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fi fungo corso di mìa vita io non sono stato immobile, ed è vero, ma ho sempre seguito fuochi falwi ma bensì la Stella d'Italia, che sli ha sempre illuminato e vivificato, anche gnanà^ offuscata da nere nubi, faceva me-Iteri intravederla a traverso di telescopi in camere oscure. . , , j 1 , j
A limo Senatore Ivelli
Cronaca Abruzzese
Aquila. Questa città vien funestata in questi giorni da piccoli furti commessi in gran parte da ladruncoli di fresca età.' Questo però che narra la Gazzetta non sarà opera di lati roncoli:
La notte del 17 al 18 corrente ladri tuttora ignoti, mediante rottura di due porte, f una II ingresso e , altra interna, penetravano nel magazzeno di vino posto in piazza S. Giusta al pianterreno del palazzo Conti, e forzata la serratura del cassetto ove conservami il danaro vi rubarono c rea L. 300 delle quali L. 280 in moneta di rame! Fu addirittura una fatica d' Ercole per trasportarla.
E' a notarsi che in fondo al detto cassetto riparalo da un intermezzo di legno, vi era un deposito di varj oggetti di oro pel valore di
400, ed altre L. 30 in rame ed in biglietti di banca, di cui i ladri non si avvidero.
Ghieti. Un elettore del collegio di Ges-wpnlena, rimasto vacante perchè , on. Melchiorre ha optato p^r Ortona. propone in quel collegio U candidatura di Silo io Yerralti pub-
Togliamo dall' Eco degli Abruzzi:
Fin dall' ottobre 1876 si ebbero a d^plo-parecchie grassazioni nel circondario di Vflsto per opera di una comitiva «lì malfattori, ¦ quali si riversavano anche nel circondario 'i'nilrofo di Larino, dove commisero altre grassoni.
In seguito alle buone direzioni ed accordi Prosi da questa prefettura con quella di Cain-p " ¦" " " oet.n fatto di certo Giù-
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sizioni così savie ed energiche ai suoi dipendenti da ottener® in brev' ora un così felice risultato. Fanfulla e compagnia si guarderanno bene di parlare di questo fatto, che altamente onora un così egregio funzionario
ECHI DELLA PROVINCIA
Bellante 20 dicembre 76
Fra i pochi fatti degni di encomio compiuti sotto il sindacato di Venanzo Spera, cioè dai primordi del 1864 Ano al maggio del 1869, va ricordata la istituzione d'un pubblico mercato settimanale da tenersi in ogni Domenica provocando all' uopo un decreto della onorevole Deputazione provinciale sotto la data dei 25 agosto 1866.
Ma come avviene a chi respira in un ambiente nuovo e si trova a disagio fuori del suo elemento, così egli, nel giorno istesso della inaugurazione, cominciò a cospirare contro la sua floridezza, ripetendo con Dante, Ciò che pria mi piaceva, allor m' increbbe e, riuscì a distruggere I' opera che aveva con tanto amore accarezzata.
Non per soffermarmi nelle sterili recriminazioni di una critica postuma, ma solo per analizzare le cause attraverso degli effetti, mi piace ricordare che il mercato abortì e fu sepolto ncll' oblio dopo le prime pruove. Ma perche, mi direte voi? Perchè non era possibile che sorgesse e prosperasse col solo a-iuto di un laconico manifesto; perchè era necessario nominare una Commissione tra i più influenti cittadini allo scopo di stimolare proprietari ed agricoltori ad esporre venali i loro prodotti e far folla di bestiame; perchè conveniva tener desio in mille modi il credito e la fiducia a forza di attività, di zelo,di stimoli e di buoni esempi; perchè era ostico e scandaloso chiedere il doppio ed offrire la metà del valore nei singoli contratti; perchè in una parola occorreva preparar bene il terreno e renderlo alto ad alimentar la nuova istituzione.
Ciò che difatti allora non fu raggiunto e ch'era follia sperare sotto un'amministrazione
dil che il suo generale Adèl-Muza voglia ucciderlo per farsi del suo cadavere sgabello al trono,
lioabd.il smania d' angoscia a questa notizia e prorompe in furia, ma un coro di odalische lo acqueta e lo assopisce.
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ATTO I. Issaoehar ha una figlia per nome, Leila, che è innamorata di Adil-Maza, generale dei Mori. E notte. À-del va a trovare la sua bella, scavalcando il recinto di un orlo, e le canta una canzone d'amore. Lei la riconosce la voce dell'amante, scende giù e parla con lui. Ma, mentre stanno nel più bello d' un duetto, si ode uno stormire di frondi, e di dividono. Era Issaoehar che usciva da un nascondiglio pieno l'animo di furore, venendo a sapere l'amore di sua figlia ebrea con un Moro miscredente !
Accenti d'ira d' Issacehar; vuole uccidere la figlia indegna, ma si frena.... Perchè?
Perchè egli ha pattuito di darla in ostaggio agli Spagnoli, sino a che non avesse mantenuto la promessa di agevolare la resa di Granala.
Infatti la conduce all'accampamento spagnolo, ove credeva trovare il re Ferdinando fedele ai patti. Invece questi, messo su dai Giudici dell' Inquisizione, i quali' non ammettevano che un re cristiano si accordasse mai con un ebreo, consegna Issaoehar all' inquisizione, che lo condanna al rogo, e Leila alle dame di corte per convertirla alla vera fede. Ma Issacehar fugge dai ceppi dell'Inquisizione, e si vendica
appiccando il fuoco alle tende spagnoie.
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ATTO II. Siamo nella dimora sotterranea di Issacehar, ove convengono molti armali della tribù ebrea, i quali eccitati dai profetici e marziali accenti di Issacehar si uniscono ai Mori per rapire Leila dalle mani spagnole. Ma la sorte non sorrido agli alleali, e Ferdinando intuona l'inno della vittoria.
ì Mori mandano un'ambasciata, a capo di cui sta Adel, per chiedere ai vincitori una tregua. Il re Ferdinando gliela ricusa: Adel si congeda, ina, nell' alto di partire, incontra e rioonosce Leila. A que-la scena prende parte, olire i duo amanti, tutta la Corte reale. A del vuole condurre la sua a-mante, ma n'è impedito L'ila vien portata via svenula.
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ATTO III. Tra i monti andalusi, s' erge un monastero, o-ve vien tratta Leila dai reali di Spagna per farla convertire alla fede di Cric*lo e rinchiuderla nel chiostro. Tulio ò preparato, la giovinetta catecumena è pronta^* prendere il veto.
In questo, due uomini, venuti da opposti luoghi, si riconoscono. Sono il saraceno Adel e 1 ebreo Issacehar, implacabili nemici sempre. Incrociano il beando e si battono. Intanto il rilo della monacazione di Leila comincia in chiesa, e le meste melodie religioso fanno desistere dal combat lamento i due guerrieri, lssaccliar rammenta di avere un altro obbligo. di strappare la figlia dai nemici e restituirla alla fedo ebrea, o sacrificarla a leohwa. Infatti entra in chiesa, provoca uno scompiglio fra gli astanti, strappa dai sacerdoti Leila e la piatìgge,' votandola al Dio degli Ebrei.
Il parricida vien preso e condannato al rugo. Cala la tela.
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Il teatro di Aquila si chiuse giovedì sera* con I* JLrtico/o 47 cotnedia. se non erro, tratta da un bollissimo romanzo sociale di Deloi, 1' autore della Femme du feu
Ieri sera doveva esser chiusa la prima serie delle recite drammatiche della compagnia drammatica Peauaua-Bruneiti
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in seguito alle buone direzioni ed accordi presi da questa prefettura con quella di Campobasso, e dopo l'arresto fatto di certo Giustino l tacco di Villalfonsina il quale fu riconosciuto autore di una grassazione commessa nello vicinanze del comune di Casal bordino, vennero arrestati nel circondario di Larino sullo scorcio di ottobre i seguenti cinque in-I dividui: Angelo De Fanis, Lorenzo di Francesco, Domito Abruzzese, Domenico Paganella e Ferdinando Del Prete, il primo di Vasto e gli nitri quattro di S. Salvo.
I superstiti della comitiva, non cessarono di commettere altre grassazioni nel circondario di Vasto ed in quello di Larino. Si raddoppiò allora lo zelo da parte dei funzionari ed agenti della forza, ed in fatti sui primi del corrente dicembre furono arrestati in S. Salvo i due fratelli D'Addano Michele e Vincenzo nativi di Carpineto Sinello, e nella perquisizione praticata nel domicilio dei medesimi furono rinvenute armi, munizioni, ed altri corpi di reato relativi alle commesse grassazioni. Il terzo complice, il quale era latitante, certo D'Aloè Domenico, venne arrestalo tre o quattro giorni dietro in S. Buono sua patria in seguilo alle più perseveranti indagini della forza pubblica. E' notevole che il detto d'Aloè, in casa del quale furono pare rinvenuti e sequestrati alcuni corpi di reato, fu arrestato con le armi alla mano e quasi in flagranza di un' altra grassazione.
Con I1 arresto di tutti i sudetti individui, la comitiva è stata completamente disfatta, e sperasi che la tranquillità dei due circondarli di V asto e Larino non venga ulteriormente turbata,
Sni tributiamo i più sinceri elogi agli a-genti della forza pubblica che concorsero con zelo ammirevole a ghermire questi malfattori associali in comitiva, e che minacciavano la «fearezza di due provincie. Però lode maggiora f meritata va attribuita all' egregio nostro prefetto, che senza iattanza seppe dare dispo-
........... nò-aio ni mine moiii il credito
e la fiducia a forza di attività, di zelo,di stimoli e di buoni esempi; perchè era ostico e scandaloso chiedere il doppio ed offrire la metà del valore nei singoli contratti; perchè in una parola occorreva preparar bene il terreno e renderlo atto ad alimentar la nuova istituzione.
Ciò che difatti allora non fu raggiunto e ch'era follia sperare sotto un'amministrazione poco oculata e preveggente, è stalo oprato a-desso dall'attuale Sig. sindaco, il quale, con savio consiglio e facendo appello a quanti credono che il commercio sia un fattore di ricchezza, ha_richiamato in vita il mercato, e fin dal 3 volante se no fece il primo esperimento con un'affluenza di derrate e d'animali e con una serie di contratti da far sperare molto bene di sè in energia se non lo si abbandoni ai capricci dal caso, in sino a tanto almeno che non si sia, per dir così acclimato e non abbia messo salde e profonde radici.
I cattivi tempi delle due domeniche successive ci han fatto avvertiti della necessità urgentissima di un comodo porticato, essendo quello dei signori Pompelti troppo angusto ed indecente.
E il sig. sindaco che ha preso l'assunto come un impegno di onore, saprà provvedere anche a questa bisogna, se non subito, almeno nella futura stagione invernale.
w IVotizie Artisti eli e /N n libretto dell' EBREO
Martedì sera andrà in scena queslo spartito, nuovo per Teramo, che contiene, come mi si dice, della buona musica, che spero venga bene eseguita. ,
I miei lettori mi saranno grati, se ne esporrò 1' argomento. Il libretto consta di un prologo e ti c atti, e non manca di azione drammatica.
Siamo ai tempi dell' assedio di Granata, ultimo baluardo dei Mori in Spagna, preso dal re Ferdinando d' Aragona e Isabella di Castiglia.
II prologo ci porta negli appartamenti di Boabdil-el-chic re dei Mori in Granala. Issacchar, ebreo, e ritenuto per mago, volge in animo di far entrare gli spagnoli in Granala, purché guarentissero a lui ed ai suoi ebrei franchìgie ed o-nori. Per riuscire a queslo intento, cerca di seminare discordia entro le stesse mura di Granata, facendo credere a Boab-
e le mesle melodie religiose, fanno desistere dal combattimento i due guerrieri, lssacch-or rammenta di avere un altro obbligo. di strappare la figlia dai nemici e restituirla alla fede ebrea, o sacrificarla a leohwa. Infatti entra in chiesa, provoca uno scompiglio fra gli astanti, strappa dai sacerdoti Leila e la iraligge,' volandola al Dio degli Ebrei.
Il parricida vien preso e condannato al rugo. Cala la tela. # #
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Il teatro di Aquila si chiuse giovedì sera* con 1' Articolo-17 coinedia, se non erro, tratta da un bollissimo romanzo sociale di Belot, I' autore della Femme da feu.
Ieri sera doveva esser chiusa la prima serie delle recite drammatiche della compagnia drammatica Pez/.ana-Brunelli in Chieti. Al trionfo dei Pezzenti seguì quello dell' Alcibiade anche del Cavalloni.
Assisie e Correzionale
[Ultime cause di questa sessione)
16 dicembre. Francesco Silvestri, Ernesto-Valeri, Gioachino Chinili, e Giovanni di Giovanni di Nocciano, imputati di furto, rinviati ad altra sessione, dovendosi procedere contro un altro correo. P.M. Ciotto, dif. F. Crucioli, Manetta, Pistilli e Tanzi.
18 e 20 detto. Nicola Grumelli di Atessa, ex cancelliere della pretura di Notaresco, imputato di sottrazione di denaro dello Stato, fu condannato a 3 anni di carcere, computato il sofferto. P. M. Ciotto, dif. Ginaldi.
20 detto. Orsini Salvatore, ex esattore di Moscufo, fu assolto, avendo il P. M. ritirata 1' accusa. P; M. Ciotto, dif. D. Mezucelli.
20 e 21. Foglietta Antonio ex cassiere della Congrega di Carità di Mutignano, fu assolto, avendo il P. M. ritirata 1' accusa. P. M. Ciotto, dif. Ginaldi.
Nostre informazioni
Mentre noi scrivevamo il reclamo contro alcune guardie daziarie, che lungi dall' attaccare la delicatezza del tenente e> dell' ispettore, mirava solo ad eccitarli ad una maggiore sorveglianza, con piacere ci vien riferito che il sig. Ispettore provvedeva alla loro punizione. Questo riferiamo ad onore del vero»
F. TAFFIORELLI Direttore responsabile
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