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Signori Elettori, sarebbe davvero ozioso, e non consuonerebbe colla mia indole positiva, P entrare in ampi dettagli, e lo spacciare vistose promesse.
Non aggiungo quind' altro che ,assicurazione della mia sincera devozione verso di tutti Voi, attendendo tranquillamente il giudizio delP urna.
Teramo, ottobre 1876.
G. Ceuulli Irelli * *
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Il corrispondente (X) ci sci ve:
Lanciano 21 ottobre 1876
11 barone Luigi De Riseis è il candidato progressista. Egli racoraandasi pel censo e per essere uomo d'ordine; ha qui estese possidenze e relazioni tanto sue che d$l padre, sicché la riuscita non può essere dubbia. Una tale candidatura a-vrebbe trovato qui viva opposizione se i varii gruppi conservatori avessero mirato più a propugnare i loro principii che a conservare le persone alle quali sembvano legati con vincoli, spesso inqualificabili sotto il punto politico di vista. Ed infatti, mentre il cav. Ludovico Maranca ritirava la sua candidatura ed accettava quella di un uomo illustre dell' antica maggioranza parlamentare con plauso dei suoi amici, il prof. Luigi De Crecchio mantenendo energicamente la sua, ha reso impossibile la fusione dei varii gruppi. 11 Maranca ha avuto di mira il partito a cui appartiene, il De Crecchio la sua persona, e gli amici, tratti in inganno dallo splendido risultato dell' ultima elezione, si attendono una vittoria simile a quella, ma non si ac onciano a valutare le circostanze che la produssero, riepilogai* nella prepotenza Ber-tiniana, e nell* odio di molti elettori contro il Maranca. Questi due fattori non hanno ragione di essere in questa elezione, e già, nel partilo eh» ha menato su il De Crecchio, cominciano le defezioni, e parecchi, non attender inno che 1'ultima ora per decideisi. Pochi influenti, stretti per amicizia al De Crecchio, gli restano fedeli, e si batteranno, anche colla sicurezza di soccombere Vuoisi che fra questi vi sia uno che I' abbia, più de^li altri, spinto a rilasciare al Berlini la dichiarazione Minghelliana, e che più di tutti si «gita, àUnchò il suo arrendevole amico non abbia a soffrire il meritato abbandono.
Ma una tale conversione a sinistra come può spiegarsi in questo Caliegio abituato a cibarsi di malve? Di senlimenti politici si scarseggia, " la convenzioni non hanno preso il «uà Sa ««(.i-M nomini., i quali esercitano la loro influenza
copro e covoii, perchè rimandavaad altro tempo !a soluzione della quistione, ed allora, sgravando i polmoni dall'aria contenuta coir emettere on lungo sospiro, votò per questo emendamento. Baccelli, come tutti sanno, ha fallo varie intepel-lanze sui regolamenti universitarii, ed in ispecial modo si è occupalo di quelli che si riferiscono alla facoltà di medicina, ma il nostro deputalo, per prudenza, non ba creduto di snodare la lingua riserbandola per la serata che si darà al nostro teatro a suo onore quando sarà proclamato deputato La prima volta non vollo parlare perchè era commosso, vediamo ora se 1' abitudine alle commozioni'gli lascerà libera la bocca /
A coro quindi gridano, ma il Da Crecchio c destro, è,si-' nistro, è estremo, è del centro? E un finissimo politico ! Chi te lo pesca I !
L' ex onorevole vadi pure alla sua cattedra, e senza distrarsi incominci un corso non interrotto di lezioni, giacché la scienza) forse, essendogli più amica, gli perdonerà qualche scappatina, ma dalla politica inesorabile può aspettarsi solo un ironico sorriso di pietà.
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Neil' Eco degli Abruzzi troviamo il programma del barone Luigi De Jiiseis.
Agli elettori del collegio di Lanciano
« Invitato da autorevoli amici ad accodare la candidatura del Collegio di Lanciano, mi son creduto in debito, sacrificando le particolari esigenze della mia famiglia e vincendo la naturale esitazione di chi entra nuovo nella vita parlamentare, di presentarmi al vostro suffragio, perchè slimo sacro dovere di ogni cittadino 1' adoprarsi per il bene della patria..
« Se sarò chiamato a rapprosentare in Parlamento cotesta nobile parte degli Abruzzi, grato della fiducia di cui mi fu dato prova e della quale altamente mi onoro, non avrò allra ambizione se non quella di concorrere nel limite delle mie forze, ma con l'interesse che saprò maggiore, al compimento delle giuste aspirazioni del paese.
« In cotesti luoghi dove il mio nome non è sconosciuto e ai quali mi legano tanti vincoli d' interessi e d' affatto, non avrò bisogno di molte parole per manifestare i miei intendimenti, nè di frasi pomposa per esprimere le mie convinzioni. La linea di condotta che io seguirei in Parlamento è tracciala dall'autorevole parola del programma di Stradella, nel quale son promosse le riforme reclamate dalla maggioranza degli Italiani. Intorno a questo programma dobbiamo stringerciquanli siamo amanti del maggiore incremento economico della nostra Italia e del consolidamento delle nostre, istituzioni congiunto al progressivo sviluppo delle libertà nostre. Se avrò l'onore
destini con la consorteria teramana. Ab/ per nn corri* pv,-dente di giornale radicale è'troppo. In questo ca*o sarebbe egli il cif ciaf, non il Rossi ! Sarebbe egli I' intruso, non il Patrizi l Sarebbe egli ch« potrebbe pentirsi di certe «elleils-non 1' on. de Risiisi Sarebbe egli fedifrago e malta non i sig. Costantini éCeruIIi! /
In quanto al salone Allulli, per cui è cosi tenero il cor-rispandente del Fulmine, oh / sarebbe malto a dirvi.Chi non fa che esso sj rassomiglia troppo ad un altro «ilo di convegno fiorente prima del 1860? Con una differenza però che questo accoglieva genie tutta d' un colore, cioè tu:ti borbonici, mentre il salone Allulli racimola i suoi avven iri da luti' i partili men liberali, è insommi un vero eif-eiaf politico, precisamente come il corrispondente.... radicale.
Ah / corrispondente del mio cuore, acqua in bocca e maggior furberia. Se no, ti avverrà che sarai (polrcbb'essere clu
lo fossi già) deriso e a destra e a manca/....
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Parturiens mons.... con quel che segue.
Avevano cominciato con le minacce di biografie, poi di documenti politici.... e finalmente si son ridotti a pubblicare due lettere del Costantini al Sebastiani, al quale, diciamolo pure, si può negare ogni merito letterario e politico, ma non quello d' essere un deputato servizievole.
Ieri, per esempio, mi raccontava un elettore quondam di Sebastiani, che nel 1871 gli diè 1'incarico di comperare per suo conto un assortimento di eoroncinee di medaglie in Roma, e 1'on. Sebastiani gli rese anche questo servigio!...
Le lettere pubblicate ieri dal giornale dei Maccabei, oltre la grande delicatezza dcll'on. Sebastiani, attcstano due cose:
1. Che il Costantini ha sempre dignitosamente rispettato sèjstesso. La lellera indirizzala al Sebastiani nel marzo 1S65 (non 71 - badale al proto /) lo attesta pienamente, perchè in ultima analisi il Costantini diceva al ministero: o fatemi giustizia oppure rinuncio all' impiego di professore.
2. Che il Costantini ha sempre e con indefesso zelo curalo gl' interessi della sua città nativa. Basta leggere la seconda lettera pubblicala ieri, per convincersene. Ogni buon teramano deve rallegrarsi della solerzia del Costantini nello eccitare 1' on Sebastiani a propugnare i dritti di Teramo '
Onorevole Sebastiani, credo di interpretare i voti del Nostro competitore, pregandovi di continuare a pubblicare lettere simili a quelle di ieri, perchè gli rendono un notevole servigio presso le persone amanti del proprio paese.
In quanto poi al Dr. Dionigi, bisogna diro cho gliene abbiale fatto delle grosse. Prima cosi amico, ori cosi nemico/.... E poi, che cosa vorreste conchiudere con quelle lettere amichevoli del Dionisi?
Nel 1870 voi godevate la sua fiducia, nel 7i c nel TS non più. ln quattro anni il dottor Dionisi avrà potino Gap irò che un impresario non dev' essere deputalo, e che la/.u»* leggendaria (come viene qualificai a la strada di Mi in torto d.U
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l'abbia, piò degli altri, spinto , rilasciare al Berlini la dichiarazione Minghottiana, e che più di (ulti si «gita, àUnchò il suo arrendevole amico non abbia a soffrire il meritato abbandono.
Ma ani tale conversione a sinistra come può spiegarsi in q;u»pio Callegio abitualo a cibarsi di malve? Di sentimenti politici si scarseggia, " 1* convenzioni non hanno preso il pasìo che in pochi uomini, i quali esercitano la loro influenza in un ristretto campo di azione. Il municipalismo rimane quindi qual principale moventa delle elezioni, ed infatti, allorché il rappresentante si vai* della sua influenza, e la sfi nita nelle gare cittadini, con poco accorgimento, anzi con pochissimo buon senso, ha compromessa la sua posizione, ed allora, purché si riesca, poco monta se uno di destra sèà®f quello dello stesso colore, od un prógrèésislà, ,alla sua v Ita, dia un calcio al conservatore». Maranca fu piantato dal De Creochio, e costui sarà mandalo a piantar cavoli dal De Riseis. Il Maranca, invulnerabile dal lato politico, fu aggredito dei suoi nemici municipali; il De Orecchio ha contro questi ed i politici, e vedete qual sorte sia toccala ad un professore! Con "una pertinacia degna di premio, hanno segnilo il De Orecchio in tutte le vicende della sua vita pubblica, ed egli proprio nel momento di entrare in macchina vota pel Depretis come Presidente della Camera dei deputati; pei segretari! adotto il sistema di non disgustare nessuno e preparo una frittura mista. Poscia venne l'interpellanza sui latti della villa Rulli, e credette, in questa quislione, dare un primo saggio di disciplina, e votò col Ministero. Alla interpellanza sulla politica ecclesiastica, il nostro deputalo brillò per la sua assenza. Ma accoli ai provvedimeli eccezionali. Ceriamente ciascuno suppone, e 1' abbiamofupposto anche noi, che il volo doveva essere pel Ministero, mai no; il Re Crocchio non si fa imporre da alauno, per mostrare la sua indipendenza, vota colla Sinistra. Siamo al 18 marzo, giorno fatale pei consorti ! Si dibattono per avere ancora pochi mesi di vita, ma soccombono. L' ex onoravole nostro votò pel Ministero, poi scrisse a taluno ragionando il suo toto, e, nel banchetto a S. Amalo, colla semplicità di uno «Indente di ginnasio, di-se che traltavasi di una semplice questione di rinvio, e che la politica non ci entrava un fico. Ma non bisogna tacére però che
avrò bisogno di molle paroie pei . ...... ---------
I menti, nè di frasi pomposa per esprimere le mie convinzioni. La linea di condotta che io seguirei in Parlamento è tracciata dall'autorevole parola del programma di Stradella, nel quale son promesso le riforme reclamate dalla maggioranza degli Italiani. Intorno a queslo programma dobbiamo slringerciquanli siamo amanti del maggiore incremento economico della nostra Italia e del consolida mento delle nostre istituzioni congiunto al progressivo sviluppo delle libertà noslre. Se avrò l'onore ! di rappresentare cotesto collegio, io consacrerò 1' opera mia ed il mio voto ad appoggiare il ministero sorto col voto del 13 marzo, perchè ho la convinzione cho esso, sorretto da una maggioranza 'compalla, realizzerà le promesse del suo programma,, e, conservando la fiducia del Re, saprà rendersi I sempre più degno dell' appoggio della nazione.
« Dopo gì' interessi generali, avrò sommamente a cuore quelli del collegio e della regione abruzzese, che deve por-lare alla gran patria italiana tulio il suo contingente di vita e di operosità.
« Uomo d' ordine per principi! e per convincimento, man-
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terrò sempre inalterata la mia, fede al nostro magnanimo Sovrano ed alle istituzioni che sono la base fondamentale del , nostro ordinamento politico.
« Con questi inlendimenli io mi presento a voi, Elettori del collegio di Lanciano, e, se non potrò adempire, come vorrei, il difficile compilo, non verrà mai meno in me la costante e ferma volontà di prestare tutta la mia opera al nobilissimo fine del mandato che mi affidereste.
« Castellamare Adriatico 16 ottobre 1866.
Luigi db Rrsm »
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Nella provincia di Teramo le condizioni elelorali non sono mutate. Anche Ira noi la corrente elettorale è assai favorevole ai candidati ministeriali-progressisti. 1 Maccabei tentano di far credere il contrario. Che si divertano pure!... E arie elettorale ...
A tal proposito, mentre dobbiamo ringraziare I' Eco degli Abruzzi delle lusinghiero parole indirizzale agli eie tori delle nostre provincia ed ai noslri candidati, ne rincresce di non poter far altrettanto per il Fulmine dì Aquila.
Quella carrispondcii-a teramana pubblicata nel nani. 21 del Fulmine puzza d' ibridismo lontano un miglio. Non ne facciamo colpa al direttore che 1' ha accolta; si sa che spesso i direttori dei giornali non conoscono appieno le condizioni del paese da cui si mandano corrispondenze.
La colpa è del corrisicadente che si smaschera assai bene per quel, ebe è. Egli non può nascjndore i ì>uoi amori clan-
tore simili a quelle di ieri, perche gii rennouo B mkìto j servigio presso le persone amanti del proprio paese.
In quanto poi al Dr. Dionigi, bisogna dire che gliene abbiale fallo delle grosse. Prima cosi amico, ora così nemico 1.... E poi, che cosa vorreste conchiudere con quelle lettere amichevoli del Dionisi?
Nel 1870 voi godevate la sua fiducia, nel 74 c nel 78 ' non più. In quallro anni il doitor Dionisi avrà pollaio capire che, un impresario non dev'essere deputalo, e che la frana leggendaria (coma viene quali ficai a la stradarli Mon torio dai Ministero dei LL. PP.) deve avere un termine !... A buon in-leoditor poche parole.
Del reslo, on. Sebastiani, i vostri fratelli in maccabeismo provocano sempre. Essi vorrebbero che noi in" tiessi mo fuori i nomi dei maccabei condannali a domicilio coatto o ex manutengoli di briganti. Guardatevi attorno, e li vedrete
Per ora ci basta di dire a voi, on. Sebastiani, capo della consorteria teramana, che per voi esistono dei documenti a slampa
A rivederci sabato prossimo.
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Domenica ultima tutti gli elettori di Isola, di Tossicia e Castiglione della Valle (mancavano pochi maiali ed assenti) rinnivansi nei rispettivi comuni in assemblea, e dopo matura discussione acclamarono a loro candidato progressista il nostro amico Settimio Costantini. 1 presidenti dei delti meetings signori De Angelis, avv.' Palumbi e dott. Petrilli, si affrettarono a farne partecipe il Comitato e etto rate della nostra provincia. 11 cav. Costantini avrà la quasi unanimità in quei paesi.
Nostre inforni a//so ni
Ci viene riferito che i nostri avversari del collegio di Teramo, vedendo fallire ogni altro mezzo, ricorrano al denaro Sarebbsro gli sforzi dei naufraghi !'
Per quanto sciaguratamente ci avessero adusali a vederno di ogni maniera, non vogliamo credere a simile enormezza.
Preghiamo nondimeno gli amici a spiegare la più severa ed accurata vigilanza-
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La Provincia, di jeri parla di non sappiamo quali intimidazioni e minacce a carico di suoi amici.
Siamo alle solile arti: quando non possono farla da carnefici, si atteggiano a villime. Una^ causa mirab'ilinenlc suffragata dalla pubblica opinione, fron ha bisogno di essere difesa con simili mezzi.
Noi preghiamo il detto giornali a declinare i nomi o narrare i falli, si vuole fuggire la taccia di calunniatore.
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Nostn informaztont particolari ci pongono in grado di assicurare, che, pur restando fermo quanto il nostro corrispondente di Pianella asseriva in ordine al ritardo frapposto dalla MUto-prefellura di Penna della deliberazione di cui s'è parlato nil numero 8t del nostro giornale, il sig. Concilini prese e mantenne la firma da sindaco di Pianella dietro vive insistenze de'suoi colleghi della giunta; il che rimuove l'accusa fatta a queir amministrazione di anormalità nel règgi-j mento di essa.
F. Taffìorelli direttore responsabile
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