CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Anno
    II.
    Sabato 23 Dicembre 1876
    IV. 103
    PREZZI D' ABBONAMENTO
    Anne . L. 9 j per j, Esler0
    Semestre » £ l aument0 delle spes*
    Trimestre. » J ( postali
    Un nese . » 1, 25 )
    Un numero separato costa ceni. 10,
    POLITICO-LETTERARIO
    Esce il Mercoledì e il Sabato IIM TERAMO
    La Direzione ti Amministrazione tono provvisoriamente presso la Tipografia
    del giornale Inserzione avvisi commerciali in i pag. Cent. 10 per linea o spazio di linea di colonna, in 3a 15. Inserzione di eomnnicati od altro, i prezzi sono da convenirsi. - Per più inserzioni si fa uno sconto - Le lettere affrancate e vaglia postali debbono essere diretti all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo.
    Aon si restituiscono i manoscritti.
    La politica della settimana
    Iules Simon, nuovo presidente del gabinetto francese si è presentato alla Camera riprotestando gli antichi suoi sentimenti liberali e la ferma sua intenzione di far rispettare gli ordinamenti repubblicani dalla classe degl' impiegati. Questa dichiarazione del presidente dei ministri francesi, se da una parte dà nuova pruova della sua fede repubblicana, dall' altra indica che anche in Francia gì1 impiegati sono restii nell' accettare il nuovo ordine di cose stabilito dai suffragio universale. La detta dichiarazione fu accolta con oppiatisi dalle sinistre, e credesi che questo rimpasto ministeriale raccoglierà le simpatìe della Camera elettiva. Non cosi però avverrà nel Secato, ove la maggioranza è tutt' altra cho repubblicana ed è in antagonismo alia maggioranza repubblicana della Camera. Già si vedono i eermi di futuri conflitti in alcune pa-
    readita francese 3 ojO 70. 65, rendita italiana 71. 40. - Vienna, la rendita austriaca il giorno 19 a 66. 60. - Londra il 19 la rendita italiana salì a 71 3[8, il consolidato inglese a 94 7^16. lo spagnolo a 14 3[8, il turco ali 3[8.
    DA ROMA
    (Carteggio parlamentare;)
    18 dicembre 76.
    (C. ) La seduta odierna della Camera è stata assai interessante: lì unica forse interessante dall' apertura della sessione. Non già che si fosse deliberato qualche cosa di notevole; ma i grandi capitani sono scesi in campo, e si è visto per un momento il luccicare delle armi, fieramente fin qui affilate nelP ombra.
    La discussione del bilancio degli esteri vi ha pòrto il maggiore alimento.
    L' on. Miceli, P infaticabile censore dei ministri degli esteri, ha aperto il fuoco.
    Il Miceli, per chi noi sapesse, e ora-^ Mm  ì « net temoo stes-
    celiente, nella quale comunque volgano gli eventi, che sono buj e minacciosi davvero, avrà sempre ragione lui!
    Al bilancio degli esteri è susseguita la discussione generale di quello della guerra. Si sapeva che il Ricotti, dopo i vani armeggiamenti fatti nel seno della Commissione generale di bilancio, avrebbe sollevata la discussione dell' armamento nazionale; nè per verità ha tutti i torti. Dopo quello che si è detto e scritto di lui in questi ultimi tempi nella Camera e fuori, la nazione ha dritto di sapere se siamo in presenza di un nuovo maresciallo Le Beuf, o di un valoroso ministro calunniato.
    11 Ricotti è uomo convinto: parla con singolare fierezza, e nelle sue parole, che non raramente straziano la grammatica, senti più il soldato che P oratore.
    La discussione è sorta sull' ordine del giorno Botta, presentato a posta per impedirla. Perocché l'ex ministro della guerra, pure approvandolo, intendeva riserbarsi la facoltà di parlare sul capitolo 4.°, che riguarda appunto le armi portatili. Ma il
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    uums'ci miu t accoglierà le simpatìe della Camera elettiva. Non così però avverrà nel Senato, ove la maggioranza è tutt1 altra che repubblicana ed è in antagonismo alla maggioranza repubblicana-della Camera. Già si vedono i germi di futuri conflitti in alcune parole dette nel Senato dal presidente della Commissione del bilancio, senatore Pouyer-Quer-tier. Egli disse che compito del Senato non è quello semplicemente di approvare, quasi senza discussione, tutto ciò che si fa nella Camera, ma di modificare, se occorra, e determinare, se creda, le entrate e le spese del bilancio. In tesi generale nessuno può dar Iorio al senatore Pouyer-Quertier, ma avendo questi soggiunto che il Senato deve ristabilire i crediti domandati dal governo o ridotti o soppressi dalla Camera, ciò dimostra la disposizione della Commissione senatoriale del bilancio a romperla seriamente con la Camera elettiva.
    Della questione orientale nulla d'importante, nulla di positivo. Anche nella Camera italiana si parlò di essa, ma non ne sappiamo più di prima, essendosi il ministero rinchiuso in un assoluto riserbo. Solo un telegramma da Costantinopoli ci fa sapere che l'accordo dei delegati delle potenze nella Conferenza preliminare è completo. Oggi stesso poi deve aver luogo la prima seduta della confereuza coi delegati ottomani. Un hall imperiale nominando gran visir Midhat pascià, fa voti per una migliore amministrazione e per Io scioglimento delle questioni pendenti. <
    L© Borse A Roma il (giorno 20 chiudevasi a 74. 73 I la rendita italiana, il Turco a 12. 20. - Firenze, il napoleone d1 oro a 21. 78. - Parigi,
    sono scesi in campo, e si è visto per un momento il luccicare delle armi, fieramente fin qui affilate nell'ombra.
    La discussione del bilancio degli esteri vi .ha .pòrto il maggiore alimento.
    V on. Miceli, i infaticabile censore dei ministri degli esteri, ha aperto il fuoco.
    Il Miceli, per chi noi sapesse, è oratore simpatico, facile fÉi e nel tempo stesso sobrio e temperato più che non si creda. Se dovessi giudicarlo, lo giudicherei assai migliore della sua fama: il che non di rado avviene nelle cose politiche, dove molti valgono più che che non si estimino, e molti per contrvi si estimano più che non valgono!
    Al Miceli ha tenuto dietro il Petruc-celli. Vecchio di sembianze, ma ardente di animo e di pensieri, ha fieramente lamentato con accento fra il Calabro e ì' inglese; il bujo fittissimo, che copre la nostra politica estera, ed ha formulato; alcune domande^ miste di biasimo e di sospetti, a cui non sii sarebbe potuto rispondere senza sollevarne il velo. Nel fondo è di accordo c.ol Miceli: ma nelle sue parole cercheresti invano 1' animo elevato, il pensiero schiettamente generoso e la serena temperanza di quello.
    Il governo, rappresentato dal Depretis pel Melegari infermo, naturalmente si è nascosto nelle pieghe del tappeto verde della conferenza di Costantinopoli con tanto maggiore diligenza, quanto maggiore insania si era dimostrata a volernelo scoprire.
    Ciò ha pòrto bel gioco al Sella, che con parola facile, eloquente e finamente arguta ha lodata, profittandone, la riserva del governo, pur lampeggiando un quos ego, quos ego, che ha lasciato opportunamente ricadere nell'ombra!
    Così T intemperanza degli avversari ha dato agio all'abile capitano dell' ala destra di guadagnare una posizione ec-
    singolare fierezza, e nelle sue parole, che non raramente straziano la grammatica, senti più il soldato che P oratore.
    La discussione è sorta sull' ordine del giorno Botta, presentato a posta per impedirla. Perocché l'ex ministro della guerra, pure approvandolo, intendeva riserbarsi la facoltà di parlare sul capitolo 4.*, che riguarda appunto le armi portatili. Ma il Crìspi, non so se per imperizia o per scaltrézza, ha mòsso le carte in tavola, met-. tendo la Camera in sull' avviso. Nè meno espiicito è stato il Correnti, presidente della Commissione di bilancio, che con paròle assai gravi ha quasi rimproverato al Ricotti di mancare ai patti interceduti nel seno della Commissione istessa, e ritardare la discussione dei bilanci, a cui la Camera intende con tanta e sì rara alacrità. "
    N' è seguito un vivo incidente-, a cui ha posto fine per oggi l'ora tarda e il lungo digiuno coli' unanime adozione dell' ordine del giorno Botta: dico per oggi perchè il fuoco è sepolto ma non spento; e la tempesta risorgerà domani, se la notte non reca più miti consigli. (f)
    (1) 11 nostro corrispondente non si è ingannato. La seduta di martedì fu agita-tissima. e vi presero parte gli on. ministro Mezzacapo e deputati Ricotti, Pierantoni, Morana, Balegno ed altri. Un ordine del giorno dell' on. Toscanelli, di fiducia al ministro, fu approvato a grande maggioranza.
    Le Opere pie
    Parecchie volle il nostro giornale ha trattato un argomento che riguarda la numerosa classe degl'impiegati alle Opere pie dell'Italia meridionale, a cui dai passati ministeri venne denegata la giustizia che si meritavano, come dimostrammo in alcuni articoli di fondo, e in