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NOSTRI CORRISPONDENZE
Alessa 24 settembre 1876.
L' on. Silvio Spaventa di Bomba disceso dall' aureo seggio ministeriale si aggira come un comune cittadino fra le case ed i tugurii ùel nostro collegio elettorale cercando, di scongiurare la tempesta che gli si addensa sul capo, e placar le ire de1 suoi implacabili elettori, Ed io pensava alla sua perduta albagia ministeriale, ripetendo i versi del LamarUno; Àinsi loùt change ainsi tout passe, da Roma a Bomba, dal palazzo al'tugurio, dal treno speciale al povero asinelio, allorché mi è capitato sol V occhi il Piccolo del 23 ed il suo articolo sugli asini che si fregano le costole. Leggendolo ho riflplluto Gorne una delle prerogative dell' orecchiuto animale sia la testardaggine, e come esso resti impassi'b le anche alle bastonate quando tiene la sua idea fissa. Ora ll idea fissa del Piccolo pare che sia proprio quella di far credere che questo on. sindaco vietando il suono della banda musicale air arrivo dell' on. Spaventa ci abbia defraudato, dalla soddisfazione di un, ingresso, trionfale.
Le. cose però non stanno come finge di credere il Piccolo, ed io che posso saperne un tantino più di lui, approlitlo del vostro accreditaci giornale per dirgli che f on. Spaventa deve, essere grato in eterno a chi proibendo il su,0,no della banda gli risparmiò ben altra musica che !' attendeva, e che sarebbe scoppiata.come un uragano, se si fossero permesse le provocazioni de' pochi suoi compari, parenti e dipendenti. Costoro toccando con mano ogni giorno, dijppiù che qui siamo lutti stanchi della consorteria e dei consorti, e che per pruova lasceremo su ir urna il nome del loro patrono., non sanno più a qual santo raccomandarsi e metterebbero fuoco ai quattro angoli del mondo per nojii vedere in pericolo i loro impieghi male, acquistali, e la tittizia influenza di che si pavoneggiavano sinora.
ì)ile al Piccolo che l). Silvio dovrà solo a sè stesso il fiasco che gli si prepara da quelli che. meno egli crede. Non >e ne poteva proprio ¦più con lo stravaganti prepotenze dei suoi pro-
Dei resto il Fanfulla che buffoneggia sempre farebbe meglio riservare i suoi sali per gli uomini del suo partito, i quali (ne parleremo a miglior tempo) risicano di fare un bel capitombolo nelle prossime elezioni.
Io non vi verrò a narrare per filo e per segno 1' incidente dell' arrivo dell' on. Spaventa. Da parte nostra si fu calmi e temperati; ci limitammo ad affiggere per i luoghi pubblici un evviva al ministero ! Ma quella mo-deraz one non garbò ai nostri avversari, i quali si permisero di strappare alcuni cartelli affissi e portanti il eletto motto. Di fronte a tale provocazione, non è a dire come tutto il paese si commuovesse, e fu allora che intervenne il sindaco per il mantenimento dell' ordine pubblico. L' ordine infatti con fu turbalo, e si ò per questo che i consorti ne restarono scornati. Che bella cosa non sarebbe stato, se si fosse potuto telegrafare ai cento giornali"della opposizione che il partito ministeriale, a capo di cui sta il nostro egregio sindaco, fosse stato cagione di disordini? Ciò non poterono fare; a noi bastò che 1'on. Spaventa entrasse neU l'antico suo collegio elettorale, ove, a detta di lui ha messo radici, in mezzo al più perfetto silenzio, che fu la più meritata lezione per il pontefice massimo della consorteria.
Nel suo giro elettorale egli avrà ben inleso che non gode le simpatie del suo collegio; un egregio nostro f.mico, a cui egli con poca accortezza s' era rivolto per esser ricevuto in casa nei giorni di sua dimora in Atessa, gii tè conoscere con belli modi che meglio sarebbe stato se si fosse rivolto ad altri. Che più? So ben io che più d' uno dei suoi sostenitori nelle passale eiezioni gli ha protestato sul muso e con parole vivissime che il proprio voto non lo. darebbe mai all'ex ministro dei lavori pubblici. Non meno fredda accoglienza I' on Spaventa si ebbe negli altri paesi del collegio e-lollorale, non ostante le tenerezze in cui si espande f uomo che trattava per vii plebe chi non pensa sulla falsariga della convenziono di Basilea. Si vede con 1' acqua alla gola 1' on. Spaventa; tant' è vero che già cerca un altro, collegio, che forse, secondo mie. informazioni
vere da noi promotori, il che avrebbe rooseo le giuste suscettibilità degli altri non presenti, si ò pensato di farlo sottoscrivere da tapi i deputati abruzzesi appartenenti alla vecchia opposizione parlamentare, e per tal fin*, in nome del deputato Cannella, si è spedito copia del programma a lutti i ,cennati deputati con invito di aderire a far mettere i loro nomi a piè del programma slesso, che, stampato verrebbe spedito a tutti i più cogniti patrioti dei tre abruzzi. Appena si sarà avuto un convenevole numero di adesioni al programma si fisserà una riunione a Popoli (abbiamo pensato Popoli come luogo centrale ed essendosi tenuto il meeting a Pescara, ora sarebbe la volta di Aquila, ed una terza' riunione si farebbe nella provincia di Teramo) dove 9i discuterà
10 statuto, e l'associazione comincerà il suo lavoro con le prossime elezioni,
In riguardo alla scelta dei soci si è pen^ salo di guardare meno al numero, e più alla qualilà.
Appena stampato il programma, vi saranno spedile delle copie, ed io non dubito che ve ne occuperete, tanto più che ciò che abbiamo fatto mi sembra sia perfettamente ciò che voi pensavate.
lo mi auguro assai bene da questo risveglio dei patrioti abruzzesi così per infondere maggior fede nelle masse onde si coucorra compatti all' urna, come per vedere affermalo
11 concetto della nostra esistenza almeno, e far sentire i nostri bisogni e le nostre aspirazioni per mezzo dei nostri eletti!
LETTERE FRENTANE Lanciano, 24 settembre 1876.
Ora che tutti parlano delle prossime elezioni generali, è quasi impossibile tacere, ed ancor io, dopo un lungo silenzio, lungo forse anco di soverchio, riprendo la penna, 0ul le candidature sbucciano già in copia, ma ogS1 non saprei dire, se attecchiranno tutte everranno sa rigogliose e promettitrici di hue»> IVulH I sB n e----iiÉl
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nelle passate elezioni gli ha protestalo sui muso, e ,con parole vivissime che il proprio voto non, to. darebbe mai all'ex ministra dei lavori pubblici. Non meno fredda accoglienza P ojn Spaventa si ebbe negli altri paesi del collegio; e-, lottorale, non ostante le tenerezze in cui si espande V uomo che trattava per vii plebe chi non pensa sulla falsariga della convenzione di Basilea. Si vede con l' acqua alla gola I1 on.* Spaventa; tant1 è vero Che già cerca 1$. altra ! Collegio, che forse, secondo mie. informazioni potrebbe essere quello di Vasto dietro rinuncia, dell' on. Castelli.
Del resto, noi lavoreremo con, tutta lena perchè A tessa dia 1' ostracismo a Silvio Spa-. venta. Qli sguardi, di tutta Italia sono, rivolti Del nostro collegio, ove si combatterà una guerra ad oltranza tra due prinoipì ed ove si spiegheranno du?, bandiere. Gli elettori liberali di Atessa avranno un grave compito innanzi a sè e con tutta probabilità la vittoria sarà nostra.
Non vi devo tacere la buona impressione che fece quel brano di lettera di un elettore di Atessa, oggi convertito ai principi del ministero, disinistra. Le parole lealissime di quel-1' elettore ex consorte, mentre indicano che la consorteria co' suoi errori, con le sue imperdonabili prepotenze' e col suo esclusivismo ha finito ad allontanare gli onesti dal suo grembo,, confermano altresì le mje previsioni sulla sconfitta dell' éx m nistro nel nostro collegio. Il regno dei Bertini è finito, come pure declina il dominio degli ex manutengoli di briganti,, sui quali la destra, che li ha salvati dalle mani della Giustizia, trovò sino a ieri il più valido appoggio. Il vostro prefetto Millo, che fu sot^-to-prefelto di Vasto, deve pur sapere qualche
cosa di certi... manutengoli ! . . .
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Aquila degli Abruzzi 23 settembre 1876
consorte ria e dei consorti, e che per pruova lasceremo, sul!' urna il nome del loro patrono., non sanno più a qual safìto raccomandarsi e metterebbero fuo,co ai qualtrjp angoli del mondo jj.er nofu vedere in pericolo , loro impieghi; luale, acquistati, e la fittizia influenza di che 91 pavoneggiavano sinora.
Dite al Piccolo che D. Silvio dovrà solo a gè stesso il fiasco, che gli si prepara da quelli «he. meno egli crede. No.n >e ne poteva proprio,] più con le stravaganti prepotenze dei suoi protetti.;. ormai costoro, si avvisavano di trattarci come schiavi; ina, vivaddio, la pazienza vien meno, e, tra un mese speriamo dargli una tale risposta che gli (arà desiderare di non esser nato in Abruzzo. A bel vecler ci manca poco.
$;taremo^ à guardare nel frattempo cosa sapranno faqe questi signori e se riusciranno le manovre negli altri collegi elèttorali di Gessopalena e di Vasto, i cui deputali Bel-trando Spaventa, e Castelli si ritirano riverenti innanzi al Padiscià; de11a consorteria che si degnerebbe presentarsi qandidato anche in quei du,e collegi Ma perchè dunque non avere un popo più di coraggio e presentarsi anche negli altri quattro collegi della Provincia? Petite et accipielis, pulsate et aperietur vobis, ed a qucst' ora ha già, bussato a Lanciano ed a Chieti. Un altro passo dunque e non privi del favore, della. sua peregrinazione Ortona e San Valentino.
In, quanto ad Atessa senta un mio consiglio P onf Spaventa e glie lo dica il suo compare Rocchilto. del Picco io. Non si metta più in testa di ritentare, il- trionfo tornando qui. Non garantirai che non fosse accolto con quella musica che la, delicatezza, del nostro egregio
sindaco gli ha questa vòlta risparmiata. # *
IJn aKro^ amico ci scrive
Atessa, settembre 1875
Avete «dito il baccano che menano ì consorti per il grande sì, ma infelice Spaventa? 11 Fanfulla ha voluto farne pure una rappresentazione scenica: e, bene sta, perchè nel nostro caso il protagonista della comedia non è certo T on. Bresciamòrra, non è il sindaco di Atessa sig Vincenzo Spaventa, ma % ex ministro dei lavori pubblici on. Spaventa Silvio, il quale fece la figura dei pifferi di; montagna, !
Conforme rimanemmo,intesi, non manco di mettervi a conoscenza di cjò, che facemmo in questa nobile città.
La proposta di costituire un associazione progressista, di', indole e di fisonomia tutta a-bruzzese, trovò il favore di lutti e, per recare in alto questo divisàmento, si fece un programma .onde raccogliere le prime adesioni. Ad esclusivo fino dj dare maggior peso ed efficacia al programma, invece di farlo sottoscri- ,
Lanciano. 24 settembre
Ora che tulli parlano, delle prossime ,fj zio ni generali, è quasi impossibile tacere, ù ancor io, dopo un lungo silenzio, tango f§, se anco di soverchio, riprendo la penna. Q j le candidature sbucciano già in copia, ma oggj non saprei dire, se attecchiranno tutte e ver, ranno su rigogliose e promeltitrici di buoni fruiti. I nomi del de Crecchio, del Maranca Antinori, del colossale sig. Fbrindo Virgili,di Silvio Spaventa, g di qualche altro ancora,^ non toglierò certamente io dalla tranquillaq^ scurità in cui giace, girano per le bocche di lutti, ma cia quanto io so, il campo sarà prò. labilmente tenuto dai soli primi tre, non pre-sentandosi candidali gli altri. -
Qui-, se si,combattesse, non per un dispetto ed una antipatia personale, ma per principio; qui, se gli uomini d i convinzionenon si contassero sulla punta delle dita, i candidati non dovrebbero essere che il Maranca Antinori, di destra, ed il Virgili, di sinistra: il de-Crecchio dovrebb' essere lasciato sul lastrico a studiare nei prismi la varietà dei colori. Ma di prtnci-pii e di fede politica qui da noi non è da parlare !*"
Con elementi tali, incerti", vacillanti perle opinioni che noi) hanno, c' è nulla, proprio nulli da prevedere; e solo francamente qui si spera, che in luogo del Maranca Antinori, al quale, quantunque non sia del nostro partito, debbasi dar la lode di essere uomo tutto di un pezzo e tutto di un colore, o in luogo del Virgili che, quantunque uomo nuovo, si schieFa in pieno giorno, dalla parte del Ministero- attuale, non risulti, il. de Crecchio.
Questi frattanto gira perla città; ed isoliti maligni dicono aspetti, che S..Apollonia,la quale secondo ì buoni cattolici è padrona del mal di denti, gli presenti, siccome nel 1874, la occasione di cavare ancora un altro dente a Monsignor Petrarca. Da siffatta cruenta operazione egli si aspetterebbe anche questa volta 1' appoggio del clero, che in verità non sarebbe poca cosa per lui, se oggidì molti dei suoi vecchi amici e protettori non gli avessero voltato le spalle.
Di questo argomento delle elezioni c'è sempre, da dire, ed io non mancherò di parlarne
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