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ARCHEOLOGÌA PREISTORICA
La disimi}rice"mano del tempo che con- * sii ara tulleJq, cose di quaggiù, e yi diffonde sopra atra ed oscura notte, non ha potuto-immolarci le venerande sacre reliquie di un* età così remota da noi»
Pagano Sag.° I. Cap.* L
L£e ìnTestigazionì preistoriche fatte con felicissimi risultati nella Valle della Vibrata dal eh. cav. Concezio Rosa non meritavano di essere abbandonate, ma diligenlemente proseguite. Questa amena valle così doviziosa di oggetti litici si presta sempre generosa a chiunque si faccia ardilo di ricercarne il seno, e somministra all'accorto osservatore lavorazioni iu pietra eseguile dai primi abitatori di questa contrada.
Inizialo in questi importanti stud i dal prelodalo sig. Rosa, e messo a parte delle sue vaste cognizioni in cosiffatta scienza, dopo la sua deplorala morte mi detti,,per quanto le mie forze e la cagionevole, salute il comportano. a fare una nuovai collezione litica. In .essa g.à si possono noverare frecce, Coltelli, raschiatoi, asce, accette, lance, dischi fino al numero di 200 circa.
Fra tanti oggetti meritano di essere considerali in modo speciale un1 ascia grande, un percussore, ed una freccia che reputo tipi nuovi, di cui darò a miglior tempo il disegno ed iuvierò al Direttore del Bollettino di Paletnologia italiana perchè vengano giudicali.
Ma quello che meglio piacemi notificare ai cultori delle scienze paletnologiche.si è la presenza di nuove e numerose capanne preistoriche Avutone indizio, ini condussi nel giorno 25 del p. p. mese di settembre sul fondo del sig. Francesco Ricci posto in contrada S. Dotato di questo comune di Corropóli, ed alla presenza dei eh. Domenico dei Baroni Guido-baldi e Lorenzo dottor Sarti medico condottato di questo suddetto comune, esplorai uno di tali antichi ricoveri dell1 uomo, e lo rinvenni delle stesse qualità 'descritto dal Rosa che ne fu il primo scovritole. In quella ca-
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ne meritarono i favori. Ho detto che erano ricchissimi dal perchè vantavano diritti feudali sull1istossa Badia di S. Angelo a Marano e che erano polenti lo comprova il seguente fatto, ''erti Raimondo ed Alessandro di Troja non contenti di aver spogliata la chiesa di Marano della croce d'argento, di un calice, dell' incensiere pur d' argento, delle J.ele di uu pallio e di una dalmatica, vessavano in tutti i modi il preposto Allone coì suoi moti a ei./L' essere in urto con frali di quella risma* ricchi e potenti alla loro volta, protetti dall' abate di Moritecasino del quale erano tributari, favoriti dal Governo, con un papa loro capo naturale temuto e rispettato, nei tempi di massimo fervore religioso e di somma potenza teocratica, significava per cerio conlare non poco sulle proprie forze e sulle loro ricchezze. Le adiacenze di quel terreno presentano infatti reliquie non dubbie della loro grandezza. Si rinvengono lance, picche, spade ferri di cavalli, cinte, speroni ed altri attrezzi di cavalieri, frantumi di scultura e molti oggetti preziosi che non si espongono facilmente alla vista profana 1 monaci di S. Angelo importunati g'omalmente dalle scorrerie e depredazioni di costoro: riso'sero finalmente di sporgere lagnanze al ,re Guglielmo 11. in Messina affinchè frenasse colla sua autorità la rapace ingordigia di ques i signori e li obbligasse a restituire quanto avevano' loro illegittimamente sottratti. Non mancò di effetto la .querela, tanto che in data 26 m^rzo 1175 fu dato ordine a Roberto Palatino conte dì Rotella, maestro giustiziere, di d;:re evasione al reclamo del prepostogli S. Angelo a Marano contro i signori della Troja (l) Ne seguì che citate le parti presso Pescara, furono costoro condannati al risarcimento dì tulli i (Ianni con sentenza emanata iu settembre-dell'anno islesso. La sentenza ebbe effetto, ma Giacomo e Filippo di Troja forse di sentimenti opposti a quelli dti loro predecessori, fecero, di lóro 1-bpra e spontanea volontà, remissione ai frati di quanto per 'dirótti ; feudali spettava loro ed
I alla sorella M «bilia per .atto rodato dal notar
, Ruggiero del 12-05 .(2). Busta b-ggere nell' ap-
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rentiis a tentarne gli scavi, aoche perchè nell'Italia superiore cominciano a sorgere e tenersi in pregio musei medioevali, cosi, a me-glo incoraggiarli nell' impresa, che in fin dei conti sarebbe compensata éa ottimi materiali per fabbrica, ho credulo di abbozzare il presente sch zzo com3 meglio ho saputo ricalarlo dalle poche, e confuse notfzie raccolte.
. nicot^ ubbam
emideli.aYroyinci A
Quantunque, per la nomina del march, de Felici a sindaco di Pianella, scemi d'importanza la seguente lettera, pure la pubblichiamo perchè non si rinnovi ciò che lamenta il nostro corrispóndente:
Pianella addì 10 ottobre 76
Fin dal 25 dello scorso mese ri ani vasi in j sessione autunnale questo Consiglio municipale, e procedeva alla rinnovazione della metà della Giunta, che risultò composta dei signori marchese Nicola de Felici, cav. Giacinto Paoli ni Capponi, Antonio Sabucchi ed Alfonso Sabucchi assessori effettivi, Antonio Pulcinella e I Pasquale Cortellini assessori supplenti.
Intanto dal 25 settembre fino ad oggi, ab-benchè la deliberazione fosse stala regolarmente inviata pel visto alla sollo prefettura, questa nonT ha mai rinviala; sicché quest' amministrazione, non so coii quanta regolarità, seguila ad essere retta dall' assessore supplente sig. Pasquale Cortellini. Non si è potuto finora comprendere per quale intrigo poliziesco questo succeda: ma pare si voglia procrastinare il ritorno della detta deliberazione, por non far prendere la firma di ff. di sindaco a qualcuno deijnembri della giunta, che fu sempre nomi-i co delle candidature malvacee, aspettandosi da un giorno all' altro la nomina del sindaco.
Ilo detto di sopra non si sa con quale re-i golarità, perchè mi sembra che la giurisprudenza amministrativa insegni non poter funz:i>-mire un assessore/ supplente, se non quando gli assessori effettivi1 siano dimissionarii od assenti. Che anzi, non vado errato, anche nef-l' assenza o rinuncia degli assessori eM*v
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ricuj. .\vuioiie nunzio, mi conunssi nei giorno 2S del p. p. inPse di settembre sul fonilo del sig. Francesco Ricci posto in contrada S. Do-Luto di questo comune di Corropoli, eri alla presenza dei eh. Domenico dei Baroni Guido-baldi e Lorenzo dottor Sarti medico condottalo dì questo suddetto comune, esplorai uno di tali antichi ricoveri dell' uomo, e lo rinvenni delle stesse qualità "descritte dal /iosa che ne fu il primo scovrilore. In quella capanna si trovarono pochi oggetti litici avanzi di lavorazione e moltissime stoviglie ridotte in pezzi, ossa avanzo di pasto, carbone, rottami di copertura e di base del focolare. Lungo e ricco si è lo studio che dovrebbe farsi in questa valle e nei luoghi circonvicini. Grave puranco ne sarebbe il dispendio, e superiore di vantaggio alle forze di un privalo di microscopica fortuna. Nuli'altro perciò si rimane a me, che il solo desiderio di vedere ingigantita sempre più la scienza palelnologica, e sparsa larga copia di luce sui primi abitatori di questa ltaiia.
Corropoli 5 ottobre 1878
Domenico ni Aless.0 Tonelli
GLI SCAVI SUL COLLE DELLA TROIA Sellante li 8 ottobre 1876
Chi batte, partendo da Bellante, la strada della marina, ha sotto gli oc chi sulla fine del primo versante orientale una catena di colline che si prolunga fino al fiume Salinello, facendo spie 'ire sul suo dorso Ire prominenze di terreno rassomiglianti tanti tronchi di cono, coltiva i, rivestiti di vili e di olivi e feraci d'ogui spe ie di derrate nella parte d'oriente, ma lag bui a picco nella parte di ponente per la pre ipnza d' un fosso che ne lambisce le basi, balia cima dejla terza prominenza, coverti d'edera e di parlelarin, si vedono tuttora gli avanzi di un antico e vasto fabbricato posseduto una volta dai signori della Troja. Questi sign'/ri, la di cui origine non è bene conosci Ha, erano polenti e ricchissimi nel decimo jr.mo e decimo secondo secolo, , probabilmente si piazzarono in quel ,s:to delizioso da loro bbe'hlo p foriific.Ho, proprietari di un vasio territorio, nella invasione. deL . Franchi sotto Carlo Magno del quale erano al soldo e
citate le parli presso Pescara, lurono costoro , condannati al risarcimento di tulli i danni con sentenza emanala in settembre dell'anno islesso. j La sentenza ebbe e {fello, ari Giacomo e Fi- , lippo di Troja forse di svilimenti opposti a j quelli dri loro predecessori, fecero, di loro 1-b^ra e spontanea volonlà, remiss;one ai frali i di quanto per 'diritti feudali spellava loro ed alla sorella Mobilia per atto rodato dal notar Ruggiero del 1205 (2). Basta b-ggere nell' ap-posila nota il tesilo latino dell' alio per inferirne che la controversia insorta tra Hainaldo ! ed Alessandro di Troja ed il preposto di S. , Angelo a Marano era di carattere religioso. Ciò a dilucidazione d«>l dubbio che ne muove lo storico Palnìa. Che se poi insorsero altri litigi ed i signori della Troja si fecero novellamente a reclamare i loro drilli nel 1223, ossia diciollo anni dopo, cioè può sp egarsi o perchè Allone della Troia fi at» Ilo di Giacomo e Filippo, non vincolalo nella rinuncia formale firmata dai tre germani, , avesse attaccata di nullità, o perchè rovesci di fortuna, soprav-vegnenza di figli, sdegni riaccesi avessero ri-! prodotta la sopita controversia. Per allro questa volta ebbero ragione, ed olt"nnero una transazione di cui ne stipulò islfomento Nicolò Nolajo di M;inoppello a 13 s"tlembre di detto anno. Rimando, chi fosse curoso di saperne il tenore, alle pagine 178 e 179 voi. 1° della storia di Palma.
Ma lutto è caduto sulla terra, e la potenza di questi signori cadde del pari un secolo' e mezzo dopo una alle loro ricchezze ed ai loro feudi. Cangiarono i tempi e gli Arquaviva divennero possessori dei feudi di Bellante e di I Troja.
E perchè, nell' ult;ma sua ve_nula, il prof. Barnabei, volle visitare quei ruderi e consigliò i comproprietaiì signori Talloni e de Lau- j
(1) Cam Alexander* -il Ravnaldus de Troja plora huic cseno- ! bio sobri iuìs cih a Petro Abbile i>ns>inensi el Attone pr*epo- j , sip provocat nii ad regeru Uuilli'ltn un sneundum, cj'is jussu. , RoberUis 'dnes Roteili Magiler ju>iiliarius, auditis partibus , in generali Cuna apid Fi carini ni, ius it e in aliis indicibus, j Cominbjd et B.in-nibis ne quid amplius in ali id cainubium atleirarenl (ìatiola, Istoria di Mon 'ebasino j
,2; Cogilanies de die moriis et de reniuncraliine sc-lernì ! jndicii, et prò redernp ione noslronini parentum, remittiinus et relaxamus in perpetuimi dativani cniuslibel bencQcii, ìpJ© hiimines EcclesieS.- Angeli do Marado lenoni ei sunt sineoiu-ni nser/a ione, hoc est ,itivain duodeeim dcnarioruui de Mense Mddii quantum nobis pcrlinel et sorori nostra) Mabilisc. I (Gattola).
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co delle candidature malvacee, aspettandosi ^ un giorno all' allro la nomina del sindaco.
Ilo detto di sopra non si sa con quale re. polarità, perchè mi sembra che la giurispm, denza amministrativa insegni non poter iun/.ìo, ilare un assessore supplente, se non cenando gli assessori e {felli vi siano riimissionarii odas, senti. Che anzi, se non vado erralo, anche np^ 1 assenza o rinuncia degli assessori eftWiiyj I' assessore supplente non dovrebbe mai pieni dere la firma di sindaco, perchè sarebbe devoluta al Consigliere anziano'.
Si spera che. il prefetto Millo voglia far cessare simili abusi, imponendo alla sotto prefettura di Penne di rinviare regolarmente lode-liberazioni, acciò le amministrazioni pubbl che funzionino regolarmente, e non in modo a-n ormale.
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Colonnella 8 ottobre 1876 Un ordine del Ministero della marina per quanlo inaspettalo altrettanto doloroso dichiarava soppresso il nostro posto elettrico-semaforico non meno importante per la sua posizione che utilità, e nel giorno 5 p. p. settembre veniva posto in atto questo fatale comando e chiuso T ufliz'o. Quanto una tale superiore determinazione sia riuscita dispiacente ai cittadini tulli, ognuno di leggieri può immaginarlo, sia perchè con essa è stato privalo il paese del più bello ornamento che aveva, sin ancora perchè ha a lui rapitala degnissima e benemerita persona, che ne reggeva il posto sig. Ciro Bell omo. Alieno da ogni spirilo di parte, oli remo do zelante nel disimpegnare il proprio ufficio in tulle le ore ed a vantaggio tanto dei privali cittadini che dòi forestieri, di una condotta irreprensibile sotto tulli i rapporti, non poteva non accattivarsi la slima e la benevolenza dell'intera popolazione, e non dividers da tutti con dolore
Mandiamogli perciò un a(feltuoso saluto assidi rnnlolo che non verrà mai meno in noi quell'affetto, che gli dimostrammo sempre grandissimo, e che egli seppe raccogliere da quanti lo conobbero.
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Penne 8 ottobre I buoni operai pennesi, nello intento d'
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