CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    i loro concenti agli entusiastici evviva, con cui la popola/ione salutava i due suoi concittadini. Insieme ai due deputati partirono per Roma il senatore lrelli, e Favv, Scarseliì, a cui si uni presso Ripattone il sindaco di Bellante. Alla partenza del convoglio, furono salutati da applausi vivissimi.
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    Sentiamo che il vice-presidente di questo tribunale, sig. Andrea Rossi sia stato promosso presidente del tribunale di Crema. Ci congratuliamo con lui di vero cuore delP onore toccatogli Je facciamo plauso al governo per non aver più a lungo ritardata una promozione giusta e dovuta sotto tutf i rapporti. Ne duole però il dover perdere P egregio uomo, nel quale tutti, avvocati, magistrati, e cittadini, ammirano le rare virtù di mente e di cuore, sposate a gentilezza di modi e fermezza di carattere inarrivabile. E' il vero tipo del magistrato. Possa egli presto occupare quegli alti posti nella magistratura, che ad uomini del suo stampo sono a buon dritto riserbati. Noi lo preghiamo, nel lasciarci, a non dimenticare mai questa città che per oltre due anni gli fu espitale, e nella quale meritamente trovò larga copia di stima e di affetto e dove partendo, lascia tanto desiderio di
    sè e tanta memoria.
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    Il solito giornale contiene certi a-vanzi di cronaca elettorale,. narrando alcune dimostrazioni, che, dopo il resurrexit, vennero fatte ai suoi amici. Alcune di esse sinceramente deploriamo, "e noi sin dal giorno delle elezioni esercitammo ogni nostra influenza per prevenire atti ben più gravi, a cui si credeva in diritto una classe di cittadini, che i maccabei hanno sempre disbrezzato. Sulla processione poi dei moc-
    ~ «J^iairift ancora,
    Alle 3 pom. di domenica i signori avvocali Muzi Mezu-celli e de Michetti davano 1' estremo addio, nella chiesa dell' Annunziata, al loro compianto collega CARLO GINALDI, morto il giorno avanti. Vi assistevano i magistrati, il foro e moltissimi amici del chiaro defunto. Noi pubblicheremo, nel prossimo numero una necrologia dell' uomo egregio ette mori lasciando lunghissima eredità di affetti.
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    Ultimi dispacci
    DEL CORRIERE ABRUZZESE
    (Telegr. uff.) Roma 20,
    Sua Maestà inaugurava, oggi la X1IL" Legislatura del Parlamento Nazionale col segnen-te discorso:
    Signori Senatori, signori Deputati!
    Contristato da domestico lutto, a cui veggo con riconoscenza prendere sì viva parte il mio popolo, io vengo oggi a cercare la migliore delle consolazioni nel compimento d' un dovere (applausi vivissimi dalla Camera e dalle tribune); e per verità non* mi accade mai di inaugurare questa solennità senza sentirmi crescere in cuore ta tede nei destini d'Italia, e nelP avvenire delle libere istituzioni che abbiamo giurato. (Lunghi applausi.) In mezzo ai nuovi rappresentanti della Nazione che hanno potuto studiare da vicino i bisogni e i desideri delle popolazioni, e che ne saranno interpetri fedeli, io riveggo col pensiero la Storia del nostro risorgimento, rendo omaggio aU1 opera indefessa delle precedenti legislature che consolidarono I' unità italiana (Benìssimo), ma nel tempo stesso sento il dovere di ricordarvi che da 20 anni quasi ogni volta eh' io diressi la parola agli eletti della nazione, ebbi a raccomandar loro di render semplice, spedita, ed economica T azione tutelare dello Stato. (Bene) Per raggiungere questo intento i ministri che io, seguendo le indicazioni dei voti parlamentari, ho chiamato con piena ed aperta fiducia a regger lo Stato (ripetuti vivissimi applausi), vi dovranno presentare molte di leggi che io raccomando alla vo-
    cio e comuni ad operosa autonomia. Alle proposte che vi saranno presentate in questa prima sessione per assicurare V esercizio delle franchigie locali si accompagneranno quelle per rendere più pronta e sicura la vigilanza governativa sulla regolarità dei conti delle pubbliche amministrazioni e dtflle opere pie (Benissimo).
    Altre proposte vi saranno presentate per migliorare le condizioni economiche degli ufficiali dello Stato, elevandone ad un tempo la dignità, col rendere giudicabili tutti i loro atti. (Bene.)
    Il codice penale e il codice di commercio che saranuo sottoposti alle vostre deliberazioni, coroneranno fa grande opera dell' unificazione legislativa. Ci rimane poi ad affrontare un problema fin qui intentato. Le libertà concesse nel nostro regno alla Chiesa e tanto largamente, quanto in nessun altro stato cattolico, non possono essere applicale in modo che vengano offese le pubbliche-libertà, o menomati i diritti della sovranità nazionale. (Lunghe e ripetute salve d' applausi.) Il mio governo presenterà al vostro esame i provvedimenti necessari per dare efficacia alle condizioni indicate dalla stessa legge che sanciva le franchigie ecclesiastiche.
    Oltre la revisione dei trattati di commercio, il mio governo presenterà al vostro esame le sue proposte s'ull' assetto definitivo che vuoisi dare all' esercizio delle strade ferrale e delle linee postali marittime. Infine converrà pensare risolutamente a rislaurare la marineria militare, e a condurre senza indugi a termine il bene avvialo ordinamento dell'esercito. Noi dobbiamo anche cominciare quelle opere di difesa le quali rafforzino i ma-ravigliosi baluardi concessi dalla provvidenza al nostro paese.
    Ho desideralo che si richiamasse allo studio la legge elettorale affinchè sempre più largo riesca il concorso dei cittadini nell' atto più importante della vita politica. (Applausi).
    Con questo gran tema di studio, il mio Governo presenterà la proposta di una com7 pietà ^istemazione delle scuole popolari. È necessario di rendere più efficace e più profìcuo T insegnamento e di estendere a tutti
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    vennero fatte ai suoi amici. Alcune di esse sinceramente deploriamo, "e noi sin dal giorno delle elezioni esercitammo ogni nostra influenza per prevenire atti ben più sgravi, a cui si credeva in diritto una classe di cittadini, che i maccabei hanno sempre disprezzato. Sulla processione poi dei moc-coletti, abbiamo riso e ridiamo ancora , perchè fu uno scherzo di buon genere, a cui ricorsero alcuni caposcarichi.
    Però sarebbe stato conveniente che il giornale maccabeo avesse ricordato certe dimostrazioni avvenute nel 1874 in Montorio al Vomano, in Isola, in Pietracamela e in altri siti del collegio a danno di nostri amici. Queste di oggi, grazie alle no-, stre preghiere, riuscirono innocue, mentre quelle del 1874 cagionarono finanche dei ferimenti!... Noi ci guardiamo bene dal far risalirne ia responsabilità ai principali fautori del signor Sebastiani, i quali certamente non furono essi che applicarono certi empiastri niente odorosi sui battenti dei portoni di alcuni amici nostri. Ma, giacché Phanno voluto, F abbiamo ricordato, affinchè si sappia che la volontà del paese passò nel 1874, lordata di
    sangue e di____sozzure !
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    V impresa del ponte sul Pescara cederà ad altri il suo appalto. Intorno a ciò,
    Y Eco degli Abruzzi scrive che il Consiglio provinciale di Chieti ha deliberato doversi preliminarmente assumere informazioni sulla capacità, moralità e posizione economica deir Impresa Làstucci; e commettersi alla Deputazione ed alla Commissione la facoltà di accettare o rifiutare
    Y offerta cessione; ed essere necessario il deposito di una somma non minore di lire 20 mila, da restituirsi all' impresa cessio-naria non appena 1' Amninistrazione si sarà assicurata della capacità, solerzia e solidità dell1 impresa.
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    eh' io diressi la parola agli eletti della nazione, ebbi a raccomandar loro di render semplice, spedila, ed economica T azione tutelare dello Stalo. (Bene) Per raggiungere questo intento i ministri che io, seguendo le indicazioni dei voti parlamentari, ho chiamato con piena ed aperta fiducia a regger lo Stato (ripetuti vivissimi applausi), vi dovranno presentare molte proposte ai leggi che io raccomando alla vostra patriotica sollecitudine.
    Le precedenti amministrazioni si sono studiate in questi ultimi anni di ravvicinare le rendite dello Stato alle spese. Il pareggio dei bilanci non è più una mela lontana, ma un beneficio vicino di cui cominceremo a godere fin d'ora gli effetti. E possiamo sperare di metter mano fra breve a toglier gradatamente i disordini del corso forzoso. L' attuale Legislatura deve affrettare questa operazione di liberazione. Il mio Governo avrà cura a tal uopo di preparare gli opportuni provvedimenti. Intanto ho desiderato che prima di tutte le altre si chiamino ad esame le proposte intere,a scemare la durezza delle esazioni, ed a distribuire più equamente le attuali gravezze. (Benissimo)
    Noi non possiamo diminuire le spese già tanto parcamente misurate per P esercito e per la flotta. Noi non possiamo abbandonare quei lavori i quali estendendo i benefici jdelle comunicazioni dall' uh capo all' altro d'Italia, possan trasfondere in ogni parte del paese la forza di compiere la sua economica trasformazione. (Applausi.) Si è potuto temere che eventi minacciosi avessero a distrarre da questi provvidi pensieri. Ma le relazioni pienamente amichevoli che abbiamo sempre mantenuto con tulli gli stali esteri, affidano che prevarranno consigli di moderazione a cui il mio governo ha dato il più efficace concorso (Benissimo).
    Fedele a tulli gli impegni assunti 1' Italia non dimenticherà mai che prendendo posto fra le grandi potenze ha accettato una missione di progresso e di civiltà. Sperando nei heneficii della pace ,voi userete, ne son cerio, questo tempo propizio per consolidare le nostre istituzioni. Imporla sgravare il governo dalle ingerenze soverchie obbligando provin-
    Ho desiderato cn© si ncmauia^v ___
    dio la legge elettorale affinchè sempre più largo riesca il concorso dei cittadini nell' alto più importante della vita politica. (Applausi).
    Con questo gran tema di studio, il mio Governo presenterà la proposta di una com-pleta sistemazione delle scuole popolari. È necessario di rendere più efficace e più profìcuo I' insegnamento e di estendere a tulli l'obbligo di abilitare l'ingegno all'esercizio delle discipline civili, coinè dev' essere per lutti mantenuto l'obbligo della educazione militare. ( Benissimo, Benissimo).
    Sig. Senatori, Signori Deputati.
    Da sei anni celebriamo in Roma la festa dell'unità^ italiana. Dalla integrata unità avemmo frutti di gloria e prova di sapienza civile. Molto si è fatto, ma molto rimane a fare. Rirtiane I' opera che ricerca maggior pazienza di lavoro, e maggior concordia di intenti, quella di consolidare tulio l'edificio governativo, dove occorre correggerlo: a questo non si può riuscire che con gara sincera di operosità e di costanza. Io vi addilo la via, son certo che .anche in queste battaglie pei riscatto civile, la mia voce troverà risposta di nobili sacrifici e di gloriose villorie. (Fragorosi applausi e grida viva il Re).
    Roma 20
    Gran folla si riversa per la città imbandierata. Il Re fu fatto segno ai più entusiastici applausi lungo il suo tragitto. Un gran colpo d' occhio presentava 1' aula parlamentare all'ingresso del Re. I senatori e i deputati vestivano frak e cravatta bianca; i grandi dignitari dello Stato erano in brillanti e dorati uniformi. Il discorso fece la più felice impressione. Domani, elezione del presidente.
    F. TAFFIORELLI Direttore responsabile