CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    TERAMO 28 ottobre 1876
    al
    SUPPLEMENTO
    87 del CORRIERE ARRUZZESE
    COSTA Centesimi 10
    DISCORSO DELL'ON. DE PRETIS
    PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DE' MINISTRI pronunziato a Stradella V 8 ottobre 1876
    Deprelis. presidente dei Consiglio. (Fruissi mi applausi. Viva Depretisl) lo ringrazio il mio aaiico il sindaco di Stradella delle troppe cortesi parole che ini ha indirizzate; e ringrazio i miei vecchi elettori della loro benevolenza che anche questa volta non si è smentita.
    Prima che io sciolga la mia promessa, e faccia ai miei elettori la mia confessione politica, permettetemi che mi arroghi il diritto d'interpretarne il pensiero.
    Arte e natura privilegiano le popolazioni di questi colli e di queste pianure dei sentimenti più schietti di cordialità. V ospitalità, o signori , é una virtù antica dei miei compaesani del collegio di Stradella. (Benissimo]) Essi ne hanno da/e splendide prove. Essi accolsero festosi i battaglioni dell' esercito subalpino che movevano alla guerra dell' indipendenza: essi accolsero con non minore cordialità gli esuli delle altre provincie italiane quando nell' antico Piemonte e sotto la bandiera tricolore, trovavano la sempre viva Italia. (Applausi). Essi pei primi, quando chi ha 1' onore di parlarvi teneva il inandato legislativo dai suoi fidi e-Jellori di Rioni, essi pei primi, gli elettori di Stradella, elessero a loro deputato un esule illustre, Cesare Correnti, (Applausi) e affidando il mandato di legislatore ad un cittadino dell' eroica Milano, quando erano ancora freschi i ricordi delle gloriose giornate, essi dimostrarono la loro fede che i destini di latte le provincie italiane erano uniti indissolubilmente nella fede comune del nazionale immoBisahilo risr.aLlO (Bravo! Applausi).
    le mie parole, dettate da una esperienza di quasi trentanni di vita parlamentare. (Bravol)
    Il Ministero, o signori, avrebbe desiderato di parlare coi fatti. Ma d1 allra parte il vero programma di governo non può aversi che dalla voce venerala del Re, il quale solo ha autorilà di annunziare alla nazione quello che egli approva e consente.
    Io non farò dunque che una rassegna politica, una confessione dei miei propositi di governo, propositi che sono consentiti non solo dai miei colleghi, ma che furono anche concordati con autorevoli uomini politici i quali concorsero il 18 marzo ed il 27 giugno, a creare ed a confermare l'attuale ministero! (Benis-simo !)
    Ed io spero che le mie parole potranno facilitare quella concordia^ quella feconda trasformazione dei partiti (Bravo! Benissimo/), quella unificazione delle parti liberali della Camera, che varranno a costituire quella tanto invocata e salda maggioranza, la quale, ai nomi storici tante volle abusali e forse improvvidamente scelti dalla topografia dell1 aula parlamentare sostituisca per proprio segnacolo una idea comprensiva, popolare, vecchia come il molo, come il moto sempre nuova, « il progresso. » (Bene! Applausi!) Noi siamo, o signorino ministero di progressisti. (Applausi!) Progredire, in latino come in italiano, vuol dire andare avanti. (Bravo! ilarità!) Da questa schiera a cui io mi glorio di appartenere, ed alla quale appartiene il gran partito liberale italiano, non si dipartono se non coloro cho non vogliono progredire ma volare (Bene/); e naturalmente non ne possono far parte coloro che non vogliono camminare ma sedere. (Bravo f Applausi!) Quanto a coloro i quali si affaticano a voltare il sasso di Sisifo « a ritroso, come
    
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    disavanzo: i più discreti dicevano che l'avvenimento della Sinistra sarebbe finito con una perdila di qualche centinaio di milioni, a finir bene. (Si ride) Questo volevano far credere coloro che, da tanti anni, non.solo predicavano all'Italia, ma, con grandissimo pericolo del credito nazionale, cercavano persuadere anche all' Europa diplomatica, essere la Sinistra, che pure era un gran partilo parlamentare, un'accozzaglia acefala, indisciplinata e sovversiva. Ora sapete che cosa è accaduto? E' accaduto che la moderazione della Sinistra è diventata uno scandalo, una colpa, o almeno un difetto, perchè si permette essa pure di parlare di santità delle leggi, dello Stato d' imposte intangibili,di esazioni inesorabili, di rigorose economie, di istituzioni sacre, indiscutibili, immutabili. (Bravo!  Applausi.)
    E del caso inaspettato grande meraviglia! E si aggiunge: perchè mutare Ministero? perchè relegare coloro che hanno governalo finora alla parte di opposizione? se non si ha a mutar sistema non hanno i precedenti governanti, per tradizione, /' arcanum imperii? Ed i suoi uomini, non sono e?si i soli abili, i soli sinceri, i soli sicuri?
    Per verità, mi pare che in quest' accusa si veda troppo facilmente, non solo il veleno dell' argomento, per usare la frase di Dante, ma soprattutto la vacuità. Grazie a Dio, tutto non sì riduce ad odiosità di giudizi personali e ad emulazione di portafogli. Questa politica impicciolita a gare e a confronto di persone, ha pigliato o-rigine se non erro dalle molte e sterili variazioni dei passali ministeri di Destra.
    Una voce. E' vero!
    Depretis. Sapreste voi scoprire il motivo p i cui il potere, in passato, ogni due o tre anni si palleggiasse dall'uno all'altro dei maggiorente della destra?
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    iruurt u i or uni,- essi jjf     della, elessero a loro deputalo un esule illustre, Cesare (borrenti, (Applausi) e affidando il mandalo di legislatore ad un cittadino dell' eroica Milano, quando erano ancora freschi i ricordi delle gloriole giornate, essi dimostrarono la loro fede che i i destini di tutte le provincie italiane erano uniti indissolubilmente nella fede comune del nazionale immancabile riscatto (Bramì Applausi).
    Epperciò, o signori, vedendo a me dintorno questi ospiti egregi, io prego i miei compaesani di associarsi a me, nel dire a loro: siale i benvenuti nella ospitale Stradella. ( Bene ! Applausi ! Evviva Stradella!
    E dopo questo atto d' onesta cordialità, io sono aestretto ad annunziarvi, o signori, la tortura di un discorso ...
    Una voce: È il benvenuto.
    Depretis:.... irlo di politiche spinosità , che non può essere breve, e che non sarà diletto ole; ma parlando dei destini del nostro paese, di questa Italia che è nostra gloria e nostra religione, voi sentirete, io spero, sotto le austere lormule d' un resoconto politico, necessariamente misurato e ponderalo, palpitare un cuore nel quale è sempre giovane 1' amore immortale per l'Italia [Applausi).
    Ed è appunto, o signori, da questo luogo ove più viva e sicura può espandersi la mia parola, in mezzo ai miei compaesani, i quali non solo conoscono le mie idee, h mie opinioni, sempre liberamente discusse con loro, ma conoscono pure tutti gli atti della mia vita, - è di qui, che io circondalo da giudici consapevoli e incorut-tibili e da testimoni irrecusabili, ho preferito consenzienti i miei colleghi nel ministero, e gli I amici miei, di parlare all'Italia onnipresente ormai anche nei più modesti recessi del paese, come è vivenie nel cuore de' suoi più umili figli.
    L Italia, o signori, non è più, come per le generazioni che ci hanno preceduto, non è più un idolo privilegialo di pensatori, una frase, di aule accademiche, un vanto di città capitali; essa vive di vita non meno schietta nelle città minori, nelle borgate, nelle officine, in mezzo al popolo; ed è al popolo, che ignora le ostinazioni partigiane. i puntigli delle clientele e le diplomazie personali ; è al popolo per cui gli uomini pubblici non sono che una significazione di idee e di fatti generali; è al popolo, necessariamente imparziale, che vorrei giungessero, attraverso F a-a» cbevole interpretazione dei miei vecchi elettori, j
    schiera a cui io mi glorio di appartenere, ed alla quale appartiene il gran partito liberale italiano, non si dipartono se non coloro che non vogliono progredire ma volare (Benet)\ e naturalmente non ne possono far parte coloro che non vogliono camminare ma sedere. (Bravo t Applausi!) Quanto a coloro i quali si affaticano a voltare il sasso di Sisifo « a ritroso, come disse il Manzoni, dei tempi e dei fati,» permettetemi, amici miei, che io li abbandoni alla moderna mitologia. (Bravo ! Benissimo f)
    Prima, o signori, di farvi le mie confessioni, credo conveniente di rispondere ad alcune accuse.
    Una voce. Non ce n' è bisogno.
    Deprelis.. Oh ! non farò certamente un distorso polemico. Nessuno domanderà che io mi fermi ad ascollare il basso, confuso, iroso sobbollimelo di passioni, anonime, a cui mi sarebbe facilissime di dare un nome. Lascio le accuse di questi accusatori : ne crepilu quidem digiti dignos. {Bravo 1)
    A due appunti però, mi sia permesso dì rispondere, perchè mi pare di vederli ripetuti con /infinite varianti anche da giornali seri] e da persone che hanno riputazione di essere am-misurate. Sapete cosa ci si dice? Ci si dice: voi non avete idèe nuove, non avete alcun nuovo concetto di. governo, ricopiate i programmi dei vostri avversari, e così la vostra magnificala risoluzione parlamentare finisce in una mutazione di persone; parturient montesy nascelur ridiculus mus. (Ilarità!) Questa è la prima accusa.
    Ce n' è un' altra anche più grave, e sostenuta con notevole pertinacia. Ci si (Jice: voi non siete un ministero, siete bensì un Comitato elettorale, (Si ride) che rimuta e rimescola tulio il gregge dei pubblici ufficiali per violentarli a farsi accattatori di voti. L'accusa, se non è con queste parole, ha questo significalo.
    Veramente le accuse mi paiono singolarissime. Comincio dalla prima.
    Noi, ci si dice, non abbiamo alcun concet to nuovo di governo I E chi è che ci dice questo? Questo si dice da coloro che prima credevano e facevano credere che la Sinistra, arrivata al potere, avrebbe capovolto ogni cosa, spezzato ogni filo di tradizione, messo sossopra lo Stato, rovinato il credilo pubblico, riaperto l1 abisso del
    a gare e a coniromo ai peisui.e, n«
    rigine se non erro dalle molte e sterili variazioni
    dei passali ministeri di Destra.
    Una voce. E' vero!
    Deprelis. Sapreste voi scoprirà il motivo por cui il potere, in passalo, ogni due o tre anni si palleggiasse dall' uno ali' altro dei maggiorenti della destra?
    Io sentirei volentieri qualcuno che mi spiegasse i molivi di questo infecondo e costante alternarsi degli slessi uomini, appartenenti allo stessa parlHo. Ma per capirne qualche cosa ci vorrebbe la cronfca arcana, la letteratura episodica, il microscopio ed un fortissimo microsopio parlamentare, per isco-prire te differenze, le opposizioni, 1© affinità, Ira le figure che si succedevano miracolosamente nel caleidoscopio ministeriale. (Applausi).
    Ora, lasciatemelo dire, © signori, quesla era un' agitazione senza moto, una varietà senza novità. [Applausi). ,
    Ma che il ministero attuale possa essere accusato di non sapere che continuare e ricopiare i ministeri di destra, è veramente un miracolo Eppure questo è slato per più mesi il tema obbligato dei noslri oppositori. E noi abbiamo allora risposto, rispondiamo e risponderemo: siamo entrali ai governo colla nostra bandiera vi restiamo colla nostra bandiera spiegata, Et hic (diremo anche noi) manebimus oplime. (Applausi).
    Non è il nuovo, ò signori, che noi cerchiamo, noi cerchiamo il vero. Ed io dichiaro aperT lamenle che le idee buone e vere, le utili esperienze, le prenderò dove che sia, anche dai nostri avversar}. Vedete che non manca la generosità da parte mia! (Benissimo!) Prenderò le idee dai miei avversari anche nel caso in cui, per un artifizio di emulazione,, inventassero, come ne ha dato il sospetto qualche giorno fa la lettura di certi discorsi che si sono pronunciali da alcuni oratori di destra, una soluzione, impensati pel rafforzamento del corpo elettorale, per semplificare quelle pesanti ed inestricabili macchine che sono diventate le amministrazioni centrali, le quali furono sinora da loro conservate e custodite comeT arca santa, (bravo! Applausi!)
    Che meraviglia, o signori, se noi ed i nostri avversari parliamo lo stesso linguaggio? Siamo dèlio stesso paese, viviamo della stessa vita. Ma se le parole hanno lo stesso suono, se le istituzioni rimangono, e dovono rimanere sulla stessa