CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    guardare lavila dalle insidie dei cittadini; non il gendarme che ti scruta V anima per saperq
    con quali intenzioni sèi venuto.
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    Ho girato tutto il locale, e davvero che fa meraviglia nel vedere con quanta nettezza esso già tenuto. Non senti odori sgradevoli, non vedi un ruscellino di paglia per il suolo. Aria e luce giuocano per gli ampli Hnestroni, e la sola vicinanza del fiume ',>uò produrre umidità più neir estate che J0\\ inverno.
    La earcere di Pescara non è luogo per lunga pena,
    Vi sono condannati alla reclusione, ai lavori forzati, che però attendono la loro destinazione. Son divisi in piccole compagnie, ciascuna delle quali dimora.in larghi cameroni. Al cenno del secondino, i prigionieri si mettono in riga, si tolgono il berretto e vi salutano. Ho assistito alla distribuzione del rancio, una scodella di riso e verdura e un grosso pane. Interrogali parecchi di essi, risposero di non avere a fare alcuna osservazione contro T amministrazione carceraria; solo si lamentano di restare inoperosi.
    Il lamento è giusto, veritiero. Il locale e' è, la buona volontà di lavorare non manca; perchè il ministero degl' interni non provvede ad aprire un laboratorio d'arti e mestieri?
    Di sessantasette prigionieri, cinque soli possono lavorare, tre calzolai, un operaio in lavori di paglia, e un fabbricatore di chitarre. Questi cinque individui che trovano nel lavoro il mezzo morale della riabilitazione, sono meno disgraziati!...
    Non vi sono che due condannati celebri, Ferrara Nicola e I)' Angelo Emidio
    11 primo è di Guardiagrele, di buona famiglia, già condannalo per omicidio sotto il cessato governo. Per disonorare vieppiù la famiglia, che, al dir di lui, non lo soccorreva, un bel giorno accetta di ingaggiarsi tra i ministri di Giustizia; ed oggi ha il titolo di aiutante o tirapiedi. E' piccolo, ossuto, occhi felini barba e capelli neri.
    E1 isolato dagli altri, perche i secondini te-
    se nulla, ma il mio amico che veniva meco, ed io gli lasciammo di che provvedersi di vino.
    Decisamente, i prigionieri hanno sempre un debole per il vino!...
    Dopo quattordici mesi di forzata interruzione per 1' efferata ira del fisco sotto il regno dei consorti, vediamo risorgere a nuova vita il periodico V Italia - Meridionale. Il suo programma, liberale-progressista, é sempre il programma storico della Sinistra parlamentare, nei limiti dello Statuto e del Plebiscito. Un saluto di cuore a questo ardito battagliero, che nel momento delle' supremi lotte scende di nuovo nell' agone per propugnare con noi il progresso
    delle nostre politiche e civili istituzioni. # *
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    Nel primo numero dello stesso giornale le-giamo: «... in G uKanova, sotto I' influenza di non pochi spodestati della consorteria si è costituita una delle solile Associazioni così dette costituzionali. L' on. deputalo di Teramo, Francesco comm. Sebastiani, è uno dei più zelanti organizzatori dell'Associazione, tenendo le riunioni in sua casa, neU' ex convento dei Passionisti. Da Pescara poi ci si fa sapere che gli affari del famoso ponte vanno a rotoli per quell' impresa. »
    Queste notizie non ci giungono nuove. E' da qualche tempo che i così detti moderati alacremente lavorano fra noi per tirare al loro partito degl' individui, sotto qualunque forma o colore si presentino. Per essi è quistione di
    numero. Oh del potere sacra farnesi
    *
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    E sul proposito vogliamo coniarne una. Giorni dietro, gironzava per la nostra città un tale, atteggiato alla Don Carlos, scongiurando molti cittadini di fare adesione alTis-sociazione costituzionale coli' Iscrivere il pro,-prio nome in uno scartafaccio celalo scrupolosamente nel suo abito. In quel momento ci tornò a memoria quel sublime duello della Luisa Miller.
    La sola considerazione del gran prodotta basterebbe per incoraggiare questo sistema «li coltivazione.
    Ma non basta, altri gran vantaggi si presentano:
    VANTAGGI
    I vantaggi di questo sistema sono moltissimi:
    1.° Si trova il riso mondissimo dalle solite erbe palustri, e quindi non si è costretti a spendere quelle grandi somme per la mondatura delle risaie.
    2.° L'acqua che vi sarebbe slati obbligati di adoperare, onde tener sommersa una gran quantità di riso sino a tutto giugno, con questo sistema i 2(3 almeno dell' acqua andrebbero a vantaggio di altre coltivazioni, prati, lino, avena, ecc.
    3.° Vi sarebbe un risparmio di quasi 6,20 di semente di riso.
    4.° Il terreno così avvicendato, essendo obbligato di stare alla presenza della luce e del calore e degli altri agenti atmosferici, si neutralizzerebbero grandemente quegli acidi prodotti dalla troppa umidità; e lutto ciò a favore della vegetazione avvenire.
    5.® Si avrebbe un gran bel sistema di rotazione agraria; cioè il 1.° anno riso, ili* pure, il 3.° grano o ravettoni o trifoglio ecc.
    6.° Anche la salute degli individui che sodo costretti di vivere in mezzo a risaie, non soffrirebbe così tanto; poiché si sa, che, alla primavera tosto che la temperatura dell' aria si alzi al grado di favorire il processo della fermentazione putrida a causa dell'intorminabil serie successiva di erbe palustri, non che di insetti, di vermi, di animali infusorii che muoiono e tendono a scomporsi, cominciano tosto ad esalarsi in ogni parte della superficie, sommersa, i nocivi efluvii urnido-metifici. Questi efluvii si sospendono nell' aria rendendola insalubre, e perciò cagione di moltissime febbri intermittenti ed altre moltissime malattìe.
    Con il sopracitato sistema di coltivazioni invece, essendo solamente, massime a primavera. sommerso i m*"!* a: »¦-----
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    Non vi sono che due condannati celebri, Ferrara Nicola e !)' Angelo Egidio
    11 primo è di Guardiagrele, di buona famiglia, già condannato per omicidio sotto il cessalo governo. Per disonorare vieppiù la famiglia, che, al dir di lui, non lo soccorreva, un bel giorno accetta di ingaggiarsi tra i ministri di Giustizia; ed oggi ha il titolo di aiutante o tirapiedi. E' piccolo, ossuto, occhi felini j)arba e capelli neri.
    E1 isolato dagli altri, perchè i secondini temono per la sua vita. Da pochi giorni ha un compagno, - un «suo figlio condannato per furto!.... M' invitò a pruovare il suo rancio, che da lui fu detto buono, ma sarebbe stato migliore se avesse potuto inaffiarlo con un pò di vino. Gli lasciai alcuni soldi per questo.
    Sentito che io veniva da Teramo, ricordò di esservi stato pochi anni or sono per ghi-* gliottinare 1' Antico di Città S. Angelo.
     Di questi pollastri, egli soggiunse, ne ho fatti dieci;  ora non se ne fanno più!..,
    È un mestiere che ha fatto il suo tempo^ ? *
    *
    L' altro celebre è quegli che meglio si conosce sotto il nome di Coculetto. Egli attende P esito del ricorso in Cassazione avverso la sentenza delle Assjsie di Teramo, che lo condannava ai lavori forzati a vita. E' rinchiuso nella cella N. 7, mentre il Ferrara è nella cella Nuin. 5.
    Egli mi disse che stava meglio a Gaeta, donde non sarebbe scappato se non avesse a-vuto delle vendette a fare.
     Mi son vendicato, esclamò, in persona del canonico P. Lo uccisi non per libidine di «angue, ma perchè non voleva darmi il prezzo d'un servigio che gli aveva reso, uccidendo un tal Tenente \
    Gli domandai se avesse desiderio di fug-gire.
     DI qui non si può /uggire; forse non lo potrò nemmeno nel bagno. Ma se mi sarà «iato di ritornare a Penne, mia patria, dovrò vendicarmi di due persone; di un tale concia-tare, e di un brigadiere di pubblica sicurezza.
    E qui lanciava dagli occhi certi rividi lampi
    che facevano paura!*..
    * *
    *
    Non provava vino da molte settimane; nessun «occorso aveva dalla famiglia. Non mi chie-
    , numero, un aei potere sacra tamesi *
    * *
    E sul proposito vogliamo coniarne una. i Giorni dietro, gironzava per la nostra città un tale, atteggiato alla Don Carlos^ scongiurando molli cittadini di fare adesione ali1 As seriazione costituzionale coli' Iscrivere il pro?-prio nome in uno scartafàccio celato scrupolosamente nel sno abito. In quel momento ci tornò a memoria quel sublime duetto della Luisa Miller....
    m..........
    «Un pan chiedendo agli uomini « Andrem di porta in porta. »
    Ci perviene la seguente lettera che di buon grado pubblichiamo:
    Roma 18 settembre 1876.
    On. sig. Presidente
    Il Comitato della Sinistra nelP intento di rendere uniforme e quindi più proficuo il lavoro che nell' interesse del partito si va facendo dalle associazioni create dai suoi amici delle varie provincie del regno, ha stabilito di convocarne i delegati in generale adunanza, onde discutere dei modi più adatti a raggiunger lo scopo e costituire un Comitato Centrale, che diriga e sorvegli f opera comune.
    La S. V. è quindi pregata a voler disporre, perchè codesta associazione sia rappresentata in detta adunanza, che avrà luogo in Roma il 28 del corrente mese, alle ore 3 pom,, in una sala di Montecitorio.
    Crispi - Cocconi - Maurigi Bernini - Amadei
    Corriere agricolo
    Coltivazione del frumento e del rito nel medesimo anno e nel medesimo terreno.
    (Continuazione e fine, vedi N. 75".)
    Dallo specchio qui sopra descritto si vede un enorme ricavo netto di L. 56, 60 per 600 metri quadrati di terreno corrispondente a L. 848, 56 dì ricavo netto ogni eltara di terreno, non calcolando la paglia e stuppia del frumento e del riso che si mettono per spese d' acqua e di concime.
    rie successiva di erbe palustri, non chediin^ di vermi, di animali infusorii che muoiono e iei)' dono a scomporsi, cominciano losto ad larsi in ogni parte della superficie, sonuners» i nocivi efluvii umido-metifici. Questi g,{fj, si sospendono nell' aria rendendola insalobr»1 e perciò cagione di moltissime febbri inter.! mittenti ed altre moltissime malattie. 1
    Con il sopracitato sistema di coltivazione invece, essendo solamente, massime a primavera, sommerso i 2,3 meno di terreno, quindi anche i mefitici miasmi si svilupperebbero almeno di 2(3 di meno, e per conseguenza mi-nor numero di malattie.
    Per ultimo adattando questo sistema, non solo sarebbe un avvantaggio per il coltivatore medesimo; ma sarebbe anche di un gran beneficio per lo Stato, poiché quanlo più sono i mezzi di sussistenza che si possono avere e perciò consumare, tanto più anche la popolazione diventa robusta e numerosa, e da ciò è agevole vedere un gran miglioramento nella società intera.
    Desidera vivamente lo scrivente che sia messo in pratica, quanto prima, un sistema di coltivazione, il quale potrà far ricchi molti proprietarii e per conseguenza anche la nazione,
    Mozzati Ercole Maestro Normale dì Grado Superiore
    Piccolo Corriere
    Indovinate mò ohe ho letto in questi giorni' Le commedi» di Shakspeàre nientedimeno, ed ho piena la testa di quell'altissime sentenze.! Egli dice in un luogo: The bett fcotir toni the effe et of light, tcil be towards e-vening. Iodico per contrario, che l' ora più bella è queUa in coi l' astro maggiori della natura cede alla casta diva della notte V imperio de' cieli ! E questa nostra città, di tetro deserto di* appare durante il giorno, magicamente si trasforma io sulla sera. Ora poiché le Ninfe, ancora rugiadose de' cernii flutti dell*adriatico, sì restituiscono tra noi, vedi un effetto nuovo davvero Quanti leggiadri vìsìni tornano ad inspirare amore e poesia mostrandosi inaspettati ed al suono di scolte melodie onde echeggia questa nostra piazzuola, cangiata, direi quasi. " sala per la graziosa illuminazione !/
    E giovedì a sera quanto ben di DioI V' era attratto dal'4 polka col cri-eri? Non ne voglio saper io la ragione: bramo solamente d'ammirare il bello, eh" inspira in un gtoviw cuòre i più nobili sentimenti, cbè I' elettrizza come uaa co?-