CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    sia -
    In questi giorni ci prese il diletto di esaminare la raccolta delle leggi finanziarie, desiderosi di constatare quanto T imposta sulla ricchezza mobile ci abbia avvicinati al sistema preconizzato; del risultato però lasciamo giudici i lettori a cui sottoponiamo una parte delle imposte e tasse ora in corso:
    4. Imposta sui terreni. 2. Imposta sui fabbricati. 3. Imposta sulla ricchezza mobile. 4. Tassa sul macinato. 5. Tassa di registro sugli atti civili e sulle successioni. 6. Tassa del bollo. 7. Dazio consumo del vino, liquori, farine, carni, ecc. 8 Tassa sui corpi morali, detta di mano morta. 9. Tassa sulle operazioni di associazione sui capitali delle società. 10. Tassa sulle iscrizioni ipotecarie. 11, Tassa sulla licenza da caccia e porto d' armi. 12. Tasse sanitarie marittime. 13. Dritti e tasse marittime. 14. Tassa sui pesi e sulle misure. 15. Tassa sulle concessioni delle miniere. 15. Tassa per le camere di commercio ed arti. 17. Tassa sulle carte da giuoco. 18. Dazii doganali. 19. Tassa sulle vincite al lotto. 20. Tassa sugli attestati di privativa industriale. 21. Privativa, sale, tabacchi e polvere. 22. Tassa per V istituzione o cambiamento di mercati e fiere. 23. Tassa sui cani. 24. Tassa sui passaporti. 25. Tasse scolastiche. 26. Tassa sulle vetture. 27. Tassa sui domestici. 28. Tasse sui biglietti per le ferrovie, piroscafi, e pei trasporti a G. V. 29. Tassa sui teatri. 30. Tassa sulle., concessioni an ministrative ed atti amministra1 ivi. 31. ì as a sui marchi e segni distintivi di fabbrica. ^2. Aumento del ventesimo a titolo di sovrimposta di guerra. 33. Centesimi addizionali, ossia sovrimposte provinciali e comunali. 34, Dritto di peso pubblico, di misura pubblica, stade-ratico e plateatico. 35. Tassa di focatico. 36. Tasse sanitarie e di visita. 37. TasSa
    sero di lottar» contro il Governo, che rappresentano. Sappiamo bene che essi credono lermamente alla precarietà del ministero di sinistra. La loro illusione è completa; imperocché non v' ha Cosa più certa di quas a che, non oatan:e la lotta a coltello che la consorteria gli muove, il ministero avrà una grande maggioranza.
    E quando il ministero si sarà fondalo in più solide basi, non avrà tutto il diritto di liberarai da coloro che, invece di favorire il Governo da cui sono pagati, servono una setta sciagurata, da. cui il paese fu estenuato e corrotto?
    Ecco seni' altro la lettera, alla quale abbiamo accennato:
    Roma, 25 settembre Pregiatissimo signor Direttore
    Da una. corrispondenza di Atessa al Corriere Abruzzese, inserita nel suo pregevole giornale di oggi, leggo con mia somma sorpresa che sono accusato di essermi unito agli onorevoli Spaventa ed Auriti, per mettere sossopra i collegi di Alessa e Gesso Palena.
    Negando il fatlo, mi preme innanzi tutto dichiarare che sono pienamente di accòrdo con l'autore della citata corrispondenza in c ò che egli dice sulla sconvenienza che alti impiegati si mettano apertamente in lotta col Governo, mettendo a servizio degli avversari del ministero, la influenza che ben deriva dagli alti posti che occupano. E qui intondo naturalmente accennare a quegli impieghi che, come accade dei diplomatici, sono incompatibili colla accettazione del mandato legislativo.
    E ritengo che sarà gran ventura la nostra, se anche in Italia, a somiglianza di quel che praticano altri Stati più di noi provetti nella vita parlamentare, e sopratulto l'Inghilterra, gli agenti diplomatici del Governo vengano considerati come del tulio estranei alle lotte politiche interne, e per conseguenza mutino a seconda dello avvicendarsi dei parliti al potere.
    Egli è quindi loro stretto obbligo, qualunque possa essere la loro opinione individuale, di non prender parte alla politica mi iiante, e mollo meno poi di frammischiarsi nelle agitazioni elettorali. Nè ho bisogno di aggiungere che nelle prese ' i congiunture io intendo conformarmi strettamente a ciò che reputo esser
    del Tordino; però i ladri s' erano già dati afe fuga e riuscì inutile ogni ricerca.
    Noi avvezzi a dir bene del bene malesi male, non sappiamo dispensarci dal tributare, meritati encoinii a questo solerte brigadiere
    ed ai suoi bravi dipendenti.
    # #
    Alri*26 settembre 1876
    Sciogliendo la promessa fatta ai numerosi lettori del Corriere, permettete che v'intrattenga alcun poco sulle cose del vicino comune di Mulignano.
    Come vi feci presentire coli' ultima mia, avv orso all' elezioni del 23 luglio, non fu mancato di produrre ricorso al Consiglio corno-naie, che nella tornala del 12 volgente, a maggioranza di voti 5 sopra i (salvo V astensione de' sig. Giovannetti Floridauro e Giuseppe,Assegna Vincenzo, e Misticoni Nicola) rigettò il ricorso e cnvalidò le operazioni. Se non che annullala quella deliberazione per vizio di forma, ed invitalo nuovamente il Consiglio a provvedere sulla bisogna, a maggioranza di voli 7 sopra 6, fu nell' odierna adunanza accolto il reclamo ed annullate I' elezioni.! Non entrerò nel merito di questa risoluzione, non volendo preoccupare il giudizio dell' on. Deputazione provinciale, a cui verrà probabilmente prodotto gravame in appello. Ciò che posso attestarvi senza tema di errare, è che questa misura ha prodotto buona impressione nel paese, che vedrebbe assai di mala voglia certuni in Consiglio.
    Noi non facciamo questioni politiche, nè questioni amministrative: non si tratta che di pubblica moralità e su questo terreno noi possiamo transigere in guisa alcuna. Speriamo che tulli gli onesti ci sosterranno in questa lolla, e molto confidiamo sull' autorità del vostro giornale, che può opportunamente aprir» gli occhi alle autorità.
    E giacché siamo in carreggiata, lascia** che sebbene tardi, anch'io sollevi la voce pf difendere il sindaco Floridauro Giovanuetli accuse del De Simone; tanlo più, che o*" stessa odierna adunanza ebbero da lui un '
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    G. V. 29. Tassa sui teatri. 30. Tassa sulle, concessioni an ministrative ed atti amministra1 ivi. 31. ìas.a sui marchi e segni distintivi di fabbrica. ^2. Aumento del ventesimo a titolo di sovrimposta di guerra. 33. Centesimi addizionali, ossia sovrimposte provinciali e cómunali. 34. Dritto di peso pubblico, di misura pubblica, stade-ratico e plateatico. 35. Tassa di focatico. 36. Tasse sanitarie e di visita. 37. Tassa sullo stipendio degl' impiegati. 28. Tassa di fabbricazione. 39. Dazio di trasporto degli estinti dall' estero all' interno. 40. Corso forzóso, eec., ecc.
    Son queste le promesse, è quésta la triste eredità lasciataci dalla boria e dall'insipienza del governo consortesco, che inoltre poco mancò cho non trascinasse la nazione al triste spettacolo di dichiarare bancarotta.
    Noi impertanto ci auguriamo che il nuovo Ministero e la nuova Camera sapranno a tempo debito riparare con leggi aoconce, alle ingiustizie del passato, alle disuguaglianze troppo forti del presente, ed ai pericoli dell' avvenire.
    GL' IMPIEGATI
    Riportiamo qui appresso la lettera che il conte Barbolani inviato straordinario ed ex ministro plenipotenziario a Pietroburgo, ba diretto al Diritto ed al Bersagliere in risposta ad una corrispondenza da A/e-sa pubblicata nel nostro giornale. La riportiamo non scio per debito d' imparziali là qualunque siano le rettificazioni fatte dal conte Barbolani, ma altresì per ciò che questi dice riguardo all' ingerenza degli alti iinpie gati nelle cose elettorali per combattere il ministero.
    Veramente non sappiamo se egli abbia pen»a'o sempre in un modo. Dal momento che 1' Opinione di questi giorni e tati' i suol amici, che ratificarono col votò o col silenzio le male arti del Cantelli e del Gerra, fanno oggi i puritani, il sig. Barbolani non si meravigli se ignoriamo il suo pensiero e la sua condotta allorché tra Ita vasi di far trionfare il partito del suo amico d'infanzia on'. Spaventa.
    Noi facciamo tesoro delle prole He del coni e Barbolani, che, a parie le sueopinioni politiche, è sempre un abile diplomatico e distinto cittadino. Ma avremmo voluto che egli abruzzese ave«e tenuto lo stesso linguaggio, quando il Berlini ed U Macrafevri co rompevano le urne e violavano la libarla dei cittadini. E vorremmo pure che certi impiegati di grado inferiore riflettessero allo parole del conte Barbolani e 6mettcs-
    consiilerati come del tulio estranei alle lolle politiche interne, e per conseguenza mutino a seconda dello avvicendarsi dei parliti al potere.
    Egli è quindi loro stretto obbligo, qualunque possa essere la loro opinione indivlduale, di non prender parte alla polilica mi i ante, e mollo meno poi di frammischiarsi nelle agitazioni eleltorali. Nè ho bisogno di aggiungere «he nelle prese i congiunture io intendo conformarmi slntlumente a ciò che reputo esser mio dovere.
    1 fatti del resto parleranno meglio che tutte le possibili dichiarazioni.
    Io non nego d' altronde di aver veduto per pochi minuti T onorevole Spaventa, allorché egli traversò il mandamento di Palena, ove io allora mi trovava, per ridursi ad Atessa; ma, amico sin dalla infazia dell1 onorevole deputato, non avrei mai credulo che il vederlo potesse essermi apposto a colpa, e non avrei neppur sognato che un convegno di pura cortesia potesse essere trasformato in conciliabolo politico.
    Le sarei grato, sig. Direttore, se volesse dar posto a questa mia lederà nel suo reputato periodico4 mentre la prego di accogliere le proteste della mia più sincera osservanza.
    Suo devotissimo Barbolani
    ECHI DELLA PROVINCIA
    Notaresco 28 Settembre 76
    11 giorno 22 andante mese in un comunello del circondario di Larino, provincia di Campobasso si perpetrava un furto di sei buoi a danno di Rispoli Ottaviano il quale con varii suòi coloni si mise n giro per rintracciare gli animali e gli autori del furto. La sera del 25 corrente un incaricato del Rispoli dei unciò al comandante di quesla stazione dei Reali Carabinieri che i ladri conducondo i buoi derubati erano passali in questo comune prendendo la via del (lume Tordino.
    Il solerle brigadiere con altri due carabinieri si mise tosto sulle tracce dei delinquenti e dopo aver perquisito durànle la notte varii siti sospetti, in sul far del g orno gli riuscì di scovrire che i buoi si trovavano nell' interno del bosco del sig. Savini sulla sinistra sponda
    ai puDDiica morama e su questo terreno iT possiamo transigere in guisa alcuna. Sperj80!, che tulli gli onesti ci sosterranno in q eJ0 lolla, e molto confidiamo s'uII' autorità del v stro giornale, che può opportunamente gli occhi alle autorità. 1
    E giacché siamo in carreggiata, lasciai che sebbene tardi, anch'io sollevi lavoceJ difendere il sindaco Floridauro Giovannettidalle accuse del De Simone; tanto più, che nella I stessa odierna adunanza ebbero da lui un'e, ; splicita conferma, forse per preoccupare fi giudizio de' poteri competenti.
    Sette sono i capi di accusa sollevati dal De Simone:
    1. Assoluta mancanza di opere pubbliche" !
    2. Frequenza di commissari^
    3. Chiusura de' spacci pubblici;
    4. Mancato pagamento agi' impiegali comunali, da oltre dieci mesi;
    5. Completa fallenza della Cassa delle fi-pere pie;
    6. Ritenuta di somme appartenenti alle stesse;
    7. Prescrizione di titoli delle medesime a ! del comune.
    Brevemente osservo sul primo, che l'acévu è destituita di ogni fondamento, perchè sotto il sindacato del sig. Floridauro Giovannetti vennero eseguite la strada da Mulignano alla Stazione, erogando circa lire 1200; ampliata e modificata poi ne' prossimi passati anui; quella da Mutignaao ad Atri non ancora finita.
    Non nego la frequenza de'commissari; ma non ammetto che se ne riversi tutto il carico sul Sindaco, quando invece la massima colpa appartiene, o appartenne ai segrelarii comunali. Olire a ciò, quei commissarii furono oi-. dinati per adempiere, a mancate formalità, e non mai per molivi gravi, che toccassero l'onore del Sindaco.
    La terza accusa non è in massima parte che una graziosa invenzione: solo lo spaccio di generi di privativa rimase chiuso per pochi mesi sullo scorcio del 1875. Or potrà di questo incolparsi ili? amministrazione, che certo non tardò a farlo riaprire? c
    Non può che dirsi il somigliante sul     E' materia di fatti, che si può in ogni momento costatare: i mandati spediti e pagati so® là, presso il cassiere comunale.
    Veniamo alla cassa delle Opere pie.