CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    e
    comprendere effe la foga dei desideri!'-e delle pretese, anche giuste, riuscirebbe a nulla, se le finan-ze italiane venissero ad essere scompigliate.
    Nè bisogna dimenticare che assai limitato è lo stanziamento che noi abbiamo nel nostro bilancio pel ministero della guerra: io non posso dimenticare che uno degli obblighi più sacri del governo è di assicurare la difesa dello Stalo. Anche più insufficiente è lo stanziamento pel bilancio della marina. Io sento le giuste istanze del mio egregio amico il ministro della marina; egli sa come volentieri vorrei assecondarle. Ma
    10 ho dovuto limitare le mie promesse: appena
    11 bilancio lo consenta, sol che 1' equilibrio finanziario non sia compromesso, io sono dispostissimo ad allargare gli stanziamenti della marina militare italiana, che dovrebbe esaere il nostro braccio destro, (benissimo \)
    Alla questione di viabilità se ne connette intimamente un'altra, quella delle linee marittime, e delle comunicazioni postali, sia nelle nostre acque e nelle nostre isole, che vuoisi considerare come parte della viabilità interna, sia per i paesi oltremarini e col Levante, dove 1' 1-talia unita ricerca e trova le traccie dell' antica operosità di Genova e di Venezia.,.
    Le leggi per 1' approvazione dei trattati di commercio, per il completamento e per l'esercizio elisile nostre linee ferroviarie esistenti, e per la dotazione della navigazione postale, devono essere presentate dentro 1' anno, e dovranno per necessità di tempo, essere,risolute in questa prima campagna parlamentare.
    Ma qui, dopo tutta questa enumerazione di spese, io sento sorgere, e leggo quasi nel volto dei miei uditori, la domanda che mi permetto di indovinare e di esprimere. Mi pare di sentirmi dire: il bilancio dello Stato, voi lo avete detto, è appena nominalmente, e poco solidamente e-quilibrato; sapete che, a conti finiti, nuove spese devono esservi, iscritte pei riscatti delle reti concesse e per le costruzioni iu corso delle ferrovie: voi parlate di provvedere alle nuove» costruzioni ferroviarie, le quali verranno certo ad esaurire ogni aumento prevedibile e possibile delle entrale; ma, e il corso forzoso? Volete voi lasciare addosso all' Italia quest' abito di carta,
    Ia bi>»a J1«aÌ ilbIìa il! r. ! i\ fin tnrtmn /li
    dimenti in fatto di finanza, ma non ho finito 1' e-sposizione dei propositi del Ministero. Dirò brevemente delle altre riforme che il Ministero ha studiate, e che saranno sottoposte al giudizio della nuova Camera.
    Il mio egregio collega, 1' onorevole Nicotera ministro dell'interno, ha preparata la revisione della legge provinciale, e comunale. In questa legge saranno introdotte alcune delle riforme da me annunziate un anno fa nel discorso agli e-lettori di. Stradella. Ne accennerò due: il presidente della Deputazione provinciale sarà nominato dalla rappesentanza provinciale (benel), il sindaco sarà nominato dalla rappresentanza comunale (benissimo ! Applausi.) Però questa legge che sarà la legge del dicentramento, sarebbe essa stessa una illusione, i, suoi benefici] non sarebbero sentili, e si perderebbe un' occasione propizia, se non si rifacessero, e non si, raccomodassero glj ordini pur troppo complicati, e vanamente faticosi, dall' amministrazione centrale. Il Consiglio di Stato, la stessa Corte dei Conti, vogliono essere vivificati, forniti di una azione più chiara, più. proficua, più semplice. E la nostra legge sulla contab lità e sulT amministrazione dello Stato, che in generale ha fatto buona prova, ha pure essa bisogno di qualche utile esplicazione. Tutti gli ordini dei^ pubblici ufficiali aspettano un rimaneggiamento che assicuri la dignità dell'impiegato, la loro sicurezza, determini la responsabilità di ciascuno nell'esercizio dei propri! doveri, e produrr un conveniente miglioramento delle condizioni economia che dello, tStata. Come già vi ho ¦ annunziato, questa legge sarà presentata, e fra le prime al riaprirsi della Camera.
    Il mio illustre amico il guardasigilli presenterà la legge, la cui iniziativa è dovvta all'onorevole. Corte, sulla responsabilità dei pubblici funzi^ri, ,
    Il ministro dell' interno presenterà il codice sanitàrio, ed anche iin altro codice, il còdì'ce pietoso dell^ pubblicai beneficenza, che déve de-ter     L'onorevole mio amico il,ministro della ma-
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    e di ripetere sul finire di questo discorso che dissi l'anno passato nell'altro, che cioè Dos è qui Itiogo di « descriver fondo a tutto P&bì-verso » e converrà che ni' accontenti di una ripida enumerazione dei già meditati e pronti progetti di legge dei quali non vi ho peranco parlato, e che saranno presentati alla nuova càmera.
    Il mio collega Mancini si propone di presentare, oltre gli annunciati, i seguenti disegni di legge:
    1. Modificazioni e guarentigie dell'ordine giudiziario,.
    1. Abolizione dell' arresto personale per debiti, disposizione già attuata in altri paesi; noi siamo ancora in ritardo.
    3. Riforma della giustizia correzionale.
    4. Abolizione delle decime sacramentali.
    Infine il ministro della giustizia si propone
    pure di compiere gli studii per la istituzione della Corte Suprema di giustizia nel regno.
    Dal mio collega per I' agricoltura e il commercio, saranno presentati i disegni di legge sulle miniere, per la limitazione della pesca e della c'accia, per il governo delle foreste, leggi che toccano le relazioni della società colla madre natura, che sempre parvero tanto ostiche ed indigeribili ai passati Parlamenti, e che pure il governo deve ripresentare ed insistere affinchè siano approvate.
    Ma, o signori, anche dopo questa lunga corsa, dopo un piano di riforme che ricerca forze parlamentari, ci resta ancora un desiderio. E l'Italia spirituale? (Segni vivissimi di attenziooe.)
    Un paese non vive, o signori, solamente di armi, di pane, di milioni. La finanza^ sta bene, è la circolazione del sangue: la forza; sta bene, è la sicurezza: la giustizia; sta bene, è la salute: T amministrazione; sta bene, è il moto: ma e 1' anima, e i pensieri? Non ci sentiamo noi impiccioliti vedendo éhè l'Italia unita, libera, indipendente, .militare. diplomatica non occupa nel regno dèi pensiero e dell'arte quel posto cb* teneva quando, schiava e divisa, era incoronala dai nomi di Vico, di Volta, di Canova, di Fy-scolò, di Manzoni, di Romagnosi, di Leopardi-di Rossini? (benissimo! bravo!)
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    dire: il bilancio dello Stato, voi lo avete detto, è appena nominalmente, e poco solidamente e-quilibrato; sapete che, a conti finiti, nuoye spese devono esservi: iscritte pei riscatti delle reti concesse e per le costruzioni iu corso delle fer-, rovie: voi parlale di provvedere alle nuove costruzioni ferroviarie, I» quali verranno certo, a,d: esaurire, ogni aumento prevedibile e possibile delle entrate; ma, e il corso forzoso? Volete voi. lasciare addosso all' Italia quest1 abito di carta, che le pesa dieci volte di più che se fosse di piombo?
    Signori, nella seduta del 28 marzo io ho pronunziato queste parole: « il corso forzoso costituisce un ostacolo gravissimo allo sviluppo delle forze produttive del paese, una minaccia permanente sullo stesso pareggio anche quandp siasi ottenuto. L'attuale amministrazione farà oggetto di studiocquesl' importante argomento. »
    E I' attuale amministrazione non ha dimena ticalo, e non dimenticherà la sua promessa.
    Io non posso dirvi il quando sarò in gradOv di annunziare la cessazione del corso forzoso; se V,e la dicessi oggi,, io ve lo dichiaro io coscienza, i nostri fondi dovrebbero ribassare di parecchi punti, perchè il ministro delle finanze dovrebbe essere giudicalo severamente da qualunque uomo che si intenda di finanza in Europa. Vi dico solo che se avremo la necessaria prudenza sapremo slare lontani dalla poesia finanziaria, o, se volete, dalla finanza poetica, se-avremo un po' di fortuna, specialmente nelle stagioni agricole, se avremo una forte volontà, noi in pochissimo tempo vedremo accresciuta la ricchezza del paese, restaurato il nostro credito* raggiunto con piena sicurezza ed anche oltrepassato il pafejggio^La nazione possiede ancora alcune; non .ispregevolt r.isorse patrimoniali, che y> procurerò di difendere,,di conservare, e, se occorre, dLiicupcrare* .Abbiamo alcune spese che vatMo necessariamente- diminuendo, come quelle pei debiti redimibili, che ogni anno scemano di cinque milioni. Io spero, to dichiaro francamente, d/?i trattati di commercio* ,o, dirò meglio, dalla libertà di tassare alcune/merci ora vince^ late ^dai trattati, un' enlrata;yC99^a^TjeV9v'JBÌ spero un'entrata anehe dalla;r-ifeuna di -.alpine tasse e di alcune economie, lo vi dichiaro quindi che, dopo gli sludi eseguiti con molta diligenza. lo mi*sono fatta la convinzione che l'epoca della liberazione del paese dal earso forzoso non è lontano.
    E qui finisco P esposizione dei miei inten-
    sentera la legge, la cui inmpuvu JJEvPT!!^ *v l'onorevole Corte, sulla responsabilità dei pubblici fupziwwi.
    Il ministro dell' interno presenterà il codice sanitario,,ed anche un altro codice, il còdice pietoso pubblica beneficenza, che (ibye de-
    ter(mjnareri jn.odj., le guarentigie, le cautele per la Uicolun^ .amministrazione del patrimònio dei; poveri. I, fi>1
    V onorevole mio amico il ministro della marina, presenterà anch'esso il suo codice, quéllo della marina mercantile r riformato ài principii della maggiore libertà. (Benissimoj) Présènterà inoltre due leggi da lungo tempo, desiderate, cioè il piano organico del personale ed il piano organico del materiale della marina militare,.
    Il guardasigilli presenterà una delié riforme più importanti sulla quale svè fissata P attenzione dei paese da lunghi anni; voglio dire il primo e il secondo libro del Codice penale, ove dovrà risollevarsi la questione della pena massima nella scala delle repressioni.' Di questa gravissima questione, 0 signori, io non ve ne dico verbo, perchè, quantunque, per antica Convinzione, avverso alla pena di morte, non voglio qui discutere in questo geniale convegno, per quali argoménti debba eliminarsi dalla società il! carnefice. , *
    Altre leggi gravissime saranno pure presentate dal guardasigilli. Alcune si riferiscono alla codificazione ed al" amministrazione della giustizia, altre alla libertà dai culti ed alle relazioni della Chiesa collo ,Stato.
    Oltre al Codice penale, di cui feci cenno più sopra,,egli presenterà J1 codice di commercio, ove si comprende il gravissimo argomento delle società commerciali e delle lettere di cambio. Il codice penale esercita la sua influenza sulla moralità e sicurezza dei cittadini, il codice commerciale sulla vita economica e sullo, sviluppo del commercio.
    Colla presentazione ed approvazione di questi codici non potrà più dirsi per T Italia quello che diceva Pascal per là Franala dei suoi tempi-giustizia al di qua d' un rugcipOò, ,p di uu monte, ed ingiustizia al di là. Noi abbianio tre legislazioni penali in Italia, ,ciu.e, legisfàziqni commerciali: è tempo che spariscano.
    Una voce. E la Cassazione?.
    Depretis. Un poco di pazienza, verrò anche a questo argomento.
    Ormai, 0 signori, la mia stanchezza, e più della mia la vostra, m'impongono di ricordarmi,
    te:T amministrazione; sta bene, è il molò"'? P anima, e i pensieri? Non ci sentiamo noi piccioliti vedendo che l'Italia unita, libera'111, dipèndente, militare, diplomatica non occupa regno dèi pensiero e dell'arte quel posto 1 teneva quando, schiava e dìVisa, era incoronai dai nomi di Vico, di Volta, di Canova, dì p0' scolo, di Manzoni, di Romagnoli, di Leopard' di Rossini ? (benissimo ! bravo !)r ' V Italia intellettuale, P Italia spirituale1
    Prima di tutto, 0 signori,'P Italia conte® poranea, siamo giusti, se non ba forse scritto nò libro immortale ha scritto cèrtamente un decreti, immortale, la soppressioni del chiericato politicò, là liberazione del cristianesimo civile, l'f, mancipazioUb del pensiero Religioso, il culto libero della umanità, (benissimo!  Applausipri). lungàli.j
    Essa ha immaginato quella transazione 0 transizione, non so bene come chiamarla, tra il passato e T àvvenfrè/ che è la legge delle gna-I rentigie; proclamando la sovranità del cape della fède e limitando questa sovranità alla tecófgni-zióne de' kuoi sudditi volontari. 11 che è quanto [ diré chév mercè P opera dell' Italia,Jli religione non è più che un vincolo volontario del pensiero. E quésta è unJ opera immortale dell' Italia moderna, (benissimo!) '
    Questo sarà, 0 signori, uno dei grandi capitoli della storia dèi mondo, specialmente sè finiremo quei due periodi rimasti in sospéso e senza conclusione, quello che riguarda i beni temporali dell'associazione ecclesiastica, e quello che riguarda la ricognizione delle giurisdizioni spirituali per gli effetti sociali.
    Il mio illustre'collega il guardasigilli presenterà su questi due massimi argomenti     Questo, 0 signori, per la Chiesa della tradizione.
    Ma e per la Chiesa del pensiero e del Pr0' gresso faremo nulla?
    E' naturale che io portassi ¦ per ultimo, flj" me un pegno affettuoso dato nel momento dél-1'addio, questa preziosa semenza dell' avvenir affidata alle mani del mio egregio amico; il,ìU' nlslro Coppino. (Applausi. Vita Coprino j