CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    menti che togliendo dall' isolamento, massime le nostre contrade, ne facilitavano ogni progresso civile od economico. Si riaprirono antichi e famosi porli, che rifecero dell' Italia la via più naturale fra I* occidente e I' oriènte? si dischiuse con brevissimo varco la barriera delle Alpi; altri se ne tentarono; si guerreggiarono delle guerre, perchè lo straniero più non calpestasse il sacro suolo d'Italia, ed in mezzo a tante difficoltà si mantennero religiosamente tutti gl'impegni dello Stato, conservandosi incolumi la buona fede ed il nome italiano.
    Ma tutte queste cose che furono condizioni necessarie del nostro risorgimento portarono con loro immensi sacrificii imposti da leggi, le quali se avevan difetti, questi sono stati avvertiti nella pratica loro applicazione, e appena sciolti da preoccupazioni politiche i legislatori istessi si davano a studii, non sempre facili, per evitarli, affine di corrispondere ai giusti lamenti delle popolazioni
    E quando si èrano già risolute tutte le qui-stioni politiche, erasi fissata la Capitale nella sua naturai sede in Roma, erasi raggiunto il tanlo sospirato pareggio dei bilanci, ed era venuto il tempo in cui e Parlamento e Ministero, liberi da più urgenti cure, potevano attuare le riforme dell' ordinamento interno tanto reclamate, la maggioranza del parlilo moderato, si sciolse per una questione economica della massima gravità, che ora del pari si dibatte in tutta l'Europa, quella cioè delle ferrovie nel-l'interesse principalmente della potenza e della difesa nazionale. E il potere passò nelle mani della Sinistra; di quella Sinistra che s' era opposta con ogni sua forza a tuli' i provvedimenti, che ci condussero dove siamo, e misero T ultimo presidente dei Ministeri moderati nella felice condizione di poter affermare che lasciava il paese tranquillo nell' interno, in buone relazioni all' estero ed in prospero stato finanziario.
    Neil' interesse poi di queste contrade v' è molto più da lamentare che l'Amministrazione dello Stato sia cosi radicalmente cambiata. Tra le proposte dei Ministeri che ultimamente han-
    no retta la cosa pubblica v1 era, che axompi-
    comitato esecutivo del suo partito. E partiti legali in un governo costituito non possono esservi che a certe condizioni, cioè che accettino i principii fondamentali dello Stato e che se ne facciano sostenitori e difensori.
    Noi convinti come siamo che la Monarchia Costituzionale nelle attuali forme sia la sola atta a tutelare la nostra indipendenza e libertà, ed a mantenere ed assicurare nel paese quella calma che è indispensabile al benessere universale e alla prosperità individuale, aggiunta la nuova esperienza alle altre già fatte, abbiamo il doloroso convincimento che nel-1' ordine legale non vi siano due partiti in I-lalia, giacché ninno vorrà riconoscere come partilo delle coalizioni che in tempi anormali accidentalmente s' avverano.
    E facciamo voti perche in Italia nasca un partito legale, che possa opporsi a quello che s'intitola dal Conte di Cavour, perchè abbiamo la convinzione che nel sistema costituzionale la coesistenza di due partiti sia valevolissima a svolgere gli ordinamenti interni, e ad assicurare la potenza della Naz one. Ma sino a tanto che questo partito non sorga, vi potranno essere come vi sono ministri, i quali siano convinti di altri principii, ma che non potranno secondo i principii costituzionali stare al potere finché non sarà nato il partito legale che lo sorregga.
    Non vi ha dubbio che sino al 18 marzo, pochi mesi or sono, non vi era alcuna agitazione nelle popolazioni da mettere negli animi il timore che si potessero perdere tutti quei beni che eoa tanta virtù sino ad ora eransi acquistati. Da varii anni si viveva senza sospetti, e ciascuno sperava nel miglioramento della finanza dello Stato, delle Provincie e dei Comuni, ripromettendosi provvedimenti economici che accrescessero la pubblica e privata prosperità..
    Ma alla confidenza e tranquillità del vivere, in questi giorni è subentrata V ansia pel nostro «vveuire e per la preservazione della stessa Monarchia Costituzionale. Ed i sospetti sono ragionevoli allorché si ode propugnare riforme che generalmente non si chieggono dàlie
    L' Associazione Costituzionale, seguendo l'esempio di moltissime altre Provincie e Cittì del Regno adotta lo Statuto dell' Associazioni; di Milano con le modifiche che si crederanno opportune.
    Duca d'Atri Senatore - Comm. G. Devio-cenzi Senatore - Comm. Francesco Sebastiani Deputalo - Conte di Castellana Deputato -Cav. A. Finocchi Deputato - Cav. Carlo Gina Idi Avvocato - Conte Giulio di Conversano - Cav. GTovanni Ciotti - Dionisio Mezu-celli Avvocato - Camillo Mezzoprete - Federico della Cananea Avvocalo - Cav. Emidio Coppa già Deputato - Nicola Palma - Tommaso Patrizi - Barone Andrea Ranalli - Pasquale Ferrajoli S Felice De Michptti Avvocato - Marino Massei - Enrico De Santi - Dottor Tommaso Roscioli - Dottor Rerardo Cav. Trosini - Cav. Giuseppe Cerroni - Filippo Massei - Cav. Gaetano Braga - Alessandro De Carolis - Gian fran cesco Nardi - Domenico Scimitarra - Cav. Giacomo, De Rlasiis - Giovanni Mezucelli - Isacco Monti - Enrico Fla-iani - Melchiorre Michitelli Avvocato - Ferdinando De Fabriliis - Michele Cesii - Cav. Samuele Carulli - Dottor Raffaele Pandolfi -Dottor Pietro Coletta - Pasquale Ranalli - Cav. Giovanni Ranalli - Cav. Pasquale De Martiis - Francesco Acquaviva d' Aragona dei Duca d'Atri - Andrea Acquaviva d'Aragona dei Conti di Castellana - Ciafardone Barone Cav. Gaetano - Dottor Nicola De Marliis  Vincenzo Cermignani - Dottor Carlo D1 Intino - Professore Berardo Urbani - Croce Crucioli -Dottor Camillo Urbani - Cav. Raffaele Professore Quartapelle - Berardo Sbaraglia - Ernesto Urbani - Domenico Urbani - Angelo Urbani - Berardo Urbani - Giuseppe Urbani -Cav. Nicola Mezucelli Architetto - Antonino Moschioni - Vito Campanelli - Cav. Gaspara Sebastiani - Francesco Mancini - Dotlor Nicola Scialletti - Luigi De Innocentiis - Francesco paolo Ranalli Giudice Conciliatore - Socrate De Nicola Farmacista - Fiorangelo Caffi-pel la - Giulio Ranalli Sacerdote - Ippolito Serafini Notaro - Francesco Mazzoni Segretario Comunale - Raffaele Prosperi Parroco - £>y'
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    menti, che ci condussero dove siamo, e misero T ultimo presidente dei MinUteri moderati nella felice condizione di poter affermare che la-sciava il paese tranquillo nel!' interno, in buone relazioni all' estero ed in prospero stato finanziario.
    Neil' interesse poi di queste contrade v* è molto più da lamentare che I' Amministrazione dello Stato sia così radicalmente cambiala. Tra le proposte dei Ministeri che ultimamente hanno retta la cosa pubblica v' era, che a compimento della rete ferrala dorerà, senza ritardo, costruirsi la linea dall' Adriatico a Roma; progetto studiato dal Gadda e dal Devincenzi e presentato dallo Spaventa al Parlamento; la quale ferrovia avrebbe, per non dir altro, accresciuto oltre ogni credere il valore delle private proprietà negli Abruzzi, i quali sarebbero tornati ad essere una regione sub-urbana della Capitale, come già furono ai tempi dell' antica Roma.
    I Deputati di Sinistra della nostra Provincia e degli altri Abruzzi di certo non possono assicurarci che il toro Ministero non ritarderà la costruzione di questa strada, e che non priverà questa ubertosa e vasta regione abruzzese degl' immensi beneficii che può ritrarne, uè possono ass curare del pari che non si proseguirà a differire, come già si è fatto, I' approvazione del progetto di legge presentato dal Sebastiani per la ferrovia Teramo-Giulianova, che aveva incoctrato nella Camera tanto generale favore.
    Ma ben altra gravissima osservazione è a fare e che nasce dalla nostra breve storia dal 60 fin oggi. Ogni qual volta le redini dello Stato caddero in mano della sinistra, le nostre istituzioni, e la nostra indipendenza corsero gravi pericoli; e bastano a comprovarlo le deplorevoli cagioni che misero fine ai due ministeri Rattazzi; non già perchè quel rimpianto uomo di Stato non fosse prudentissimo e devòtissimo alla Monarchia costituzionale ed alla persona del Re, ma perchè coloro che lo sostenevano, professavano principi!, quali furono sempre combattuti dai soguaci della nostra antica politica. 1 ministri, nel governo costituzionale, per necessità debbono essere i rappresentanti di coloro che li mantengono al potere; e gl'Inglesi che ci hanno preceduto e di gran lunga nelle vie della libertà, dicono perciò che un Ministero altro noo sia che il
    spetti, e ciascuno sperava nel miglioramento della finanza dello Stalo, delle Provincie e dei Comuni, ripromettendosi provvedimenti economici che accrescessero la pubblica e privata prosperità*
    Ma alla confidenza e tranquillità del vivere, in questi giorni è subentrala I' ansia pel nostro avvenire e per la preservazione della stessa Monarchia Costituzionale. Ed i sospetti sono ragionevoli allorché si ode propugnare riforme che generalmente non si chieggono dalle popolazioni, cometa necessità del suffragio u-niversale e la distruzione dell' esercito, e non si curano le riforme che universalmente si reclamano, come sarebbe quella che le tasse locali siano razionalmente ordinate per legge, affinchè la proprietà fondiaria non abbia a distruggersi ed a risolversi in un vero comunismo, a cui sarebbe base il suffragio universale applicato per fino ai Comuni, il che si propugna dal capo dell' attuale maggioranza parlamentare.
    Ora noi, lo diciamo francamente, siamo contristati da questo stato di cose, temiamo che non ne venga male a tutti"; ed è perciò che, " eguendo l'esempio di altre provincie e città del Regno e sicuri d'ihterpetrare il desiderio universale, abbiamo formato un' Associazione costituzionale, la quale avrà a promuovere il più retto indirizzo civile, politico ed economico del paese.
    Noi siamo teneri delle istituzioni e non delle persone, e se difendiamo i principii, non difendiamo il modo come sono stati applicali. Molto si è fatto finora, ma moltissimo rimane a fare; e se noi lodiamo 11 bene che si è fatto, non taceremo ciò che non si sia fattu, o che siasi mal fatto, vuoi per necessità dei tempi, vuoi per fatto degli uomini.
    Sono moltissimi i miglioramenti che dobbiamo conseguire; e scopo dell' Associazione sarà di ricercarli, studiarli e promuoverne P attuazione con tutte le forze. Olire di quanto possiamo e dobbiamo domandare al Governo, molto ancora ci resta ad ottenere dalla nostra operosità; e perciò non saranno estranei alla nostra Associazione gli slucMi e le ricerche che potranno promuovere efficacemente il bene del noslro paese; e quest' Associazione così nata per opportunità di tempo è da sperare che possa aver vita duratura qualunque siano gli uomini che stiano al potere.
    sto umani  ìsuiiic'uiuu viuam  Aiigeio (J bani - Berardo Urbani - Giuseppe Urbani'* Cav. Nicola Mezucelli Architelto - Anlonin" Moschioni - Vito Campanelli - Cav. Gasnar" Sebastiani - Francesco Mancini - Dottor^' cola Scialletti - Luigi De Innocenliis - Fran" cescopaolo Ranalli Giudice Conciliatore - g^ crate De Nicola Farmacista - Fiorangelo Cam», petla - Giulio Ranalli Sacerdote - Ippolito Serafini Nolaro - Francesco Mazzoni Segretario Comunale - Raffaele Prosperi Parroco - Cav Giuseppe Lupi - Cav. Tito De SanctisÀvvo-, cato.
    LETTERE FRENTANE Lanciano 3 ottobre 76
    Il nostro Prefetto e Silvio Spaventa vanno in giro per i principali paesi della Provincia e suscitano dovunque, com' era da aspettarsi due correnti diametralmente opposte. Credo in nessuna parte si parli tanto di elezioni, quanto nel noslro collegio, e siavi tanto fervore,
    L' onorevole Bresciamorra è stato qui, ed ha ricevuto un' accoglienza calma e rispettosa. Non solo le autorità locali e le rappresentanze municipali dei paesi circonvicioi sono state a salutarlo, ma parecchi cittadini .ancora e I' antico ed attuale rappresentante del ncslro collegio. Egli ha veduto la nostra casa municipale; e non si è limitato, siccome la felice memoria del Bertini fece, a guardare la sala del Consiglio, fatta costruire durante il sindacalo del franca Antinori e palestra ora di oratori bertiniani, dé-Crecchi-sti e clericali pèlfnéle, ha voluto vedere II modo, ond' è te^to P archivio, e si è ac-curalamenle inormalo dello stato della nostra amminislrazic^e. Ha visitato il carcere e l'asilo infanti^ cui donò lire cento, scrivendosi fra i soci perpetui: e lire cento dicesi abbia pur dont0 all' Ospizio di Mendicità.
    Non ha potuto per difetto di tempo visitare {"està istituzione, sorla conlesovveo-zionid°l municipio e della Provincia, venula Sll er le cure eziandio del destro Maranca Ancori ed amorosamente governata dal sig. pirindo Montanari, ottimo prete ed ottimo (vladino: ma se si vi fosse recato, il Prefetto vrebbe veduto lungo la via la prigione dov'è /acchiuso monsignor Petrarca, di cui è tenero e dèVotp carceriere il cav. di S. Gregari*