Testo OCR meta' superiore della pagina
rassicurante? Se vi sono le leggi, perchè non sì applicano; se non vi sono o non bastano, perché non se ne fanno di nuove,
Ho letto una circolare di un distinto prefetto dell' Umbria, il comm. Maramotti, colla quale sì procura di migliorare le condizioni dei laureati. La trascrivo perchè importante.
Io non voglio dare consigli, ma non potrebbe il nostro prefetto fare altrettanto per la provincia di Teramo? Non sarebbe un atto df giustizia reso a quelli che hanno compito gli studii regolari? Non sarebbe una debita tutela della gente ignorante, che, bisogna pur dirlo, , formata dai tre quarti circa della popolazione intera?
Ma ecco senz' altro la circolare del Mara-motti, Che è assai più autorevole delle mie paiole:
« Malgrado che il nuovo Regolamento sulla sanità pubblica 6 settembre 1874 abbia abolito la patente provvisoria di veterinaria già ammessa dall1 art. 125 del cessato Regolamento ,8 giugno 1865, non pochi sono i veterinari empirici che si diriggono a questa prefettura per domandare la patente suddetta. Questo fatto proya che iveterinarii abusivi sono ancora in numero considerevole nella provincia, e pone il sottoscritto nella necessità di richiamare la S. V. alla stretta e rigorosa osservanza degli articoli 129 e 130 del Regolamento ora vigente; i quali provvedano per intiero circa l1 e-sercizio dell' arte veterinaria, e stanno in luogo degli articoli 124, 125, 126 e 127 del Regolamento precedente.
« La disposizione relativa agli empirici, che alla data della pubblicazione del Regolamento 1865 conlavano un esercizio pratico di dieci anni almeno, aveva un carattere manifestamente temporaneo e transitorio, tantoché gli empirici veterinari», i quali hanno continuato lin qui ad esercitare la professione senza curarsi dell'autorizzazione prescritta dall'articolo 125 del Regolamento 8 giugno 1865, si possono considerare come incorsi già da molli anni in contravvenzione, e non vi è più luogo per essi al beneficio cui li ammetteva in quel iftmno lo stesso articolo ora abrogalo,
- ha fatto a-
11 sig. Martiny dava, coma annunziammo, la sua prima rappresonlazione mereoledì a sera. Lo spettacolo fu variato; il teatro noa presentava gran numero di spettatori, non des jolìes demoisclles avec des gracieùses tolletlcs, dagli occhi languidi, dal gentil sorriso, dallo rose fresche di primavera, grazie tutte di poetica fiamma avvivatici. Ond'è che attenderemo la prossima rappresentazione per giudicare in complesso del giovane artista e per far paghi i nostri occhi a-manti sempre di un fugace sguardo, d' un sorriso d' una giovine Grazia/
# # #
Ma ora a le, maledetto Corriere. $ai che ne fai dello belle ? La notizia che portavi sotto la rubrìca Nostre informazioni nel numero scorso, produsse nevralgie, tetani e che so io? L' ho veduto con questi occhi, in alcuni capannelli formati d' uomini serii (già s' intendevaleuni freneticamente gesticolare quasi fossero stati (che Dio ce ne guardi) invasi dallo spirito maligno ed imprecare ai Numi riparatori o meglio vendicatori: altri poi ascoltare 1 tribuni cop certe facce eulor di ginestra, occhi stravolli, respiro ratlenuto I
Che diavolo posso far io, quando il male è fatto? Ordinare uno specifico? Non son medico! So però che a scacciare lo spirilo malefico basta 1' aspersorio, per calmare le paure ai bimbi si legge 1' Evangelio l
Presto adunque il Curato con atqua santa e breviario!!.,.
o
v/ * *
Ringraziamo la Gazzetta della squisita cortesia, con cui
annuncia la nomina a sindaco di Teramo del nostro amico Costantini. Non ci attendevamo meno da lei. noblesse obtige ! Duolci però che nell' annoverare gli uffici, di cui è rivestilo il nuovo sindaco, ne abbia dimenticato qualcuno; p. e. quello di presidente del comizio agrario, e di componente la commissione provinciale pei sussidi alle bello arti. E diro che per due anni continui non ebbero altra' cura che di demolire quest' uomo 1...
Ma leviamole facezie: ci dica di grazia la Gazzetta: non le pare che sia questa la migliore dimostrazione di stima pubblica pel nostro amico? Perchè non è mai accadutoinulla di simiglianle a qualcuno de' suoi? Rene è vero che fra tanti tiloli di onore ne manca qualcuno : s' intende di leggieri:1 non 0,jui.is fert omnia telluslCbi non sa p. e. che il cav. Costantini non ha mai inneggiato a re Francesco {il migliore dei re /) nè goduta 1' intima confidenza di Santo Roberti e di Mazza, nè esercitati pubblici uffizi sotto il caduto, regime, nè irretita la provincia con società appaltatici sotto il nuovo, nè fri te tante e tante altre belle cOso, che per «ra non vogliamo ricordare?...
Quanto al comune poi, abbia pazientala Gazztlta. Spo-r nniMi «ni fatti alla mano che belsol-
II convegno di Giulianova dei Catoni e dei Saintjust del partito moderato di questa provincia è una prova irrefragabile di quanto asseriamo.
Non ci facciamo illusioni; il partilo con-sortesco vuole ad ogni costo riafferrare il potere; e spera riuscirvi., perchè confida nelle sue creature, ehe popolano is pubbliche amministrazioni. Tra costoro quelli che maggiormente debbono richiamare l'attenzione del governo; sono ,i sindaci del Cantelli e del Gerra; i quali guidati da cattive tradizioni, saranno nelle imminenti elezieni i puenler i basci-buzuk del partito azzurro.
Ma giacché ci siamo ai sindaci parliamone di vantaggio. I sindaci sono la più grande personalità dei comuni. Essi, spronati dall'entusiasmo della balda e giovane generazione, possono restituire alle magnanime virtù, ai sorrisi di un migliore avvenire le moltitudini travagliate dai disinganni, soggiogate e curvate sotto il peso di una libertà mendace e bastarda. Ma disgraziatamante, trann» rare ed onorate eccezioni,,i sindaci attuali creati sotto i furori elettorali del 1874, epoca che deve esserci di grande ammaestramento, sono, e lo
diciamo senza reticenze, e di partiti municipali e
i fomentatori di lotte politici: mistificano
le liste elettorali, e con lusinghe o minacce dispongono a loro capriccio dei voti dei loro dipendenti dei timidi e degl' ignoranti.
E se gli onesti ed i a porgersi la mano;
Oh! liberali se non nizzata
è cosa terribile! non si affrettino
collegllino contro la banda orga-e, delle sue istitu-ove si andrà a finire, confidiamo nell' energia
Si
ai danni d' Italia ziom, non sappiamo .Noi impertanto
dell' attuale ministero, il quale ha insuemani i mezzi necessari per ridurre al silenzio gran parte dei suoi avversari, col rimuovere quel' funzionari, che mal rispondono alle, sue mire' patriottiche. , l,
A cosa nuove uomini nuovi. Questa massima oggi più che mai dovrebbe trovare la sua applicazione; imperocché è impossibile che funzionari, i quali erano 1' anima del passato ministero, possano essere fedeli all' attuale gabinetto iniziatore'di un'era novella.
|
Testo OCR meta' inferiore della pagina
moni e temporaneo e transitorio, tantoché gli empirici veterinari'!, i quali hanno continuato tìn qui ad esercitare la professione senza curarsi dell'autorizzazione prescritta dall'articolo tìTì del Regolamento 8 giugno 1865, si possono considerare come incorsi già da molli anni in contravvenzione, e non vi è più luogo per essi al beneficio cui li ammetteva in quel tempo lo slesso articolo ora abrogalo,
« L' empirismo in veterinaria ha falto a-dunque il suo tempo; quindi è stretto dovere dei consigli sanitarii e «delle autorità comunali di sorvegliare, perchè gli articoli di legge che proibiscono 1' esercizio illegale della veterinaria vengano rispettati. Voglia la S. V. denunziare alla procura del re quelli esercenti abusivamente la veterinaria nel circondario o nel comune che amministra e soprattutto provveda perchè non siano incaricati di pubblici uffici, come in qualche piccolo paese si è dovuto verificare.
« Quanto ai veterinarii autorizzati a norma dell'art. 125 del cessato regolamento rammento che, in forza dell' art. 126 dello stesso regolamento, venivano esclusi da pubblici impieghi; e quindi la S. V. osservi di non stipendiarli, e se poi inlerinalmente hanno sorvegliato o sorvegliano alla mottazione delle carni, dovranno essere rimossi dall' ufficio tosto che si presenti un veterinario legalmente matricolato da una università dello Stalo.
« Neil' accusare ricevuta della presente la S. V. è pregata di darmi in proposito quelle notiz.ie che potrà migliori e declinarmi i nomi degli esercenti non matricolati che per caso fossero nel suo comune.
« I signori sotlo-prefelU sono pregali a sorvegliare 1'esecuzione della presente e ad accusarne pur essi il ricevimento.
« II Prefetto B. Mabamotti »
Piccolo Corriere
Il sig, Medori ne faceva una seconda di cambio! Mercoledì 1' omnibus tornava a fiaccarsi. E diavolo ; s'intende bene eì»e &x>a paò andare altrimenti! Se trasporta un'intera ca-rùrznz: ìì oti persone per volta' Autorità competenti, non i Fabii cunctaioret in questi casi: potreste anche voi tornare tolte grucce, o riempiere qualche foaso /
simigliante a qualcuno de' suoi? Rena è vero che fra tanti titoli di onore ne manca qualcuno: s' intende di leggieri: non opwts feri omnia te/{us ! Chi non sa pi. e. che il cav. Costantini non ha mai inneggiato a re Francesco (il migliore dei re 1) nè goduta 1' intima confidenza di Santo Roberti e di Mazza, nè esercitali pubblici uffizi sotto il caduta regime, nè irretila la provincia con società appaltatici sotto il nuovo, nè falle tante e tante altre belle còse, che per tra non vogliamo ricordare?...
Quanto al comune poi, abbia pazientala Gaiztita. Speriamo di mostrarle fra poco coi fatti alla mano che bel sollievo ha avuto in questi ultimi due anni. E poi, cerne osa levar la voce intorno alle cose del cornane un partito che in due anni di assoluto dominio non ha saputo presentare nè un uomo nè una idea? Ma che imporla di queste bazzecole alla Gazzetta? Ella sa bene il suo mestiere, e mentre altri sorridono di lei, essa ripeta tra. i denti il motto antico: ca-
lomniez, calomniez; quelque chose resterà toujours ! Hp # #
Non passa numoro che non sì debba spendere qualche parola per una festa I Ora ci giunge una relazione su quella di Tortoreto di alcuni giorni fa, e noi la riassumiamo in poche parole. La festa si aprì a colpi di cannone (ehi...! questa razza di strumento a Tortoreto ?] ; vi concorsero molti forestieri, non esclusi alcuni onorévoli, tra i quali il senatore Irelli che lesse in un banchetto un opportuno discorso, riportato in altra parte del giornale. Vi furono luminarie, fuochi artificiali, tre bande musicali Ira le quali si distinse quella di Pianella! Il corrispondente passa ora a parlare di ragazze incantevoli... ma fo punto... perchè ? perchè non voglio acquolina in bocca!.... Intanto, ieri principiò un' altra festa che dura tult' oggi e domani. E proprio venula la festomania.il'.
ECHI DELLA PROVINCIA
Ci scrivono da Notaresco:
Dopo la catastrofe del 18 marzo i Consorti si ridussero crucciosi nelle loro tende, atteggiandosi ad uso Scipione, e gridando: ingrata terra non avrai le nostre ossa.
Essi han fatto finora i disgustati della vita pubblica, affettando un mero ascetismo politico. Bravi attori della Consorteria. Nei ben lunghi 16 anni di sgoverno e di dissanguamento nazionale avete appreso benissimo la vostra parte, e la recitate assai bene, nascondendo la borsa di Verre solto la povera toga di Curzio e di Fabrizio.
Ma oggi il partito consortesco si risveglia, si agita ad aguzza i ferri per le minacciate prossime elezioni politiche, e 1' age ad armay age ad arma si fa sentire sordamente minaccioso dai pettoruti dalla coda di volpe.
i mezzi necessari per ridurre al silenzio gran, parte dei suoi avversari, col rimuovere quél' funzionari, che mal rispondono alle, sue mire1 patriottiche. « v^ J('>, =»>
A cosa nuove uomini nuovi. Questa massima oggi più che mai dovrebbe trovare la sua applicazione; imperocché è impossibile che funzionari, i quali erano 1' anima del passato ministero, possano essere fedeli all' attuale gabinetto iniziatore di un' era novella.
Notizie bibliografiche
Ultime pubblicazioni
DI
CESARE DONATI
« Bjion anno, » Novelle e fantasie volume di 328 pagine L. 3. G. B. Paravia editori Roma, Torino, Milano Firenze 1876.
Rivoluzione in miniatura 1817-1849 Un volume di 260 pagine L. 2, SO Tipografia Lombarda Editrice Milano 1876.
Flora Marzia Storia di mezzo scudo fa Un volume di 2S6 pagine L. 2 Fratelli Treves editori Milano.
G. De Marco direttore responsabile
I Negozi di Gioielleria in Napoli sono stati sempre rinomati in Italia e nell'Estero
Quello del sig. Aug. Mutlu nel Gran Palazzo al largo del municipio non ha eguali.
Siamo andati diversi amici a visitare detto Negozio per soddisfare la curiosità, ed uno fra nói fece acquisto dì vari lavori per regalo di nozze.
La finezza, squisitezza e perfezione di lavoro, non che le ricchezze di cui son piene quelle vetrine ci han fatto credere essere in una delle mille ed una notte alla scoperta di un tesoro.
Ma tale Magazzino non solo fa onore a chi lo possiede, ma ne partecipa alla Città di Napoli in cui risiede quello che maggiórmente raccomanda il signor Mottu sono i prezzi, che per la loro discretezza non temono concorrenza.
|