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i La riforma della legge Comunale e Provinciale
^Continuazione e fine vedi n. prec.)
PuFe, importanti sono le modificazioni che la Commissione propoue negli articoli della legge vigente relativi alla elezione degli amministratori comunali e provinciali. La Commis-. siano è d'avviso' che i} diritto di prendere » parte a questa elezione si debba attribuire a Iulti, coloro che pagano cinque lire per contribuzioni dirette, alle donne, ai corpi morali legalmente riconosciuti, ai minori, agli interdetti soggetti a tutela o cura.
Essendo difficile che molte donne -s'inducano ad intervenire personalmente alle adunanze eieìtorali, si propone che esse siano a-ÌHÌ ad invilire le loro schede sigillate in un involto, sul quale appongano la loro firma autenticata^ al sindaco del Comune ove dimorano o da regio notaio. Questa facoltà * la Commissione propone di attribuire, oltreché allò donne, agli elettori' che giustifichino di essere impediti da malattia ed a quelli i quali essendo elettori, in più comuni, desiderano, come per la legge vigente ne hanno il diritto ina non la ^possibilità nel maggior numero dei casi, di concorrere alle elezioni, anche nei comuni dove -non dimorano.
. Già sapete cometa Commissione proponga cne il presidente della Deputazióne provinciale venga eletto dalla Deputazione stessa, mentre ora è presieduta dal prefetto, e che il sindaco venga nominalo dallo stesso Consiglio comunale.
1 Quanto alla elezione del sindaco, perchè essa sia la manifestazione della volontà delta maggioranza vera del Consiglio Comunale, la .Commissione propone che alle adunanze nelle quali questa elezione deve essere fatta, debbano intervenire due terzi dei consiglieri assegnati al comune, e che 1' elezione sia fatta a maggioranza assoluta.il sindaco poi può es-
ringraziando a nome de' suoi aulici ed ammi- ^ nistrati, i signori che con squisita gentilezza risposero air invito e spiegò brevemente il motivo che promosse il banchetto (Applausi).
Indi il sig. Leopoldo Muzii prende la parola. Promette di non fare un discorso politico confessando che,^giovane com' è, nòn ha ancora saputo acconciarsi ad amoreggiare con una vecchia uggiosa come dipingesl la politica (Ilarità). Non può tacere la viva soddisfazione che lo commuove vedendo rappresentato in quel modesto banchcttoj($ l' umiltà di un promotore) tutti i paesi del Collegio. Questo è un fatto importantissimo perchè rivela che tra noi vi è unione e disciplina, la disciplina è arma potentissima nella lotta de' partiti (bene), 1' unione è la forza, e senza questa non si vince (bene, bravo).
Paragona i regimi rappresentativi ad una macchina a vapore: l'avvicendarsi de' poteri ne costituisce la valvola di sicurezza (bravo).
Continuando la metafora diceche le ultime elezioni generi li han provalo come l'Italia a-vesse .bisogno di. scaricarsi di, corti vapori la di cui forza elastica era arrivata nel massimo grado di tensione (berte, biabo). In questa depurazione gli abruzzi non furon secondi alle altre province, e nel chietino come nel teramano caddero i Pontefici massimi della consorteria, gli affaristi e qualcuno che avrebbe veduto volentieri nel secolo XIX riprodotto il vassallaggio medioevale (bravo). Dice che il potere nelle man! della sinistra è un fatto che rimarrà tra le più belle pagine della nostra storia. Per conseguirlo, però, molti patrioti dovettero fare dei sacrifizii personali gravissimi.-Un esempio egli cita nel barone de Riseis che abbandonando gli agi di una ricca posizione lavora alacremente pel bene della patria. Conchiude invitando a bere alla sua salute (applausi, bene),
Prende quindi parola il sig. Giuseppe Valentin^ unp de' quattro rappresentanti di Loreto Aprùtintf'.e uopo i ringraziamenti tanto in proprio nome che a nome eziandio de? suoi
I sacrifizi fatti dalla nazione sono enormi e le tasse che si pagano, bastano, «gli dice, a parer mio. Una economia potrebbesi portar nelle" spese specialmente nell' organico* ma e-conomia che non incagli le ruote della macchina amministrativa ma che ne sopprima solo gl'inutili congegni, (bene, bravo, bene)
Svolgendo la sua idea, dichiara .soprattutto che questa economia non dovrebbe colpire l'esercito che ne rende forti e fa rispettare le nostre libertà innanzi alle nazioni [applausi fragorosi)>
Conchiude invitando1 a salutare, I' Italia, il Re, Garibaldi ed il deputato de Riseis.
Indi il sig. Marcnegiani Camillo di Castel-lamare Adriatico legge una sua bellissima ode molto applaudita da tutti.
Dopo l'ispettore ing. Papa Antonio dice delle parole affettuose al deputato ed agli a-mici del Collègio di Città S. Angelo, parole che furono del pari applauditissime.
II sig. Alfonso Sabucchi (uno dei -quattro rappresentanti di Pianella) nel congratularsi a nome dei suoi concittadini della unanime rielezione del de Riseis si compiacque ricordare che la nostra provincia sorso come un solo uomo per protestare contro il partito con sor-tesco mandando in parlamento tutti uomini di sinistra, (bene)
E poiché a capo di tutte le città della provincia vi è Teramo che seppe sbugiardando tutti i libelli architettati contro il Costantini dare a costui con grandissima maggioranza il mandato di rappresentarla in parlamento, così invita gli astanti a bere alla prosperità Il Teramo e del suo rappresentante onorevole Costantini (viva Teramo, viva Costantini, applausi vivissimi).
Conchiude salutando il deputato de Riseis. (evviva evviva).
Qui prende la parola Y on. de Riseis pronunciando un discorso che noi abbiamo raccolto come s' è potuto, e che riprodurrete «ci prossimo numero.
Venne quindi il sig. Schips il guai» C(
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' Quanto alla elezione del sindaco, perchè essa ^ia la manifestazione della volontà delta maggioranza vera del Consiglio Comunale, la .Commissione propone che alle adunanze nelle, quali questa elezione deve essere falla,- debbano intervenire due terzi dei consiglieri assegnati al comune, e che 1' elezione sia fatta a maggioranza assoluta. Il sindaco poi può essere rimosso (sul!' istanza del prefetto o di un terzo dei consiglieri assegnati al comune) soltanto per deliberazione del Consiglio Comunale, presa colle forme stesse prescritte per la sua elezione.
La Commissione propone che siano soppressi i due articoli 100 e 110 della vigente legge; pel primo dei quali il sindaco deve prestar giuramento innanzi al prefetto, e per il secondo i sindaci equiparati ai prefetti e sotto prefetti non possono essere sottoposti a procedimento per atti compiuti nell' esercizio delle loro funzioni senza autorizzazione del Re, previo parere del Consiglio di Stato.-
La Commissione avrebbe voluto proporre la soppressione anche dell' art. 8, che assicura l'irresponsabilità ài prefetti e sotto prefetti e così lasciar libero il corso della giustizia quando sia chiamata a pronunziarsi intorno agli atti^compiuti dai pubblici funzionari; ma ha temuto di oltrepassare i confini del mandato affidatole, di proporre cioè le riforme concernenti le amministrazioni dei comuni e delle Provincie. <
IL BANCHETTO DI CASTELLAMARE ADR.
, ;,(Nostro carteggio)
Allo scopo di solennizzare la unanime rielezione del deputato onorevole barone G. De Riseis, alcuni elettori politici di Castellamare Adriatico offersero il 16 novembre a lui ed alle rappresentanze di tutte le frazioni e paesi del Collegio, un banchetto nel Casino del sig. xle' Ferri.
Il concorso numerosissimo, la splendidezza d«I banchetto medesimo e l' esservi convenuta gente colta ed a modo resero il convegno brillantissimo, e la memoria ne resterà vivamente scolpita negli animi degli elettori di «questo patriottico Collegio di Città S. Angelo.
Nè mancarono i discórsi di occasione.
Il Sindaco di Caslclkmare Adriatico esardì
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che abbandonando gli agi di jiha ricca posizione lavorh alacremente pel bène della patria. Conchiude invitando a bere alla sua salute (applausi, benej).
Prende qui(ndi la^paroKì il sig. Giuseppe Valentin^ unQ de' quattro rappresentanti di Loreto Aphrtintf^ e'*flopò. i ringraziamenti tanto in proprio nome che a nome eziandio dersuoi compaesani ai promotori del banchetto,-rivolge interpetre del suo paese parole caldissime di sentilo affetto,., e di ossequio al deputato (applausi). L& sua parola è facite ed il suo discorso è spesso interrotto da vivi applausi all'o-ratore ed ai suoi concittadini.
Egli desidererebbe anzitutto le riforme amministrative, quelle della legge comunale e provinciale e nell' organico. Vorrebbe che gì' impiegati fossero in minor numero e meglio retribuiti. (bene, bravo) Propina alla salute del deputato e degli elettori del Collegio. (Segni di vivissima approvazione. Applausi ed evviva prolungati,).
A questo discorso tien dietro un altro non meno applaudito del dottor Luigi Colella, uno dei cinque rappresentanti della frazione di Città S. Angelo.
Egli esordisce dicendo che quantunque non preparato, pure vuole unire a quelle degli altri signori la sua parola. Apostrofa vivamente la stampa spudorata che nel periodo elettorale ha sorpassato ogni limite e dice che il verdetto del 5 e 12 novembre è stato solenne smentita alle basse insinuazioni della medesima (applausi fragorosi).
Dice che là destra aveva tradita 1' aspirazione nazionale e che falsato era il sentimento di libertà: il governo era divenuto uno sgoverno e le libere istituzioni un privilegio di taluni ( bene, bravo ).
Un riordinamento morale e materiale era nel de>ideri0 di tutti ed il Re seppe interpe-trare la volontà del paese accordando alla Sinistra il governo della cosa pubblica (applausi)
Il programma di Slradella rivela un sistema di governo che risponde a1 nostri bisogni. Esso sarà attuato senza dubbio perchè 1' Italia ha la sua stella amica (applausi fragorosi), una stella alla quale io credo veramente (nuovi applausi):
Desidera il disceutramento ma in quanto che rafforza il paese, non lo estenua, (bene bravo).
Costantini (viva ìeramo, viva vusianiini plausi vivissimi).
Conehiiide salutando il deputato ds Rie»:. (evviva evviva). ¦ ..
Qui prende la parola Y on. de Risei* pro, ?ìn nunciando un discorso che noi abbiamo rae- '
Venne quindi il sig. Schips il quale co- in minciò ricordando i peccali della vecchia Del - se stra è gli errori del suo sistema. Bissò che j, pì partito progressisla non faceva guerra alti) co pèrsone, ma ai principii già ripudiati dalla ® maggioranza del paese. Ricordò il "program-ma di Stradella, che considerò sótto' nuovi if punti di vista. Parlò lungamente diel panpe^ v risnio, di cui additòJl, rimedio nella moralità c . civile, mercè la pubblica educazione. Entrò ^ poi a considerare i bisogni delle terre abruzzesi, deplorando la mancanza di una leggi I agricola, di associazioni e di capitali. In ul- P timo egli dice che il banchetto di Castella- ^ mare non'è un trionfo di rivali o un1 esul- v tanza di parlilo, bensì una manifestazione di V affetti, di fiducia e di aspirazioni per quantò { oneste altrettanto libere. (Applausi)
Il sig. Nasuti sindaco di Città S. Angelo ; il sig. Basile ed altri propinarono ai promo- ; tori del banchetto, al re, ai deputati abruz- " f zesi e alla stampa progressista teramana. \
11 sig. Muzi chiuse la serie dei brindisi proponendo tra gli applausi il seguente telegramma all'eroe di Sapri. I
Nicotera Ministro^- Roma <
Elettori collegio Cillà S. Angelo riuniti fraterno banchetto Castellamare Adriatico invia- l no affettuoso saluto barone Nicotera disprezzando calunnie contenute libello.
Deiacobis sindaco di Castellamare Adriatico. Ecco due telegrammi dell' on. Nicotera:
Sindaco Castellamare Adriatico Pescara
A voi e agli elettori tulli del collegio
Antonio Sgarroni Cillà S. Angelo Prego comunicare firmatari tutti affettuoso telegramma mia riconoscenza per novello al-j testato stima'è-fiducia. " - ' , Nicotera
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