CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    SUPPLEMENTO
    TERAMO I 17 ottobre 1876
    UMERO 8.1 DEL
    COSTA Centesimi 5
    11 movimento elettorale nei re abruzzi è nel suo fervore: non mai è caduta più acconcia la solenne frase : fervetopus! Intendiamo oggi cominciare una bieve rassegna dei candidati che sorgono nei principali collegi. Noi oggi non raccomandiamo alcuno ai nostri lettori; ci limitiamo al semplice ufficio di cronisti, raccogliendo le notizie pervenuteci oggi da autorevoli corrispondenti.
    Collegio di Teramc
    Ab lave principium.
    Qui la lotta cade su due nomi: 1 on. Francesco Sebastiani, deputato di destra \>er parecchie legislature, e il cav. Settimio Costantini, sindaco di Teramo e deputato provinciale, portato dal partito progressista. E la seconda volta che questi due campioni scendono l'uno contro l'altro armati: il primo, nel 1874, riuscì per le mal-vage e corruttrici arti della prefettura, che oggi i consorti fingono di non ricordare e lamentano invece fatti che esistono nella loro riscaldata fantasia, accorgendosi
    d'essere con l'acqua alla gola !____ L'altro
    si presenta con la forza che gli infondono il gran partito liberale, un nome onorato, un' operosità indefessa noi pubblici uffici ed un' intelligenza non comune. Egli non avrà bisogno di programmi, essendo uno dei più assidui redattori del Corriere Abruzzese, la cui bandiera è abbastanza nota ai nostri numerosi lettori.
    Gollocrio di Giulianova
    E ri n
    iu>«tn onlU\crio abbiamo due fami-
    cita bandiera della vecchia destra, e solo per questo gli elettori hanno ragione a non voler più sapere di lui. È deplorevole però che la grandissima maggioranza dei liberali (a dispetto dell' on. Devincenzi) di quel collegio trovi innanzi a sè tre egregi cittadini dello stesso colore politico: cioè , avv. Luigi Patrizi, che nelle ultime elezioni non riuscì che per pochi voti, il marchese Cesare de Sterlich e il cav. Ambrogio Rossi.
    Il primo non avrà bisogno di programma, richiamandosi a quello del 1874. Degli altri due abbiamo sgtt' occhio i loro rispettivi programmi, che pubblichiamo.
    Il marchese de Sterlich scrive:
    « A questo collegio che ha elettori per ingegno, per opere, per industrie, per censo e per amor cittadino ragguardevoli da non invidiarne altri in Italia, io non presento che la mia indipendenza.
    « Essa non venne mai meno in nessuna ora della mia vita, sia nei tempi del regime che cadde col 1860, sia di quello così felicemente inaugurato nello stesso anno e così sciaguratamente proseguito per tre lustri di pubbliche sofferenze.
    « Ma dinanzi a questo nobile collegio, se sarò creduto degno di rappresentarlo, la mia indipendenza finisce. Dal giorno in cui potrò aver 1' onore del suo mandato, io non apparterrò più a me medesimo, ma unicamente ad esso, nò avrò altra volontà che la sua.
    « Dedicato e col cuora e con la mente alla prosperità politica e materiale cui ha dritto, farò mici i suoi interessi  in gran parte a me già noti  e li sosterrò sempre, doVunque e a fronte di chicchessia.
    me lo fu dalla patria sua, dopo che da garibaldino passava alla più osti nata consorteria. Abbiamo però due candidati di sinistra: il cav. De Lettis dotto magistrato, e il cav. Ni-cola Melchiorre, uomo di rara coltura giuridica e già noto al parlamento nazionale.
    */ »n Gossopalena all' on. Bertrando Spaventa, fratello di Silvio per nascita e per consorteria, i progressisti volevano opporre il cav. Melchiorre, il quale però con una lettera che leggiamo nell'eco degli Abruzzi, si mantiene fedele ai suoi amici di Ortona. Oggi si rivolgono al sig. Giacinto de Thoma-masis, dotto e giovine avvocato, che preferi di gettar la toga di magistrato, anzi che ratificare le ingiustizie e le rappresaglie del caduto ministero! Ottima scelta per verità.
    In Vasto è facile che vinca il vecchio deputato Castelli di pura destra»
    V Atcssa, oggi che non v'ha Berti ni, sarà uno splendido esempio di indipendenza e di liberalismo, dando un voto di sfiducia alfon. Silvio Spaventa. E' certo che o il sig. Fran-ceschelli o il sig. Codagnoni ambedue eli sinistra, gli darà scaccomatto.
    7 Lanciano ha tre candidati, quello dei progressisti che dicesi, sia il barone Luigi de Riseis, uomo di gran censo, colto e di specchiato carattere; - quello dei destri puri V on. Ludovico Marasca-Antinoriche fu deputato nella penultima legislatura;  e quello dei destri all' acqua di rosa, V on. Luigi de Crecchio che fu eletto nell' ultima legislatura, dichiarando agli uni d'essere di centro sinistro, ad agli altri di destra berti-niana\... Se 1' on. De Crecchio non è quel-1' eccellente professore (quantunque di recente fischiato nella cattedra) che credono
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    8$ct ed un' intelligenza non comune. Egli non avrà bisogno di programmi, essendo, uao dei più assidui redattori dei Corriere Abruzzese, la cui bandiera è abbastanza noti ai nostri numerosi lettori.
    Gollocfio di Giulianova
    In questo collegio abbiamo due famiglie influenti ssi me unite in intima parentela. quella dei conti^ Acquaviva e quella dei duchi dallo stesso'nome. La prima presenta il com . Carlo Acquaviva, vecchio deputato di destra pura, quantunque dica di essere amico delPòn. Nicotera. L' altra è in gestazione di un candidato anche consorte, giacché uno dei figli non è arrivato ancora al trentesimo anno. È una fatalità, perchè, se non mancasse qualche annetto, vedremmo il caso di una deputazione ereditaria ! Non è stato per nulla il medio-evo col suo feudalismo in Giulianova....
    L'on. Acquaviva non ostante che due pretori del suo collegio, evidentemente in aperta contradizione con le istruzioni ministeriali, ( non ne facciamo i nomi per ora, perchè vogliamo  esser generosi ) e il Vicario Egidj si diano molto attorno per lui. teme fortemente della sua rielezione. E ne ha ben donde, perocché il suo competitore progressista è uno dei primi proprietari e banchieri dei nostri abruzzi. il sig. Giuseppe Cerulli consigliere municipale e presidente deiìa nostra camera di commercio, giovane distintissimo per intelligenza e pratica negli affari. Attendiamo nrw -
    io non apparterrò più a me meciesimu, ma unicamente ad esso, nè avrò altra volontà che la sua.
    « Dedicato e col cuore e con la mente alla prosperità politica e materiale cui ha dritto, farò mici i suoi interessi  in gran j parte a me già noti  e li sosterrò sempre, dovunque e a fronte di chicchessia.
    «Il Discorso di Stradella è pronunziato. L'Italia .vi ha fatto eco, perchè in esso I sono saldi due grandi principi: la progressiva libertà del paese e il rispetto alla monarchia. »
    Eccovi da ultimo il brano più saliente del programma del sig. Ambrogio Rossi: « II mio passato politico è abbastanza j conosciuto, perchè faccia mestieri par-J larne; ardisco porre innanzi il mio nome, , povero sì, ma vergili di servo encomio, e , di codardo oltraggio, Non sono stato par-! tigiano mai: ho posto e porrò sempre in I cima a' miei pensieri il bene della nostra cara Patria, accettandolo daqualuque parte ci sia venuto e ci possa venire. La mia fede politica è questa;, a grandi destini fìa riserbata l'Italia sotto lo scettro costituzionale, liberale, civile della Dinastia patriottica e veracemente italiana di Casa Savoja. Adotto il programma recente di Stradella, e voterò tutte quelle leggi, che avranno per obietto lo sviluppo morale, intellettuale, materiale del Paese, chiunque sia il proponente. Quindi appoggerò il presente Ministero, finché con mano ferma e , salda reggerà'le redini rWi~ o*-*
    quello dei destri all' acqua di rosa, P on. Luigi de Crocchio che fu eletto nell1 ultima legislatura, dichiarando agli uni d'essere di centro sinistro, ad agli altri di destra berti-niana!... Se P on. De Crocchio non è quel-P eccellente professore (quantunque di recente fischiato nella cattedra) che credono egli ed i suoi amici, è però un abile giocatore elettorale. Ed anche codesta è una qualità!...
    V In Manoppello nessuno per ora contrasta il seggio all' on. Agostino Baiocco, di sinistra. I bertiniani però potrebbero ripresentare. come nel 74, il nome di Giuseppe
    Massari. Roba da Museo!...
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    Ci rimarrebbe ora a fare una rassegna dei collegi della provincia di Aquila. Ma in questa patristica provincia non v' ha lotta poiché la consorteria non ha il coraggio di metter fuori il eapo. Laonde siamo sicuri che i collegi aquilani vorranno restare fedeli al
    partito oggi ministeriale.
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    Il num. 238 della Gazzella ufficiale contiene le norme per gli elettori assenti che volessero ritornare nel proprio Collegio a deporre il loro voto. Le società ferroviarie e di navigazione hanno consentito la riduzione del 75 per cento.
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    Riceviamo p nnUi-i---