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più di 20 anni, nel collegio di Catanzaro, per le profonde sue cognizioni. Prima in Calabria, ove stette in carcere per ben 16 anni e poi a Napoli egli insegnò e cospirò.
Scrisse nel 1847 la famosa Protesta in cui svelò arditamente le colpe dei Borboni. Implicato, dopo la rivoluzione del 1848 nel processo dei 42, venne incarcerato e condannato a morte; trasse poscia dieci anni di cruda prigionia nel bagno di Santo Stefano, e rischiò d' essere ucciso quando rifiutava di unirsi ai seguaci del Pisacane, essendosi detto che i condannati per delitti comuni si fossero messi con loro. Fra quelle immonde pareti, ove tanti patrioti marcivano, egli tradusse i dialoghi di Luciano in quel modo che gli fece tanto onore.
Mandato in esilio con molti altri, potè sbarcare in Inghilterra ove dimorò un anno circondato dalla stima di tutti. Dopo il 60 tornò a Napoli ed ebbe la cattedra di storia della letteratura italiana nella R. Università. Le sue lezioni attestano chiaramente quanto grandi fossero il suo ingegno, T amore air Italia, ed i suoi.studi; in esse trovasi la semplicità del dettato unita all'efficacia dello stile. Tutti gli scritti di Settembrini, appena pubblicati, erano letti avidamente e molto ammirati: ci^p a caso lo scritto sull' Unità della lingua, il Pallottoliere, la prefazione alle novelle di Masuccio Salernitano, ecc.
Malato di podagra, quasi sapesse di a-ver ancora poco da vivere, negli ultimi anni si pose a scrivere le sue memorie che non ha potuto finire. Esse si arrestano al 1848. Nel 1871 fu nominato senatore e si mostrò strenuo propugnatore di graduate riforme, E morto a 63 anni, compianto da tutti coloro che amano e
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partizione per titoli e capi della legge medesima, imperocché sotto il capo 2. del titolo 2., che tratta appunto della revisione annua delle liste elettorali, mal si potrebbero trovare. argomenti per dividere in due parti e fare due coso I' una affatto distinta dall'altra dell'azione del consiglio comunale e di quella del prefetto in fatto di revisione delle liste, per diro che la revisione consti delle sole operazioni del consiglio comunale e non anche di quelle successive del prefetto, mentre sta in fallo che la revisione si compone di tutto il complesso delle operazioni demandate dalla legge tanto al consiglio comunale quanto all' autorità governativa.
Ritenuto che un altro valido argomento contro la massima su cui si fonda il reclamo del ricorrente sig. Lupi si desume dallo stesso tenore letterale della legge, iuquanto-chè 1' art. 44, che determina la competenza del prefetto nelle operazioni dell' annua revisione delle liste elettorali politiche contiene questa precisa disposizione « Egli (il prefetto), vi aggiungerà quei cittadini che riconoscerà aver acquistato le qualità dalla legge richieste, e quelle che fossero state antecedentemente omessi» della quale dizione chiaro emerga essere nelle facollà dell'autorità amministrativa di aggiungere alle liste tutti quei cittadini che all' epoca delle operazioni di sua competenza abbiano acquistalo le qualità dalla legge richieste per essere elettori politici, fra cui anche quella di trovarsi nella voluta condizionè per la decorrenza di sei mesi fissata dalla legge per la validità della j doppia dichiarazione pel trasferimento del do-" micilio politico;
Ritenuto che una interpretazione simile alla presente è stata anche adottata dalla giurisprudenza di varie corti d' appello del regno e dal consiglio di Stato in materia di liste amministrative, stabilendo la massima, , che il termine di sei mesi fissato dall' art. I 19 della legge 20 marzo 1865 per la iscrizione nei ruoli delle imposte dirette di co-I loro che vogliono esercitare il diritto eletto-
dati da fare i nostri avversari per sosterà il loro partito, purnondimeno han dovalo (pesta volta soccombere. Nel nostro paese quantunque niente favorevole fosse stalo il leia^ specialmente nelle prime ore del giorno, pori numerosi e compatti i nostri elettori accorsero all' urna.
È una rivincita che ci toccava di diritto; rivincita per altro troppo giusta se ci facciamo a considerare gì' intrighi e le arti depravate cke hanno usati i consorti per mantenersi al potere. Sin dal mattino si vedeano scolpite per le cantonate di questo paese le seguenti parole Elettori I votate per il candidato Giuseppe Cernili. A qualcuno forse queste parole saranno sembrate intimidazioni, ma no... era invito, nient* altro che invilo, superfluo se volete, dappoiché gli animi degli elettori erano
lutti concordi......... e poi in così brev' ora
queste sémplicissime parole non potevano certamente cambiar convinzione in alcuno. La rotazione seguì colla massima pulitezza, nè si ebbe a lamentare inconveniente di sorta; ognuno scriveva colla più grande libertà, nè alcuno sguardo importuno veniva a posarsi su quello che si era scritto. Il risultato fu il seguente: di efento cinque voti, cenlo ne furono pel sig. Cerulli, tre pel conte Castellano, e due furono annullati, perchè equivoci.
Ma il bello, il commovente fu la sera. Non sì tosto si seppe il risultato definitivo delia votazione che l'intero paese si mise a festa, le campane della nostra torre suonavano a distesa, quantunque ad ora tarda, pure in un' i-stante in quasi tutte le finestre si videro comparire lumi, e moltisime persone. La più parti dei cittadini poi usciti fuor delle case non capivano in sè dalla gioia.... 1' uno domandata all' altro: ma è dunque vero?.... che cosa? che il sig. Cerulli abbia risultato.... ma diamine!^ poteva mò risultare il conte un'altra volta.'.
e........ soggiungeva un altro, noi voglia»0
uomini attivi che ci rappresentino, e cW sappiano farsi interpetri dei nostri
menti alla Camera, non già...... e qui
grida echeeciavnnn nar no-ni Hrw». Viva Ceni'**»
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di Masuccio Salernitano, ecc.
Malato di podagra, quasi sapesse di a-ver ancora poco da vivere, negli ultimi anni si pose a scrivere le sue memorie che non ha potuto finire. Esse si arrestano al 1848. Nel 1871 fu nominato senatore e si mostrò strenuo propugnatore di graduate riforme. È morto a 63 anni, compianto da tutti coloro che amano e rispettano l'ingegno e T amore versola patria. Difficilmente i suoi alunni, che trattava come un padre, ed i tanti suoi a-mici potranno, non dico consolarsi, ma persuadersi che più noi vedranno, più non 1- udranno, nò leggeranno altri suoi scritti.
Pubblichiamo i principali motivi del decreta prefettizio contro il ricorso Lupi, di cui parlammo altre volte:
Ritenuto che 1' elettore cav. Giuseppe Lupi intanto impegna la validità della iscrizione degli elettóri' cui si riferisce il suo ricorso, in quanto nega che sia nelle facoltà del prefetto di prolungare il termine dei sei mesi fissato dall' art. 16 della legge 17 dicembre 1860 per coloro che intendono trasferire altrove il loro domicilio politico mediante la doppia dichiarazione fino al tempo delle operazioni di esame e decretazione delle liste da sua parte;
Ritenuto che il ricorrente nel propugnare questa sua tesi parte dal concetto che le o-peiazioni di revisione delle liste elettorali politiche si compiano e finiscano là dove interviene la deliberazione definitiva del consiglio comunale e quindi da ciò scende alla conseguenza legale, che la doppia dichiarazione per trasferimento di domicilio, dovendo per espressa disposizione di legge essere fattagli 6 mesi prima della revisionò delle liste sotto pena di inefficacia, non possa produrre al*-con effetto giuridico, se la sua data non è anteriore di sei mesi a quella dell' ultima.de-liberazione consigliare.
Ritenuto che ad una tale interpretazione dell' art. 16 della legge, restrittiva delle facoltà spettanti al prefetto in materia di liste elettorali politiche, si oppone non che lo spirilo della legge, ma ben anco la slessa ri-
micilio politico;
Ritenuto che una interpretazione simile 1 alla presente è stata anche adottata dalla giurisprudenza di varie corti d'appello del regno e dal consiglio di Stato in materia di liste amministrative, stabilendo la massima, che il termine di sei mesi fissato dall' art. 19 della legge 20 marzo 1865 per la iscri-zione nei ruoli delle imposte dirette di coloro che vogliono esercitare il diritto eletto rale per ragioni di censo si compie utilmente all' epoca dell' approvazione delle liste per , parte della Deputazione provinciale non solo, , ma che sono eziandio da comprendersi fra gli ! elettori coloro che avessero acquistato il requisito del censo all' epoca dell' approvazione , delle liste da parte della Deputazione provinciale in base ai nuovi ruoli divenuti ese-cutorii al tempo di questa approvazione. Ap-, plicando per analogia questa massima di giurisprudenza al casd della decorrenza del termine^ dei sei mesi ppsto dalla legge p?r la ! validftà delle doppie dichiarazioni, chiaro sì scorge come nei casi analoghi abbia prevalso il concetto che le operazioni di revisione delle liste elettorali non si restringono nei soli li- \ miti dell' ingerenza delle rappresentanze comunali, ma si estendono invece sino allo stadio della loro approvazione definitiva per parte della competenti autorità amministrative.
Che ciò stante il ricorso del reclamante sig. Lupi, è da considerarsi, come in effetti , si considera affatto destituito di fondamento, j
Dopo la Battaglia
Continuiamo la cronaca elettorale. In Aquila fu eletto Cannella, in Sulmona ! Angelone, in Avezzano Lolli, in PescinaMar-, selli, in S. Demetrio ne' Vestini Vaslarini-Cre-i si, in Popoli il gen. Nunziante, tutti ministe-! riali. Nel collegio di Cittaducale v' ha ballottaggio tra Salomone e Piacentini. Niuno dubita dell'elezione del primo, che ha già una gran-
< de maggioranza contro il secondo.
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Mosciano S. Angelo 7 novembre
Possiamo finalmente gridar vittoria!!! Il , volo spontaneo dèi nostro Collegio ha finalmente trionfato, o ad «onta che molto si sian ,
dei cittadini poi usciti fuor delle case Don ca, pivano in sè dalla gioia.... l'uno domandava all' altro: ma è dunque vero?.... che cosa ? che il sig. Cerulli abbia risultato.... ma diamine ti poteva mò risultare il conte un' altra volta///
è........ soggiungeva un altro, noi vogliamo
uomini attivi che ci rappresentino, e che sappiano farsi interpelri dei nostri sentimenti alla Camera, non già...... e qui sonore
grida echeggiavano per ogni dove: Viva Cernili viva il nostro deputato!
In verità fu dimostrazione solenne questa e tanto più solenne in quanto che non fu fot! zata, ma oltremodo spontanea, sincera.
Ed io rivolgendomi al novello deputato, facendomi interpetre dei sentimenti del mio paese, anzi dell' intero Collegio, posso francamente dirgli:
Signor Cerulli, il paese coli' eleggervi suo rappresentante, è venuto a porre tutta la sua fiducia in voi, sappiatevela-mantenere, mettendo in cima d' ogni vostro pensiero il bene della nostra cara patria. A voi elevatezza di mente non manca, esperienza nel condur bene gli affr ri neppure, radunate adunque tutte le vostre forze, mettetevi all' ardua impresa a cui vi abbiamo chiamato, e con una buona amministrazione coronate i voti dei vostri elettori.
Qua! gloria sarà per Voi ripresentandovi candidato un'altra volta, il sentirvi dire:
Se tanto bene ha fatto il sig. Cerulli deputato la prima volta, quanto non dobbiamo a-sppttarcene rieleggendolo di bel nuovo.... e tutti concordemente muoveremo all' urna votando ancora per Giuseppe Cerulli.
P. V.
a o o
Da Castelli 6 novembre 1976 V on. Costantini ha ricevuto:
A nome dei vostri sinceri amici di Castelli, riuniti in amichevole banchetto, vi presento un affettuoso saluto^ e cordiali felicitazioni, fidenti che il gentile animo vostro accoglierà di buon grado questi rallegramenti. Concordemente nutriamo certezza che voi saprete degnamente corrispondere alla universale aspettazione, e che coopererete efficacemente al progresso morale e materiale della provincia e della nazione intera. Nessuna qualità vi manca per un
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