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Anno II»
Sabato 2 Dicembre 1QTG
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POLITICO-LETTERARIO
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La politica della settimana
Lord .Salisbury
A quest1 ora lord Salisbury starà per lasciare Roma, inviato dair Inghilterra alla conferenza di Costantinopoli. Partito il 20 novembre da Londra, acclamato alla stazione di Cha-ring Cross, si recò a Parigi, pòi a Berlino e a Viennr, indi a Roma, con la missione d'indagare P animo delle grandi potenze intorno ùlla questione che oggi è sottoposta al giudizio della conferenza. Chi è questo grande personaggio, che assume la gr&ve responsabilità di avviare I1 Europa ad una soluzione del problema orientale? Il marchese di Salisbury ha 43 anni e siede da 23 anni nel Parlamento inglese, ove entrò appena compiuti gli sludi a Elon e Oxford. Nel 1866 tenne una prima volta il portafoglio delle Indie; due anni dopo e-reditò il seggio avito alla Camera dei lordi, e nel 1874 fu di nuovo chiamato da Disraeli ad assumere la segreteria di Stato per le In->" - «in dal 1838, quando cioè furono
restare inerte spettatrice nella lotta diplomatica ehe s'ingaggerà a Costantinopoli tra la Russia e 1 Inghilterra. Se tutto finirà con reciproche concessioni tra queste due grandi potenze, non sarà certo 1' Italia che si acquieterà, e crediamo che neppure le altre potenze si acquieteranno. Il pensiero della politica i-taliana mette capo ad un ordine di (idee più elevato, più largo e meno egoistico di quello che non è pei diplomatici inglesi e russi. Nè crediamo che 4' Italia resti sola a propugnare questi principii che hanno per fondamento la giustizia e 1' eguaglianza dei dritti delle potenze europee.
La Francia clericale
Un discorso importantissimo fu pronunciato dalla tribuna (francese. Il principe Napoleone, cugino del defunto imperatore unì la sua alla voce di quelli che vedono con rammarico il progresso che fa il cler ricalismo nella patria di Voltaire e di Au-i ' nitn nersonaggio che
cialc, ma altresì per alcune rivelazioni che direttamente riguardano la guerra del 1870.
Egli disse cha Sedan non sarebbe avvenuto, se la Francia non fosse entrata isolata nella gran lotta. V Italia !' avrebbe aiutata! Sapete perchè questa restò neutrale? Perchè V impero s'era reso colpevole di Mentana. Ora di chi la colpa, se non dell' elemento clericale che aveva preso il dominio sull' animo dell' imperatore? Il puntellamene del potere temporale fu per la Francia la causa prima della sua rovina, lo ne ho le pruove, e-sclama il principe, e potrei presentarcele 1 Ma il principe non considerò la questione solo dal lato politico, bensì volle contemplarla sotto l'aspetto educativo. Seminate il gesuita, egli disse, e voi raccoglierete ilpe-troliere !
Forse ad alcuni questa frase scmhra un paradosso, eppure non lo è per chi consideri con idee più larghe il grande problema dell'educazione nazionale. L'animo compresso da una educazione ristretta, rigida intollerante scatta come molla al contai io
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,B#se, ove entrò appena compiuti gli studi a flou e Oxford. Nel 18GG tenne una prima volta il portafoglio delle Indie; due anni dopo e-redìtò il seggio avito alla Camera dei lordi, e tei 1871 fu di nuovo chiamato da Disraelì ad assumere la segreteria di Stato per le Indie istituita sin dal 1838, quando cioè furono aboliti il board of controul e la semisovranità della Compagnia delle Indie. L' ufficio di segretario di Stalo per le Indie è più importante di quello che appare. Esso amministra i vasti possedimenti britannici in Asia, e tiene in mano le fila della politica che si connette alla conservazione dei 200 milioni di sudditi della regina. La missione dunque di lord Salisbury trae qualità e modo dall' allo ufficio che occupa l'illustre diplomatico, nè perciò sono lontani del vero coloro che vogliono vedervi un indirizzo della politica inglese che da una parte tocchi la Turchia e dall' altra 1' Egitto, n cui gì' inglesi tentano di accentuare il loro predominio, per il libero passaggio del loro commercio per le Indie. Considerata così la missione del plenipotenziario inglese, non è inutile esaminare le vedute del Gabinetto italiano in questa parte. A tal uopo non sono senza gravità le parole del Diritto del 28 « Da qualche tempo, dice il diario ufficioso, noi seguiamo non senza qualche preoccupazione lo sviluppo dell' influenza inglese in Egitto e nel-I' istmo. » E più sotto: « noi abbiamo seguito con infinito compiacimento lo sviluppo di relazioni e di buoni accordi Ira 1' lnghiterra e i Italia, che tenne dietro al taglio di Suez e all'avviamento della valigia delle Indie per la penisola. Ma non possiamo non preoccuparci delle nnore condizioni del mediterraneo qualora la potenza inglese nell' Egitto arrivasse a fai punto da escludere P attività e I' influenza pittima di ogni altra nazione. » Queste parafe indicano che la politica italiana non vuole
La Francia clericale
Un discorso importantissimo fu pronunciato dalla tribuna [francese. Il principe Napoleone, cugino del defunto imperatore uni la sua alla voce di quelli che vedono con rammarico il progresso che fa il clericalismo nella patria di Voltaire e di Augusto Comte. L'alto personaggio che sotto T impero fu considerato come l'uomo più liberale della famiglia napoleonica ed oggi resta dissenziente dalle idee di Rouher, è un oratore talvolta brillante, spesso ispirato. Questa volta sembra che abbia raccolto applausi più del solito dalla maggior parte dei banchi parlamentari, avendo fatto oggetto del suo dire il clericalismo francese, eh'egli ha riprovato con tutto lo slancio di un,animo liberale.
Per farsi un criterio del mocjo di governo degli attuali ministri francesi, ricordiamo un fatto di pochi giorni or sono. Era morto un decorato della Legion d' onore, che essendo libero pensatore, non ebbe 1' assistenza religiosa. Nei funerali gli spettava l' onore di un picchetto militare, che fu regolarmente mandato dal colonnello. Ma T ufficiale comandante' il picchetto, saputo che il defunto non aveva avuto i conforti religiosi, comandò il front'indietro e si rifiutò dall' accompagnarlo all' ultima dimora. L'ufficiale stigmatizzato dalla stampa, ebbe 1' approvazione del Governo !
Questo fatto che tra noi, retti a monarchia, sarebbe impossibile, è invece all' ordine del giorno nella Francia repubblicana!
Non faccia meraviglia dunque se il clericalismo è uno degli argomenti più gravi che agitano il (popolo francese. Il principe Napoleone tuonò contro questa invasione che minaccia la cultura e la civiltà dei figli della grande rivoluzione; e il suo discorso ebbe una grande importanza non pure per la sua posizione so-
plarla sotto Taspctto educativo. Seminate n gesuita, egli disse, e voi raccoglierete ilpe-trolicre !
Forse ad alcuni questa frase sembra un paradossò, eppure non lo è per chi consideri con idee più larghe il grande problema dell'educazione nazionale. L'animo compresso da una educazione ristretta, rigida intollerante scatta come molla al contatto della realtà delle cose. Quante volte non abbiamo visto dei giovani usciti da una educazione clericale darsi in prccla alle più sfrenate licenze? Si vuol guadagnare il tempo perduto, si vuol toccare con mano questo mondo con le mille sue attrat-tative, si vuol uscire ùai confini tracciati con troppa pedanteria dal pedagogo!
E spesso ciò avviene non conservando il giusto mezzo, non conciliando il passato col presente, ma lasciando un eccesso per passare ad un altro. Nè la vita dei popoli trova minore riscontro con quella degl'individui. In ciò anche la Francia può essere un grand'esempio. Le famiglie francesi ravvisano i migliori educatori tra i padri, di Gesù, eppure non v' ha nazione che alimenta maggior copia di scrittori nemici d' ogni religione. Tutta la schiera degli enciclopedisti non usci forse dai collegi dei gesuiti ? E i socialisti del 48 e i comunardi del 71 rr»n respirarono F aere clericale del regno di Luigi Filippo e del secondo impero?
Non è un paradosso dunque, il motto del principe Napoleone, ma è una delle delle più veritiere sentenze che siano state mai pronunciate. Noi vorremmo che il popolo francese lo comprendesse e ne facesse tesoro. Non è col misticismo che si educa f animo all' abnegazione, al lavoro paziente, alla lotta diuturna per V esistenza. Il misticismo aprirà le porte del paradiso a chi .vive in un convento, aprirà invece V abisso a chi è gittato in mezzo al mondo. In questo sènso, nessuno ha
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