CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876 |
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Neil' Emilia i progressisti sono 25, 12 i deputati d'opposizione. I progressisti sono ripartiti cosi: 4 nella provincia di Bologna, 2 Piacenza, 5 Parma, 3 Reggio, 3 Modena, 2 Ferrara, 3 Ravenna, 3 Forlì. I deputati d' opposizione sono 4 nella provincia di Bologna, 2 in quella di Piacenza, 2 Reggio, 2 Modena, 1 Ravenna, 1 Forlì. La Toscana ci dà il seguente risultato: 31 progressisli, 10 d' opposizione. Dei progressisti né dà 7 la provincia di Firenze, 3 Massa Carrara, 4 Lucca, 2 Livorno, 5 Pisa, 3 Siena, 5 Arezzo, 2 Grosseto. I deputati d1 opposizio- APPENDIGE RUBINA OSSIA UN EPISODIO DEL BRIGANTAGGIO NELLA VALLATA DI MONTECORNO Racconto di RAFFAELE PETRILLI Poohs parole di proenlo Le memorie tristi del brigantaggio sono ancor vive nei nostri paesi. Quanto sangue, quanto lutto, quanta desolazione ebbero a patire le nostre popolazioni ! Tempi nefasti, in cui pochi -uomini sollevatisi dai bassi fondi della società, inalbo? rarono una bandiera politica, all' ombra di cui commisero i più immani misfatti. Questi tempi io mi son provato a ricordare, raggruppando i diversi episodi intorno a due esseri ira loro congiunti da vincolo d' amore. L' ho fatto cosi alla buona, senza presunzione e con la speranza d' aver pagato un umile sì, ma sincero tributo di rionoscenza ad alcuni prodi miei amici che si f«gallarono per patriolismo'V por coraggio, esponendo la propria. vita nella pcriecu.iqjie de] brigantaggio che infesti la patria jnia. . , Possa questo sentimento giustificare il mio ardire d'in-lr attener e voi, e benevoli lettori, in queste memorie che vi verrò esponendo. l/vputatl Ul HI l IV IV UUUIUI ivgiaiu>ui v V della attuale, cho è naturalmente la tredicesima, non ne rimangono che due: Depretis e Lanza. I giornalisti di professione eletti ascendono a 11 e sono i signori: Barili del Caffaro, Bianchi della Nazione, Billi del Roma, Carbonelli del Movimento, Cavallotti della Ragione, Comin del Pungolo di Napoli, De Renzis del Bersagliere, De Zerbi del Piccolo, Lazzaro del Roma, Martini della Vedetta di Firenze, Mussi Giovanni dell1 Unione di Milano. ECHI DELLA PROVINCIA Castellamare Adriatico 26 Nov. 76 La Giunta comunale di Castellamare Adriatico nella sua tornata del 24 novembre deli una parola $¦ incoraggiamento agi1 insegnati? facendo loro comprendere che 1' attuale {J1 ministrazione non si sarebbe appagato del$ adempimento del loro dovere, ma cheavrebb misurato il grado del miglioramento educativo dal,aaloro condotta, interessando cosi il loro al ' mor proprio. Abbiamo così nel nostro pìccolo paese due scuole maschili e due femminili « si assicura che la nuova giunta sia studiando il modo d1 impiantare per gli anni successivi la terza e quarta classe elementare per dare alla istruzione popolare uno sviluppo maggiore Ci si dice pure che il nostro consiglioco^. munale sarà recentemente riunito in (sessione straordinaria ed in sedute pubbliche per de- 1 cidere sopra quindici importanti materie prò- f poste dalla nuova giunta, non ultima delle quali f è quella per la costruzione di una nuova stra- le L'aurora fiammeggiava di roseo splendore, imporporando V immane sasso del Montecorno, il Gran Sasso d'Italia, ed a piene mani lo ricopriva di rosei fiori, che luccicavano come stelle sulle punte infinite e svariate del monte, e riflettevano un oceano di bagliore nella vergine vallata, che lunghesso si distende, variopinta di mille fiori ed erbe, d' ambrosia olezzanti. La natura si rinverdiva, e tutti invitava all' amore gli abitanti del dilettoso monte. I mandriani zufolando Ira mille echi, stridevano una rozza e mesta armonia, mentre lontano lontano udivasi, come ronzio d' api.il correre, tra burroni, di mille fiumi, misto al fiotto intermittente di qualche mulino in moto. Chi ad uno di questi avesse posto mante e propriamente a quel che distendasi su quel di Ornano, avrebbe visto una fantesca, carca in sulla testa d' un sacchetto bianco come neve, pieno di grano, che facea vago ornamento alla sua testa bionda, come turbante. Era giovane bella dagli occhi neri, volto rotondeggiante eburneo, e rosso come rosa di maggio, cinta il seno d' un busto color d'oro a laociuoli cilestri, costume abruzzese, attraverso ai quali traspariva una candida camicia dove forse avresti potuto indovinare qualche menda, e sotto una gonnella sinistra e corta che facea vago padiglione al tornilo piede. È una fantesca, -la bella e bionda Rubina, che va a macinare al molino. Non cammina, ma saltella di sasso in sasso, tra una grossa pietra e 1 altra del fosso,,.,che n' è disseminato; e già al limitare del mulino, posa il fardello, che consegna al mugnaj >, od indi tonde le o écchie, come chi intende a qualche cosa." Si sente un fischio. Ella salta fuori, ed ecco là corre animosa sotto un burrone. Tutta notte sono stato quìy suona una voce, intirizzito dal freddo. Sempre guardingo, per tema di non esser sorpreso, tra 1' ansia ed il timore, ma ora sono conlento, li sei sdebitata dì tutto, un tuo sorriso mi ha pienamente sili-sfatto. Chi dall' opposto pendio avesse posto attenzione a l«l cicaleccio, avrebbe visto un giovane dalle spalle tarchiati, armato di fucilo a tracollo, con sacco a pane come di truppa, una barba non rasa da varie settimane, con giacchetta corti, specie di farsetto abruzzese, e calzoni lunghi, color turchino, corpetto simile, ed un cappello a larghe lese di forma a cono smussato, sormontalo di coccarda rossa nel nastro, véro tipo di brigante abruzzese, di poco dissim'Ie al calabrese che hi il cappello conico a punta aguzza. Lì,era la posta amorosa, a che vale il negarlo? La bionda Rubina non avrebbe volalo essere vista, ed era rossa come una melagrana, ma una fora investibile là la oonducca, ed il povero brigante per temi 11 non essere scoperto, si era lì rincantuccialo, ma non sì per» che qualche ocehio malevolo indagatore non l'avesse viA' tosto rapportato il fatto al vicino villaggio di Tossicia. Che cosa essi ebbero a dire in quel rilrovo io non saprei dire, ma so ehe gli orchi dardeggiavano d' amore, come « sole meridiano dardeggia un' umile viola, che ne rimaneap-passila, salvo a riprendere vigore nella brezza serotini-C^ i due amanti rimasero estatici o silenziosi per buona p«"a poi si lisciarono cadere sul pogginolo, sparso di bianchifi«fl c muschio, e poi d' un tratto si levarono dritti in piedi,-' staiti bona [I addio abruzzese) disse Giorgio, chè cosi chiama vasi il nostro giovane, e fa presto a tornare I (Conti»*) |