CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
     Pagina (349/470)
    Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice
     Pagina
     Testo della Pagina (OCR)     






     Pagina (349/470)
    Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice
     Immagine della Pagina

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


[Home Page]


Testo OCR meta' superiore della pagina

    Anno II*
    Merooledl Ottobre 187C
    IV. 80
    prezzi d' abbonamento
    Anno . . Semestre . Trimestre. In mese .
    Per I' Estero aumento delle spese postali.
    Un numero separato costa c^nL Ili,
    POLITICO-LETTERARIO
    Esce il Mercoledì e il Saba,tQ IN TERAMO
    La Direzione ed> Amministrazione sono provvisoriamente presso la Tipografia
    del giornate Inserzione avvici commerciali in I pag. Coni, 10 per linea o spazio di linea di colonna, in $a 15. Inserzione di comunicali od altro, i prezzi sono d.a convenirsi. - Per più inserzioni si fa uno sconto - Le lettere affrancai e e vaglia postali debbono essere>, diretti all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo.
    Non si restituiscono i manoscritti.
    COSE D ORIENTE
    Togliamo dal Diritto la seguente nota evidentemente ti Hi ci o.sa sulla guerra turco-serba:
    La questione orientale sembra giunta, in questi giorni, ad una crisi decisiva.
    L'opera conciliatrice delle potenze è stata contrastata dalla Sublime Porta, la quale negò di concedere un armistizio regolare, e consentì solamente a che si protraesse, fino, al 2 di ottobre, la sospensione d'armi che sarebbe spirata col 25 settembre-.
    F due principati di Serbia e di Montenegro non hanno, voluto accettare, dal canto loro, la proroga, dichiarando che solo uji armistizio in debita, forma avrebbe potuto corrispondere alle esigenze della situazione. Le ostilità ricominciarono puramente e semplicemente, tostochè fu scaduto il termine duella prima sospensione. Nè vuplsi ravvisare-, nei fatti d' armi segnalatici dal telegrafo, una violazione di tregua* secondo eh è essi furono definiti dai aì rrtcfant.inonali.
    comune ai lavori elettorali e confortare d' appoggiò i comitati locaci.
    Di fronte al lavorìo continuo incessante della Destra, di un partito cioè che ha tenuto il governo per 16 anni, ed a cui patran mancare certe supreme qualità politiche, ma non mai un organamento forte e ricco di svariate risorse^ nessuno v' ha che non veda la necessità di muoverci anche noi, di raccoglierci, di unirci d' intenderci per avvisare ai mpzzi di rendere più facile e più completala vittoria. N.on ci culliamo in rosee speranze, nè facciamo troppo a fidanza di quell' aura di popolarità che ci spira intorno. L'astuzia dei nostri nemici è grande; i mezzi di corruzione sono a loro noti da un pezzo; nella lotta sono avvezzi più di noi e. perciò sono più formidabili. E' indispensabile dunque che il nostra partito si prepari per tempo, si organizzi ek proceda con unità, di intenti' e di condotta. Quando fra i diversi comitati delle varie città d'Italia mancasse un accordo prestabilito, il lavoro riuscirebbe incompleto ed anche ineffica-.
    
    Diamoci dunque attqrno; muoviamoci, operia^roo, e deponiamo, pria d' ogni altro, ogni ira personale^ ogni rancore tra provincia e provincia,, tra città e città. Guai a noi se il nemico ci trovasse divisi !" ... Le battaglie elettorali &ono simili a quelle che si combattono, tra rivi di sangue. L' unità di concetto e di azione porta immancabilmente nella via della buona riuscita. Siamo concordi dunque, non perdiamo mai di vista le mosse degli avversari e cerchiamo di snidarli ovunque si trovino, di romperli ovunque si raccolgano.
    E' così, che» noi intendiamo la lotta vera % leale; è. così cho noi affileremo le armi. Se i nostri amici cij seguono, la nostra vittoria è sicura.
    Le discussioni del giorno
    Allo scopo di procurare che la questione politica si risollevi nelle regioni più serene dei principi, pubblichiamo la seguente corrispondenza scambiatasi tra i signori Gaetano Valentini e Troiano Del-
    aIiq f 1 o efato /-» r\ m Iinirt» fn. _
Testo OCR meta' inferiore della pagina

    hhwoiuir:. Udini tei neuu linciarono puramente e semplicemente, tostochè fu scaduto il termine della prima sospensione. Nè vuoisi ravvisare^ nei fatti d' armi segnalatici dal telegrafo, una violazione di tregua, secondochè essi furono, definiti dai dispacci di Costantinopoli.
    L'azione della diplomazia (e; 1'Italia vi ha parte notevole) converga ora ad ottenere che la Sublime Porta appetti le, proposte britanniche : armistizio formale e senza prefissione di durata,> statii quo ante belhm pei due Principati; autonomia amministrativa per la Bosnia, 1' Erzegovina e la Bulgaria. Oggi 1 ottobre, doveva riunirsi a Costantinopoli il Gran Consiglio, dal quale sarà pigliata una, deliberazione. Temesi che la Sublime Porta persistendo in un atteggiamento del quale indarno, finora, le furono additati i pericoli, voglia, anziché aderire ajle proposte delle potenze, formulane al tre, s icc o m e base d e 11 e f u fu re trattative. Si acconcerebbero, in tal caso, ad una siffatta pretesa tutte le pplenze ? j E1 lecito dubitarne.,
    Malgrado che siano finora unanimi gli sforzi dei vari Gabinetti, e. mirino a)lo stesso obbiettivo, ben si comprende, in, tanta incertezza, che la pubblica opinione nelle sue manifestazioni varie, e segnatar rasente nella depressione del mercato finanziario, si appalesi inquieta e preoccupata delle complicazioni possibili.
    I Comitati elettorali
    Con vera piacere accogliemmo la npr-tizia di una riunione dei rappresentanti dei comitati e delle associazioni progressiste, e la nostra sodisfazione fu maggiore sentendo che P assemblea, in cui venne rappresentata buona parte del gran partito liberale progressista, aveva votato un or-ime del giorno tendente a dare un centro
    VIU wyuu più; 1UI UtIUUUIIl. A-i iu>«ivf,/v"-«~"-
    dunque che il nostro, patito si prepari per tempo, si organizzi e^ proceda con unita di intenti e dj condotta. Quando fra i diversi comitati delle varie città d'Italia mancasse un accqrdo ^ristabilito, il lavoro riuscirebbe incompleto ed anche inefficace. Salutiamo perciò la costituzione in Roma del Comitato centrale che con, la. sua autorità, con la sua influenza, potrà esser larga di consigli e di soccorsi: ai comitati locali.
    Noi speriamo che, dopo, la riunione della sala Dante, non sorgano altri Comi-v tati più q naenp centrali, come aj>biam visto in altre epoche elettorali. Gli elet-, tori perciò stiano in guardia da certi Co-, mitati di Napoli o di altre grandi città, i quali spessissimo intralcianol'opera, prò-, ponendo nomi sconosciuti agli elettori o appoggiando candidati, di cui gli stessi, Comitati ignorano, la moralità, e il colore politico.
    Non crediamo di fare questione di campanile» nè sollevare divisioni regionali;' ma a noi abruzzesi è necessario, per vincere, di mantenersi saldi inr questi prò-, positi, che cioè gli ahru^zi si liberino dalle influenze di Comitati lontani, i quali riescono infine a dividere i voti e rendere.agevole la vittoria, agli avversari;, che si uniscano-. neir intento, comune di soccorrersi a vi-cend i; e che ciascuna provincia sia: au--tonoma nella propria sfera d' azione..
    Tra noi è sorto, dal seno lei partito! progressista, un. Comitato elettorale provinciale;^ P esempio, non tarderà ad essere imitato dalla snella Chieti;.: in Aquila s'è fatta qualche cosa di più* si è iniziato l'organamento di un'associazione progressista ' che rappresenti le tre provincie abruzzesi e le raccolga in un faccio. Felice pensiero che non tarderà a produrre dei benefìci risultati.
    1^17 u^uup^iuin ^ViVRP
    Allo scopo di procurare che la questione politica si risollevi nelle regioni più serene dei principi, pubblichiamo la seguente corrispondenza scambiatasi tra i signori Gaetano Valentini e Troiano Delfico, che ci è stata comunicata:
    Loreto Aprutino 29 settembre 1876
    Cara, Troiano,
    Ti ringrazio, di avermi mandato il Corriere col Iuq, articolo, sulla situazione politica del parse. L' ho> letto-, cqn quel vivo interesse che mi desta ciò qhe è tuo, con quel piacere che fa ad ogni vero; uomo libero la parola di un uomo, che non cominciò al 1860 a balbettare W nome della patria, ma era già tra i suoi esuli quando tanti novellini non la sognavano che per spauracchio..
    Dici; delle verità indiscutibili quando parli dell'indirizzo amministrativo del partilo che non é più la maggioranza parlamentare: è caduto non per errori politici, credo almeno io, ma per aver pensalo che si possa da chi regge gli Stati: mettere lungamente all' indice le piccole quistioni, come le chiamano essi che guardano, le cose dall' altezza oye seggono, ma che sono sempre quelle, le quali-divenule grandi pei grandi interessi che ledono di continuo, determinano^ le crisi.
    Ma dimmi u^ poco? è giusto che per far trionfare un principio^ si gitfino nel fango riputazioni rispettabili; che si chiami Quintino Sella clericale, camorrista Silvio Spaventa, che sente ancora ah piede ìl peso della catena dei Borboni?-E' onesto che a M lano si ripudi T onoralo nome europeo di Cesare Correnti? Che insomma tanto^ d'alia destra che dalla sinistra si facciano sforzi, titanici per ridurre in polvere gli uomini più degni dell' una parte e dell' altra, chè amendue ne hanno moltissimi? E' così che si combatlono lealmente le lotte dei principi? Perchè indurre e ribadire nel paese avido di giustizia da qualunque parte gli venga, la opinione che si tratti del« leviti