CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    rolL Ma fu jsavio consiglio, io credo, il concentrarsi sull1 on. deputato di Bari, nSn perchè il CairoJi non fosse degnissimo dell' alto onore, ma perchè la sua nomina nella presente disposizione degli animi a-vrebbe potuto avere upa speciale significazione, che è bene tener lontana. In queste elezioni la destra si astenne in massa e fece male. Non è così che ella possa rialzarsi, e il mettersi in broncio verso il paese, che fu il vero vincitore nel gran torneo del 5 novembre, non Sarebbe che puerile.
    Ieri T on. Crispi, visibilmente commosso, prese possesso dell'ufficio, pronunciando un breve discorso, che produsse nella Camera la più eccellente impressione. In questo seggio, egli disse, dimenticherò donde venni per non ricordare che dove sono; « e come nel seno dell' Etna ribolle spesso e si rattiene T ignea materia antica, mentre nella sua vetta sta tranquilla e perpetua la neve, così accanto ali1 ardore dell' animò, alla eccitabilità della fibra ho posto il dominio sicuro di una ferma volontà; e questa adoprerò tutta per mantenere la più stretta imparzialità nel presiedere e regolare le vostre discussioni. »
    Or sarà egli da tanto da mantenere la promessa? Potrà egli dominare l'indomita natura e la fierezza impetuosa del carattere? E' cosa di cui per verità molti dubitano, e sollecitamente vedremo alla prova.
    Ma dove gli umori ingrossano maravigliosamente, dove si raccoglie e si an-iuda\l'esercito rotto il 5 novembre è nel Senato. Non vi ha proposta che passi senza sollevare qualche incidente. E' il partito preso e mantenuto con mirabile energia di gettare i bastoni fra le ruote del carro. E ciò che è più da dolere è che gli an-
    Anuunciò poi le leggi cbe saranno proposte, e clic insieme a quelle già comunicale ieri alla Camera, formeranno il programma della sessione. Esse sono - la riforma dell' imposta sui fabbricali, la legge sulla perequazione fondiaria, e un primo e lievo ritocco alla imposta sulla ricchezza mobile. Dico cosi, perchè il ministero si propone di riformare da cima a fondo questa importantissima imposta, che è una delle precipue cagioni del generale malcontento del paese; ma riconosce eh e conviene procedere a gradi, con pazienza e prudenza non minore dell' ardimento, in questa opera titanica di riformare lo Stalo. Noi abbiamo assunto, disse 1' on. Depretis, e dobbiamo mantenerlo, 1' impegno solenne di migliorare il sistema tributario ed amministrativo, senza scosse, senza risentimenti, senza fare che 1' entrale nazionali scemassero di una lira, che è quanto dire senza ferire il credito e la sicurezza dello Stato.
    Ricordò quindi la legge del Y luglio, ed accennato come con essa si facesse obbligo al governo di presentare la riforma degli organici coi bilanci di prima previsione, disse di avervi ottemperalo lui e i suoi colleghi per quanto ot-tiensi alle amministrazioni centrali, prenunciando che il ministro dell' interno presenterà fra 10 giorni la legge pel decentramento amministrativo, cioè la riforma della legge comunale e provinciale nel doppio senso di somplicare le amministrazioni, e di renderne più spedili ed economici i servigi.
    Accennali quindi brevemente alla riforma della legge sulle opere pie, che verrà proposta più tardi se non in questa nella ventura sessione, e a, provvedimenti speciali per rialzare i commerci marittimi, e riparare per quanto è possibile al disastro della Trinacria, passò a discorrere dei trattali di commercio, annunciando brevemente i criteri che dirigono 1' amministrazione nella loro rinnovazione; e deplorata con affettuose parole la recente morte del Galliera, che qualificò per una sventura nazionale, come quello con cui pendevano serie trattative per l'esercizio delle ferrovie, e-spresse nondimeno la Gducia di presentare all' approvazione del Parlamento la legge sull' esercizio nei termini di quella sul riscattò.
    Ma le idee riformataci del ministero non si limitano ai problemi amministrativi e tributari: esse invadono tutta la vita dello Stato e ne investono tutto il meccanismo. La libertà è tutta di un pezzo, disse 1' on. Depretis, e non può arrestarsi ad un piano dell' edificio, ma deve invaderlo tulio. Gli è perciò che in pegno delle riforme politiche il ministero promette la legge sulle incompatibilità parlamentari, che insieme a quella sulla responsabilità dei pubblici ufficiali già proposta, sono le due colonne massime, su cui poggia la sincerità e proficuità del sistema rappresentativo.
    Entrò poscia 1' on. presidente del Consiglio a discorrere dei rapporti tra il Ministero e la maggioranza; e premessa una calda e affettuosa dichiarazione sulle disposizioni di quello verso di questa, dichiarò francamente, che intendeva di conservarne la direzione, e di mantenersi con essa in continuo e immediato contatto, fino a che non ne demeritasse la fiducia; nel qual caso il Ministero non avrebbe esitato . un momento a compiere il dover suo.
    Queste franche dichiarazioni dell' on. Depretis, perfettamente conformi alle buone pratiche costituzionali, furono accolte con fragorosissimi applausi: eloqueule risposta alle ciarle malignamente diffuse io questi giorni di uno screzio insorto nel seno del partito appunto per la quisliont del capo della maggioranza.
    Sorse quindi 1' on. Lazzaro, e dopo avere encomiato il Mi-
    varmi in mezzo a voi, in questa ridente e nobile parte degli Abruzzi, che per ricchezza di suolo, per copia di eletti ingegni, e per elevatezza di carattere, può stare a paro di qualsiasi più colta parte ci' Italia. Debbo perciò manifestarvi la sentita gratitudine dell' animo mio per avermi presentato in questo fraterno banchetto I' occasione di raffermarvi i sentimenti di riconoscenza, che a voi mi legano, e che resteranno sempre scolpiti nel mio cuore. Ni è grato quindi rendere il saluto, che mi venne dagli egregi sindaci, dai rappresentanti dei più cospicui centri del mio Collegio, e prego essi e tutti gli amici qui riuniti ad accettare le mie più sentite azioni di grazia per la cortese dimostrazione d' affetto, della quale serberò eterna e grata ricordanza, (applausi)
    Ed invero, se due anni or sono, avendovi io accennato la linea di condotta che avrei seguito in Parlamento, voi mi foste larghi del vostri suffragi, ora a quasi unanimità mi confermaste il mandato, senza ch<* aveste credulo necessarie novelle dichiarazioni e rendiconto del mio operalo. Io, che >ento tutta T altezza del compilo che mi affidaste, non dimentico per un momento che è mio dovere rendermi ad ogni vostro invilo per manifestarvi i propositi di chi ha 1' onore di rappresentarvi io Parlamento. Abbiatevi adunque gli attestati del mio animo riconoscente per la novella prova di fiducia che mi avete data, e che interpreto come approvazione alla linea di condotta da me seguita nella passata legislatura.
    Signori! Dopo che dall' autorevole voce del Presidente del Consiglio avete sentito svolgere le idee del Ministero, alla vigilia del giorno in cui la parola venerata dell' augusto nostro Sovrano annunzierà al paese i propositi del suo governo, io non credo tenervi »n lungo ed elaborato discorso politico. Yi accennerò soltanto qualche idea relativa al gran fatto della rivoluzione parlamentare del 18 mano,» e sui doveri che c' incombono nella novella sessione, (segni di attenzione)
    Quando or son due anni fui portalo «I*11 vostri voti al Parlamento correvano tempi grtk?v,i
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    Ma dove gli umori ingrossano maravigliosamente, dove si raccoglie e si an-nidajresercito rotto il 5 novembre è nel Senato. Non vi ha proposta che passi senza sollevare qualche incidente. E' il partito preso e mantenuto con mirabile energia di gettare i bastoni fra le ruote del carro. E ciò che è più da dolere è che gli antesignani di questa guerra sono alti ufficiali dello Stato, legati in intimi rapporti col ministro dell' interno. Dovrà egli sopportarlo a lungo ? Quale autorità potranno rivestire ai suoi occhi i pareri del consiglio di Stato.se il presidente di questo alto corpo è appunto il generale in capo dell'esercito nemico? E che dire di prefetti che oppugnano il ministro dell' interno, di cui sono immediati e legittimi esecutori ? Ma questi non sono che deliri senili, che non possono nè devono turbare il corso degli e-venti. Il ministero ha un sacro deposito nelle mani, la volontà del paese e la fiducia della Corona, e non verrà meno al debito suo!
    (Altro Carteggio)
    26 novembre
    L'adunanza alla Minerva
    Ieri sera 1' on. Depretis riunì la maggioranza alla Minerva. Intervennero circa 200 deputati, e furono presenti, oltre di lui, i ministri Nicotera e Mancini.
    L' on. presidente del Consiglio spiegò con molta lucidità e' calore di affetto il programma della sessione, e il modo che il governo inteode tenere per mantenersi in continuo ed intimo contatto colla maggioranza. Disse di non aver mai approvai il passato, e di non volerne imilare 1' esempio. Ricordò i tempi quando il ministero, dopo aver proposte delle Ifggi non mature nella coscienza del paese nè del partito, veniva poi ad odorare il vento nella camera per vedere quali dovesse mantenere, quali modificare, e q iali lasciar cadere. Così discapita non meno, egli disse, 1' autorità del governo che la dignità della Camera, e si feriscono a morte le buone consuetudini parlamentari.
    Ricordò poi di avere ieri stesso presentali i bilanci, e pregò la maggioranza a discuterli rapidamente, e senza sollevare incidenti, che ne potessero ritardare 1' approvazione oltre i termini dell' anno, sì da rendere necessario I' espediente dei bilanci prò.'isorii, come già decantano i nostri avversari. Riconobbe che ciò non è corretto, perchò come la regolarità e la verità dei bilanci sono il fondamento della buona amministrazione dello Sialo, cosi la loro lunga e< sapiente discussione è la migliore guarentigia della rettitudine di chi 1' amministra. Ma per questa volta, in tanta strettezza (ti tempo pregò radunanza a scegliere fra i due mali il minore, e confido nel senno e nella temperanza de' suoi a-mici per vedersi esaudito.
    I lo verso di questa, dichiarò francamente, che intendeva di conservarne la direzione, e di mantenersi con essa in continuo e immedialo contado, fino a che non ne demeritasse la fiducia; nel qual caso il Ministero non avrebbe esitato un momento a compiere il dover suo.
    Queste franche dichiarazioni dell' on. Depretis, perfettamente conformi alle buone pratiche costituzionali, furono accolte con fragorosissimi applausi: eloquente risposta alle ciarle malignamente diffuse in questi giorni di uno screzio insorto nel seno del partito appunto per la quislione del capo della maggioranza.
    Sorse quindi 1' on. Lazzaro, e dopo avere encomialo il Ministero dei buoni propositi, che dimostra nell* ordine legislativo, osservò acutamente che molto gli resta a fare nell' ordine seriamente esecutivo; che gli agenti finanziari continuano come prima a tormentare i contribuenti; che continua la medesima lentezza nella restituzione dell' indebito percetlo; che continuano le stesse molestie e vessazioni come se nulla fosse aeoaduto dal 18 marzo in poi.
    L' on. Cancellieri richiamò poi 1' attenzione del Ministero sulla imposta del macinato, e si dolse di non vederla contemplala nel programma dei lavori parlamenlari, dopo averla solennemente annunciata a Stradelia.
    Anche 1'on. Grillini (Luigi) presela parola su questa delicatissima quislione, richiamandovi singolarmente 1' attenzione del ministro dell' interno per le proporzioni veramente allarmanti, che I'emigrazione dei contadini va assumendo da alcune provincie dello Stalo, ed enunciando il concetto di sopprimere l'imposta per il granone.
    L' on. Depretis non disconobbe la serieli delle osservazioni dell' on. Lazzaro; disse che il Ministero nei limili delle proprie competenze avea fatto quanto era in poter suo per eliminare le cause del malcontento, che ordini severissimi erano stati impartiti alle dipendenti autorità finanziarie provinciali; che nella sola Roma in un solo giorno furono restituiti 700 quote indebitamente percetle; che nondimeno molto rimaneva da fare, e il Ministero, sorretto dalla fiducia del Parlamento, non avrebbe mancalo all' aspettazione del paese.
    Rispondendo poi all' on. Cancellieri, disse ehe gli sludi sopra una possibile riforma della imposla sul macinato procedono tuttavia; che cresce sempre più la speranza di sostituire al famoso contatore un altro congegno più semplice e più sicuro; che avrebbe sollecitamente informala la maggioranza dei risultamene finali di così utili studi; ma che intanto non poteva consentire coli' on. Cancellieri la soppressione del dazio sul granone; perchè ciò avrebbe ferito ti prodotto della tassa per somma non inferiore a 22 milioni.
    Sors<} infine 1' on. Nicotera, e dopo aver fatta una breve dichiarazione sulla riforma dell'organico del proprio Ministe- I ro, disse generose parole sulla crescente emigrazione dei contadini, clic egli considera come una piaga sociale, e a cui spera rimedio dall' inchiesta agraria opportunamente promossa dall' on. Bedani.
    Cosi fra gli applausi e con sensi di perfetta e reciproca fiducia l'adunanza si sciolse circa le 11 p. ni.
    Il discorso dcll'on. De Riseis
    Ecco il bellissimo discorso pronuncialo dal nostro amico nel banchetto     Carissimi amici ed elettori, ,
    Nulla può riuscirmi più gradilo che Irò- I
    suo governo, io non credo tenervi un ed elaborato discorso politico. Vi accennerà soltanto qualche idea relativa al gran f;m0 della rivoluzione parlamentare del 18 marzo e sui doveri che c' incombono nella novella" sessione, (segni di attenzione) ^
    Quando or son due anni fui portato dai vostri voti al Parlamento correvano tempi grossi e difficili pel partito della sinistra. Fin dalla verifica dei poteri della nuova Camera apparve chiara ed incontestabile la eccessiva ingerenza del Ministero nelle elezioni, sicché la volontà del corpo elettorale appariva falsala e violentata. Nè fa d' uopo spendere parole per ] dimostrare ciò negli Abruzzi, dove si è fallo f tanto per corrompere il senso morale dei cil- ^ tadini. (bene/ bravo/) ^ ]
    Malgrado le pressioni governative, la sinistra veniva rafforzala di numerosi e validi e- ] lementi, e si accingeva alla lotta. La destra, ] trincerata in una specie di dogmatismo politico, si rifiutava, ostinata, alle riforme che ve- ] nivano proposte. Furono negale le più innocue modifiche al regolamento della tassa sul ma- I cinato, sebbene fosse evidente che in esso veniva violala la proprietà e la santità del domicilio. E, sorvolando su «li altre proposte, che ebbero lo stesso successo, vennero un bel giorno i provvedimenti eccezionali di pubblica sicurezza. Ognuno di voi ricorda quale aspra battaglia fosse combattuta e come per piccola maggioranza, sebbene ritagliata e sformatala legge passasse. Fu quella pel Ministero Min-ghetti una vittoria di Pirro. Falsato lo spirito delle istituzioni dalle influenze che alteravano il responso delle urne; compromesso l'avvenire economico del paese dal sistema tributario che si negava rivedere e correggere; schiacciata la forza e la vitalità della nazione dagp intricati congegni amministrativi, nou restava che allentare alla liberià individuale, e di quest' arma si provvide il .Ministero, non per garentire la sicurezza pubblica, che non volle, nè poteva a ciò adoperarla, ma per carpire un nuovo elemento di forza e di accentramento. Molti votarono questa legge per disciplina parlilo, ma gli sforzi che fecero per vinco« la ripugnanza, che ispirava, ruppe i legami che li stringevano al Ministero, (bravo, bravo) Ciò che pose il colmo alla misura furono