CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
     Pagina (424/470)
    Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice
     Pagina
     Testo della Pagina (OCR)     






     Pagina (424/470)
    Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice
     Immagine della Pagina

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


[Home Page]


Testo OCR meta' superiore della pagina

    dovette per primo considerare se convenisse trattare tutti i comuni con ugual misura, e se la perfetta uguaglianza non fosse in molti casi nemica della giustizia. E venne nella determinazione di proporre la ripartizione dei comuni in due classi, prendendo per criterio la popolazione agglomerata; perchè con questo criterio si ha la maggior probabilità di ottenere, pei comuni di prima classe, la triplice garanzia di un numero bastevole di eliggibili, fra i quali possano scegliersi gli amministratori comunali, del sindacato della pubblica opinione sul!1 operato degli amministratori stessi, e dell' esercizio del diritto di ricorso.
    Il numero di 4000 abitanti agglomerati fu ritenuto come limite massimo della popolazione dei comuni di prima classe, proponendosi che sieno inoltre compresi in questa classe quelli dove abbia sede uria Sotto Prefettura o un Tribunale, quelli cioè, dove possono aversi molto probabilmente le accennate garanzie.
    L' effetto principale che la progettata ripartizione produrrebbe rispetto alle funzioni degli amministratori dei comuni di prima classe, consisterebbe in questo: che le deliberazioni le quali per i comuni di seconda classe sono subordinate alla approvazione della Deputazione provinciale, dovrebbero dai Consigli comunali di prima classe venire approvate in due adnnanze, fra le quali dovrebbe intercedere un termine non minore di dieci giorni, e queste adunanze non sarebbero valide se non intervenissero due terzi dei consiglieri assegnati al comune.
    Così sarebbe facile prevenire i pericoli di
    «Ai»ni»aea n nln ft/iilmftBjt^j») nnkki» {/.«wÀ? '
    pagnati dalla Banda musicale sarebbero mossi ad incontrare i nuovi Deputati onorevoli Costantini e Cerulli ed augurar loro il jbuon viaggio sul!' innesto di questa via rotabile, coronando così con un ultimo onore la serie delle feste godute durante il mese a causa dello splendido risultato delle ultime elezioni.
    Ma non fu possibile poter attuare il gentil pensiero, e solo 1'egregio Sindaco raggiunse i, giovani rappresentanti, proseguendo con essi il viaggio in sino a Iloma. Ora spetta a loro che si sentono ispirati da una fedo nuova e consentanea ai tempi, di non lasciare intiepidire tanto entusiasmo, mirando in ogni atto non solo alla grandezza morale e materiale d'Italia e ad un più splendido avveniro di ricchezza, di felicità e di gloria nazionale, ma a soddisfare altresì ai bisogni di questa Provincia, troppo per lo passato abbandonata e negletta.
    Intanto, calmato il bollore elettorale, questa società operaia sta pensando a concretizzare qualche cosa di buono, avendo stabilito d'inaugurare nell' entrante settimana la scuola serale per gli adulti. E' una istituzione quasi nuova per questo comune, non valendo la pena di ricordare quella aperta nel 1863 che contò pochi mesi di esistenza. Voglio ripromettermi che questa volta non vivrà la vita delle rose poiché seprgo gli operai animati tutti da buona volontà; nè potrebbero, senza abdicare ai principi sotto i quali si costituirono e senza venir meno agl'impegni assunti, mettere in non cale lo scopo principale della loro associazione che è quello di diffondere la istruzione nel loro ceto il più largamente POSSÌ-
    Ii i 1 n Tanto ìonnf!» wa» In i.n»«flkkA
    tronde è già nella coscienza pubblica, sia stato oppur no provocalo dai nostri avversari.
    Teramo 17 novembre 187C
    Fin da quando piacque al Governo del Re di chiamarmi novellamente alla direzioae delle cose del nostro comune, io non mancai di esternare a V. S. lima l'intima mia persuasione, che la gravità della situazione non potesse essere altrimenti superata che da una robusta maggioranza, decisa a non mescolare la politica nelle questioni amministrative, e ad anteporre in ogni caso gl'interessi del paese alle infeconde gare personali.
    Obbediente nondimeno alla voce del Governo, e certo di possedere se non la fiducia del Consiglio, quella, assai più importante, del paese, mi sobbarcai di nuovo al grave peso; e fedele alle mie tradizioni, rappiccai in breve ora tutte le fila di questa faticosa tela per rimettere V amministrazione nella via di quel temperato progresso, che è condizione indispensabile dei tempi moderni.
    Ebbe così fine un lungo periodo d'incertezza e di precarietà, che certo non guìttò al regolare sviluppo dei servigi comunali), « al credito morale del comune.
    Ma questi buoni intendimenti, benché mantenuti colla mia paziente longanimità in mezio a non lievi ostacoli, non valsero a ricondurr* negli animi; agitati dalle passioni politiche, quella calma serenità di giudizio, che gì1 ini*" ressi amministrativi richiedono.
    N' ebbi una prova solenne nelle deliberazioni. consiliari di jeri sera, e nei criteri bilmente esclusivi e personali, da cui far^1
Testo OCR meta' inferiore della pagina

    comunali di prima classe venire approvate in due adnnanze, fra le quali dovrebbe intercedere un termine non minore di dieci giorni, e queste adunanze non sarebbero valide se non intervenissero due terzi dei consiglieri assegnati al comune.
    Così sarebbe facile prevenire i pericoli di sorprese, e più facilmente potrebbe esplicarsi il controllo degli interessati.
    Ad assicurare poi in qnalsivoglia evento la risoluzione degli affari e l'adempimento degli obblighi imposti dalla legge agli amministratori comunali, la Commissione propone di definire in modo incontrovertibile il diritto di farli a-dempiere in vece loro ed a loro spese, stabilendo efficacemente la loro personale responsabilità.
    La Commissione provvede e vuole che si provveda al caso in cui gli eleggibili in un comune siano così pochi da rendere Soverchiamente ristretto il numero di coloro tra i quali potrebbero essere scelti gli amministratori comunali; ed in questo caso la Commissione, confortata dall' esempio dei Convocati Lombardi, propone che tutti gli eleggibili dei comuni costituiscano il Convocato, investito, salvo qualche lieve modificazione, delle attribuzioni del Consiglio comunale; propone poi alcune garanzie per assicurare il buon andamento delle assemblee di questi Convocati.
    (Continua)
    Echi della provincia Bellante 19 novembre 1875.
    Se non erano gl'impedimenti e l'ostinazione dì Giove Pluvio che, acciglialo ed uggioso, dominò senza nu minuto d'Intermittenza Finterà giornata di jeri, si preparava anche qui una bella dimostrazione, poiché il .Sindaco colla Giunta municipale, quasi tulli gli elettori, la Società Operaja ed i migliori titladini accom-
    poicne scorgo gii operai aiuuiau ium ua uuu-na volontà; nè potrebbero, senza abdicare ai principi sotto i quali si costituirono e senza venir meno agi* impegni assunti, mettere in non cale lo scopo principale della loro associazione che è quello di diffondere la istruzione nel loro ceto il più largamente possibile. Tanta ignavia non le verrebbe certamente perdonato PSul riguardo apprendo che il delegalo "stradale sig. Del Bue si è gentilmente prestalo a dare lezioni di disegno lineare; che qualcuno dei nostri medici terrà conferenze d'igiene; che il maestro elementare attenderà allo insegnamento di lettura e che il solerte municipio farà le spese dei lumi. Come si vede, non vi sarà dunque' difetto di mezzi e di competenti insegnanti: rimane però a vedersi se gli operai si mostreranno tanto avidi d' istruirsi per quanto gli altri sono premurosi di curare il loro miglioramento.
    E a proposito della società operaia, finisco col soggiungere che nella riunione del 5 volgente acclamava suo presidente onorario l'on. Benedétto Cairòti, al quale colla data di ieri ha spedito l'analogo indirizzo di fpartecipazione.
    Informazioni e ricordi
    Crisi municipale
    Un giornale cittadino commenta a suo modo le dimissioni del sindaco di-Teramo. Sap-pevamcelo;  non si poteva scrivere altrimenti, dopo d' aver teso un tranello, in cui aerò nostri avversari finiranno a fare la figura dei pifferi di montagna.
    . Noi oggi siamo in grado di_pubblicare la lettera con cui il nostro amico dava le sue dimissioni. Da essa il pubblico apprenderà da qual parte stia il torto, e se lo scioglimento del ccDsiglio> comunale,, che non larderà ad esser proposto dalla prefettura e che d'al-
    a non nevi usiatun, uu« >«'ociu a ricondQ^ negli animi; agitati dalle passioni politici!, quella calma serenità di giudizio, che gp jjjJ ressi amministrativi richiedono.
    N' ebbi una prova solenne nelle delibera zioni. consiliari di jeri sera, e nei criteri % f bilmente esclusivi e personali, da cui foro, I ispirate-
    Dinanzi a questa manifestazione, non inteii t certo ad accrescere la mia autorità, io Dori reputo compatibile col mio decoro di conservare 1' uffizio di sindaco, non altrimenti accettato che per un profondo sentimento di devo-zione verso il Governo e il paese.
    Nel rassegnare pertanto a V. S. Illina li mia dimissione, di cui oggi stesso ho dato alto al Consiglio, non ho d' uopo di soggiungere che resterò In ufficio fino alla istallazione del mio successore, perchè i pubblici avvisi noi abbiano menomamente a patire di questa nuova perturbazione.
    Compio infine il grato dovere di ringri-ziare con ogni distinzione V. S. Illma e il Governo del Re di questo nuovo e importante atto di fiducia, onde hanno voluto onorarmi.
    Gradisca, sig. prefetto, 1' espressione del mio più riverente ossequio.
    Il Sindaco S. Cosum"!
    All'Illmo
    Sig. Prefetto della Provincia Tefamo
    # # #
    L' addio ai deputati Costantini e C«-rujli riuscì festoso, non ostante una è* rotta pioggia* che non permise ad altre famiglie di mandare i loro equipaggi-Tuttavia vi fu buon numero di carrozze stipate di cittadini, che li accompagnarono chi sino a Fiumicino, e chi sino alla stazione, ove il deputato Cerulli trovò pure una rappresentanza di elettori giuliesi. Anche le due nostre bande musicali uniroW