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che ha tutta Vitali®
Intorno alla seconda interrogazione sarò anche più breve, come richiede l'urgenza reclamata dalla votazione dei bilanci, ricordando anzitutto all' on. ministro, conie nelle varie volte che ho conferito con lui, egli si è mostrato con-»-' vinto dell' importanza di una linea quale sarebbe quella di Caianello, per Isernia, Castel di Sangro a Solmona, che metterebbe in relazione le due reti meridionale e romana, per la via che, oltre essere più diretta e breve tra Napoli e le provincie centrali e settentrionali, sarebbe anche grandemente feconda'di risultati economici, e di maggior prosperità al commercio.
Conosce eziandio 1' onorevole ministro che d'accordo con me e con l'onorevole collega Romano, si era stabilito un Comitato ed un Consorzio promotore per gli studi di questa linea, unitamente alla ferrovia Appulo-Sanni-tica, e che a questo consorzio intervennero, oltre ai comuni d'Isernia, Solmona, Castel di Sangro e moltissi altri, anche le amministrazioni provinciali di Molise e di Aquila. Per queste ragioni mi sembra chiaro chè una linea di cosi grande interesse merita tulta Y attenzione del Governo ed ogni suo possibile aiuto. Per lo che io invoco e Romando questi sludi, anche per giustizia distributiva: giacché una volta che lì ha ordinati per Y Appulo-Sanni-tica, non credo chu dovesse rifiutare la stesàa cooperazione pel resto degli studi da Isernia per Castel di Sangro a Solmona.
Ed ora, prima di riassumermi, sento il dovere di rammentare che intoriio alla linea di Roma per Tivoli-Avezzano-Solmona, od altro tracciamento che sia così vantaggioso come
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poneva di fare; così altri gravissimi argomonti si sarebbero aggiunti alle brevi osservazioni che io ho esposto. ,
Attendo adunque dalla gentilezza del sig. ministro una Risposta, sperando che sia così favorevole che senza bisogno di replicare, debba soltanto ringraziarlo. Con questo voto* ho finito ed attendo.
LA RAMPIGNA
Uri giornale citta'diìho per faTe delf opposizione partigiana ad ogni costo e per distillare dello spirito 'annacquato su di un onorevole deputato della nostra provincia, contorce a suo modo i fatti che riguardano la contrada Rampigna, su cui ha deliberalo testé il nostro Consiglio provinciale una petizione al Parlamento. Noi per ora ci. limitiamo a rimetterli nel loro vero posto, non senza, promettere ai nostri lettori che ritorneremo su questo grave argomento. .
Con decreto ministeriale 13 agosto 1872 fu dichiarato che la contrada Rampigna facesse parte dpi comune di Pescara. In quel tempo, come.si sa, era ministro dell' interno J'on. Lanza. Essendosi fatto ricorso contro tale decreto ministeriale, il Re, sentito il Consiglio di Stato, rigettava il ricorso di questa Deputazióne nello scorso ottobre.
Questi sono i fatti che sfidiamo il giornale moderato a smentire. Ora, se le cose stanno in tal modo, la colpa di questa ingiustizia commessa a danno della integrità della nostra provincia è d' addebitarsi tutta al ministero Lauza-Sella ed al Consiglio di Stato, i cui uomini in gran parte appartengono alla consorteria. Le grida che gliv uomini del detto giornale levano oggidì, sarebbero slate opporr tunissime quando erano al potere i Lanza e i Cantelli. Se essi deridono 1' on. De Riseis che non ha potuto ottenere1 una riparazione per*-chè colà fatta capo ha, con maggior ragione dovrebbero' deridere gli ex deputati Coppa e Sebastiani, sotto il cui impero veniva emanato
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impressioni che voi gentilmente mi avete chiesto.. Ed-in prima vi.dirò che non «o capir* come un giornale serio ed importante, qm( è la Gazzetta d'Italia, possa" esser caduto ii questo grossolano errore sul conto deir ©¦. Nicotera. Bisogna dire o che fosse ingannato da alcuni caporioni del partito moderato, di cui sortosi già fatti dei; nomi, oppure cjie a-vèsse perduto il ben dell'intelletto mettendosi a capo fitto in questa lotta, in cui, diciamolo pure, il detto giornale non era preparato. Imperocché, si faccia pure delle insinuazioni » carico di questo o quel testimone, si lasci pure larga parte alla grande marea che monta a favore dell'on. Nicotera; e che per ciò? A-vranno forse attenuala la persona politica del querelante? La Gazzetta non ha trovato neppure un testimone che avesse gif tato una penombra sulla condotta politica del querelante; nessun testimone della difesa ha sapulo o potuto dire di certa scienza che fossero vere le voci fatte correre in quei dì nefasti dalla polizia borbonica, per ismorzare ogni entusiasmo palrioticQ nel resto d'Italia. Invece, che cosa si è veduto? Una fila lunghissima di testimoni, patrioti che sorrisero, al pari del Nicotera, alla mannaia, o scherzarono colle mitraglie, son venuti a deporre concordemente sulla fermezza di carattere del Nicolera e sull'eroismo di cui'die prova sì nel campo «li Sao-za ove ferito, chiese d'essere ucc so come un romano antico, sì innanzi alla gran Corte ove tirò un calamaio in faccia al procuralo^ generale, sì da ultimo nella fossa di S.Caterina in Eavignana!
La storia non si può alterare, o signor1 moderati; e la tela dei fatti che vennero jy gendosijn questi giorni sotto la santità del g*8" >¦ ramehtò, è storia vera, documentata, che potrete negare giammai. Voi avete fatto ctff co al Nicotera di essere stato meo ferino »** nanzi alla Gran Corte; gli avete fallo ctfjJJ di essere stato cagione di avere svelalo I che parte del cifrario. Ebbene, rispondi* di grazia, è onesto ricordare ciò (ammutì f® re che fosse vern i ì ad un uomo che iltè
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volla che li ha ordinali per 1' Appulo-Sanni-tica, non credo che dovesse rifiutare la stessa cooperazione pel resto degli studi da Isernia per Castel di Sangro a Solmona.
Ed ora, prima di riassumermi, sento il dovere di rammentare che intorno alla linea di Roma per Tivoli-Avezzano-Solmona, od allro tracciamento che sia così vantaggioso come quello per riunire Roma all'Adriatico, perchè io non faccio questioni municipali e di andamento, di rammentare, diceva, che nell'anno scorso venne fatta alla Camera, per mezzo dell' on. collega Pericoli, ed iu nome mio e di altri deputali, un' interrogazione intorno a questo stesso proposito; e che simile interrogazione è stata pure presentala, or sono due giorni,, dall' on. collega Marselli, il quale fu poi per circostanze domestiche impedito di svolgerla.
A me ed alla Camera certamente sarebbe piaciuto che l'autorità di una parola così dotta e viva, come quella dell' onorevole Marselli, fosse venuta ad illuminare l'argomento sotto 1' aspetto militare, come appunto egli si pro-
APPENDIGE 6
RUBINA
OSSIA.
UN EPISODIO DEL BRIGANTAGGIO NELLA VALLATA DI MONTECORNO Racconto di RAFFAELE PETRILLI
IV.
1 bersaglieri, cho abbiamo lasciati vagando per il follo degli abeti, checircuivan t itto intorno l' orizzonte, sì che appena si vedea un lembo di cielo, rischiarato dalla luna ornai cadente, pensarono di riparare e dormire quella noile ìnPiè-tracamftla, di qui spiccare una corsa a Tossicia, e chiamare quanta gente armata si potesse avere per dare in collo ai briganti, riparati in Cerqueto.
All' avviso, tosto il sig. Serafino Palumbi capitano della G. N. di detto paese chiama a raccolta quanti può di militi, una cinquantina circa, ed alla lpro testa muove alla volla di Pietrafimela per quindi piombare a Cerqueto, dove già avea
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sorteria. Le grida che gli uomini del dello giornale levano oggidì, sarebbero state oppor-tunissime quando erano al potere i Lanza e i Cantelli.'Se essi deridono l'on. De Riseis che non ha potuto ottenere una riparazione perchè cosa fatta capo ha, con maggior ragione dovrebbero deridere gli ex deputati Coppa e Sebastiani, sotto il cui impero veniva emanato il disgraziato decrelo.
Ma 1' influenza dei signori Coppa e Sebastiani doveva espandersi in cose di maggior momento, il primo aveva a tutelare il sindaco di Montesilvano, il secondo doveva pensare dì e notte al ponte sul Pescara e alla strada Monlorio-Aquila !" ..
La verità sul libello Nicotera
(Nostro Carteggio)
Firenze 17 dicembre 76
(F) Ora che il vento come fa si tace, attendendosi che si ripetano le deposizioni di Salerno, prendo la penna per manifestarvi le mie
inteso il Patrizi tener testa a tutta la turba dei briganti. Non eran due ore di sole, quando la compagnia del Palumbi era al suo posto d'onore in Pietracauwla, di dove fu spedito un messo segretamente al Patrizi, affinchè fosse avvisato del sopraggiungere della truppa. Poco dopo dispostasi in marcia tutta ih milizia riunita; ponevasi in vista di Cerqueto.
1 briganti che, assembrati intorno Cerqueto, più non pensavano ai bersaglieri, veggono ancora una volla le malagu-rose piume sventolar in aria. Allibirono, tanto più che altra gente armata li seguiva. Non per questo perdettero di coraggio, si misero in sulla difesa, sperando che il Patrizi nulla sapendo del sopraggiungere dei commilitoni li lasciasse in pace. Ma quale non fu la loro sorpresa, quando il videro come uu leone venir loro incontro, gettando palle a grandinala ! Risposero in sulle prime, ma vedendosi minacciati di fronte od alle spalle, giacche già i bersaglieri ed i militi del Palumbi faceano i loro saluti, e vedendo qualcuno ferito, ed uno morto, non ostante Slramengo comandasse star fermi, pur tultavolla cominciarono a sbandarsi, quali da una parte, e quali dall' altra, cadendo molti prigionieri in mano dei nostri.
Dopo un quarto d' ora tutto era sedalo. 1 bersaglieri slesero la mano ai bravi militi del Patrizi, e tutti uniti cantando una canzone nazionale rientrarono in paese con a capo i briganli presi prigionieri. Tutta notte non si foca che alle-
gendosiin questi giorni sotto la santità deL ramehto, è storia vera, documentata, che potrete negare giammai. Voi avete fatto ca/ co al Nicotera di essere stato meo fermoj." nanzi alla Gran Corte; gli avete fallo cafy di essere stalo cagione di avere svelato Ij, che parte del cifrario. Ebbene, risponde^ di grazia, è onesto ricordare ciò (ammesso «j, re che' fosse verol ) ad un uomo che rliè mj,L I e mille pruove di coraggio civile e militare! Ma, nemmeno questo gli avete potuto di®^ strare, signori Spaventa e compagni. Sodo \\ le testimonianze dello stesso procuratore generala j Pacifico, a cui il Nicotera giltò il calamai , dello stesso Dalia presidente della G.G. che lo condannava a morte. Che hanno dello questi signori, mercè cui il Nicotera può ottenere la più splendida vittoria sui suoi libellisti?
Sentitelo dalla stessa Gazzetta, supplemento n. 349'. « Posso attestare, dice Francesco Pacifico, sul mio onore e sulla mia coscienza che Nicotera in quel riscontro teDne un contegno fermo e disprezzante; egli non mi fece alcuna rivelazione oltre quelle contenute Del
¦ gria. e tracannare vino del Gran Sasso. All' indomani rinniti i briganti in doppia fila ammanettali, furono condoni in Udo-torio al Vomano, e di là nelle carceri di Teramo dai bersaglieri, che ivi si fermarono alquanti giorni. Ma i briganti che si sbandarono] dispersi per la montagna, giurarono vendicarsi di Tossicia, e dei suoi militi venuti in aiuto di Cerqueto. E quei gridi ripercossero le meste convalli. Dopo po-shi giorni, venuto il fatto in cognizione dell' autorità governativa, questa disponeva una compagnia di linea per Tossi-eia, ed il lenente Patrizi s' ebbe la medaglia d' argento al valor militare per aver con la guardia nazionale tenuto far-mo alla banda dei briganti sei volte maggiore, e per aver j salvato Cerqueto da una possibile rappresaglia.
p'^SlIISf
Giorgio, che dall' ultimo convegno al mulino, non *vr» I più notizia di Rubina, avea le smanie di morte. Quando soc-j cesse lo sbandamento, a Cerqueto, primi si diresse iosu ver»
I i monti, ma poi che le tenebre coprirono quelle vergini lai' , de ora insanguinate, ripiegò verso la strada percorsa dai ber* , siglieri. e gli pape a sentire il mesto ritornello di Rubina.® I pur troppo ne capiva il senso che chi piglia marito o moglie-non la finisce mai davvero colla fantasia e coi palpili oc ! cuore !
(GWi* ««
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