CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    ,j TERAMO 2 novembre 1876
    al sumero 88 bel CORRIERE ABRUZZESE
    COSTA [Centesimi 5
    La Redazione del Corriere Abruzzese non p\iò raccogliere per» un legittimo sentimento di dignità, le in givi ri e contenute nel libello di ieri.
    I «a Redazione unanime saprà, provvedere al proprio decoro di gentiluomini. Cogliamo intanto questa occasione per raccomandare ai no stri amici tutta la calma e dignità necessaria.
    Z.A REDAZIONE
    Riceviamo e pubblichiamo:
    Teramo 1. novembre 1872 Ore 12 m.
    Leggo in questo momento un libello pubblicato dal sig. Erneste Urbani contro il direttore e i redattori di questo giornale, con una postilla, che personalmente mi riguarda.
    Il sig. Urbani ha malamente interpe-trato il tenore delle mie dichiarazioni, e T animo che le ha inspirate.
    Io gli ho dichiarato semplicemente di essere stato estraneo all' allusione contenuta sul suo conto in una corrispondenza del Corriere, e di esserne anzi dolente.
    Gli ho dichiarato di più che lo stesso direttore del Corriere, pubblicando quella corrispondenz?, ignorava completamente, che potesse riferirsi a lui.
    Le mie dichiarazioni accrescono dun-
    proposti e raccomandati: ciò che torna ari o-nore della severa legalità, e della sincera imparzialità addimostrata dal cav. Millo in tale delicato affare. Le.iscrizioni, le cancellazioni illegali e partigiane, sì nelle liste amministrative che politiche, erano vanto del partito avversario/la Piovineia non dovrebbe averlo tanto presto dimenticato. Ma le ragioni di partito hanno forse la potenza d'indebolire la memoria!
    L' articolo contro il cav. Costantini, pubblicato nel N. 12 della Provincia, ha indignato la coscienza di quanti qui sono onesti e liberali, sul tipo però diverso da quelli che lo sono divenuti dopo il 18$0.
    Quando un partito ricorre a simili armi contro i propri avversar!, bisogna convìncersi che la sua causa sia irreparabilmente perduta e condannata dalla pubblica opinione : quod erat in volisi
    O '
    Pietracamela 28 ottobre 1876 Pregiatissimo signor Direttore
    Io non leggo mica la Provincia, perchè non ci ho punto familiarità nè simpatie. Ma da quel tanto che me ne scrive un amico e da quello', che io stesso trovo accennato nel Corriere del 25, vengo a sapere che fiocca contro di me e che me ne dice d' ogni sorla, specialmente per" appuntarmi di rinnegai1 amicizia' verso l'ex deputato Sebastiani.
    Ma briccona ti1 una Provinci al  e non sa ella ciò che si è passalo tra me e il Sebastiani? 0 sì che pur troppo lo sa: non c'è altro però che, poverina 1  vuol far proprio F ingenua per darla bore ai gonzi; ma la sbaglia e di mollo. Se vuole acqua chiara, venga alla fonte, chè io ci vado subito, io. Ecco dunque, signor Direttore, di elio ti tratta.
    mente impigliati in un intrigato processo. Ma che ne seguì poi? Quello, s'intende, che naturalmente deve seguire quando se ne vuol troppo. La vipera morse il ciarlatano, si che non solo venne pienamente chiarita la nostra innocenza: ma, quel che più, il carico dell'accusa minacciò di ricader tutto sopra il capo di chi F aveva già preparato. Ecco che avviene quando si vuol fare l'Achille! Si finisce d1 ordinario con la figura di un Tersile !
    In sostanza, la bisogna non andò più avanti: il processo si arrestò, e il contenuto di es*o, comunque da noi se ne fosse chiesta la maggiore pubblicità, rimase nascosto (il pei chè o-gnuno lo comprende ) sotto una pietra sepolcrale.
    So bene che il Sebastiani ha detto a parecchi di non aver mai reclamato contro di me. Ahi, che la volpe vitne spesso tradita dalla soverchia lungh'Z'.a della coda!!! Sebastiani lo sa, e sa pure che ci vuol altro per giustificarsi quando si è fatto male!
    Chi va seccando, dopo ciò, con le sue ciarle la Provincia? Che coppa d'Egitto sogna Ella quando dice clic io, abbeverato in essa, mi sia trasformalo? Di che galantnomismo parla chi così poco mostra di averne, trinciando, come fa, le altrui riputazioni ?
    Zittisi adunque la Provincia, e si dia pace per me, e pei letterati di Pietracamela e d I-sola, come per tulle le altre cose di questo mondo; e permetta che nelle prossime elezioni politiche passi ancora la mia insieme con la volontà deli intera Nazione.
    La riverisco, signor Direttore, e mi raffermo
    Di Lei
    Devotissimo Francesco Dott. Diofusi
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    nuta sul suo conto in una corrispondenza del Corriere, e di esserne anzi dolente.
    Gli ho dichiarato di più che lo stesso direttore del Corriere, pubblicando quella corrispondenz?, ignorava completamente, che potesse riferirsi a lui.
    Le mie dichiarazioni accrescono dunque il torto dei sig. Urbani.
    L' onore dei miei amici mi è sacro più della vita, ed io sono pienamente solidale alle gravi offese loro recate. -Settimio Costantini
    CORRIERE ELETTORALE
    Montorio al Vomano 30 ottobre 76
    Le elezioni politiche sono anche qui i! tema prediletto del giorno. Gli avversarii lavorano senza lena, e adoperano ogni mezzo per riuscire, perchè dispiace loro assai di perdere il trilustre dispotico dominio. La nomina del De Panicis a sindaco, e Paria non favorevole per loro che spira nel consiglio comunale li ha non poco sconcertati. Sono attivi però, instancabili, ed afferrano tutte le oc-occpsioni per riguadagnare il terreno perduto ma si affannano invaso; giacché anche qui sono vive e profonde le piaghe dolorose prodotte dall' odiose tasse del macinato, della Ricchezza mobile, di successione.... dagli arbitrii fiscali di ogni genere, dalla minaccia della esosa legge sulla nullità degli atti privati non registrati... ed anche qui non sono punto pochi quelli che agli antichi e presenti mali sperano e vogìió-gliono dar rimedio con il cangiamento del vecchio sistema di governo è de1 suoi adepti appigliandosi al partito ed agli uomini che hanno scritto sulla loro bandiera: riforma e progresso !
    I costituzionali per mezzo del loro giornale, si mostrano dispiacentissimi che il prefetto Millo abbia cancellato 2i elettori dalla nostra lista politica. Sa l'ira di parte non li accecasse, avrebbero dovuto vedere che fra i cancellati ve ne sono molti, i quali non dividono punt# le simpatie por i candidati da essi
    Ma briccona d1 una Provincia\  e non sa ' ella ciò che si è passato tra me e il Sebastiani? I 0 sì che pur troppo lo sa: non c'è altro però , che, poverina!  vuol far proprio l'ingenua j por darla bere ai gonzi: ma la sbaglia e di I mollo. Se vuole acqua chiara, venga alla fonte, ! chè io ci vado subito, io. Ecco dunque, signor j i Direttore, di ehe »i tratta:
    Sino a qualche anno fa io mi trovava in I amichevoli relazioni col detto Sebistiani; e se. coni' è naturale, non c' era tra noi perfetta comunanza di principi, c'era, per altro, uno scambio di quelle officiosità e di quelle convenienze che non sogliono mancar mai tra galantuomini. Ei gentilmente mi mandava un qualche suo discorso recidalo in Parlamento, ed io gentilmente ne lo ringraziava, facendogli anche, com' era ben naturale, le mie congratulazioni. Su ciò credo che nulla trovi a ridire la Provinda, se pur non pretenda che sie-no banditi dal mondo tutti gli usi e costumi della cortesia e .della buona creanza. Ebbene: andiamo avanti. Ma come fu poi che le mentovate relazioni si convertirono di botto in un campo di aperta ostilità? Glielo di^p io, signor Direttore.
    Inebbriato il Sebastiani della vittoria conseguita nelle ultime elezioni politiche, si gonfiò, poveretto! s'inorgoglì  e non si vide più. Avversari ed amici (tranne, pochi) furono tutti posti a rifasc:o e insieme'-confusi, ed io con essi, senza volerlo. Sospettò, in somma, che nella lotta elettorale lo avessi acremente combattuto, e tanto bastò perchè rotto ogni freno, si scatenava con tutti gì' impeti dell' ira sua contro di me. Capitò pure nella ragna quel caro tipo di perfetto gentiluomo eh' ò il sig. Giovanni de Angelis, e ci trovammo in due a subire una persecuzione del Deputato Sebastiani. Egli dunque a tempestare, e noi a star cheti; egli a far minacce d' ogni maniera, e noi 4 ad usar prudenza; egli a far rumore, e noi a , non rispondere un ette; egli infine ad avten- j tarcisi contro come un cane arrabbiato, è noi a tirarci indietro. Nè la faccenda si rimane qui; chè giunse financo ad accusarci, presso il Governo, di esercitata pressione clèttorale, e cosi ci ebbe per tal modo tutti e due final-
    politiche passi ancora la mia insieme uuu i«* volontà deli intera Nazione.
    La riverisco, signor Direttore, e mi raffermo Di Lei
    Devotissimo F raìvcesco Dott. Dionist
    Nostre informazioni
    Negli uffici della prefettura si è scoperto un tentativo di corruzione elettorale in senso moderato. Fu denunciato al potere giudiziario il sotto-segretario Frola.
    Lodiamo questo atto di severa giustizia e moralità pubblica e preghiamo 1' autorità a tenere gli occhi aperti.
    O 0
    Nuovi tentativi di corruzione ci vengono segnalali da diversi luoghi del collegio di Teramo.
    A un elettore di Pietracamela transitante per Montorio furono offerte lire cinquanta.
    Un signore di Teramo fe»ce offerte consimili a Torricella.
    Un prete delle ville di Campii usa anche minori riguardi Égli è già noto per simili fatti alla pubblica opinione. Per ora ci asteniamo dal faro i nomi attendendo dai nostri amici gli opportuni documenti.
    Non troviamo parole abbastanza severe per stigmatizzare questi fatti.
    La pubblica coscienza ne farà giustizia.
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    Una delle maligne arti della consorteria è di propagare la voce che bande di briganti compariscono in diversi siti dell' ah ruzzo. Così si è detto ch$ nel territorio di Vasto si raggirano dei briganti. E' veramente sorprendente che costoro sorgano in sull' esordire del crudo inverno!.... Il barone Bresciamorra stia in sull' avviso e si assicuri bene se questa non sia altra delle manovre elettorali dei nostri avversari.
    F. TAFFIQRELU Direttóre i^ponaahìtó Tipografia Pptuponj