Testo OCR meta' superiore della pagina
la sua esplicazione, la sua attuazione non presentano così nei rapporti ? stratti come in quelli di fatto, delle serie difficoltà, a far scomparire od attenuare i quali dovrà versarsi l'opera legislativa. Così ne sembra che ad onta del correttivo stabilito nell'art. 6 con la sanzione contro coloro i quali istituissero , contro i funzionari delle azioni temerarie, sarebbe pure op-portunissimo che fossero meglio precisati non con semplici concetti astratti i casi nei quali i funzionari stessi si rendessero passibili di un procedimento, onde non pendesse sempre sul loro capo con minaccia indeterminata una specie di spada di Damocle, il che a molti potrebbe affievolire lo zelo, e troncare lo slancio ad o-gni profìcua iniziativa.
Si è poi beu sicuri che la disposizione dell1 art. 3°. sarà sempre profittevole ai vincoli della disciplina, ai doveri della gerarchia, al principio di autorità, alla speditezza degli affari ? Non potrebb' egli accadere, che dal Ministro all'Usciere, dal primo all' ultimo anello dell' amministrazione dovesse cominciare una incresciosa discussione per giustificare il senso, il fine riposto di un atto, che agli occhi dei meno veggenti avesse per avventura le apparenze della illegalità?
L' art. 5. non creerà un semenzaio di liti allo Stato?
Infine avremmo davvero gradito che in materia di tinta importanza 1' esempio fosse venuto dall' alto, e che la legge circa la responsabilità dei pubblici funzionari non fosse stata scompagnata da quella sulla responsabilità dei ministri. Comprendiamo bene, che tale legge deve essere dall'altra separata, perchè circa ai ministri oltre ai criteri amministrativi, diciamo così comuni a tutti gli altri funzionari,
proposta legge disciolta dalla garanzia, che nel fatto li rendea quasi sempre ^attaccabili ed incolumi, i prefetti, sotto-prefetti e sindaci, sarà bene il caso di pensare a questo cioè che non tutti i privilegi sono cassati, che lasciansi ancora in vita quelli riguardanti i procedimenti contro i membri del parlamento, e che allora solo una legislazione può dirsi veramente liberale e degna di esserlo, quando dall' alto al basso, dai generali ai gregarii, dai ministri, dai senatori dai deputati, ai poveri travet ogni privilegio sia tolto, ogni tribunale eccezionale abolito, e per tutti e su tutti si elevino alteri ed onnipossenti nella loro maestà le leggi generali, ed il diritto comune.
S.
I FUNERALI DELLA DUCHESSA D' AOSTA]
Sabato 2 corrente ebbe luogo in Castella-mare I1 annunciata cerimonia funebre in commemorazione della defunta A. R. la duches.sa d' Aosta, votala da quella Giunta comunale nella tornala del 24 caduto mese. Alle ore 10 ant. I' intero corpo municipale con a capo il sindaco, si recò nella chiesa madre, che affollata di persone di ogni ceto, offriva uno spettacolo imponentissimo. Nel fondo di essa sorgeva il tumulo riccautenle adorno di bruno velo, con in mezzo lo stemma di casa Savoia, sormontato da un fascio di bandiere nazionali coverto di gramaglie: qualtro iscrizioni ricordavano le virlù ed i pregi dell'Augusta donna. Dalla parte destra sedevano, velalo a bruno, tulle le signore del paese; dalla parte opposta si assise il corpo municipale con tutte le altre autorità locali." Nelle due navale laterali sedevano disposte in beli' ordine le quattro scuole comunali.
11 silenzio, il riverente raccoglimento ed il dolore di tutto .quanto questo popolo, esprimevano una scena sublime di devozione e di
cav. Emidio Mezzoprete Gomez,. e lesse, p/f incarico ricevuto dal Municìpio, un dolio elaborato elogio funebre. Con nitidezza di forma, rilevanti nozioni sloriche, e corisiderazi&gj filosofiche, tenne desia per ben tre quarti d'ora l1 attenzione di tulli: leggendo la storia delle ultime ore della infelice duchessa, visibilmente commosso, trasfuse il suo dolore in quanti avevano animo nobile e gentile, e mi si dice che furon viste delle lagrime spuntare dal ciglio di parecchie signore, terminato con la messa il funebre servizio, 1' adunanza si sciolse. Valga questa sentita espressione di doloroso affetto di un popolo intero a confortare l'animo del desolato consorte!
o *
Ci scrivono da £enne in data 6:
Anche noi vogliamo rendere omaggio alla memoria della duchessa d'Aosta, consorte al più leale re costituzionale che abbia avalo la Spagna. L* iniziativa è dovuta a questa società del Casino democratico, di cui è presidente I'egregio cittadino sig. Antonio de C®-saris. Essa venne riunita ieri.
Il presidente, riconosciuta legale la riunio-, ne, ha con brevi ed acconce parole rimpianta la dolorosa perdita di S. A. R. la duchessa j d' Aosta Maria Vittoria del Pozzo della Cisterna, ed ha [osservalo che essendosi tutta "Italia associata al lutto di Casa Savoia, to con impazienza atteso pure che il nostro Municipio, alla guisa di quello che han fatto anche i più piccoli, avesse con pubbliche ese-quie, addimostralo di prender parte all' universale dolore.
Ila significalo che con rincrescimento tw', la municipale amministrazione serbare finora , il più stretto silenzio, il quale certo non pUt tornare che a disonore della cittadinanza p*** nese, la quale mal saprebbe tollerare uo i>,t ìr indifferentismo, che non risponde nè w nobiltà dei sentimenti da cui fu sempre * 1 ogni tempo animata; nè all' affetto e al duof sentilo verso il vedovo principe" Amedeo-
Ha proposto quindi alla adunanza di **
«_i____ ii___ - - . " " " - :__«A <*
|
Testo OCR meta' inferiore della pagina
tosso venuto citili alto, e cric la legge circa la responsabilità dei pubblici funzionari non fosse stata scompagnata da quella sulla responsabilità dei ministri. Comprendiamo bene, che tale legge deve essere dall'altra separata, perchè circa ai ministri oltre ai criteri amministrativi, diciamo così comuni a tutti gli altri funzionari, debbono concorrervi in grande parte i criteri politici, dipendenti dalle altissime funzioni di cui sono essi investiti. Per altro teniamo atto della promessa, che si fa di presentare siffatta legge: un ministero tanto liberale come è T attuale non farà certo rivolgersi come i precedenti il rimprovero dantesco « lunga 'promessa coli attender corto. »
Da ultimo, mentre plaudiamo sinceramente, che alfine siasi coli' art. 8 della
APPENDICE 3
RUBINA
OSSIA
UN EPISODIO DEL BRIGANTAGGIO NELLA VALLATA DI MONTECORNO Racconto di RAFFAELE PETRILLI
In una di queste borgate, in Ornano Grande, frazione del comune di Castiglione della Valle si stava la Rubina cola colle sue padrone, poiché il padrone s'era ritratto in luogo sicuro. Ella curava le cose domestiche, apparava i' avvicinarsi dei briganti, e ne tenea in avviso le padrone. Udi vasi qualche rumore di notte, ognuno trepidava, ed ella si factva avanti intrepida, invigilava, e si teneva in sull' avvi-80. Venivano i briganti a sforzare il portone, ella si faceva loro incontro, mentre le padrone erano accovacciale in un silo remoto della casa, loro si addomesticava, cercava di ricondurli sulla butna ragiona, e quando prima richiedevan grosse somme di danaro, poi si contentavano di pochi ducati, o d' una mezia infornata di pane. Ella tutta contenla, come un parlamentario farcbba in- tempo di guerra, tornava lieta alle sue padrono per 1' esito felice delle sue trattative, prendeva il necessario, accomiatava la turba, e come nulla fosse sialo, tornava agli usati lavori familiari, e poco dopo 1' avresti tisla colla scopa mondare la casa con la più lieta calma e tranquilliti.
i/una pai »o ucatia auuuvuiiu, yciuiu
tulle le signore del paese; dalla parie opposta si assise il corpo municipale con tutte le altre autorità locali. Nelle due navate laterali sedevano disposte in beli' ordine le quattro scuole comunali.
Il silenzio, il riverente raccoglimento ed il dolore di lutto quanto questo popolo, esprimevano una scena sublime di devozione e di attaccamento alla augusta casa regnante.
Ruppe il silenzio una marcia funebre suonala dalla musica di Pescara, intervenuta per cura di quel municipio; dopo questa, da apposita tribuna, il sig. Leopoldo Muzii di sua iniziativa, lesse un discorso per quanto breve, altrettanto sentito: con la sua parola franca e vivace, tessendo brevemente la storia della augusta defunta, seppe commuovere non poco l'uditorio. Incominciò poscia la messa so-solenne con l'assistenza di tutto il Clero, e dopo il Vangelo, occupò la tribuna il sig.
Era un giorno di festa, ed i fedeli eome di consueto traevano alla vicina ehiesa parrocchiale della badia di S. Giorgio a confessare le loro peccala e ad udir la messa. Ora vedevi Ire, quattro giovinette ed un giovine che loro teneva dietro a fare il cascamorto, ora una turba di donne che passavano silenziose e compunte.
La campana dava 1' ultimo segno della funzione. Quando ad un tratto odesi un tramestio. Rubina va alla finestra e vede un panno rosso sventolare di lontano. Nel viale Ira Ornano e la chiesa parrocchiale di S. Giorgio vedesi il venerando Curato correre di galoppo in pianella, e la turba di gente lo seguiva tutta spaventala.
Che è, che non è ? Vengono i briganti.
Hanno preso il Majorini, proprietario di Vico, e «eco 1' hanno condotto, e similmente altro contadino benestante, che vogliono fucilare. Ora si avvicinano alla Badia, e minacciano far lo stesso all' abate Curato.
Questi non attese, licenziò la turba, o corse in Ornano, che dista dalla Badia un trar di fionda.
Egli era in Ornano ed i briganti eran già giunti alla Badia, ed eran adirati non essendovi più la genie, che si avvisava» di trovare per ingrossare lo loro Ola, ed accorti della fuga dell' aba!e, che aveva saggiamente curalo la dispersione della genie, prevedendo quel che di sicuro sarebbe avvenuto ossia il reclutamento dei briganti, via si «dirigono alla volta di Ornano.
Alla finestra trovano Rubina.
Dov'è il Curato? gridano i briganti rivolti a Rubina, è cerio in casa dei tuoi padroni. Orsù veniamo a frugare.
lu kiu ii i vi,juiu uumiliiiuiiuu'""» >viu0,,< fi.
il più stretto silenzio, il quale certo non? tornare che a disonore della cittadinanza Dp nese, la quale mal saprebbe tollerare «ni d' indifferentismo, che non risponde nè } nobiltà dei sentimenti da cui fu sempre e 1 ogni tempo animata; nè all' affetto e al M sentilo verso il vedovo principe'Amedeo.
Ha proposto quindi alla adunanza $ J luogo alla nomina di una commissione, quale in nome del Casino, esprima al mìe cipio il vivo desiderio che sieno rese pabbli> che onoranze ed esequie alla memoria della lodala Principessa per le preclare virtù % le doti non comuni di cui andò adorna, 9 laddove il medesimo per qualsiasi motivo si rifiutasse, la Società del casino provvedere!^ essa direttamente ad attestare nella manieri più solenne e dignitosa il lutto da cui fu com. presa la popolazione pennese per la morta dell' illustre Principessa.
Apri il portone, 0 lo faremo cadere in pezzi a colpi di acceda I
Tanto fece tanto disse la buona Rubina, che li foce persuasi del come il Curalo non fosse in casa; ma in effetti ili medesimo avea asilo lì denteo, e mentre Rubina armeggiava, e quistionava, il povero Curato sbucò non visto per unaop-posta porta, che metteva sull' orto, e di qui insieme a Sai-valore De Antoniis, già sindaco, che poco di li si trovava quasi scalzo non avendo avuto tempo di vestirsi, 'èssendoancora in letto, queto queto battendo il sentiero che porla alla così delta fonte della Pera, e quindi continuando per la contrada Pian) Spollaio, s' ebbe ridotto in salvamento in Colteci ara.
Finalmente, mentre Rubina faceva tali buoni ufficii, M» arriva una spia, che dice il Curato in fuga por Colledara, tenendogli dietro anche il De Antoniis. In men ebe noi dia
i briganti lasciano Rubina e corrono dietro ai due lugger Ma vanno col pugno pieno di mosche Quest' ultimo riunì* fino a notte avanzata accovacciato in un suo vigneto, e l'atro, il Curato, corre a Colledara, c non trovando il fraléllB sindaco, va in un podere sottostante, lo trova o lo avvisa (Iti fallo, e losto se ne fa rapporto in Prefettura, Ma i briganti vanno in Colledara, mettono a sacco e fuoco la casa paterni del Curalo Romani, rubano biancherie, sfacciano slipi epof" te; e verso sera ripassano adOrnano Grande, carichi di boi-tino, o di ricatti. Kssi avviansi, cantando, alle montagne, m'"" tre la campana delli Chiesa di Ornano, vedova del »iw Pa' store, suonava l'Ave Maria/
' (Contini*)
|