CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    jrto interrogatorio ,, me raccolto: Non mi manifestò in modo alcuno corno interpretarsi }$ carte che gii mostrai. Lo furono da me stesso senza l'aiuto di alcuno e rammento di averne informato il direttore di Grazia o Giustizia di quel tempo, con varie note che debbono esistere nella corrispondenza officiale.? Raccolsi V interrogatorio il 9 luglio* 1S57 e riuscii ad interpretare alcuni documenti nei primi del settembre detto anno (documenti di cui ora non mi sovvengo), in seguito' ali1 e-spletamento di alcune rogatorie nella provincia di Lecce e in quella di Salerno. Nicotera mi indicò solo che le carte da me' presentate nell'interrogatorio, appartenevano aPisacane; , sicché io non ebbi bisogno di altri accertamenti. Il Nicotera pi periodo istruttorio e nel giudizio serbò sempre tale coutegno da scusare anziché accusare i suoi copipagni, p.rl in ispecie fece di tutto per giustificare Scikia, comandante del Cagliari e gli uomini dell1 e- j quipaggio. ,>>
    Udite ora che cosa narra Dalia Domenico, presidente della G. C. che gli leggeva la sentenza: « La condotta del Nicotera nei processo fu di uomo formo e che cerca -sempre di difendere i suoi compagni accusando sè stesso. Nè in allora, nè in seguito ha inteso «lire di rivelazioni che avesse fatto Nicotera in danno dei suoi compagni, e solo da poco tempo a questa parte ne ha udito parlare senza credervi. Queste voci sono sorta dopo la pubblicazione di un articolo in un giornale che non ha letto e che ha per titolo: V Eroe di Sopri. Nicotera nel dibattimento serbò molta dignità di carattere che non smentì mai neppure quando si lesse il decreto di commutazione. Io allora lo premurai di gridare come si soleva: Viva il Re! Ma egli vi si rifiutò. dicendo precisamente che sarebbe stala «na viltà ed una bassezza. Nè si potè indurre nemmeno a .permetterete^'e i suoi compagni emeltessero queir evviva, che non fu emesso,» Di fronte a testimonianze così vive ed irrefragabili. chi mai potrà nutrire ancora un aspetto sul Nicotera pe1 fatti di 3apri? Chi " »«.iclrfi coloro i quali idearono o
    Venerdì e sabato poi avremo il grande commercio dei capitoni, che sono una specialità dell' Italia meridionale, come , panettoni per Milano, e i torroni e la mostarda per Cremona.
    A proposito, eccovi un soffietto.
    Chi vuole della buona mostarda di Cremona, vada.da Pasqualino Sctlebri.
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     ¦' 1 '
    11 Natale ci ricorda che la stagione teatrale sta suU'esordire.
    Infatti, la schiera elei virtuosi è tutta qii, ed è già alle pruove, sotto la direzione del maestro Pati.
    Ne sono olire a 30 tra maschi e femmine. Quanta virtùl, L' impresario Trapani è tutto contento, se non per il piano, almeno perchè i suoi virtuosi sono tutti al loro posto.
    Si andrà in scena a S. Stefano con , Ebreo dell' Appollo-ni. Ma perchè perdere la sera del Natale, in cui il tea Irò potrebbe essere affollato?
    Basta; - auguro agli artisti molli applausi e all' impresario molli quattrini.
    # * *
    Il piano, come sapete, è pieno per metà; l'altra metà, cioè la pari, è in stato di nullatenente
    Siamo sempre alle solile. Eppure v* è una quantità di cittadini agiati che potrebbero riempirla.
    Ma.... 1' uomo propone e le scuse dispongono. L' altro ieri vidi una nota di cittadini che si rifiutano di prender il palco con certe scuse, che, à sentirle, tolgono via 1' ipocondria.
    Un tale si scusa perchè la sua Signora è in stalo interessante. Un altro, perchè gli è partorita. Un terzo perchè sta per partorire tsua moglie, non lui).
    Insomma o per una scusa, o per P allra, certo è che la pari è vuota !
     o *
    11 signor dolt. Fortunato de Luca mi manda una lettera, da cui stralcio le seguenti lince:
    « Genlilissijno sig. Direttore
    <" Mi raccomando alla imparzialità e cortesia di lei, perchè voglia inserire nel prossimo numero del suo giornale, questa breve risposta all' articolo anonimo datalo da Notaresco 10 dicembre 76, e pubblicato nel N. 100 del giornale medesimo.
    «Vi è stalo, è vero, un banchetto in casa del comm. Devincenzi, lui assente, al quale presi parte anch' io come ve i ne erano stali altri due anteriormente in casa del barone Ammolli; ma tulli e tre non hanno avaio altro scopo che quello di passare alcune ore in ricreazione e in allegria. La politica non ci è entrata mauco per sogno, e molto meno fu trincato alla salute di quell' anima moderala di Antonio Finocchi. »
    E basla così perchè il resto non fa al caso. Il mio corri-
    Del deputato Patrizi dice che nella sua adolescenza « era non solo devolo, ma si può dire passava quasi intera la sua vita in chiesa. »
    Qui prende proprio ona cantonata. Se,< pata .caso, molto lontano, io fossi eletto deputato, Don Margotti mi verrebbe a ricordare che ho servilo un migliaio di messe in chiesa/
    E poi continua: « Nel 7860 fé' un repentino cambiamento, e si diè a perseguitare i briganti, guadagnando la medaglia al valor civile, ed ora anzi si fa un vanto di appartenere alla massoneria. Però è uno scapato più che altro. .. »
    Si correggerà, reverendo Don Margotti, si correggerà le scapato ; non dubiti.
    Però, vedi caso; mentre il teologo di Taggta ricordava questa onorificenza dello scapato, la nostra Appendice arrivava alla descrizione del brillante combattimento di Cerqueto, per eui il tenente Palrizi ottenne la .nedaglia 1
    CASINO TERAMANO - ASSEMBLEA GENERALE
    A menle degli articoli 54 e 55 del Regolamento è convocata per giovedì prossimo 28 dicembre ad ore 3 pom. P As-, semblea Generale dei socii ordinarli del Casino Teramano.
    L'ordine del giorno è il seguente:
    1. Nomina della nuova Dire/iene.
    2. Bilancio preventivo 1877.
    Per la validità delle deliberazioni in prima cunvocizione è necessario: cbe il numero degl' intervenuti raggiunga il terzo degli iscritti soci ordinari.
    Oc.orrendo una 2.11 convocazione rimane fin da ora determinato, che si terrà nella successiva domenica 31 dicembre alle ore 3 pom. senza blsògao di novello avviso.
    Dalla Direzione del Casiuo Teramo 20 dicembre 1876
    Per il Presidente - il vice presidente Nicola Paljia
    Assisie e Correzionale
    ,Continuazióne e fine vedi n. prec.)
    11 dicembre Settimii Giuseppe di Luncia-no imputato di stupro violento venne condannato a 3 anni di relegazione. Dif. Mutignani, P. M, Ciotto.
    Nello slesso giorno si trattò in Camera di consiglio! la causa di Italiani Vincenzo, imputato di stupro violento ed avuta la desistenza dalla parte lesa, venne dichiarato non farsi luogo a procedere.
    12 detto. Fu rinviala la causa di Bottini Cimini per mancanza di testimoni. Dif. Manetta. P. M. Ciotto.
    13 dello. Marchionni Domenico di Noe-
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    dicendo precisamente che Sarebbe stala
    ssa viltà ed una bassezza. Nè si potè indurre
    nemmeno a .permettere!»che i suoi compagni
    emettessero queir evviva, che non fu emesso.»
    Di fronte a testimonianze così vive ed irrefragabili. chi mai potrà nutrire ancora un sospetto sul Nicotera pe1 fatti di Sapri? Chi mai potrà scusare coloro i quali idearono o commisero il disonesto attentato contro la riputazione d' un patriota, dì cui luti1 i paesi si devono onorare ? Queste sono le mie impres-#ioni, queste sono le mie convinzioni, che vengono divise da tutto il pubblico fiorentino. Difficilmente la sentenza potrà pronunciarsi prima delle feste natalizie; certo è però che la pubblica opinione si è già chiaramente manifestata in favore del querelante eri i giudici non saranno affé mia di contrario avviso. Un solo voto io faccio, e permettetemi che lo dichiari a voi; desidererei che la pena fosse la più mite che sia possibile per il gerente, che non ne ha proprio colpa. Se la legge legittima una superfetazione com' è quella di una testa di legno che giuridicamente si rende responsabile. di una colpa che non ha, gli uomini che la interpretano non devono, umanamente parlando, calcare la mano. E' questione di u-inanità, secondo me !
    Piccolo Corriere
    Ieri fu festa di S. Berardo, il patrono della nostra città. R municipio il lu£so della solila illuminazione patriarcale; il Vescovo fece anche la sua, ed alcune famiglie private cacciarono fuori dei lumicini economici che erano una bellezza a vedérli.
    L' anno scorso in questa solennità feci menzione di una grazia di S. Berardo.
    Da quel giorno quanti mutamenti scrno avvenuti nella nostra città J ^ i
    Veramente S. Berardo è un gran santo.
    * #-{
    La fiera di ieri fu popolalissima.
    >ei nostri caffè si è veduto un via vai continuo di gente <*« fa le solile spese per la ricorrenza del Natale.
    la questi giorni il grande consumo di dolci e di torroni ti mi mandila. Da ieri ad oggi quei grandi tavoli pieni di di Dio, che si vedono nei caffè Sardella, Trippetla, Ange-*" »« &»ffé/«, Pressante ed altri, di cui non ricordo il nome, damali ad onore e gloria del nascituro Bambino.
    , H S,spH®B,5 nei ii. iuu ubi giornale medesimo.
    «Vi c stalo, è vero, un banchetto in casa del comm. Devincenzi, lui assente, al quale presi parie anch' io come ve ne erano stali allri due anteriormente in casa del barone Amo,roUi; ma lutli e tre non hanno avnlo altro scopo che quello di passare alcune ore iu ricreazione e in allegria. La politica non ci è entrata manco per sogno, e molto meno fu trincalo alla salute di quell' anima moderala di Antonio Finocchi. »
    E basta cosi perchè il reslo non fa al caso. 11 mio corrispondente disse che fu un banchetto politico, il sig. De Luca dice che non lo fu. È questione di apprezzamento.
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    iti > *
    La sera di lunedì una pattuglia di guardie daziarie che
    andavano dando il cambio alle altre, sembrava una mano di lazzari; tanl' era il baccano che tacevano e le parole insolenti e lubriche che bestemmiavano all' indirizzo della città e di alcuni rispettabili cittadini.
    Che cosa fa il tenente o l'ispettore, sotto i cui ordini sta il corpo daziario ?
    Se non hanno occhi per avvertire il contrabando che si fa su larga scala, almeno abbiano un pò di vigilanza sui loro subordinali.
    Cerchiamo assai poco in verità.
    * *
    Molti mi domandano che cosa scrisse 1' Unilà Cattolica dei tre deputali nuovi della nostra provincia nel suo N. 286.
    Adesso vi dirò. - Don Margotti, restando :fermo nel suo principio né eletti nè elettori, ha dato staffilale all' una parte ed all' altra.';
    Del deputalo Costantini non manca di rieordare che suo padre ¦» per miracolo scampò la fucilazione » - che egli è colto in letteratura sopratutlo; «però è più retore che dottò.»
    Tò, Don Margoni è stato più generoso di un giornale nostrana, che non gli concedeva neppure la patente di studi elementari.
    Ma il rugiadoso giornale non risparmia neppure 1' ex o-norevole Silenzio. Infatti esso scrive: « Succede al Sebastiani di destra, slato deputato dal 1862, e nolo soltanto come colui che nel 1866 in Parlamento accusò Cesare Cantù di essere austriacante, mentre egli, il Sebastiani, noi 1859, aveva inneggiato al Borbone. »
    Ecco una particolarità della vita parlamentare dell' ex deputato che io non conosceva.
    Bravo, merlo ! Si fa il puritano per gli altri senza pensare a sè !....
    * *
    Sull' on. Cerulli, Don Margotti occupa poche linee. Dice che « sorprese rutti quando su pei giornali si dichiarò progressista. » Però se non ha coltura , in compenso è un buon amministratore. »
    P. M. Ciotto.
    Nello slesso giorno si trattò in Camera di consiglioj la causa di Italiani Vincenzo, imputalo di stupro violento ed avuta la desistenza dalla parte lesa, venne dichiarato non farsi luogo a procedere.
    12 detto. Fu rinviala la causa di Bottini Cimini per mancanza di testimoni. Dif. Manetta. P. M. Ciotto.
    13 dello. Marchionni Domenico di Noc-ciano, imputato di ferimento seguito Ha morte, venne condannato a 10 anni di reclusione. Dif. Mezucelli Dionisio, P. M. Ciotto.
    14 detto. Sinigaglia Bartolomeo, di Valle S. Giovanni imputato di furto quali ficaio, fu assolto per deficienza di pruove. Dif. Scarselli, P. M. Benedetti.
    lo detto. Carulli Gaetano di Ortona a raa-^ re, imputato di furto qualificalo, venne con dannato a 10 anni di reclusione ed a 5 di sorveglianza.
    Dif. Pistocchi, P. M. Ciotto. F. TAFFIORELLI Direttore responsabile
    ~ AVVISO
    Al Negozio Alessandrini Errico
    SI VENDE LA CARNE AI SEGUENTI PREZZI Carne di Bue e Vitella Quarto avanti per bollito L. 4,20 al chilo Quarto dietro per Ragù » 1, 50 » Carne scelta senz'ossa » 2, 00 »
    Con deposito di Provoloni a L. 3, CO al Chilo
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    AVVISO
    Al negozio SETTEBR1 PASQUALE
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    SI VENDE LA CARNE AI SEGUENTI PREZZI
    CARNE DI BUE E VITELLA Quarto avanti per bollito L. 1, 20 al chili Quarto dietro jer ragù L. 1, 50 id. Carne scelta senz' ossa L. 2, 00 id.
    SETTEBRI PASQUALE