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ciò dello Stato nasce dal bilancio della nazione. Quando il padre è robusto, anche i,l figlio nasce e vive sano. Quesla è » latta la questione. (Bravo! Bene! Applausi).
L' avaro, per non ispendere^ si lascia cadere la casa in testa; chi vuol andare coi risparmi fino ali1 osso, tronca i muscoli, i nervi vitalir chi si pone poi un ostacolo ideale ed una superstizione, si crea un'illusione. II bilancio dèlie forze vere è quello che bisogna o4tenere, il bilancio economico.
Epperciò non può farsi conto di una situazione forzata, di una situazione estrema. Bisogna cbe questo bilancio abbia una elasticità che rappresenti il variare dei casi, le eventualità, le sventure. Finché non abbiamo un bilancio simile, noi non abbiamo il pareggio. (bene\)
Bisogna por mano alle riforme tributarie; 1.° perché esse, rispondendo alla natura delle forze econòmiche, diano luogo alla necessaria e-lasticila; 2.® perchè cresca la Jorza vera della produzione che ora, in moltissimi casi, è inceppata dalla stessa mala distribuzione delle imposte. .
La questione urgeule, quella cbe dà l'impronta caratteristica alla rivoluzione parlamentare del 18 marzo, è dunque li riforma tributaria, la quale può riguardarsi sotto l' aspetto della giustizia distributiva e delle convenienze e-conofpictie.
Tre forme d'imposta rispondono alla prima necessità dell' equa e proporzionale ripartizione: il macinato, la ricchezza mobile, la imposta sui terreni.
La tassa di ricchezza mobile presentala mio avviso, lulte le difficoltà dell' imi os-,a unica, che non potè essere attuata in nessun paese del mondo- anzi uè presenta delle maggiori. La base diversa che agli uni commisura la tassa sopra un reddito certo» agli altri sopra un reddito denunciato, introduce grandi disparità. Il solo modo di raccostare le denunzie al vero, sarebbe il giudizio del pubblico; ma questo giudizio è j-nefficace. V onorevole Sella tentò il rimedio e-ioìco di una pubblicazione in cui erano scritte, tutte la rendite dei contribuenti. Ma finì per es-sPiA ima statìstica platonica; manca il riscon-
della Commissione un telegramma, col quale mi annunzia essere certa la soluzione per la parte meccanica col mezzo di un pesatore. (Benissimo!).
Io spero che gli ultimi esperimenti confermeranno queste ben augurato annunzio, e cost potranno essere tolti di mezzo molti dei gravi inconvenienti di questa tassa e cesseranno molti guai per le popolazioni e pi,ù assai pel Governo. (Bene!)
Eccovi adunque quattro progetti di legge, per riforme tributarie che la nuova, amministrazione presenterà alla nuova Camera. E con queste riforme il ministero attuale risponde al voto del 18 marzo, il quale disse chiaramente: prima le riforme tributarie.
Ma qui non si fermeranno i nostri studii. Abbiamo un cespite d' entrate che in molli paesi è dei più importanti, il tabacco. Si è tentato di migliorarlo, e si è fatta una cattiva prova. L' anno scorso si è accresciuta la tariffa dei tabacchi; si è creduto che, aumentando d' una lira il prezzo di dodici milioni di chilogrammi di tabacco che si vendono annualmente, si sarebbero ottenuti se non dodici milioni, almeno nove. L' esperienza ha dimostrato che i contribuenti hanno pagato sei milioni e mezzo, ma due milioni e mezzo soltanto entrano nelle casse dello Stato.
Io credo che si potranno trovare altre soluzioni, perchè veramente è un grave danno allo Stato che un cespite cosi importante rimanga ancora nei confini assegnali dal contratto colla Regia.
Si sono fatti degli studi sulle finanze comunali e per la loro separazione dalle finanze dallo Stato, come pure si studiò la riforma dei dazi di consumo: ma su questi gravissimi argomenti io non posso promettere altro a' miei eiettori ed al paese, se non che tali quistioni, chesono delle più difficili, io le studierò, e le farò stud^a^e accuratamente, ma non prevedo prossima una''soluzione.
Ora devo ancora toccare di due npn meno J gravi argomenti che riguardano la finanza. L'uno gravissimo sopra tutti gli altri, che vùol essere ! definito a scadènza vicina e che debbo esarfii-! nare in,unione al mio egregio colle$a_ ed amico il ministro fli agricoltura e commerciò: là rinnovazione dei trattati commerciali (Vivi segni di iiton/rìnnÀ " V altro & nnrft'' «n gravissimo affare
tariffe. Alla peggio, piuttosto nessun trattato, anziché patti capziosi e leonini come quelli che abbiamo avuti nei trattati vigenii per non pochi articoli (Bravo/ Bentsstwol).
Quanto alla concessione air industria privata. a cui siamo tenuti in forza del tanto contrastalo art. 4. della legge che approvò la convenzione di Basilea, delle ferrovie riscattate o da riscattarsi (c'è una rete ferroviaria che può anch' essa dirsi riscattata) io, d' accordo col mio collega il ministro dei lavori pubblici, ho nominato una commissione d' uomini (tecnici corn-petentissimi, ai quali è affidato l'incarico di redigere il capitolato normale sul quale sarà trattala la concessione dell'esercizio. E' un tema difficilissimo al quale io ed il mio amico Zanardelli consacreremo tutte le nostre forze. Ed ho piena speranza di risolvere il difficile problema presto, Con soddisfazione del paese, con vantaggio delle nostre industrie e senza detrimento del nostro credito. Ho sofferto non poco nella passata sessione quando dovetti difendere e salvare da i-nevitabile naufragio, còli'aiuto dell'onorevole mio amico Correnti e mercè il compromesso di Parigi, il patto addizionale di Roma e la convenzione di Basilea, .poco prudentemente stipulata. Ora, che volete? E entrala in me la speranza che una stella propizia all' Italia mi fornirà presto il modo di a-dempiere agli obblighi che mi vennero imposti dalla legge, anche prima del termine che la leggo mi ha prefìsso. (btne\ bravo!)
Quanto alle nuove ferrovie, o meglio al completamento della nuova réte ferroviaria, dirò che lo Stato ha già dato una spinta vigorosa alle costruzioni, lia spigrito anche le parti più remote e segregate del paese, ha costituito il vincolo materiale dell' unità quasi completamente. Si sono compiute opere colossali* che hanno corretta quella viziosa costituzione geografica che faceva disperare Napoleone 1 della possibilità di ridurre V I-talia ad unità politca.
L'Appennino partitore è oramai scavalcate dalla vaporiera in sei punti. Più gravi le difficoltà della catena Alpina, sterminata cerchia che ci riduce come in una fossa e ci separa dall'Europa continentale, come e .peggio che se fossimo un' i-sola. Anche quest' immane ostacolo può con si de-
Tarsi vinto non annona fiiansi r.nmninlf» tu nnora
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imi*tiu teiiu, agii auri sopra un reamio ae-nuocialo, introduce grandi disparità. Il solo modo di raccostare le denunzie al vero, sarebbe il giudizio del pubblico; ma questo giudizio è i-nefficace. L' onorevole Sella tentò il rimedio e-rotco di una pubblicazione in cui erano scritta tutte la rendile dei contribuenti. Ma finì per essere una statistica platonica; manca il riscontro. Tolti ai comuni i centesimi addizionali, cessò il controllo delle rappresentanze, municipali, novellerà-crescere i rigori, e adottare una procedura eccezionale, non sempre fondata sulla giustizia. Io spero che la Commissione, la quale tu incaricata di esaminare questa legge, presenterà al Minili ero (e sono sicuro le presenterà un tempo utile) ,ta4i riforme da patere almeno, nella prossima .sessione, togliere i; maggiori difetti, e le più gravi asprezze che presenta la legge attutile. ( Bette l)
Anche la perequazione prediale da lungo tempo aspettata, io spero sarà discussa e votata dalla nuova Camera. Essa si limiterà a provvedere ad un bisogno urgente, cioè a fare si che si possa perequare V imposta fondiaria fra i contribuenti nello stesso Comune, e che si possa provvedere alla, formazione del catasto geometrico in tutto Jo Stato; a nessuno può venire in mcn,evdi aumentare.!' aliquota della tassa fondiaria, la quale è già a quest'ora di troppo e-levala.(Benissimo!)
Sarà pure presentata una leggo per la revisione del reddito imponìb le e quindi del'a lassa dei fabbricati. Questa revisione fondata sopra un eatasto sarà, a mio avviso, di qualche utilità all'erario e di un vantaggio anche maggiore a contribuenti, i quali nella detta lassa trovano adesso, molli degli inconvenienti della tassa dr ricchezza mobile. 1 centesimi addizionali sulle tasse dei fabbricati potranno essere più equamente riparliti.
Quanto alla più dolorosa e, lasciatemi dire, la più temeraria delle imposte, quella del macinato, io non aveva troppe speranza di vederla ravviata a meglio. Ho nominato una Commissione la quale fece lunghi studi, ma il rimedio è difficile a trovarsi. 11 coniatore rivela il lavoro della macina, rod rivela I1 effetto del lavoro, non la qualità della ai ?» ter ia macinata. La Commmissione mi propose, H io ho accettato, lo spediente di fare un appello scienza meccanica mediante un concorso. Mi Fdde I' animo di potervi annunziare chè, ora sono "i* giorni, ho ricevuto dall' illustre presidente
lainenie, ma non prevtjuu y lussimi una TOTnTTOTWP Ora devo ancora toccare di due non meno I gravi argomenti che riguardano la finanza. L' uno gravissimo sopra tutti gli altri, che viiol essere definito a scadenza vicina e che debbo esaminare in,unione al mio egregio collega ed amico il ministro di agricoltura e commerciò: là rinnovazione dei trattati commerciali (Vt'vi segni di attenzione); V altro è pure un gravissimo affare che ho comune col mio collega il ministro dei lavori pubblici, ed è la concessione all' industria privata dell'esercizio delle ferrovie riscattate, e 1 la costruzione di nuove ferrovie a complemento della rete ferroviaria del regno. Su questi due argomenti io esporrò i concetti del Governo, dopo un momento di riposo.
Moltissime voci. Si, sì; si riposi. (Dopo aleyni minuti l'on. Depretis riprende il suo discorso).
DEPRETIS. Dirò dei tratti di commercio e delle ferrovie' ( Vivi segni di attenzione ).
Dei tratti di commercio voglio dire poche cose, e voi, o signori, capirete la ragione dèi mio riserbo.
Le trattative sono in. corso. Tuttavia dirò che un egregio cultore delle scienze economiche, mio. amico personale, l'onorevole Lui zzati, che ha pres/edulo splendidamente l'inchiesìa industriale, che fu incaricalo dal precedente Gabinetto dei negoziati pei trattali di commercio, e che jo, u-sando e forse abusando della sua amicizia, ho a mia volta sottoposto ad un'inchiesta e interrogalo su tutte le fasi delle trattai Ve còlla Svizzera, colla Francia e còll'Austrla, mi fu cortese dei più ampi schiarimenti e mi ha persuaso che una conclusione non è 1 difficile.
lo ho ristudiata la materia e mi sono formata una convinzione. Io sono ben risoluto, per conto mio a non fare esperimenti rischiosi ed a non cedere nè a lusinghe, nè a pressioni. Le condizioni dell'industria nazionale, cioè del lavoro I nazionale che è fattore di moralità e di dignità nazionale, queste condizioni sonò abbastanza difficili, e non vogliono essere peggiorale. Sarò fedele alle dottrine economiche:. ma trattandosi di convinzioni commerciali sarò obbligalo ad in- ' : sistere sulla parità di trattamento e sulla reci-proc là dei compensi. (Benissimo! Brat)o!) Se poi ci fosse giuoco di tariffe contro il nostro com- j ! merCio e la nostra produzione, che volete? mi l rassegnerò a difendere gl'interessi del paese colle
talia ad unità politca.
L'Appennino partitore è oramai scavalcato dalla vaporiera in sei punti. Più gravi le difficoltà della catena Alpina, sterminata cerchiatile ci riduce come in una fosso e ci separa dall'Europa continentale, conile peggio chè se fossimo trn' i-sola. Anche quest' immane ostacolo può considerarsi vinto non appena siansi compiute le opere alle quali si è pósto mano, la Pontebba ed il Gottardo, e ciò senza diminuire le forze difensive dèi paese. Io stesso volli vedere corno procedessero t lavori di quest' opera colossale del Gottardo, dalla cui esecuzione il commercio marittimo italiano, i nostri porti, e massime il nostro primo emporio commerciale di Genova, aspettano i più grandi vantaggi. (benissimo!)1'
Ma restano a compiersi le altre opere ferroviarie in corso d' esecuzione ordinale per legge, quelle ebe sono contemplate dalle leggi vigenti senza ebe sieno previsti e preparati i mezzi d'e^ secuzione, quelle che sonoevidentementerichieste dalla giustizia distributiva. -
Eccovi nettamente le intenzioni del Governi) Importa di compiere al più presto le reti in costruzione della Sicilia « delle Calabrie. Pel Mi^ ni stero, e personalmente per chi ha V onore di parlarvi, è un debito di onore il provvedere al compimento della rete ferOviaria della Sardegna. Per le linee contemplate dalle' leggi, il Governo è disposto ad impegnarsi nei limiti daNe leggi segnati lo adotto intieramente la massima professata e dichiarata dal mio collega il ministro dei lavori pubblici, e dico alle-popolazioni che chiedono la congiunzione dei capoluoghi di provincia alle reti ferroviarie esistenti: aiutatevi, V erario nazionale vi aiuterà, (benissimo ! Applausi.)
Depretis. Non escludo alcuna linea; quantunque non parla da un capoluogo di provincia, la ferrovia di valle'H' Aosta ha, per Esempio, un' importanza speciale: metto fra le 'prime quella importantissima da E boli a Reggio di Calabria, che deve di tanto ravvicinare la Sicilia a Roma. E non posso-dimenticare1 le linee della Venezia. Per queste, come per-altre, spero si potranno presentare a'Tà Camera i progetti di legge senza ritardo. Ma io dichiaro apertamente ciré gì' impegni 'dell' erario e gli stanai àmen ti'del bilancio devono essere riparliti in modo da non alterare V equilibrio finanzi ario e ferire il credito dello Stato. Tolto non può farsi ad un tempo. Le nostre popolazioni devono
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