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tu, chè ci voglio stare iò? » E prepariamo in tal guisa l1 avvenire? E'sarà esso il nostro, o invece dei più solleciti? L1 Alighieri dorme in Sanlacroce il sonno eterno, ma pesano ancora come un incubo sulle terre d'Italia le sue flpre parole
Ed un Marcel diventa Ogni villan che parteggiando vieno! E pur quanti per lo contrario diventano villani i Marcelli, solo perchè hanno una opinione diversa dalla loro!
Gli agenti ufficiali del partito che lasciò il seggio ben si servirono nelle elezioni dei mezzi che la legge poneva nelle loro mani per fare il bene comune. Fecero come i preti che si servono della religione per muovere a loro piacere le chiavi del cuore delle moltitudini per le cose di questo mondo. Ma fanno diversamente gli uomini di oggi? Dimmelo in buona fede, con la tua lealtà.
Che voi dire questo correre su e giù di I funzionari da Reggio a Susa? Se alcuno per ' corto ingegno non avesse ancora compresa la pena terribile dei dannati di Dante, ora l'intenderà finalmente il gran poeta, '
« La bufera infernal che mai non resta Mena gli spiriti con la sua rapina, Voltando e percotendo li molesta. » Crederò coi più benevoli che vi erano punizioni da infliggere, mortificazioni da dare, gente da mandare a casa. Ma tanti*. Non vedono quel,i che cosi ragionano essere questa un'accusa sanguinosa al paese, il quale sarebbe tanto sventurato da non offrire che prevaricazioni e prevaricatori ?
Facciamo dunque quistioni di principi, discutiamo se il bene del paese si debba fare in questo o in queir altro modo: tutti gli o-nesti possono prender parte a questo areopago della nazione a questo meeting operoso. Ma lasciamo alla feccia il dimenticare onorati sudori, sieno di destra, di sinistra o dei centri quelli che li versarono: lasciamo al fango sociale di sforzarsi a venire a galla col dare dei pugni, dei calci e dei morsi, boxeurs, muli e buldog di nuovo conio, a chi è più leggiero
La colpa di questo sconcio che giustamente deplori, è un poco di tutti, ma, secondo me, essa è maggiore in chi I> ha provocato, e non poche di queste provocazioni si sqno Verificate nei sedici anni che il partito così detto moderato ha tenuto il potere* còme fosse un fedecom-messo nelle sue mani. Quanta poca moderazione, abbiano usato questi moderati verso il partito opposto ognuno lo sa; basta aprire il loro libro nero dove èrano scritti i nomi dei migliori patrioti con le rispettive calunniose biografie, e ricordarsi delle recenti e scandalose persecuzioni contro chi nelle ultime elezioni si era permesso di non pensare come loro. A questo modo di agire ;cosr poco conciliativo si risponde ora, è vero, con eguale violenza, ma è difficile mettere in pratica il precetto evangelico di presentare 1' altra guancia a chi ti ha dato uno schiaffo.
Il movimento preparatorio per le elezioni che tu dici eccessivo, può essere giustificato in parte dal desiderio di riuscire e dalla irregolarità in che stavano le cose elettorali. Ne porterò un esempio: mi si dice che in un paese delle nostre montagne erano iscritti nelle liste circa settanta elettori; ebbene, circa quaranta di questi, quasi tutti preti, non avevano le qualità volute dalla legge e vi erano i-scritti abusivamente.
Del resto auguriamoci bene, e speriamo che la fortuna continui ad essere propizia al nostro paese ad onta degli errori, delle lotte sleali, e di questo insensato accapigliarsi dei partiti.
Sta sano e credimi sempre
Tuo affmo cognato ed amico T. Delfico
firmi a p a A hrn ttasa
que la coscienza degl' Italiani, ed è cagm», grandissima di bene sperare; poiché le ìont cui per avventura saremo ancora appellati, saranno combattute lealmente, e senza equivoci, nè sorprese.
I nostri Abruzzi, per patriottismo, per mente e cuore, non secondi alle provincie sorelle, che Sovente percorsero nella via del martirio politico e delia libertà, non hanno un' Associazione politica.
A questo vuoto, ed a questo bisogno sentito da ogni onesto abruzzese, si ò voluto sodisfare iniziando V Associazione Progressista q-bruzzese.
Essa à per iscopo di unire, associare, la eletta dei cittadini dei tre abruzzi, con l'intento di promuovere il progresso morale, intellettuale e materiale della patria, con tatti i mezzi di cui potrà disporre.
A tale uopo i sottoscritti si rivolgono al noto patriottismo della S. V. perchè voglia portarvi il suo nome, od il suo efficace concorso.
Appena avulo un numero convenevole di adesioni la S. V. verrà invitata ad un'adunanza generale, la quale regolerà il definitivo ordinamento dell' associazione, ne voterà lo Statuto organico, provvedendo al suo avvenire.
Dove la S. V. voglia esserci cortese della sua adesione, è pregata di farla perveuire al seguente indirizzo:
Comitato promotore dell' associazione progressista abruzzese = Aquila
Ci creda pieni di considerazione.
I Promotori
Giuseppe de Riseis - Agostino Baiocco -Diego Àliprandi - Emanuele Lolli - Alfonso Vastarini-Cresi - Giuseppe Andrea Angelone -Fabio Cannella.
Chieti Il consiglio comunale riconferma la vecchia Giunta, composta tutta di persoli che militano nel nostro partito.
A Vasto arrivò I' on. Spaveuta giove"»-L' Eco degli abruzzi scrisse « che pochi ai»11'1 in due carrozze si recarono alla stazione * riceverlo. »
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facciamo dunque quistioni di principi, discutiamo se i! bene del paese si debba fare in questo o in queir altro modo: tutti gli o-nesti possono prender partè a questo areopago della nazione a questo meeting operoso. Ma lasciamo alla feccia il dimenticare onorati sudori, sieno di destra, di sinistra o dei centri quelli che li versarono: lasciamo al fango sociale di sforzarsi a venire a galla col dare dei pugni, dei calci e (Tei morsi, boxeurs. muli e buldog di nuovo conio, a chi è più leggiero di loro.
Tu che hai tanta autorità nel paese, perchè la meritasti con la onorata vita, primo nel sacrificio, ultimo nei banchetti, perchè non scrivi un articolo che faccia seguito al primo riconducendo la calma e la onesta lolla nel campo non di Agramante, ma degli italiani?
A me non lice che ragionare con me privatamente, a sfogo di serie preoccupazioni, per la vera moralità del paese. Mi manca autorità per essere inteso e compreso, io che non feci alcuna cosa per la patria, salvo che amarla platonicamente.
Perdonami la lunga cicalata, te ne prego.
Il tuo affino Cognato Gaetano
Il conte Delfico ha risposto:
Teramo 1. Ottobre 1876 Mio caro Gaetano
Ho Ietto con interesse la tua lettera del 29 scorso settembre nella quale mi esponi le tue vedute sulla presente situazione politica e sul modo che vorresti adottato per la discussione, ossia, che, osservando il rispetto dovuto alle individualità che hanno merito positivo, si parlasse solo di principii. Queste sono belle teorie che nascono spontanee in un animo candido e gentile come il tuo, ma quando vi sono in campo le passioni ed i grossi interessi, per quanto si possa predicare, questo resterà un pio desiderio. Da pertutto succede cosi e maggiormente fra noi che alla poca abitudine alla vita politica uniamo un carattere vulcanico che spinge ben presto alle esagerazioni.
, mo che la fortuna continui ad essere propizia al nostro paese ad onta degli errori, delle lotte sleali, o di questo insensato accapigliarsi dei partiti.
Sta sano e credimi sempre
Tuo affino cognato ed amico T. Delfico
Cronaca Abruzzese
Aquila. È stata diramata pei tre Abruzzi la seguente lettera circolare per costituire un'As-sociazione progressista abruzzese* a cui il Corriere aderisce di buon grado:
Onorevole signore
La rigenerazione politica d' Italia si è compiuta il 20 settembre 1870, con l'acquisto di Roma, e la caduta del potere temporale dei Papi. Ma la essenza, la vita della nazione, non è figura geografica; lo svolgimento di tutte le sue forze morali, intellettuali, economiche, non si effettua con le sole leggi, o con Y opera regolatrice del Governo. La vita, la libertà di una grande nazione, e tale a buon diritto è, e dev' essere la nostra; la potenza, la prosperità, il progresso di un popolo, devono innanzi tutto iniziarsi negli usi di libertà, nella incessante affermazione della coscienza cittadina in tutti gli atti della vita civile.
La libertà è scuola a sè stessa; la storia degli ultimi 16 anni se dall' una parte costrinse alla realtà le più ardite speranze della patria, dall' altra ci ha imparato co' duri ammaestramenti della esperienza, che le sorli d'Italia sono nelle mani degl' italiani, e come quel popolo possa veramente levar la voce contro o-gni maniera di abusi, il quale sappia qual forza vivente concorrere con una funzione cooperativa alla grande missione dello Stalo.
E si è pure veduto come il lamento indi- I vidoale, ed anco 1' opera generosa degl' individui, o passi non ascoltato, o si. risolva in impotenti conati. E però non v' ha che T associazione, la quale possa nella sintesi collct- i leltiva delle giuste aspirazioni, delle severe censure, delle opportune resistenze, olteuere dai poteri costituiti il bene cui si ha dritto, e che si cessino i mali lamentati.
Lo spirilo di associazione risveglia dovun- ,
,VBV ------------ ----
Vastarini-Cresi - Giuseppe Andrea Angelone^ Fabio Cannella.
Chieti Il consiglio comunale riconferma la vecchia Giunta, composta tutta di persone che militano nel nostro partito.
-- A Vasto arrivò 1'on. Spaventa giovedì, L' Eco degli abruzzi scrisse « che pochi amici in due carrozze si recarono alla stazione a riceverlo. »
NOSTRA CORRISPONDENZA
Ortona, 2 ottobre 76 i
Il prefello Bresciamorra ebbe un bel pen- j siero visitando tuli1 i principali comuni della proviucia. Egli devisu potrà costatare la mala amministrazione dei nostri comuni, le irregolarità, le enormezze commesse da tanti sindaci sotto il governo dei moderali, e precisamente sotto il Berlini, - questo despola, che, purché riusciva a vincere nelle urne, trascurava i più sacrosanti suoi doveri. L' on. Bresciamorra é partilo venerdì. La prima sua fermata l'ha falla a Pescara, ove ebbe un' accoglienza festosissima dalla patriolica popolazione. Visitò il Comune, s'informò dello stato dell' amministrazione, ed aicompagnato dai principali del paese andò liei cosidetto bagno e nella carcere della Rampigna, ove deplorò ciò che tulli deplorano, la mancanza di un grande laboratorio per i prigionieri. Che egli ci provveda 1 una sua proposta non potrà mai esser* respinta dall' on. ministro degl' interni.
Ad un' ora pomeridiana arrivò qui, a questo nido dell' on. Cadolini e della consorteria, come pretendono i consorti. I fatti hanno dalo torto a coloro che speravano ad un' accoglienza men che festosa. Non poteva fare un ingresso più trionfale 1' on. Bresciamorra. Alla stazione erano convenute tutte le rappresentanze cittadine, una moltitudine di cittadini, la società operaia, e la banda musicale. Al palazzo municipale volle conoscere i principali cittadini* Ebbe sempre a lato il sindaco, col quale visitò gli edilizi pubblici, le scuole, la Congregazione di carità, interessandosi vivamente delle loro condizioni. Delle feste fattegli dalla popolazio-; ne ortonese che pavesò di bandiere nazionali tutta la città, ringraziò cordialmente il sindaco, a cui diresse cortesi ed affettuose parole. Parli
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