CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
     Pagina (429/470)
    Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice
     Pagina
     Testo della Pagina (OCR)     






     Pagina (429/470)
    Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice
     Immagine della Pagina

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


[Home Page]


Testo OCR meta' superiore della pagina

    gii. 1-------I-------, ¦ ¦¦
    Rompiamo il riserbo!
    . Città S. Angelo, 21 novembre 76
    (X. Y.) Per chi abbia letto la corrispon-deaza della Gazzetta d'Italia del 29 da Città S. Angelo, e quella della Provincia del I corrente voluta da Loreto Aprutino, e P ultimo articolo dello stesso giornale maccabeo, non può far a menò di riconoscere lo stesso stile e la stessa albagia-che P opinione pubblica attribuisce ad un individuo solo per poco che lo si voglia studiare nelle frasi ed espressioni sue proprie caratteristiche. , . "
    Qui non si vuol seguire P andazzo della Procincia còl fare un libello,, come n.« furon falli contro il Costantini, il De Risele il Patrizi; ma solo, diciamo che il sig. Castagna (da non confondersi per altro col fratello Nicola, uomo. di. buon senso -e di carattere altero ed integerrimo) non arriverà- giammai a sedere nell'aula del Parlamento, non tanto per riguardo al sapere ed alle sue opere, delle quali lasciasi il giudizio ai filosofi, filologi e giuristi; ma per riguardo alla base principale che forma l1 uomo politico « un principio, una fede » fede e principio che ei non ha.
    Il sìg. Castagna Pasquale fu conosciuto nel suo paese nativo nel 1848 quando schiamazzando sulle vie e sulle carrette faceva abbattere dalla plebaglia stemmi gentilizi privati che egli scambiava per quello del fuggiasco Duca di Modena; in Napoli, al tempo della Luogotenenza, come agente di polizia a 400 franchi al mese; come uomo politico sol quando tenne dietro alla divisione del milioncino insieme al suo Spaventa. Per tutt"altro non è ignorato da chicchessia che egli inorridisce al solo pensare al detto del poeta: frangar non flec-tar. Ed in vero: in occasione delle elezioni amministrative fu sorretto dal partito allora soccombente, ed egli in pubblicò caffè, innanzi agli oppositori, declamò che non avrebbe mai supposto il numero dei galantuomini essere 48 in Città S. Angelo, il numero cioè che 1' avea sostenuto. Or bene: i galantuomini oggi son passati ad essere ciuchi, mazze, spazzature di
    ^ 369 
    uno solo fu ammesso agli esami orali. Naturalmente i bocciati fanno per ciò un fracasso per mille, e forse non senza ragione, poiché mi si afferma che taluno di essi fece leggere ad uomini competenti il suo lavoro, che fu ritenuto degno di lode. Sarà codesto il caso di ricorrere al ministero? Credo che taluno abbia già ricorso.
    Del resto non è di ciò che voglio parlare. Ciò che ha fatto meraviglia è il sapere clic nel giorno dell' esame, la prefettura fu in stato d' assedio. Gli assediati erano i candidali, a cui non so se fosse permesso di mangiare e di adempiere ad altri atti necessari; certo è però che le guardie di P. S. travestite e non travestite li guardavano a vista e sorvegliavano altresì la strada dove rispondono le finestre !
    Non so se avessero i revolvers sotto la giuba.
    La Commissione avrebbe con ciò preso veramente sul serio il proprio compito /...
    o o o
    Gli agenti teatrali girano col piana per la prossima stagione.
    Sperasi d; fare un buon abbonamento, non ostante ohe
    qualcuno del maccabeismo siasi ecclissato per..... dimostrare
    - dimostrare non so davvero che cosa.
    In verità, in verità vi dico che certe dimostrazioni fanno sbellicare dalle risa !
    # # *
    11 nostro amico dott. Pasquale Pirocchi è stato nominato segretario del Comizio agrario in luogo del prof. Pistelli che cessa dalle sue funzioni dovendo lasciare questa residenza.
    Siamo certi che il novello segretario non sarà dammeno del prof. Pistelli in quella operosità, di cui questi diè sempre pruuva per far progredire una istituzione che può rendere ancora buoni servigi all' Agricoltura.
    o o
    D' una festa scolastica mi scrivono da Loreto Aprutino in data del 20:
    Ieri 19 fu in questo paese la solenne distribuzione de' premii agli alunni ed alle alunne delle scuole elementari. Per la prima volta promossa, questa festa scolastica non poteva riuscire più commovente, e più.gaia. Tra due discorsi degl' insegnanti delle scuole maschili signori Guanciali e Cosmi, pieni di bei concetti, espressi da acconce parole, vi furono poesie di circostanze declamate da varii fanciulli con molta naturalezza e disinvoltùra.
    Tale festa, allietata dal concerto rtusicalc del luogo, e data in una s*la del palazzo municipale alla presenza di moltissimi invitali, torna ad onore 'dei preposti alla comunale .amministrazione, nonché de' maestri, che non lasciano nè cure nè sforzi, per concorrere colla loro pietra alla redenzione dell' umanità dalla peggiore delle schiavitù, 1' ignoranza.
    Dò un bravo di cuore ai loretani, ed/ auguro agli altri
     ii}; minila nhft si ri
    VIntendenza di Finanza ci prega dì pubblicare il seguente decreto reale, che raccomandiamo ali1 attenzione dei nostri lettori:
    Sulla proposta del Ministero delle Finanze, di concerto con quello di Grazia e Giustizia e dei Culti, /,
    Abbiamo ordinato e ordiniamo quanto segue: Articolo unico. Sono condonale le pene pecuniarie incorse e non pagate per omessa o tardiva registrazione delle locazioui d'immobili fatte per contratto verbale o per scrittura privala non autenticata con la condizione, quanto ai contratti e alle scritture non stati ancora registrati, che entro novanta giorni dalla promulgazione del presente decreto siano assoggettati a tale formalità col contemporaneo pagamento delle tasse dovute.
    Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
    Dato a Torino, addi 2 ottobre 1876
    VITTORIO EMANUELE
    Depretis Mancini
    CARLO GINALDI
    Nella sera di sabato, 18 novembre, l'avv. Carlo Ginaldi da Corropoli, dopo brevissima malattia,, finiva di 77 anni la vita. Non appena si diffuse la notizia di sua morte, che ogni persona se ne mostrò sinceramente commossa; si ricordava la bontà, la dottrina e 1' ingegno non comune di lui modestissimo, il bene da lui operato e le altre virtù, che Vivente lo adornavano.
    Si sentiva nella lode e nel pubblico' dolore, di'egli era amato e stimato, massime in questa città, ove passò la miglior parte di sua vita. Infatti ebbe fra noi famiglia, amie», cariche ed onorificenze; e qui nel lungo e lodalissimo eserti-zio dell' avvocatura, rese servigi utilissimi, beneficò ogni ceto di persona, e fu lume ed ornamento dol foro teramano; e nel municipio, nella congregazione di carità, ed in altri pubblici ii Ilici portò zelo sapiente e intelletto di giustizia: qui con altri illustri patrioti preso, non ultima parte ne' miti generosi, che prepararono il nostro risorgimento, e soffrì con quelli in tempi calamitosi, esigilo, carcere ed ogni maniera di per coaininnl. Snnoortolli con senmilà e feriueaa d' anima, ed
Testo OCR meta' inferiore della pagina

    M in vero: in occasione delle elezioni ; pannisi rat ivo fu sorrello dal partito allora fxrombenle, ed egli in pubblicò caffè, innanzi .-ii oppositori, declamò che non avrebbe mai sanposto il numero dei galantuomini essere 48
    Città S. Angelo, il numero cioè che V avea t^cnulo. Or bene: i galantuomini oggi son «assali ad essere ciuchi, mazze, spazzature di al* e 1**99"! * ed egli con faccia di piperno e andato a solloporsi, elemosinando voti per la sua candidatura politica, anche a chi con ingratitudine e gli avea risposto pe' favori ricevuti, e malignamente fatto oggetto de' suoi sarcasmi co' famosi (ahi !) profili pubblicati nella gazzetta di Sulmona.
    Ben si vede che noi qui non si vuol fare l'apologia di chicchessia e del De Riseis in particolare: questi saprà difendersi da sè; di lai dicesi solo che non è certo un Macchia-vello ó un Cavour per idee, nè un Demostene o un Cicerone per eloquenza ma la sua onestà incontrastabile, ed il suo illimitalo buon volere ci bastano. E qui si fa punto, perchè volendosi lasciar trasportare, si avrebbe buono in mano per dimostrare quanta rara merce sia quella dell'onestà massime in certi uomini politici, anche deputati, i quali sotto la maschera del liberalismo hanno nascosto il più disonesto interesse privalo.
    A lei poi, sig. Castagna, la riparazione che domandava, i suoi cari paesani gliel'hanno già data con 5 voti, compresi il suo e quello del
    sagrestano, nell'urna del 5 novembre____ Ma
    se tali lezioni valgono a qualche cosa, la preghiamo a smettere quel fare imparalo dalla troppo comunanza avuta co' frati, e si decida pure a militare sotto una sola bandiera, qualunque siasi il principio che rappresenti, ed allora i suoi cari paesani potranno un giorno riabilitarla, riammetendola fra i Consiglieri comunali.
    In città e fuori
    In tolte le pre/ellure del Regno si son falli, come saprete, (il gsami di segretario comunale.
    inebe nella nostra prefettura si presentarono dei candidali dittili ero il dovuto esame.
    L e*ilo, a quanto pare, non è sialo tanto felice, poiché
    >» ^iiuia tv/ivu [iiuiuum», ijucsia icsui suuiasiiba iiuii jjutuvci
    riuscire più commovente, c più .gaia. Tra due discorsi dogi' insegnanti delle scuole maschili .-.ignori Guanciali c Cosmi, pieni di bei concetti, espressi da acconce parole, vi furono poesie di circostanze declamale da varii fanciulli con molla naturalezza e disinvoltura.
    Tale festa, allietata dal concerto rihisicale del luogo, e (lata in uha s«la del palazzo municipale alla présenaa dì moltissimi invitali, torna ad onore dei preposti alla comunale .amministrazione, nonché de' maestri, che non lasciano nè curo nè sforzi, per concorrere colla loro pietra alla redenzione dell' umanrlà dalla peggiore delle schiavitù, 1' ignoranza.
    Dò un bravo di cuore ai loretani, ed / auguro agli altri comuni molle di queste feste, in luogo di quelle, che si risolvono in giornate di lavoro perdute,; ed in inutile spreco di danaro.
    # # *
    Il prof, ed ora preside del liceo di Caltanisetta cav. Pistelli partirà insalulalo hospile. Avviso al cronista d' un giornale cittadino I..'.
    Notizie Art.ist.icti©
    °c" In Aquila la Compagnia Sadowsky -li-retta dal Monti, se non riempie la cassetta quanto desidererebbe, riempie però d' entusiasmo i cronisti teatrali. La Zerri-Grassi e il Monti sono i due astri di queir Olimpo. Il pubblico aquilano li ha applauditi nel Demi-monde, nella Plebe dorata, nella Pia dei Tolomei e nella Messalina del Cossa. Da questi cenni è facile argomentare che il repertorio della Compagnia è ricco e svariato.
    °0° In Chieti la Compagnia del Pezzana, oltre il Suicidio, diè sulle scene 1' Ottone primo del Marenco, la Locandiera del Goldoni, e il Vittorio Alfieri del Gallinella II Nicate parla inoltre della Celeste del Ferrari. Non mi sembra che il Ferrari abb a composto la Celeste. Sarà piuttosto Leopoldo Marenco. Non vorrei ingannarmi, ma credo che il cronista teatrale del Nicate dormisse in quella sera.
    °0°I nostri filodrammatici continuano a divertire il pubblico con bollo produzioni. Per altre due sere si aprì il teatro, e i noslri concittadini vi accorsero numerosi ad incoraggiare quei volenterosi giovani. Ai membri della deputazione teatrale dobbiamo fare una interrogazione. Perchè brillano spesso per la loro assenza? Eppure sarebbe utile che qualche deputato facesse atto di presenza per impedire che si fumi apertamente nei palchi di secon-d'ordine. Questa sera, ultima recida.
    g,j,§ parte di «ua vita. Infatti ebbe fra noi famiglia, amici, cariche ed onorificenzi'; e qui nel lungo e lodassimo escrei-zio dell' avvocatura, rese servigi utilissimi, beneficò ogni ceto di persona, e fu lume ed ornamento del foro teramano; o nel municipio, nella congregazione di carità, ed in altri pulv-blici uffici portò zelo sapiente e intelletto di giustizia: qui con altri illustri patrioti prese non ultima parte ne' miti generosi, che prepararono il nostro risorgimento, e soffrì con, quelli in tempi calamitosi, esigilo, carcere ed ogni maniera di per seeuziont. Sopportolli con serenità e fermezza d' animo, od ebbe fede in tempi migliori. Ottenne nella tarda età il premio delle sue fatiche, il bone sperato; vide, cioà, adempiuti i suoi voli nell'Italia una e libera: ie forse questo pensiero 1' avrà consolato di molli dolori. In breve, egli fu cittadino benemerito, dottissimo giureconsulto, padre di famiglia amorosissimo: spese così degnamente i lunghi anni vissuti, e meritò più che non ebbe.
    Non sono molli giorni, e noi lo vedemmo per la città, bello ed aitante nella sua canizie: pareva promettesse di rimanere por molto tempo il decano venerato del nostro foro, quand' ecco, assalito da acuto morbo», in poco d' ora, egli ò spento.
    Ahi come si assotiglia ogni dì più la fortissima legione dei veterani della libertà!
    Con Carlo Ginaldi si è perduto una delle più belle e stimabili figure del nostro ab rozzo: meritamente l'hanno accompagnato nel sepolcro la stima e il compiango universale. Ma la parte migliore di lui, che è nella memoria delle sue virtù, vivrà lungamente cara ed onorala frà noi, a conforto della famiglia, ad esempio dei nepoli; e farà desiderare che molti lo somiglino. ,
    G. De Benediclis
    F. TAFFIORELLI Direttore responsabile
    Per soli 20 centesimi
    OGGI SI PUBBLICA presso la Tipografia del nostro giornale t
    IL SOLITARIO
    DEL GRAN SASSO
    LUNARIO TERAMANO PEL ls77
    _____J