CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


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    del paese, altre donne infuriate affrontano il convogli^, e vogliano costringere il prigioniero a gridare: Viva u re !
    Il forilo raccoglie un supremo sforzo d' energia, e lieto d' aver occasiono a finirla una volta, grida con quanta forza si sente ancora in gola; Morte al re!
    IV un (ratio, le megère gli si precipitano addosso, armato di coltello, c la sua vita è salva a stento, per la terza volta, dal guardiano.
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    Citi era questo guardiamo?
    Appena deposto sulla nuda terra del carcere comunale, Nicotera riesce a saperlo. Il guardiano gli stringe la mano, gli fa il segno dei ca> bonari, egli domanda se qualche cosa possa fare ancora per lui.
    Credete voi che il barone Nicotera gli domandasse qualche co a per se? No. Le sue uniche parole sono queste:
    = Scendi al campo, cerca vicino al posto ov' io mi trovavo, un uomo ba?so_ biondo, col cappello uguale al mio. . Al fianco porta una borsa; dentro la borsa, delle carte. Prendi tutte le carte e mettile in sicuro.
    Poco dopo, e sempre di notte, il guardiano ritorna. Ha trovato 1' nomo, Pisacane, ma la borsa era vuota. I saccheggiatovi del campo ne avevano tolto ì denari e sparpagliate le carte. Di quelle carte, il guardiano aveva raccolte tutte quelle che gli fu dato vedere.
    E sape'.e cosa si trovasse tra quelle carie? Un foglio nel quale si contenevano i nomi dei cospiratori in tutto lettere, la prova più ten ibile che potesse Cadore nelle mani del governo borbonic». Quel foglio e le altre carte raccolte, furono preJa delle fiamme, prima che il Nicotera si trovasse a contatto dei giudici.
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    Al mattino dell' indomani, ha luogo il primo interrogatorio. Il Nicotera era stato preso colle armi alla mano: la f cilazione immediata era immancabile. Quali sono le sue ri-sp ste? Eccole:
    « .Dietro gli avvenimenti, dimandatogli il motivo che ha dato luogo al suo arresto, ha risposto:
    « Che por affari politici del 1848 emigrò dalla sua patria rifugiandosi in Torino, quindi posò in Genova dove nel giorno 25 dello scorso giugno s'imbarcò con vari altri di Genova istessa recandosi in questo regno onde promuovere una rivoluzione per liberare la sua pa'.ria dalla tirannia.
    « Dimandato chi erano i compagni di lui con i quali si parti da Genova, ha risposto: conoscere il solo PisaettttM-'
    11 Nieotera viene condotto loro davanti, ravvolto in una coperta di lana, capo bendato, per le ferite, e la mano destra abbandonata al lavoro di sessanta mignatte, non avendo egli tolleralo che glie ne. facesse 1' amputazione.
    Stesse domande, medesime risposte.
    Se non che, il guardiano non aveva raccolte tutte le carie del Pisacane. Nello sparpagliamento, alcune altre eran rimaste sul camp<\ e queste poche erano cadute in mano dei commissari borbonici.
    Vengono presentale al Nicotera, il quale le guarda, le scorre, e si accorge d' essere appena a metà strada.
    Fra quei documenti co n'ò uno intitolato Nota campioni. E un foglio grande di carta grossissima; porta una lunga lista di nomi insignificanti: nomi di merci, di commestibili. Accanto a ciascun nome, era segnata una cifra.
    Sapete cosa fosse quella iYola. campioni ? La chiave del cifrario. Se di quella carta si rilevava 1' importanza, tutte le lettere cifrate di Pisacane erano interpelrate, tulli i coinvolti nella cospirazione inevitabilmente perduti......
    o o o
    Cbe fa egli il Nicotera, questo traditore codardo?
     Riconosco queste carte, risponde. Appartenevano a Pisacane.
     A Pisacane?
    Si, e domando cbe si eriga verbale della mia ricognizione.
    Ciò detto, e mentre le mignatte si venivan staccando, ad una ad una, dalla mano destra minacciata di amputazione, colla sinistra il Nicotera nnmerizza i documenti, tra i quali c' erano parecchie lettere cifrate, e li contrasegna tutti con lina sigla, non potendo firmare colla mano sinistra.
    Si erige il verbale, nel quale ogni doeumento viene nu-merizzato e descritto per quello che contiene.
    Giunti alla Nota campioni, il Nicotera la riprende colla sinistra, la guarda con indifferenza, e:
     Questa, dice, non credo che appartenesse a Pisacane. Contiene una serie di nomi di generi di [commercio: 1' avrà smarrita qualcuno dei nostri compagni, o si riferirà alle operazioni commerciali che il Pisacane voleva fare in Sardegna.
    L'intendente non bada più che tanto, poiché P importanza la riponeva nelle lettere cifrate, ed il verbale tien conto della Nola campioni, come d' una carta insignificante, con una lista di nomi comuni, e tace dello cifre che si trovano accanto a ciascun nome.
    Ecco dunque parato un primo eolpo.
    Come vedremo in seguito, il libro a fitpmlto fa Tar^ principale con cui il Nicotera difese e fece rimandare w tutti i suoi compagni.
    Un episodio prima di proseguire.
    Tra gli oggetti appartenenti al Pisacane, si IrorónU-glietto, sul quale era scritto a tutte lettere un nome (^em nome era quello del De Mata, 1' amico di Spaventi, altan cappellaio a Napoli e facendo parte d£i comitato, ora cappellaio a Genova.
    Il De Mata, prima ancora che fosse interrogato il .liciterà, era stato arrestalo.
    - E questo nome cosa significa? gli vien domandalo.
    - Ah/ me n' era scordato, risponde il Nicotera. I! Da Mali è un bravo cappellaio di Napoli. Pisacane aveva comprato da lui un cappello, e siccome n' era stato contento, ne auu notato il nome per fargli le sue commissioni in seguito.
    Pochi giorni dopo, il Do Mata veniva riiascialo in liberò per mancanza di prove. Quello scellerato «ff^icotera "Viveva risparmiato, non aveva voluto tradirlo I
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    Un altro episodio,
    Tra gli oggetti sequestrali al Nicotera, e' era anche oa portafogli» inglese.
    Il procuratore generale glielo presenta, ed egli lo riconosce per suo.
    L'apre, ne passa i fogli candidi come neve; ma da ubi divisione esce un involtino di carta contenente poi ere bianca.
     E quella polvere cos' è ?
     E, risponde il Nicotera senza spomporsi, uh velefl* Avevo deciso d' ingoiarlo, se la spedizione andava male. $ caddi ferito, ho perduto i sensi, e non fui a tempo di sottrarmi alle vendette del go erno borbonico.
    11 procuratore generale prende la cartolina, s* accosta alh finestra, la scioglie e sperde al vento la polvere.
    Sapete cosa contenesse quel portafoglio ?
    La lista di tutti i componenti il comitato di Napoli $ tutti i cospiratori, e di lutti i corrispondenù, scritta co» »*" chiostro simpatico.
    E la cartolina? La polvere bianca," sciolta in un
    d' acqua, avrebbe dato il mezzo di leggere tutti quei scritti di pugno del Nicotera /
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Testo OCR meta' inferiore della pagina

    « Dietro gli avvenimenti, dimandatogli il motivo che ha dato luogo al suo arresto' ha risposto:
    « Che por affari politici del i848 emigrò dalla sua patria rifugiandosi in Torino, quindi posò in Genova dove nel giorno 25 dello scorso giugno s' imbarcò oo.n .vari altri di Genova ìslessa recandosi in questo regno onde promuovere una rivoluzione per liberare la sua palriu dalla tirannia.
    « Dimandalo chi erano i compagni di lui con i quali 9i partì da Genova, ha risposto: conoscere il solo Pisacane, i-gnoranda il nome degli ai ri.
    « Dimandato chi abbii noleggiato il legno, dove e a chi apparteneva, ha risposto di m.n c noscerlo, ma è certo che per mezzo dì un legno a vap.r si recarono in questi luoghi a fare la rivoluzione.-
    « Dimandato chi gli ha somministr ito le armi e munizioni, ha risposto:, che rinvenner,) lutto sul vapore e se le presero.  Altro non conosce, .
    « Dimandalo se il signor Pisacane era in loro-compagnia., e dove si trova attualmente, ha risposto di essere giunti uniti in questo comune, e ora dicesi di essere stalo ucciso.
    » Lettura data, ha detto non potere sottoscrivere perchè ferito alla mano. »
    Dopo questa risposta, 1' esecuzione non era più che qui-stione di ore. Ma, nel frattempo, giunge il telegramma che annuncia la cattura del Cagliari, il battello a vapore, da cui era sbarcala la spodicione; questa cattura rende necessario un processo. Il Nicotera. unico capo superstite della spedizione, non può venir giustizialo sommariamente, e viene mandato a Salerno. p
    Reso-consapevole il Nicotera di questo avvenimento e sicuro di essere precessalo, cosa fa egli? Cerca di stornare le ire del governo borbonico dai suoi compagni, di atlenuare, dì giustfeare, in certa guisa, la spedizione di Sapri.
    Per Ini, lo sa, non e' è pietà. Preso colle armi alla mano, lo attende una cosa sola:'la sentenza di morte. Ma "per gli amici, arrestali sul Cagliari, si possono tentare le attenuanti.
    sii allora, a Bana hi Iaculo, sulla via di Salerno, stende una dichiarazione, nella quale esagera la cospirazione murattista, fa consistere il vero pericolo per il regno, dei borboni, e cerca di rendere piò mite P animo dei tiranni, non -verso sè stesso, ma verso i suoi compagni di sventura.
    Non un nome di quelli che possono essere colpiti gli sfugge di bocca. Conosce tutti i ci pi del comitato muralista di Napoli, e non ne svela alcuno, l'aria soltanto di quelli che si trovano all' estero, al sicuro da qualsiasi pe. secuzione. Tanto si contiene, clic nessun murattista fu mai nè posto in accusa, nè arrestato, nè tampoco sospettalo per cagiti sua.
    Ma procediamo.
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    Appena giunto a Salerno, ha luogo un nuovo esame, davanti all' Intendente Ajossa, assistito da ua Cancellicré.
    smarrita qualcuno dei nostri compagni, o si riferirà alle operazioni commerciali che il Pisacane voleva fare in Sardegna
    L' intendente non bada più che tanto, poiché 1' importanza la riponeva nelle lettere cifrate, ed il verbale tien conto della Nola campioni, come d' una carta insignificante, con una lista di nomi comuni, e tace dello cifre che si trovano accanto a ciascun nome.
    Ecco dunque paralo un primo colpo.
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    Rifacciamoci alquanto indietro. Le autorità borboniche, prima ancora del due luglio, avevano già arrestato il Matina, il Libertini, 1' Agresti, il Magnone e parecchi altri.
    Sul loro conto si avevano sospetti. Mancavano le prove, ma quelle prove sarebbero stale indubitabilmente raggiunte, se le lettere del Pisacane si decifravano.
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    Il 9 luglio, 1' istruttoria era molt) innanzi. Dalle mani dell' intendente Ajossa, 1* affare era passato in quelle del procuratore generale. Ed il procuratore generale non s' accontentava di erigere verbali: voleva interpretare documenti.
    Nuovo interrrogatorio, quindi, del Nicotera.
    Ed il Nicotera, meno tormentato dalle ferite, viene interpellalo sul modo con cui i documenti cifrali potevano essere interpretati dall'autorità. /
    La chiave del cifrario era consegnata negli atti del processo, ed il traditore codardo risponde eolla stessa calma e colla stessa serenità, con cui forse ne parlerebbe oggidì:
    « La lettera al n. 13 era lettera scritta dallo stesso Comitato, ma con cifre che non si possono interpretare altri menti, se non avendo solt' occhio una copia del libro a riscontro, di cui uno era presso lo stesso Pisacane, e 1' altro presso il presidente del Comitato di Napoli. Nè gli abbece-darii numerici sono bastevoli per riuscire alla spiegazione
    delle cifre cho vi si contengono. »
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    # . » "
    Il procuratore generale si da attorno per cercare il famoso libroa risconti-odi Pisacane. La polizia piemontese, con molla compiacenza, sequestra tutti i libri di Pisacane a Genova, e li manda a Salerno.
    Ma il Nicotera, .il traditore Nicotera non trova tra essi il libro famoso, ohe doveva dare la chiave dell' eaigma, e per il procuratore generalo si fa buio presto, più buio di prima.
    Notiamo tra parentesi, i:he i diffamatori basano il fondamento della loro calunnia su questo libro a riscontro. Essi dicono che, con simile indicazione, il Nicotera ha tradito i suoi compagni.
    Ora, questo libro a riscontro non era la chiave di nessuna cifra, non era mai esistilo, ed il Nieotera l'aveva immaginalo per sviare 1' attenzione della Nota campioni, e preparare cosi jpf in«idcnt« che si svolse nel dibatliniento.
    Sapete cosa contenesse quei poriaioguo7
    La lista di tutti i componenti il comilalo di Napoli tutti i cospiratori, e di tutti i corrispondenii, scrina eoo ij , chiostro simpatico.
    E la cartolina? La polvere bianca,'sciolta in un biecliiep d'acqua, avrebbe dato il mezzo di leggere tutti quei ^ scritti di pugno del Nicotera/
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    Ma torniamo alla storia, che ora si approsaima allo iCl4, gli mento.
    Il procuratore generale, più furbo dell' intendente Mjsji
    quando vide che il famoso libro a riscontro non si trovava, rifrugò tra le carte del processo, trovò la noia campimi e s' incaponì a crederla la chiave del cifrario. L' adoperi, j lesse interi i nomi del Matina, dell' Agresti, del Libertini,del Magnone e degli altri.
    L' istruttoria poteva dirsi compiuta; 1' alto di accusi
    venne redatto, e gli accusali comparvero alla sbarra.
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    Le prime parole del Nicotera sono ud' aggressione vivace contro il procuratore ganerale.
    - Protesto contro il modo iniquo con cui mi volete dare dei complici, eh' io non conosco e non ho mai conosciuto. Voi avete preso uno dei fogli del processo, e vi avete scritto delle cifre arbitrarie, le quali interpretale a vostro modo, vi dissero il nome del Libertini, del Matina, del Magnone, dell' Agresti, che voi avevate già arrestati prima. Il vostro è artifizio infernale di polizia, [per colpire degli innocenti, mentre i veri, i soli rei, siamo io ed i mici compagni morti sul campo dì battaglia.
    Repliche vivissime del procuratore generale, mettono in sodo che egli si è valso della Nota Campioni.
    - Quella nota, risponde il Nicotera, conteneva dei nomi, non conteneva delle cifre. Le cifre vennero aggiunte dopo. Domando che si constati il fallo, consultando il verbale di ricognizione.
    Nasce un incidente, si consulta il verbale, e la Cortei costretta a ritirarsi per deliberare. Non volendo prendere da sè una sola decisiene, consulta telegraficamente il consiglio supremo di Napoli.
    Finalmente, esaminalo il processo, riconosce cho laìyim Campioni conteneva dei soli nomi, e che non ^può venire considerala come mezzo di piova, per le cifre aypualiiii seguilo.
    Così scompare la prova contro il Matina, il Libertini « gli altri, e la corte li manda assolti.' Cosi le pretese rivelazioni del Nicolcra, e il suo ignominioso tradimento, non sono che un tratto di ingegnoso eroismo col quale egli riesce a salvare i propri compagni.