CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876 |
Pagina (333/470) |
| Pagina | Testo della Pagina (OCR) |


Pagina (333/470) | ![]() |
Immagine della Pagina |
![]() |
Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli |
|
Nè sempre, che è più, le promesse si mantengono in limiti tanto modesti, estendendosi non raramente a corpi collettivi ed enti morali. I canonici della tale collegiata sospirano, da lunghi anni la liquidazione dei loro assegni provvisori - povera gente non vive che delle scarse rendite, sfuggite alle zanne del fisco rapace, e neppjur quelle si toccano. At- mattate animo: la nuove elezioni sono in vista, a il candidato di parte moderata, animo mite e pio, promette mirabilia ^ sebbene (sia detto così in parentesi fra noi /conseguito F intento si accorga di non poter fare.miracoli, e lasci i poveri canonici à denti asciutti. Similmente il comune ^desidera da più anni un ufficio del Registro, e ne ha ben donde: implicati come siamo in questa rete di tasse, come farne, a n^eno ? Nulla di meglio - un'accorta parolina nel-V orecchio del sindaco, e il trionfo della Pestra in quel comune' è assicurato. Che dire poi delle strade, da: costruire, dei campanili da restaurare,, ièlla chiese parrocchi ali da mantenere et similia hnjusce-modi? Così non vi ha cosa che non si premetta, non vi ha favore che si neghi, non vi ha grazia che si ricusi. Che importa I ---10-, ^^uuvu UI I 11 l/Uftl/, V 1»V-W1 1 HUil VI U phe quanto, la luna di mielex o in quél torno. Vi pare davvero che11 F Itajia possa fare lungamente a meno del senno e dell'esperienza della'Destra?..!. Che se oggi sopporta la Sinistra è solo p£r dimostrarne l'insipienza eia pravità, c.rid^staré nelle moltitudini il desiderio di quella. Lasciate che ipassi la bufèra e tornerà !il sereno. 0 credete che il Re abbia firmato per altro il decreto di scioglimento, che per sbaraz^. zarsi del Ministero? "Vittoi»ip E-manu^le non sarebbe quel galantuomo che è, se non sapesse* che l'Italia & fatta pei consorti e i consopì sono fatti per l'Italia!..., Or "vi pare egli'da tollerare cKa esca vittorioso dall'urna lvon. Depretis,. egli che ha osato di accozzare un governo di scapestrati senza fare che il papa (Uggisse di Roma o l'Europa si commovesse e la rendita scendesse al 40 ? Io vi giuro in fede mia che non passeranno la feste di Ceppò, e il Ministero sarà caduto, e le cose, rientrate nell' ordine e la facile greppia ristabilita ; e allóra... oh allora guai, guai davvero a cbi avrà creduto a quella, paurosa meteora, che- eonr-. taurina al presente il bel cielo d'Italia!: Togliamo dal Baechiglimegiornale-ve- i neto quanto siegue: 1 « La grande battaglia campate, di cui il prossimo decreto reale di sofoglimeutou è il; segnale, sarà memorabile nella storia d'Italia. « Dall'esito di questa battaglia i destini della patria dipendono. « Se la maggioranza elettorale dà: la viatoria alla Destra, noi avremo un nuovo periodo-, di faziosi esclusivismi, di fanatiche intolleranze, tanto maggjormpnte furibonde quanto più* la Destra è irritata per aver, perduto il1 potere. i « Avremo prefetti licenziati, sindaci destituiti, patriolti arrestati; i dritti statutari ristretti; le imposte accresciute; i sedici anni di governo consortesco rinnovati con un raddoppiamento di rancori, acuiti da questi pochi mesi di gravi amarezze. prodotta da sedici anni di ipvasione consor-tesca, e avrà modo e tempo di svolgere ordinatamente e legalmente le evoluzioni progressive, che assicurino l'avvenire delle istituzioni litorali, finora pericolanti. « Il momento è grave e solenne. « In questo momento l'inerzia,, l'astensid-ney U quietismo, da parte di coloro i quarti abbiano fede nell'avvenire della patria, sarebbe una iinperdt-nabile colpa. « Non vi è ineschino, oscuro gregario del progre ssi, che Qgfci non possa render utili servigi nélla lottai eccezionale,, che si sta per intraprendere. «. E (fu e sia la prima» volta in dieci anni, che avremo, le-elezioni libere. « Certo le amministrazioni comunali e provinciali, in gran parte ancora in mano ai moderati, porteranno in loro favore un.contigente dj voti,.che senza la decennale invasione non avrebbero. « Certo quasi tuttf i sindaci" nominali per influenza, dei* moderati cooperano a loro vantaggio., « Certo adunque non avrmno i progressisti eguali armi ed eguali proporzioni nella lolla; ma almeno i prefetti, is commissari, i reali carabinieri, i procuratori del Re rimarranno neutrali e Te. imposizioni del voto di cui diedero scandìdoso. spettacolo i moderati, dalle autorità politica non partiranno più. « Dalla Camera eletta nel 1S76 l'Italia avràr il suodefinHivo avviamento' nella libertà » o il progresso subirà* uri ritardò* che condurrà* ad incalcolabili conseguenze. « Non mai come oggi l'azione di tutti fu così» necessaria. » Cronaca Abruzzese Aquila. Avevamo promesso-ai nostri let tori esteso resoconto del dibattimento non ha guari svoltosi in questo Tribunale a |