CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


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    mossa dì ufficio azione penalo per contravvenzione all'art. 11 della legge sulla stampa. Abbiamo cosi imparato che vi é un art. 11 sulla stampa, il quale vieta la pubblicazione dei dlbaltimenti pubblici relativi a cause d'ingiurie ne' casi in cui la prova de' fatti non è permessa dalla legge, ed abbiamo pure imparalo che vi è a Teramo un agente del pubblico Ministero, il quale sorveglia la slampa per modo da non perdonarle nemmeno le più innocue colpe. (1)
    Per verità ci sarebbe a dire che altra è la pubblicazione, ed altro è il resoconlo del pubblico dibattimento, e ci sarebbe anche a dubitare se nella specie imputata al Fulmine vi fosse luogo o non alla eccezione di verità. In ogni modo ci consentano i nostri lettori che noi rispettiamo il quietismo del nostro Gerente e che venghiamo così meno alla promessa.
    Una sola cosa vogliamo soggiugere per la quale ci potranno cascare addosso le ire degli uomini, che hanno una opinione diversa dalla nostra, ma ( lo speriamo ) non quelle del Fisco. Ad onta delle sottili ed ingegnose argomentazioni del Magistrato che sostenne le ragioni dell'accusa nella causa sontro il Fulmine valorosamente combattute dal Colleggio degli Avvocali, e ad onta della sentenza del Tribunale, noi persistiamo a credere che con la condanna di quel Direttore siasi violato un gran principio del nostro diritto pubblico interno, ed allentalo alla libertà della stampa, e con la nos'ra solita franchezza protestiamo contro siffatta violazione, che, in omaggio della legge, desideriamo veder riparata dal Magistrato superiore.
    NOSTRE CORRISPONDENZE
    Da una lettera scritta (la A tessa ad un nostro egregio amico togliamo il seguente braao che dimostra una volta dippiù T obbligo che incombe al Ministero di tener gli occhi aperti su le manovre del partito eonsortesco, e di non tollerare che gì' im-
    predicano moderazione, e praticano su la più ampia scala l1 intolleranza ed il fanatismo partigiano. Io professava una specie di cullo per lo Spaventa Consigliere di Luogotenenza a Napoli, Seg. Gen. a Torino, Ministro a lloma: nonio rivedeva da moltissimi anni, e me lo figurava divenuto un colosso. Ma, oh, come sono svanite le mie illusioni rivedendolo; egli è piccino quanto il più piccino de' cercatori di medaglie. Dov' è mai ita la sua decantata fierezza, dove il suo carattere che si spezza ma ma non si piega, dove la sua burbanza ministeriale! Se lo vedessi, com' io lo visto, gironzolare pe' paeselli del nostro collegio a cavallo ad un modestissimo quadrupede riverir questo, scappellarsi a queir altro, incensare indistintamente gli elettori inconsci della loro importanza. Egli non sdegna neppure di baciar le sacre mani agli arcipreti; si commesse come un Salvatore Morelli qualunque alle lagrime di una povera donna; ed abbracciò, direi qnasi, con un fraterno slancio due umilissimi uscieri di Pretura che giorni or sono gli andarono incontro. E fin qui non farebbe che recitare una commedia a suo esclusivo beneficio, e gliela manderei buona. Quello che mi scandalizza è la non celala rabbia, con che anatomizza al partito che ora trovasi al potere, e che, avendo meritala la fiducia del re, dovrebbe anche meritare la tolleranza di quelli che diconsl più realisti del re stesso. Si sono a lui associati in quest'opera il commendatore Auriti, presidente di sezione alla cassazione di Roma, che ora trovasi in Abruzzo a passar le vacanze; e mi dicono pure il conte Barbolani, già ministro a Pietroburgo, ed ora a disposizione del ministero. Questi tre uniti stan mettendo sottosopra i collegi di Atessa e di Gessopalena. Si unirono nella scorsa settimana a Monteno-rodomo dove lo Spaventa predicò la Santa Crociata; e poi, chi di quii, chi di là, ad agitare, a scuotere i paurosi ad incoraggiare i fidenti. Bla, domandolo, si sarebbe, permesso dal ministero Mingbetti che alti impiegati come quelli de' quali li ho cennato si mettessero così a-
    finvAvnn mpftfVwln a
    fgradini del trono episcopale aveva fissato -vi bile dimora una corona di vezzose dell' high- life indigene e forestiere, tra ri la baronessa de Riseis. Se I1 avessi sa pai prima, mi sarei fornito di binocolo per amx: rare tanta grazia di Dio.
    La poesia del Madonna rimonta al ISSI siccome mi si dice; ed io ci credo, perchè . si rivela il fuoco dell' età giovanile. E' scrii-bene, manca però l'azione per essere ur dramma, non ostante gì' innumerevoli perso naggi notati nel libretto. La mus]hca_l_LLELtor < renj^_tIi_aiu]ifìiLLa; i cori poi "sono" beli issimi I esecuzione buona da principio, inciampò ss ultimo, e direi quasi precipitò a valle. / Nel teatro Fenaroli si rapprasenta Ruy-Bloj con una compagnia che in complesso non è al disotto di quella che aveste nel passalo carnevale nel vostro teatro. Per i cori poi è molto superiore. Vi sono il Ponzetti e la sig. Ciccaglia, a cui il pubblico plaudente fa ripetere il famoso duello del 4. alto, che essi eseguono con quella perfezione che voi conoscete; c'è il Tomasini, che continua a spaccar le montagne col rovescio del coltello sotto l'abito di Don Guritano; e la Gitfia, da prima corista, è arrivata a jouer la ròle di duchessa. Tante cose per parte loro, ai teramani.... Selenio Malvezzi a 60 anni (Ruy-Blas) abbraccia
    sua figlia-Ersilia (la regina) nell' oooooo.....
    doooolce vooooolullàaa con espansione.... paterna. Per non perder ("abitudine minaccerei d' innamorarmi anche di questa regina, non perla voce che ne ha pochina, non per la scendi che vorrei vedere e la trovo con poco sentimento ma per un bei neo che ha nel labro superiore. Ila un piedino pei.... Del resto essa è sempre figlia di Settimio, e conosce 1' arte come uni provetta artista,
    Non chiudo questa mia lettera, senza pria ringraziare i deputati teatrali che mi usarono tanta gentilezza, non ostante che alcuno di essi fosse stato attaccato dal Cambre. Cìài*-dica che anche tra gli avversari troviamo simpatie,
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    \n-im icggr, ucsiucridiiiu y.cuci i ipai aia uai
    Magistrato superiore.
    NOSTRE CORRISPONDENZE
    Da una lettera scritta eia A tessa ad un nostro egregio amico togliamo il seguente brano che dimostra ur^a volta dippiù l1 obbligo che incombe al Ministero di tenex gli occhi aperti su le manovre del partito consortesco, e di non tollerare che gì' impiegati del Governo si servano della loro influenza per combatterlo slealmente.
    «...,,. e le mie parole non possono esser sospette, perchè tu sai sotto quale bandiera politica ho militato finora Consòrte sì,! e lo sarei stato sino alla consumazione dei secoli, senza le illegalità di Villa Ruffi, senza la legge eccezionale per la Sicilia, senza il progetto di riscatto delle ferrovie. Questi alti del passato Ministero mi disgustarono, e mi giustificarono in faccia a me stesso, quando il 18 marzo applaudii alla pattuglia toscana ed al gruppo del centro, del quale da quel giorno sto ripetendo il credo politico. Ecco dunque il tuo impenitente amico che comincia a convertirsi ed ora puoi giudicare della mia buona fede allorché mi ostinava ad aggiungere anche il mio voto a quelli che mandavano alla Camera 1'' on. Spaventa. Non rallegrarti ancora però perchè ti rallegreresti a metà. Tu non mi presterai fede se ti dirò che ora è Spaventa che si sta adoprando a vincere le mie ultime esitazioni ed a farmi passare con armi e bagagli a sinistra. Le intemperanze, mio caro, non mi son inai andate a genio, e sento il dovere di stigmatizzarle, dividendomi dagli uomini che
    (1) Ciò ohe la Gazzetta dell' Agitila non può aver imparato è che il nostro Pubblico Mintiero non esercita eguale sorveglianza su tutti i giornali di qui. Rigoroso fino allo scrupolo con il Corriere, è conci iste mirrile fino alla blandiz.a con fa Gazzetta. Ciò è provalo dai fatti.
    La Gazzetta nel n, 9. 30 gennaio corrente anno omise di stampare nel suo giornale il nome del ge.ente; contravvenzione prevista dall' art. 42 frìgge sulla stampa, e punita con multa estensibile a L. 235. 11 P- M. non la sollecito allora ad agire di ujfieio: ami non si mosse neppure dopo il rilievo di questa contravvenzione fatta dal Corriere nel n. 10 2 febbraio -anno corrente. Fece insomma orecchie da mercante. E gii si trattava della Gazzetta I Guai se fosse stato il Corriere I! k noi sembra che questo fare del P. M. abbia qualche cosa di analogo col fare di quel marito, il quale emendo Augusto al fianco della moglie dormiva; evenendo altri a profittar del suo sonno alza vasi e gridava: non omnibui dormtol
    un uiuwuu ,juit5"ii uuihu uaiwuiaui, gwt iuiui-
    stro a Pietroburgo, ed ora a disposizione del ministero. Questi tre uniti st'an mettendo sottosopra i collegi di Atessa e di Gessbpalena. Si unirono nella scorsa settimana a Montenc-rodomo dove loJSpaventa predicò la Santa Crociata; e poi, chi di qua, chi di là, ad agitare, a scuotere i paurosi ad incoraggiare i fidenti. Ma,-'domaw)ovio, si sarebbe, permesso dal ministero Min ghetti che atti impiegati còme quelli de' quali ti ho connato si mettessero così a-pertamente in lolla col Governo, mettendo a servigio degli avversarli del ministero l'influenza che ben deriva dagli alti posti che occupano? E la circolare Nicotera? E la circolare Mancini? Bresciamorra non dorme; ma con avversari' di qupsta fatta non si dovrebbe esitare......
    Notizie Artistichè Lanciano 16 Settembre 1876
    Son capitato qui, in questa città illustre dei Frentani, un giorno pappa e dindi col destro Maranca Antinori; oggi tenero dell'on de Crecchio, un bel giovine, già noto ai vostri lettóri per gli attacchi mossi alle sue vacillanti e problematiche opinioni politiche. A chi si stringerà nelle prossime elezioni? Ai posteri l'ardua sentenza. Per ora contentiamoci di andare in chiesa, ove il maestro Mascian-gelo dirige con la solita perizia una scelta e numerosa orchestra nella esecuzione di un Oratorio, dramma morale - religioso in 2 atti, poesia di Carlo Madonna, quegli stesso che tenne desti per più giorni i lettori del Fan-fulla, e musica dello stesso Masciangelo. Vi prende parte una tfonna, la sig." Ciccaglia Pon-zetti, che, velata a gramaglie, rappresenta P Abisag Smamitide « pastorella ( dice il libretto ) abitatrice di una campagna, non lontana dalla città di Sunam. » Una donna in chiesa I Ciò ha fatto saltar la mosca nel naso del vescovo e del suo vicario Monsignor La-pergola. Mi si dice che posdomani uscirà una protesta della Curia. Misericordia 1 La deputazione della festa bisognerà che si copra di cenere. Una donna in chiesa, e poi un' artista da teatro!....
    Si vede proprio che in tempi progressisti non si risparmia nemmeno il tempio del signore. Figuratevi che nel presbiterio soflo i
    vuirei venere ci il nuvu uun ywv ocnmuei}^
    ma per un bel nea elfo ha nel labro fpj,$lfj,, Ha un piedino pei.... Del resto essa è semprj figlia di Settimio, e conosce l'arte come ima' provetta artista,
    Non chiudo questa mia lettera, senza prjj ringraziare i deputati teatrali che mi usarono tanta gentilezza, non ostante che alcuno jfj essi fosse slato attaccato dal Corriere. Gièin, dica che anche tra gli avversari troviamosi^ patie,
    L' onesta e sempre leale Gazzetta, dimenìi-cando quanlo scriveva un mese dietro sollo il titolo 11 Rispetto a noi stessi, torna di nuovo alla carica contro il cav. Costantini. E' naturale,:: il Costantini è slato rinominatos/udaco di Teramo, e la Gazzetta non può che occuparsi di lui, come ha fatto per sette anni continui, sempre protestando ohe non Si occupa di persone; sicché bisogna proprio credere che Costantini non è una persona ma m incuto» per la Gazzetta.
    Ma lasciamo una volta da parte il merito del cav. Costantini, di cui la Gazzetta non sa capacitarsi, perchè inebbriata da quello dei suoi redattori: lasciamo il ritornello delta finanze comunali, che cominciavano a rimettersi per via; perchè anche su questo, tra non molto il paese vedrà chiaro, e saprà che pensare del proclamato pareggio; e veniamo piuttosto ai famosi luoghi comuni. Graziosa la Gazzellal Inorridisce al pensare che è stato nominalo sindaco sotto il Nicotera, chi ha rivestito tale ufficio sotto il Menabrea e il Lanza e il Min-ghetti, e trova poi naturalissimo che si atteggi a liberale, ed a sostenitore dell'Italia e il regime costituzionale chi sotto il borbone serviva in ufGci più o meno segreti, o lo lodava con pubbliche stampe, mentre altri erano prò scritti o languivano nelle carceri. La Gazato non c' intende? Troppo ingeuua darvero, « passava per tanto astuta!....
    Signori, voi minacciate di ritesserci la storia; dunque ci conoscete. Ebbene, noi vi attendiamo a piè fermo, anzi vi sfidiamo a farlo.