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Anno II. J_________I I
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POLITICO-LETTERARIO
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11 discorso dell' on. Sella
Non si può negare al discorso pronunciato a Cossato dall' on. Sella molta abilità, e nello stesso tempo bisogna anche convenire che vi è una certa franchezza ed elevatezza, alle quali non ci avevano abituati i proclami delle associazioni costituzionali, i discorsi, e la stampa del partito caduto, nei giorni scorsi. Nel magnificare i meriti passati e presenti del proprio partito egli riconosce non pertanto che continuando i rimpasti di questo al potere il governo d* Italia sarebbe caduto nella più profonda e letale corruzione1 Questa corruzione, che il distinto statista ed economista italiano prevedeva pel futuro, era già in via di esecuzione, e ne può fare testimonianza il risvegliarsi della coscienza pubblica che felicemente ora si risolleva con generoso impulso verso quei sentimenti di giustizia e di moralità che sono i segni certi del risorgimento di una Nazione.
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sublimi ardimenti che incominciarono a Marsala, crede il sig. Sella che con le compassate manovre, coi freddi calcoli diplomatici di una pusillanime politica, coi soli mezzi morali, questa stupenda epopea della unione italiana suggellata e coronata in Campidoglio si sarebbe potuta svolgere? Non facciamo, ripeterò anche io, una qui-stione chinese; ma,qualunquc siano i vanti che ciascun partito voglia dare a sè stesso credo non debba sollevarsi il lenzuolo dei morti per vedute partigiane. L' equilibrio non può essere la risultante di una sola forza, ma di diverse uguali ed opposte fra loro. Se si ammette che le impazienze delle estreme gradazioni del partito progressista potevano cagionare dei mali, devesi altresì convenire che le estreme gradazioni dell' altro partito in senso opposto potevano arrestare il corso dei fortunati av-nimenti e produrre queir atonia, quel ma-rasmo che uceide un popolo anziché rigenerarlo. Se la voce del conte di Cavour nel congresso di Parigi annunziò all'Eu-ropa che l'Italia non era semplicemente
ministrativo, riforme al macinato e tante altre< belle cose. Ma non ci dice se queste promesse siano sue individuali vedute o quelle del partito, alla cui testa egli si e messo. In quanto a ciò v" ha molto a dubitare, non già che si possa sospettare sulla sincerità delle parole espresse con tanta chiarezza e solennità, ma sul fatto che siano approvate per intero dal suo partito; il linguaggio tenuto in questi giorni da altri autorevoli campioni di esso non ci dimostra altro che nuove e più profonde scissure si van formando nel seno dei costituzionali.
Comunque sia, noi dobbiamo rallegrarci di queste esplicite dichiarazioni del capo del partito moderato e far voti che alle parole franche e leali seguano fatti in perfetta armonia con le medesime.
T. Delfico
Corrotti e Corruttori
Fino ad ora, per rispetto alla decenza della stampa, non avevamo creduto par-
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era già in via di esecuzione, e ne può fare testimonianza il risvegliarsi della coscienza pubblica che felicemente ora si risolleva con generoso impulso verso quei sentimenti di giustizia e di moralità che sono i segni certi del risorgimento di una Nazione.
Noi dunque possiamo stringere ben volentieri la mano che ci stende questo nostro avversario caduto, come accettiamo pure ed ammettiamo con lui la opposizione ragionata, la vigilanza oculata, ti controllo esatto che ci promette da parte del suo partito, essendo perfettamente persuasi anche noi della necessità di un partito oppositore nel regime parlamentare.
Pero non possiamo tacere che vi sono dei punti più o meno interessanti nel suo discorso sui quali non andiamo di accordo. Per esempio non possiamo partecipare la sua ammirazione su la singolare virtù del regime costituzionale, per cui il mal conlento verso le cose rivolgendosi verso le persone trova sufficiente sfogo nel mutamento di queste; come se le stesse persone potessero di un tratto per virtù magica cambiar metodo e sistema, mettersi in contradizione con le loro idee e coi loro prin-cipri seguiti per tanto tempo, e imprimere un indirizzo nuovo, un nuovo impulso al governo dando una smentita al vecchio proverbio a cose nuove uomini nuovi. Ai nomi ed alle persone va associato tutto un nuovo sistema di governo, sull' applicazione pratica del quale si fonda la fiducia pubblica e non esclusivamente sulle persone.
Egualmente esagerati ci sembrano i timori che egli, o il suo partito aveva nelle improntitudini della sinistra prima del 70 evocando sempre lo spettro di Mentana come una colpa ed un errore del partito opposto. Ma mi dica di grazia, se non vi 'osse stata questa cruenta ma gloriosa pagina Della storia italiana consecutiva a quei
tresì convenire che le estreme gradazioni. ; , dell' altro partito in senso opposto potè- I ! vano arrestare il corso dei fortunati av-nimenti e produrre quell' atonia, quel ma- I rasmo che uccide un popolo anziché rigenerarlo. Se la voce del conte di Cavour , nel congresso di Parigi annunziò all'Èu- , I ropa che P Italia non era semplicemente ; I una espressione geografica, Aspromonte e j Mentana dicevano anche più chiaro che gP italiani erano decisi a sostenere i loro j I legittimi diritti sulla capitale ad onta delle ! conversioni imposte da un sire straniero. Sì 1' uno che 1' altro di questi fatti contribuirono a rompere quelle colonne di I Ercole che si credevano insuperabili e fatali, e ciò avvenne, perchè la legge che , regola gli umani eventi il più delle,volte ] j smentisce le previsioni ed i calcoli di una ; volgare saggezza, ed anche, se si vuole, , perchè così era scritto nei decreti della j provvidenza.
L'on. Sella fa quindi degli appunti , sulla convenzione di Basiliea dicendo che ! in fin dei conti si è dovuto accettare con modifiche che sembravano vantaggiose nel senso economico, mentre in realtà non han giovato che agli interessi opposti; vorrebbe dimostrare quindi la inconseguenza della sinistra, che mentre condannò la regìa dei tabacchi sostiene ora la regìa delle ferrovie, quasiché questi criteri avessero una correlazione necessaria; mentre che nella questione ferroviaria sono tante le considerazioni politiche, strategiche, economiche, nazionali ed internazionali che dopo tanto discutere resta ancora molto buio e molta incertezza.
Finalmente viene ai dettagli e. si mostra propenso ad appoggiare le riforme di maggior peso che propone ora la sinistra i come la nomina dei sindaci dai consigli I comunali, l'allargamento della legge e- j ! letterale, le guarentigie per gli elettori ed I imparzialità nei seggi, decentramento am- j
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fetta armonia con le medesime.
T. Delfico
Corrotti e Corruttori
Fino ad ora, per rispetto alla decenza della stampa, non avevamo creduto parlare del grave incidente relativo ad una lettera con la auale pare che il Lanza offrisse al Bonghi ai pagarlo, se avesse scritto articoli favorevoli alla legge sulle guarentigie papali. Ora che la faccenda ha preso proporzioni molto serie, crediamo opportuno narrare come andò la cosa.
Il Lanza, quando era ministro dell'interno, veniva attaccato fortemente dal Bon^ ghi nella Perseveranza. Il deputato Abi^ gnenti lesse alla Camera alcuni brani di quel giornale che fecero montare in furia l'ex-presidente del Consiglio, il dottore di Vignale.
Or sembra che, presentata la legge sulle guarentigie, il Lanza, con lettera che oggi è presso il ministero dell'interno, offrisse al Bonghi del danaro, non sólo perchè scrivesse a favore del progetto di legge, ma perchè gonfiasse le cose in modo da far credere ai lettori quello che realmente non era. Ecco le frasi principali della lettera del Lanza al Bonghi: « Scrivete dei buoni e belli articoli, che il babbo pagherà (il babbo sarebbe stato lui), e di mettere in evidenza lo spirito.,., se pure ne ha ( vedi cinismo! ) e di vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso, ma con lo sconto più o meno alto, »
Indi prosegue:
Dopo questa lettera che cosa'avvenne ?
Che la Perseveranza, diretta sempre dal Bonghi* mutò stile, e, da avversaria divon-
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