi all' intemo dei templi e nei cimiteri; considera gli affissi e gli annunzi riguardanti i culti non cattolici come dimostrazioni pubbliche e a questo titolo li probisce; e soggiunge che nelle isole Ba-leari sotto il manto del protestantismo* i separatisti facevano da lungo tempo una propaganda anti - spagnuola.
    La circolare termina promettendo che il governo ri spelte ras la* tollerenza religiosa nei limiti indicati.
    Il vigoroso ministro Ristich ha indirizzalo all' Europa unn seconda circolare sulle- immanità dei turchi. Pare incredibile che ia> questo secolo si sopportino simili atti di barbarie!
    LE PRIME ARMI !
    Diamo oggi il posto d* onore al seguente discorso pronunciato dal senatore Irelli alla festa di Tortorelo, donde ci viene trasmesso.
    Un saluto ed un tributo di grazie ai j signori, che apparecchiarono questa festa, i renaci più grata, dalia cortesia di quantr ci accolsero /:on. benevolenza e gentilezza wsnza limiti. Un saluto ed un tributo di
    aispottsmo, ma r arma benemerita della libertà a custodia delle, persone e d'elle proprietà con dignitoso contegno: non più le barriere, che isolavano le popolazioni delle diverse parti anche della provincia!
    Quindi ben mi appongo giudicandole^ la gioia che brilla dagli occhi >di quanti festanti oggi sono-con noi riuniti, èespfes-srone dì; compiacenza e di immutabile a-desione allo istituzioni che ora ci governano.
    Se 1' Italia fu fatta mercè le forze riu nite di tutti gì' italiani, Il mestieri che si conservi e si fòrtifichi col buon volere di quanti contribuirono a renderla una, libera, indipendente.
    Non biasimo, non spregio, non vitupero a, quelli che la governarono nelle diverse sue fortunose vicende. Quanti ne furono, tutti ebbero la forza, il volere di compierne i destini. V apostolo,-1' evangelista dell' unità d'Italia, Cavour, fissava il principio della sua unità con la capitale a Roma. Ma non mpno contribuirono a conseguirlo gli ardimentosi , gli impazienti, i moderati, gli' astuti diplomatici. Garibaldi con l'audacia, Lamarmora con reconditi accordi internazionali, Rattazzi con la politica? ardita; Riicasoli, Menabrea. con la ponderata, il Sella fìnalmenté con la opportunità, ci recarono a porta Pia, dove fu vinta e Compiuta l'aspirazionedi. tanti secoli.
    Ma dopo questa strapotente* conquista della civiltà, era e fu giocoforza ripiegarsi all' assetto interno, e più precipuamente alla finanza. Se la mentfc robusta e fieramente tenace del Sella imponeva alla nazione gravi sacrifizi, se- ne .riconobbero* troppo duri od anche ingiusti i procedimenti. Si ebbe speranza, che il sopravvenuto ministero Minghetti mitigasse lar distribuzione tributaria, ed i modi di riscossione. Ed io mi faceva ardijjo sotto forma di lettera prospettargli i bisogni principali da tosto esaudirsi. Nulla vai- >
    fu eli già operato- sevil nuovo ministero crederà opportuno promuovere dal Re lo scioglimento dell' attuale Camera elettiva, ogni elettore diviene inesorabile ed inappellabile giudice del passato ed arbitro dell' avvenire. Non pregiudizi di parte, ma f veri interessi nazionali debbono essere la guida alla scelta dei dbputati al Parlamento. Che gli attuali nell' essere giudicati se abbiano oppur no adempiuto bene il loro mandato, lo siano senza prevenzione, e senza passione,. e sempre con cortesia e dignità. Se meriteranno la considerazione benevola degli elettori * andranno ritemprati alla Camera dalle aspirazioni dei loro* collegi. Se debbono invece scegliersi novelli uomini* lo siano sempre fra i seri e gli onesti.
    Se* anche ora a ma ayvenne, che da ógni discorso anche famigliare si scivola a discussioni politiche, nerchiedo venia ai commensali, e riprendendo il primitivo as sunto,:, che cioè1 la festa di cui godiamo non è pienamente religiosa, ma nella maggiore entità, civile,, permettete, o signori, che mi prenda la» liberta, esprimore un mio desiderio» Se tanta, forza economica si può s.viluppare in questa- ubertosa contrada da spendere bella moneta* a sollievo o sollazzo della gente colta ed- agiata, rimanendo solo all' altra parte, sebbene qui poco numerosa, una materiale impressione delle diverse opere festanti, e forse col profondo doloroso presentimento di un triste domani,, perchè non rivolgerla in parte, anzi in buona parte, alla istruzione delle classi operaia ed agricola, allo incremento del commercio* allo sviluppo iella pubblica agiatezza e moralità? Un asilo infantile è ben reclamato dalla folta popolazione del vostro comune. Locali ne avete: mezzi pecuniarii puranche. Usateli pel bene duraturo dei vostri conterranei. Vi potranno forse essere altrimenti assorbii^ Preparate nella vostra spiaggia la istituzione di un Ospizio marino, e sarebbe