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Sabato 14 Ottobre 18TC
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POLITICO-LETTERARIO
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La politica dslla settimana
Il diario politico-militare ultimo della Gazzetta d' Italia ritrae con evidenza la situazione odierna della questione orientale.. Comincia col ricordare I' opinione di Emilio Girardin, il quale sostiene la lesi che la conclusione di un armistizio fra le due parti belligeranti nella penisola dei Balcani, non può facilitare in nulla la soluzione della questione orientale. Con abbondanza di argomenti dialettici il direttore della Franco mostra che se ci era mezzo di escogitare una soluzione pacifica, la diplomazia T avrebbe trovalo iu un anno di ricerche e non avrebbe lasciato che le faccende si imbrogliassero come lo sono oggi. Altri periodici importanti invoce, senza bandire ogni timore vedono pei fatto dell' armistizio la situazione seriamente migliorata e sperano in un assestamento pacifico delle cose orientali; taluni perfino arrivano a ritener per certo cbe si ac-«lift nrovincie slave della Turchia d'Eu-
stria, non ci sodisfa. In 28 giorni non è possibile arrivare a concludere la pace; l'Austria che lo capisce quanti altri mai, avrebbe forse pensato che V armistizio è soltanto un momento di fermata per dar tempo all' impero russo di compiere i suoi preparativi e per debilitare sempre più la Turchia? L' ipotesi, se anche non vera, non è però assurda.
Ma adunque la pace è assolutamente impossibile? Non arriviamo a dir questo; soltanto la tema della guerra .assesta vertenze ancora più difficili delle esistenti attualmente; ma pur troppo però la pace non emerge in nessun modo dall'armistizio che sembra ormai quasi concluso.
Il discorso dell'ori. Devincenzi
L' on. Devincenzi in serto dell'associazione costituzionale in Giulianova iL 27 del mese decorso ha pronunciato un discorso, che leggiamo in un giornale cittadino. Con maggiore temperanza, ma t^r> minrvpft vasfuiità. di forma, esso' ripro-
alla maggioranza, che li condusse al potere, nelle cui fila milita lo stesso barone Ricasoli, a cui 1' on. Devincenzi in tempi non lontani ardeva tanta copia d1 incenso!... Ma quali sono, in fe' di Dio, gli atti di questo partito, che giustificano le atroci accuse dell'on. Devincenzi? Chi gli dà il diritto di spargere così fieri sospetti sulla onoratezza di uomini, che lascerebbero la vita prima di macchiare la fede, e la cui esistenza non è che un perpetuo olocausto sull'altare della patria?
Vi ha, egli dice, una Sinistra estrema, che sogna il suffragio universale, e la distruzione dell' esercito stanziale.... Ma non vi è forse d' altra parte una estrema Destra, che anela di ricostruire i caduti edi-fizi, e dì rimettere F Italia fra le spire delle vecchie tirannidi? 0 crede in buona fede 1' on. Devincenzi, che tutti quelli che applaudono al trionfo della costituzionale, amino davvero la costituzione giurata da VITTORIO EMANUELE? E si dorrebbero poi di quelli, che danno mala voce alla Destra, e la chiamano illiberale e liberticida?
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diportanti invece, senza bandire ogni timore vedono pel tono dell'armistizio la situazione seriamente migliorala e sperano in un assestamento pacifico delle cose orientali; taluni perfino arrivano a ritener per certo che si accorderà alle provincie slave della Turchia d'Europa una autonomia della foggia di quella di cui godono i Maroniti del Libano e credono che la Russia dovrà accontentarsene.
Difficile è il pronunziarsi fra sì disparale opinioni. Ma certamente se si rifletta che o-gai giorno più 1' altitudine della Russia si fa minacciosa e che V Austro-Ungheria sempre più si pronunzia a favore dei turchi d'accordo iu ciò coli' Inghilterra, si capisce che la Turchia resti in qualche modo relegata in seconda linea nelle trattative delle quislioni che la concernono e che data la tensione'delle rotazioni che esistono fra gli imperi russo e austriaco, uu piccolo incidente qualsiasi può prov ocare il conili Ito»
Intanto è anche certo che i preparativi militari del governo russo proseguono con febbrile attività. Lo stesso sig. Tisza, giorni addietro, non li negava a Pest e soltanto dichiarava essere ristretti in piccole proporzioni ; oggi però invece P Ost-Deutsehe-Zeitung, la l'osi di Berlino e una corrispondenza di Var-snvia ali1 agenzia Havas dichiarano concordi ..-he r ultima misura del governo di Pietroburgo che sospende l'invio di volontari in Serica dipende dal fatto che P intero esercito organizza per entrare presto in campagna. Talché una misura che venne interpretala per pacifica avrebbe invece un carattere eminen-3ienie bellicoso. Anche la riduzione dell' armistizio dalle sei - quattro settimane, per desiderio delPÀu-
II discorso aesi on. ucvuitcnm
L' on. Devincenzi in seno dell'associazione costituzionale in Giulianova il. 27 del mese decorso ha pronunciato un discorso, che leggiamo in un giornale cittadino. Con maggiore temperanza, ma non minore vacuità di forma, esso riproduce su per giù le idee contenute nel manifesto dell' associazione, che. noi già abbiamo esaminato. Potremmo quindi dispensarci dal favellarne, e lo faremmo volentieri, se non ci premesse di rilevare alcune calunniose insinuazioni, che non possiamo preterire in silenzio.
L" on. Devincenzi nega lo spirito evolutivo delle istituzioni, e mummifica i partiti. Per lui il 18 marzo» salutato in tutta la penisola come una profonda rivoluzione parlamentare, non è che una volgare coalizione d1 interessi e di ambizioni spostate. Egli non vede che P ansia e il terrore I dipinti sul volto di tutti gì' italiani, che , tremano per le loro liberta, per le private I proprietà e la pubblica quitte; e dimentica che appunto in questi giorni, ad onta della ! fase gravissima che traversa la quistione d1 oriente, la rendita è salita all' 80, e che quasi tutte le imposte sono in aumento, I malgrado, la temperata asprezza della riscossione, anzi forse in grazia appunto di essa.
Ma vi ha di più.
L' on. DevinCenzi non dubita della fede dei ministri, e si tiene anzi onorato delP amicizia dell' on Depretis; ma non è tranquillo sulle tendenze del partito, che appoggia il Ministero. Non sappiamo per verità quanto P on. Depretis debba tenersi contento di questa inattesa testimonianza di onore. Se non si sospetta la fede, si denuncia evidentemente la debolezza e l'in-capaCità del Ministero. E per salvare Pon. Depretis e i suoi colleghi, si reca ingiuria
fede l' on. Devincenzi, cne iur"! qu«H uw , applaudono al trionfo della costituzionale, amino davvero la costituzione giurata da VITTORIO EMANUELE? E si dorrebbero poi di quelli, che danno mala voce alla Destra, e la chiamano illiberale e liberticida?
L1 on. Devincenzi c' invita a spingere lo sguardo oltre monte ed oltre mare, ed evoca lo spettro sanguinoso della comune di Parigi. E' rettorica di cattiva lega, onorevole senatore! Gli operai della comune siete voi, che avete inaugurato e propugnate con tanto ardore un sistema di governo, che divora la piccola proprietà: che diffonde una cultura scettica, fallace superfìcialissima; che suscita desideri * crea bisogni fittizi senza i mezzi adeguai di soddisfarli; che confisca la proprietà Sommerge la giustizia! Sé andiamo in nanzi così, non passeranno dieci anni, la borghesìa colta ed industre, questa for za operosa delle società moderne, quest, anello che congiungendo gli estremi sociali, modera e conserva gli Stati, sarà in teramente scomparsa in Italia; e allor chi potrà impedire al torrente d' invader» le sponde e divorare i campi? Ricordi P on. Devincenzi la sapiente sentenza di Montesquieu, che la guerra non la fa chi la dichiara, ma chi la rende necessaria " e più che ostinarsi a galvanizzare i cadaveri, si sollevi sullo spirito di parte, e spendàN P autorità del nome a illuminare veramente la pubblica opinione, perchè dall' urna del 5 novembre esca una maggioranza savia, onesta, liberale, pratica di affari, non legata a viete tradizioni, non dominata dallo spirito d' interessi materiali, che sia capace di rimettere il governo nelP ampia via della giustizia e della pubblica prosperità, da cui è pur troppo sciaguratamente uscito!
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