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partito lanciavano contro il ministro de-gP interni quattro giorni avanti le-» elezioni.
Ma non basta il giudizio dei tribunali; egli è d'uopo altresì il giudizio della pubblica opinione che stimmatizzi una volta per sempre questi schifosi mezzi diaconi-battimento, la calunnia e la diffamazione, Essi non sono nuovi al partito" della vec-' chia destra: li vedemmo tempi della Regia, quando tormentarono ed uccisero il povero Lobia; li abbiamo veduti a Firenze ed a Napoli, a Milano ed a Roma, a Chieti ed a Teramo alla vigilia della grande Àusterlitz elettorale. Che altro resta a fare a questo partito, se non di negare tutta la storia contemporanea? La neghi pure, la cancelli pure, la tinga con la pece dei libelli, e che per ciò? Avrà forse negata questa Italia che è pur o-pera di tutti ed ha sue radici sulla volontà concorde dei popoli?
Noi vorremmo, che questo stesso giudizio facessero oggi gli avversari, grossi e piccini, dell' on, Nicotera e del partito che è oggi al potere. Non è con la calunnia che si riacquista quella fiducia che essi hanno perduta dopo sedici .anni, di governo; non è colla diffamazione che potranno estinguere V immensa maggioranza che il ministero di sinistra ebbe un mese fa; non è da ultimo con sterili combattimenti che il partito moderato potrà rendere ancora qualche servigio" al paese.
Una giustizia resa
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Nel N, 72 di questo anno si agitò in queste colonne la questione, se cioè ai proprietari colpiti dalla grandine del 17 giugno si competesse o meno la mode-
porge oggi, non possiamo negare una parola di elogio al Ministero, che col fatto dimostra di non svoler seguire le, orme de1 suoi predecessori, i quali ostinatamente davano sempre torto ai contribuènti.
Ecco, senz' altro, la lettera che" porta la data del 20 ottobre ultimo:
Intorno al quesito proposto coll'eraarginato rapporto il Ministero è di avviso che pel di-spostp dell'art» .56 del decreto 10 giugno 1817 debba nei casi di «drsqstri ammetterò la moderazione d' imposta ogni qualvolta il danno verificato superi almeno la metà della rendita 'elèi fondo colpito, qualunque poi sia la rendila del contribuentp. nel comune.
Questa interpretazione - è in ^consonanza alle declaratorie esplicative del citato decreto contenuto nella ministeriale del 17 ottobre 1818 e 22 aprile 1826 e 21 marzo -1829, laddove per analoghi casi di disastri si prescrisse di contemplare i soli fóndi danneggiati e non già insieme tutti gli altri che ai reclamanti appartengono.
Per ii Direttore generale Firmato - GIOLITTI
Cronaca Abruzzese
Aquila - Sin dal 5 settembre ultimo una giovinetta di Lugnano (Cittàdùcale) a nome Domenica Masci, contadina, di anni 21,allon-tanavasi dalla propria abitazione, senza farvi più ritorno. Le ricerche dei. poveri parenti, le indagini delle autorità riuscirono sempre frUstanee.
Non sono molti giorni, alcuni contadini di Condiglìano transitando; lungo il fiume Velino, nel territorio di dello comune, videro un cadavere rattenùto da alcuni tronchi di alberi entro il fiume.
Ne dettero tosto-avviso, alla vicina stazione de' carabinieri, i quali acconsit subilp{jp. fecero Astrarre dall' acaua. Non aveva che le sole
ciato il fatto, saprà, lo auguriamo, diradarek tenebre che avvolgono questo misterioso ar, ; venimento.
Chieti La provincia di Chicli avrà fra breve un collegio elettorale vacante, quello di Gefcsopalena, avendo I' on. Melchiorre o~ piato per Orlona. Se la sorte sarà poi favorevole ai progressisti di Lanciano, anche per questo collegio si d'pvrciprovvedere. Diciamo così, perchè tra i deputati professori, quattro devono essere esclusi mercè il sorteggio; chissà che non ci capiterà l' on. De Crecchio?
Intanto per ora si pensa al collegio di Ges-sopalena. Il corrispondente romano dell' degli Abruzzi propone il de Aloisio e ne parli cosi :
« L'avvocato De Aloisio alle molle cognizioni e dottrine accoppia ingegno e talento non comuni. A queste qualità intellettuali altre si associano in ordine morale! Egli è uomo integro, di carattere costante, inalterabile, e de- j voto ai principii liberali per'ingenita virtù, e j per pratica della vita.
Nel foro qui è molto stimato. Alla Corte Ì, Cassazione, dove la sua presenza è fre- j quente per sostegno di cause gravi e delicate siede tra i più distinti, e ricercati oratori. Le sue arringhe non sono un ammasso di quella dottrina pesante e fastidiosa, ma portano le grazie e le lusinghe d^un eloquio vivo e scintillante.
Non vi sembri esagerato il breve bozzetto ch.^ di lui vi presento. Voi stesso lo conoscerete certamente, e nella nostra provincia ha molti amici, parenti, estimatori. Se la sui riputazione non è clamorosa, nè gonfia, è perchè egli, modesto, non si è sollevato sopra i palloni delle celebrità congegnate a furia apparecchi teatrali.
Quanto a me, stimo il De Aloisio, perche so di lui un tratto che V onòra. Egli era gì strato, ed in buona carriera. Poteva coni»' nuare.... e invece spogliò la toga quando la vide più compatibile colla indipendenxa proprio carattere.
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Una giustizia resa
Nel N. 72 di questo anno si agitò in queste colonne la quistione, se cioè ai proprietari colpiti dalla grandine del 17 giugno si competesse o meno la moderazione d' imposta, giusta il decreto 10 giugno 1817. Noi pubblicammo in quella occasione un voto motivato del (nostro a-mico Settimio Costantini, membro della Commissione- incaricata della verificazione dei danni, il quale solo tenne duro alle pretese dell' Agente delle Tasse che voleva dare un interpretazione restrittiva all' articolo 56 del detto decreto.
Ora siamo in grado di'pubblicare una lettera del Ministero delle finanze, che si accorda pienamente col voto dell' on. Costantini. Mentre ci congratuliamo coi detti proprietari di questo sollievo che loro si
APPENDICE 4
RUBINA
OSSIA
UN EPISODIO DEL BRIGANTAGGIO NELLA VALLATA DI MONTECORNO Racconto di RAFFAELE PETRILLI
III.
I bersaglieri, che abbiamo visto tener dietro le pedale di Giorgio si diedero a passo di corsa ad inseguirlo, ed era bello vedere per quei colli, agitati dal vento i pennacchi dei cappelli sventolare, come bandiere, intanto che Rubina, che non s' era accorta di nulla, continuava la sua canzone, riedendo dal mulino. E Giorgio che non s' era accorto dei bracchi che seguivano le sue orine, talora si solTermava ad udire 1' argentea voce, che sull'ali dei venti gli riporcotea l'orecchio aw«zzo alle bestemmie ed alle fucilate.
Tutt'ad un trailo vede dall'opposto pogginolo sventolare al wnlo una piuma di bersagliere, ed in meno cho io noi
frustanee.
Non sono molti giorni,, alcuni contadini di Condiglìano transitando lungo il fiume Velino, nel territorio di dello comune, videro un cadavere rallentilo da alcuni tronchi di alberi entro il fiume.
Ne dettero tosto' avviso alla vicina stazione de' carabinieri, i quali accorsi, subilo lo fecero estrarre dall' acqua. Non aveva che le sole scarpe ai piedi',"e luti© il 'còrpo trovavasi in I istato di avanzata putrefazione.-Fu esposto a riconoscimento; e poiché surse il sospetto ohe potesse essere il cadavere della Domenica, furono chiamati anche i di lei parénli.
Questi, benché sformalo in quel modo, lo , riconobbero appunto p?r quello, specialmente alle scarpe'che solo da qualche giorno prima della scomparizioncla giovanelta avea calzate.
Dall' autopsia non si è potuto precisare se la sommersione fosse avvenuta a corpo vivo o a corpo morto; nè per lo stato di putrefa-r zione, si potè constatare se vi fossero state lesioni esteriori.
L' autorità giudiziaria, cui è stato denun-
dica, un colpo di fucile alla sua direzione, ed una palla gli fischia a quelli' orecchio dianzi teso ad udire la lieta canzone.
Si accorge dell' agguato e via di galoppo, mentre i suoi bracchieri gli tengono dietro a tutia corsa. Già gli si parano avanti, come fantasmi, i neri aboti della selva di Colle Pilato ed una prima posta di briganti grida: chi vive? Amici, risponde Giorgio, e ad un cenno via di trotto e similmente accade ad una seeonda pattuglia più in là sotlo un j grosso macigno accovacciata. Tutti e tre galoppando arrivano I i ad uno stazzo, specie di prato, circondalo da folli abati ae-reggianti, a traverso dei quali come a traverso d' uno spiraglio d' una finestra socchiusa, entra un raggio di luce. Di sopra, invece di abeti, evvi una serie di grossi macigni sca-I vali nel centro a guisa di grotte, 1' asilo forse dei noslri an- i lichi padri dell' epoca della pietra; perocché si rinvengono infatti in dette grotte disseminate per le montagne, special- , mente in quella di Civitella, delle armi di pietra di silice, e vi si rinvengono bensì erbe pietrificate che come frangie fanno vago ornamento.
Già dislesi sulla nuda gleba ora vedonsi un ceulinaju di uomini, quali a dormire, quali a giuncare e quali iu'enli a caricar fucili. Non appena arrivano ì tre colleghi ansanti e trafelati, i briganti si levano, capiscono il pericolo, il Capi-, tano Strameogo alla testa, giù per i burroni si gettano a rotolar come pietre, a strisciare coma bircie, a saltare come j
cne egli, inoaesio, non si , »vnevaio L,r'% palloni delle celebrità congegnate a fDrpi apparecchi teatrali. 41
Quanto a me, stimo il De Aloisio, j, so di lui un tratto che V onara. Egli'i^ gistralo, ed in buon» carriera. Poteva À nuare.... e invece spogliò la toga quando la vide più compatibile colla indipendenza]1 proprio carattere.
Da ultimo, il De Aloisio è della nostranr v ncia. Residente in Roma, com'egli ,yj giovare al collegio, assistere' assiduo 4S della Camera, e prendere attiva parte alla J inazione di quel gruppo di deputaliabronJ il cui concetto ebbe l1 onore di essere hen* accollo dai miei concittadini.
Che altro può abbisognare agli clcUori del Collegio di Ge ss op alena? Un candidalo co. me (' avvocato Saverio De Aloisio per m rapporto è degno de' loro voti. Si raccolgano dunque sul nome di lui.
Gli elettori di Gessopalena han dato gran prova di sè, affrancandosi dalla consorteria. Ne daranno una anche migliore, preferendo i
capriuoli, e quindi a traverso il dosso del colle per Ara-pu-tra sotto Moniecorno, si dirigono verso Cerqueto.
I bersaglieri guidali dal loro bravo ufficiale non formi loro secondi, e non appena i briganti ebbero lascialo te-zo, essi furono l'i sopra, ove trovarono mollo bollino per l«m carie, panni, biancherie, tranne i leprotti che s' «ran dili" gambe. E non ostante che loro tenessero dietro, pure non Impossibile raggiungerli a traverso quei burroni, dove no»11 cammina che rotolando. Pur tu ita volta li perseguirono tlrt verso valli e monti, lenendo sempre dietro al calpestio, e» lendo ripide erte, sì che avrebbero potuto dire con Danto» Purgatorio :
Che lo salire ornai ne parrà gioco.
Intanto la sera si facea bruna, ed i briganti scovati ® ioro ricettacolo andavan in cerca d' un asilo e sorpassai" Pielracamela, e Fano Adriano, ma i bersaglieri non per qa^ restavano.
Già era la notte c sótgèà la luna argentea, cbó po' 1 con valli e sopra macigni riverberava in mille guise, ed sembrava vedere un lago, ove un ruscello, ed in tasto no»"1 udiva clic il gracchiare di qualche cornacchia iu cerca i'P sima e q laiche canipanaceio di mandriano.
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